quel volare alto
Sopra i fiumi,
... oltre il solito alfabeto di noi stessi!

Tu non sei più il mio pensiero.
Tu sei quel dolce col retrogusto amaro
che non assaggerei più!
Quando so che stai per rincasare,
il cuore mi batte per la paura,
io come un esile passerotto
stretto nelle tue possenti mani,
non può scappare più via
e non osa chiedere nemmeno aiuto.
Ho scelto te come mio destino
ma quante volte mi hai deluso!
Perché poi sia andata così non so.
Amo ogni essere vivente
ma non sono più sicura di amare te.
Questo melograno che ora assaporo
ha il gusto un po’ dolce
e un po’ aggressivo
proprio come tu sei.
Non si può sopravvivere senza amore,
anche se non dovrei,
io lo cerco in te.
So che sbaglio a continuare a credere in questa famiglia,
in questa unione.
Tu sei stato lo sbaglio mio più grande.
Ora nasconderò i lividi col fondotinta…..
….e che tutto va bene riuscirò a far finta.
Mi truccherò gli occhi pesantemente,
indosserò gli occhiali da sole,
e non si vedrà più niente….
So che stasera mi porterai dei bellissimi fiori
per chiedermi scusa….
ma io delle tue scuse non so più che farmene!
bellezza
una parola,

! ‘N bastone di legno raffinato,
questa matina me so comperato
Pe soddisfa le esigenze mia
de camminà spedito pe la via.
Sono rimasto assai meravigliato,
dell’interesse che ho provocato.
Chi me vedeva come ‘n vecchio nobile,
chi antico cultore dello scibile,
chi riteneva fossi solo snob,
chi mi servisse a mantenere aplomb.
signori miri nun state a scervellavve,
potrebbe qualche male provocavve,
che io, de legno, ho solo er bastone
e nessun’altra strana complicazione.
Nun so ridotto come quarche artro
che è in grave condizione, un disastro !
‘n se ponno manco più grattà la testa
Quanno che er prurito fa richiesta,
perché er vero male in lor consiste
ner ritrovarsi fra le dita…schegge
e ti fanno festa,
in questa luce ancora fioca,
silenziosa,
lisciata da sibili lievi di vento.
Appari come un letto non sfatto,
pronto ad accogliermi.
Racconti storie antiche,
e le stendi sulla rena che baci
ed anche, o forse,
i sogni che verranno…
Diluisci il tuo profumo
nel colore intenso del cielo,
spandi carezze
per chi cerca silenzio.
… Abbracciami, si,
tienimi stretta e scuotimi,
in questo freddo mattino.
… Sentirò linfa che, tu,
mi passi nelle vene.
Rinascerò da te che mi aspetti,
ogni giorno, qui e sempre qui.
Sarai, per me,
il fuoco che alimenta la fiamma
dei giorni che saranno…
Ciò che vedo, mi addolora tanto
Tu non puoi immaginare quanto
E ciò che mi fa male veramente
È che tutto accade normalmente.
Se ci facciamo l’esame di coscienza
Senza neppure ricorrere alla scienza,
Capiamo che l’ignavia è un peccato
Ed è ormai ora di prenderne atto,
Mentre rinchiusi nel nostro guscio,
Ci limitiamo a guardare dall’uscio.
La vera causa di tanti cani sciolti
Sta nel numero di genitori stolti
Che non hanno tempo per amarli
E a occhi chiusi sogliono lasciarli
In balia di se stessi e della strada,
A riempire di reietti ogni contrada.
Se ognuno di noi fa la sua parte,
Possono cambiare in tavola le carte,
Ogni piccolo fin dalla tenera età
Merita amore, rispetto e dignità.
labirinti d’ostentate sterilità
spoglie d’interpretazione nell’autunno del vuoto
a specchio di grotteschi inviti nell’assenza dell’incontro
realtà virtuali annoiate d’ostentazioni
decorate di palliativi anestetizzanti
indifferenti al respiro e all’aroma del sole.
Germina nell’etere l’inautenticità stratega
l’inganno d’essere illusione di maschera
gioco d’azzardo megalomane senza esclusione di colpi
e senza nessuna pretesa che quella di copulare
con immagini mentali goderecce e farsi canale
di obliate baldorie d’ego ostentate di petto.
Ma c’è chi strattona l’intelligenza
chi si ostina ancora all’attenzione del particolare
e pungola l’insignificante dettaglio alla rivelazione
in un suono che esplode in tutta la sua potenza
pensiero amante dai passi adepti
al tempo nutrito di slanci decantanti
reietti all’uniformità dilagante.
Il sogno rivendica il suo tempo, urla
i suoi fantasmi ondeggiano primavere
hanno nel riflesso oscuro rivoluzioni d’estro
sciamane esaltazioni elevate al vertice
sulle macerie del cuore ancora in attesa d’amore.
per non andara mai
in nessun lugo
ho timbrato il cartellino
in questa vita ci sto
ho viaggiato in prima classe
ho dormito in tenda
non ho fatto il missionario
ma nemmeno la guerra
sempre con la valigia in spalla
anche se non pesa più
sai quante stelle in cielo viaggiano nel blu
io ho viaggiato da solo
e in ogni stanza ho incontrato
donne parole amori
ma anche me stesso
ho percorso questa vita contromano
fino a quando ho visto il mare
far l'amore col cielo
quanta vita ancora ho davanti
quante poesie
quante stanze notti in bianco
ed eterna magia
ogni viso mi sorprende
ogni stanza è la mia
ho preso un pezzo di cuore da ognuna di loro
e ne ho fatto dei ricambi
per il mio
oggi intanto piove e magari non esco
poi ecco il sole ma va bene lo stesso
io viaggiavo in solitario
con la mia carovana
città porti letti e mari
hanno visto i miei occhi
ed oggi tu sei qui a cambairmi le note
di questa mia canzone
di questa mia vita che non aveva il collaudo
che aspettava il cambio olio
mi hai cambiato il motore
oggi torno migliore...
culla di gioia, dimora a chiosa
d’un lieve inseguir d’istinti.
Mondo…
…quale massa d’energia
e processualità continua!.
Dialettico principio
e passione di principio:
Logos + caos …
…Unicità di formula!
Assolutezza d’organizzazione
e strutturalità Divina.
Forma,
spinta infinita,
senza meta alcuna.
Danza celestiale
e armonia di relazioni.
Oscura abissalità
e Intreccio metamorfico
che si espande,
creando... Creazione!
Spinta vitale,
gesto inarrivabile
che colloca
ogni essere vivente
in seno al proprio
Esistenziale Dramma...
…LOGOS +CAOS= PATHOS!

Ognuno cerca
per vìver, toni seri.
Rivolte abòrran…
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Verseggio nato in stile haiku, leggendo un espressivo pensiero, al fine di omaggiare il celebre personaggio Umberto Eco, improvvisamente scomparso a 84 anni. Per tutti noi, era apprezzato come semiologo, filosofo, scrittore e saggista italiano:
“Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.”
l’idea irretita all’incomprensione desta
d’una coscienza che s'annoia nell’angoscia,
anonima ammissione di involontà scevra
di potenza dell’essere misero d’essenza.
Inerme, la caducità scivola dallo scempio
di flussi d’onde virtuali dal fluire esile
richiamanti al silenzio chi, convinto di sapere
non sa nulla, se non il futile dell’istante
orfano d’idealismo, funambolico relitto
falso buffo d’un credo dal volto tradito.
Sigilla il martirio l’oscura marea impotente
del tempo inesistente al nulla.
Plaude la ragione armata al buio della speranza
e nei suoi lievi volteggi ha nella solitudine
dello spazio cosmico il soliloquio laico
Sole d’intima istanza.
STRETTI AL SUO FARE
QUASI IMMOBILI NELL'IMPARARE
CI FAREM COMPAGNIA
ALLA RICERCA E SCOPERTA
DAREMO SICURO IL NOSTRO APPORTO
SENZA ESAGERARE, SENZA TORTO
CI SAZIEREM COME VAMPIRI, DI FERITA APERTA
NON LASCIEREM CHE IL TEMPO MORTO
COLPISCA DURO, COME COSA CERTA
NEMMEN CHE LA GOLA, NEL SUO RITORTO
NASCONDA I SUONI, LE GRIDA DI PASSION INFERTA
MA CHE FACCIAN DA SUPPORTO
A CHI VUOL STAR FUORI AL FREDDO, SENZA COPERTA.






