Carnevale è una maschera folle
farei pazzie per poterla afferrare,
farla mia,
almeno per un anno
per poi ricominciare,
colorando il cielo
truccato dagli occhi di sole
rendendo un mondo surreale.
Nel cuore dei bambini
ci vorrei entrare
ballando con la musica
facendola venire dal mare.
Un mondo di coriandoli
svolazzanti e festosi
che come tanti volti
risplendono sorrisi.
Carnevale folle,
di tutti,non solo mio,
di maschere improvvisate
un tocco d’allegria
dà colori sempre vivi
a questo mondo così vecchio e stonato…
4 commenti

Èssere truce
non saggia che dissensi.
Il dì non ha STOP...
<=> <=> <=>
Versi nati da un pensiero di Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basalto, poeta, diplomatico e politico cileno del XX secolo, nonché Premio nobel della letteratura nel 1971 con la seguente motivazione: “per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente”:
“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera.”
Nastro
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
A chi sta li ad attendere...
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
Rinchiusi in una gabbia.
A volte la fortuna li aiuta,
una casa, una nuova famiglia.
Ed è allora che la felicità
compare sul loro viso.
Traspare serenità,
affetto, amore incondizionato.
Stanno li...Aspettano, Ascoltano,
qualcuno li consola.
Stanno li quando tutto il resto
del mondo ti gira le spalle.
Loro non ti
abbandonano mai.
Con coraggio attendono
la fine dell’ultimo respiro.
Vorrei dare voce
a chi ti ama dall’inizio alla fine.
Anche quando manca il coraggio
di lasciarli andare.
Dall'alto
ci guarderanno.
Ci resteranno
a fianco per l’eternità.
Seduti li
sulla poltrona.
POESIA PRESENTE NELL'ANTOLOGIA POETICA ( I VERSI DELL'ANIMA )
Rimanendo senza parole
un'ora,un giorno
così io passo la mia esistenza quieta
nel riverbero
di un sole che nasce
prematuro come il soliloquio
del mio volto nello specchio:
luci,occhi,sogni
in quel silenzio breve che mi dà l'oblio
della vita
io mi taccio,atomo infinito di pensiero.
Di notte,
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.
il momento dei poeti,
degli scrittori,
dei ribelli;
ore nel silenzio,
nel nascondimento
tra le tenebre,
luci soffuse del neon,
a cercare parole,
pensieri,
idee fugaci e chimere perdute,
amori infranti,
donne perdute,
dimenticate,
primi amori
lontani,
che non torneranno più,
ma che non si scordano mai,
la notte dei poeti
maledetti,
con le loro penne,
intinte nella memoria e nel ricordo,
di cose perdute,
di rabbie sopite,
di dolore
e di ferite mal lenite;
poeti
e il loro mondo,
che scrivono
un po’ per se stessi,
e per gli altri,
per tutti,
anche per te.
Quando sei così:
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
Inerme,
come uno stupido oggetto
vieni messo da parte.
Se poi ti lasci andare
come una foglia
il vento è pronto
a portarti via,
è così gelido,
ti farebbe morire in un secondo.
Quando sei così
non hai parole nuove,
verseggi solo malinconia
e pensi solo
alle stagioni passate
dove il tuo cuore
era comodamente riscaldato
dalle belle parole,
finite adesso
in un fiume di tristezza...
Le belle parole
sono come una nuvola
che dopo una tempesta
vengono spazzate via dal vento.
E non esiste sole
o belle giornate
nascoste tra l'indifferenza della gente.
Un vecchio muore
perché sempre più solo
ha scelto che dormire per sempre
è meglio che vivere
da essere inesistente.
Le belle parole
non so quanto possano servire
quando ti dicono
<< Mi spiace ma non c'è posto per lei
ripassi tra un mese e vediamo >>
E poi ripassi ed è la solita storia.
Quante belle parole
come quelle che inventiamo ai bambini
forse pensando che non diventeranno mai grandi.
E intanto il mondo va avanti
con sempre più indifferenza
e boati di guerra,
tanto chi se nè frega
è lontana...
sono come una nuvola
che dopo una tempesta
vengono spazzate via dal vento.
E non esiste sole
o belle giornate
nascoste tra l'indifferenza della gente.
Un vecchio muore
perché sempre più solo
ha scelto che dormire per sempre
è meglio che vivere
da essere inesistente.
Le belle parole
non so quanto possano servire
quando ti dicono
<< Mi spiace ma non c'è posto per lei
ripassi tra un mese e vediamo >>
E poi ripassi ed è la solita storia.
Quante belle parole
come quelle che inventiamo ai bambini
forse pensando che non diventeranno mai grandi.
E intanto il mondo va avanti
con sempre più indifferenza
e boati di guerra,
tanto chi se nè frega
è lontana...
La notte è un baratro oscuro,
di infinite ore
insonni,
dove il tempo si ferma
e perde di significato,
dove i pensieri volano
alle porte della notte;
quando i poeti scrivono,
nel silenzio,
in compagnie delle muse
benigne della poesia,
notte ,
nascondimento,
fatta di ricordi,
di atmosfere soffuse,
di silenzi immani,
notte.,
pensieri ,
ricordi.

di infinite ore
insonni,
dove il tempo si ferma
e perde di significato,
dove i pensieri volano
alle porte della notte;
quando i poeti scrivono,
nel silenzio,
in compagnie delle muse
benigne della poesia,
notte ,
nascondimento,
fatta di ricordi,
di atmosfere soffuse,
di silenzi immani,
notte.,
pensieri ,
ricordi.
La fotografia è uno scatto,
un angolo di vita.
La fotografia è meglio della vita reale,
la si può modificare.
È fatta per ricordare,
anche se a volte sarebbe meglio dimenticare.
È colore che può dare quel calore
proprio nel momento giusto!
È anche gioia, allegria, ma è un po’ nostalgia.
Per alcuni è noiosa,
per altri è una passione,
quasi un’ossessione,
da coltivare, da migliorare, da reinventare….
Non ne puoi fare a meno,
la devi amare!
Gente, se nelle case, anche voi,
avete quella scatola piena di rullini,
magari un po’ sbiaditi e di bianco e nero vestiti.
Vuol dire che siete delle persone, e una storia.
E la fotografia sarà la vostra memoria,
che vi aiuterà a narrar senza quasi parlar….
Oh, gente, siete d’accordo con me,
con i miei molti pensieri?
Quel girasole, quel tulipano che s’inchinano all’arcobaleno…
E quell’aurora di buon’ora,
che poesia,
quando l’hai fotografata prima che andasse via!
E quella mamma di cui del suo bambino è piena,
pronta a partorir,
e una foto al nascituro non farai?
Ma sì!
Ho fotografato.
E ancora una volta l’obiettivo la sua firma ha lasciato.
E così…
sarà di nuovo un’angolo di vita
che darà gioia, allegria ma anche un po’ nostalgia.

Il mesto abòrro,
cotanti amici màncano…
Allegro vogliono!
<=> <=> <=>
Haiku (2-4-6) forgiato, dopo aver scorso un espressivo aforisma di Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato Gabo, scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, nonchè Premio Nobel per la letteratura nel 1982:
“Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”.
Olocausto, ascoltami:
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
il filo spinato
nel cuore
provoca dolore,
hai travisato
la storia,
hai annientato
le menti,
hai martoriato
il soma
alle genti.
Oggi come allora,
non tutto
è perduto,
lo spirito
è sopravvissuto
a memoria
dell'umanità,
per raggiungere
l'essenza,
per congiungersi
alla dignità.
... Sai quando sorridi, respiri
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
L’assenza di pensiero ubbidisce alla cecità
intenzioni incollate alle velleità del pugno
Vibra negazioni di verità murate vive il cuore
demolito sipario di vita all’applauso del dolore.
Si perde al tormento il vaneggio agonizzante
sul tetto del mondo trapuntato di violenze
ferite lacrimate in vetta nella loro candida danza
scavate in vena esposte alla pigrizia orfana.
Rinnega graffiti di memoria su pareti d’inconscio
l’evoluzione ridotta a pantomima chirurgica
farsa d’uomo alterata dal dissidio ai piedi del perdono
decapitato a salvare l’ombra del sepolcrale muro.








