Precipita il funereo velo
soffocando moltitudini di destini
bolle di sapone
piume d'oca da cuscini
già definiti
d'eventi scritti d'odio
raptus schizofrenici
storie soffocate
Raccolto a pezzi
distribuito alle famiglie
esauste
fuori casa
donato a piccoli altari
fra incensie candele
per le visite di molti
con i fiori in mano
colpevoli
della loro innocenza
soffocando moltitudini di destini
bolle di sapone
piume d'oca da cuscini
già definiti
d'eventi scritti d'odio
raptus schizofrenici
storie soffocate
Raccolto a pezzi
distribuito alle famiglie
esauste
fuori casa
donato a piccoli altari
fra incensie candele
per le visite di molti
con i fiori in mano
colpevoli
della loro innocenza
6 commenti

La falsità?
Prender per mano… e buttar
in un dirupo.
<=> <=> <=>
Considerazione in versi (1-4-6) formulata scorrendo un aforisma del filosofo olandese Baruch Spinoza, del 1600:
“Falso è il vanto di chi pretende di possedere , all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità”.
La pazzia di erasmo,
ognuno di noi,
ha in se stesso,
un lato di pazzia e
di follia,
anche se spesso,
lo nascondiamo ;
è necessario per vivere,
essere sempre in bilico,
tra follia e normalità,
e un po’ di pazzia,
aiuta a tirare a vanti,
a sognare,
a staccare,
a non pensare troppo;
molte cose che realizziamo,
sono spesso frutto di pazzie,
di ribellioni,
colpi di testa,
di scelte contro tutto e tutti;
come dice Erasmo,
siamo spesso un po’ pazzi,
e un po’ savi, o tutte e due le cose,
messe insieme.
ognuno di noi,
ha in se stesso,
un lato di pazzia e
di follia,
anche se spesso,
lo nascondiamo ;
è necessario per vivere,
essere sempre in bilico,
tra follia e normalità,
e un po’ di pazzia,
aiuta a tirare a vanti,
a sognare,
a staccare,
a non pensare troppo;
molte cose che realizziamo,
sono spesso frutto di pazzie,
di ribellioni,
colpi di testa,
di scelte contro tutto e tutti;
come dice Erasmo,
siamo spesso un po’ pazzi,
e un po’ savi, o tutte e due le cose,
messe insieme.
Le nuvole sono le rughe
e i dolori del mondo
appallottolati nel cielo,
cercano pace…
Palle di neve rubate al pupazzo
che t’inventavi da bambina.
S’ammassano,
stanno vicine,
si sciolgono al tuo calore
e piovono nel cuore
come ricordi.
Sono briciole di pane tuffate nel latte,
pane profumato
che sbriciolavi
al caldo di un fuoco
mentre favole
nutrivano fantasia.
… Sono favole le nuvole,
tutte quelle non scritte e volate via,
favole che il mondo non sa più raccontare…
Le nuvole sono pieghe
che non riesco a stirare,
orme della mia vita
ch’è passata
e che accarezzo
ricordando qualche favola….
e i dolori del mondo
appallottolati nel cielo,
cercano pace…
Palle di neve rubate al pupazzo
che t’inventavi da bambina.
S’ammassano,
stanno vicine,
si sciolgono al tuo calore
e piovono nel cuore
come ricordi.
Sono briciole di pane tuffate nel latte,
pane profumato
che sbriciolavi
al caldo di un fuoco
mentre favole
nutrivano fantasia.
… Sono favole le nuvole,
tutte quelle non scritte e volate via,
favole che il mondo non sa più raccontare…
Le nuvole sono pieghe
che non riesco a stirare,
orme della mia vita
ch’è passata
e che accarezzo
ricordando qualche favola….
Sul colle
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Cantastorie
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.
In fondo cos’è un poeta;
è nessuno,
uno,centomila,
tutti e niente;
è un cantastorie,
un raccontatore,
un narratore
della favola
della vita;
un umano,
che ti fa
pensare,
sognare,
sbadigliare,
a volte;
uno che non vedi,
magari è brutto,
grasso,
vecchiotto,
lupo solitario.
Seduto ai piedi di un letto malfermo,
a rileggere ancora,
per l’ennesima volta, le frasi sui muri
di maleodoranti stanze,
umide, spoglie, ingrigite dal fumo.
Luogo privo di emozioni,
solo ira, sfiducia, solitudine,
dove gli unici colori, il banco e il nero,
invogliano ancor più
alla depressione e alla stanchezza.
Frenetico via vai di uomo solo,
appoggi il capo e afferri le sbarre gelide
e al di là, sguardi vigili di uomini in divisa,
mentre i rumori giungono forti,
amplificati dal vuoto circostante.
Solitudine, pentimento,
pensi ai figli che aspettano il tuo ritorno,
alla famiglia delusa e sofferente.
Tutti i sogni sfumati, per un gesto sbagliato,
motivi inspiegabili, insensati,
ma pur sempre uno sbaglio.
In dietro nel tempo vai,
risenti la voce mai stanca di madre.
Le parole visitano la mente
mentre le mani son pronte
a stringere le tempie,
quasi a placare le martellanti parole.
“ Vola figlio mio, vola sempre più in alto,
che il destino ti sia a favore,
che ti stia sempre accanto.
Raccogli solo le cose buone
che la vita ti offre,
fai tesoro delle parole…
Racchiudile in te e falle germogliare
e dai frutti che un dì coglierai,
spargi ancora nuovi semi.
Abbi sempre tenacia e coraggio,
non abbassare mai il capo
a illeciti occasioni…
Vola sempre in alto figlio mio,
sempre…. “
Risenti quell’eco… quelle parole…
Un grido si leva dalla cella,
basta … basta…
Sagge parole di una madre
gridi tu oggi, da figlio adulto.
Viso smorto, sguardo perso,
ora levato, guardi verso l’unica
fonte di luce, verso il libero orizzonte,
Il cuore batte forte, ama ancora la bellezza,
e la mente pensa la libertà.
Chiudi gli occhi e ti ritrovi al di là
delle sbarre e libero, sogni di volare..
Vola figlio mio, vola…
mai parole per te più dolci
furono pronunciate…
Pur chi sbaglia merita la facoltà
di rimediare ai propri errori, e
immagini, pensi, ami, sai di essere vivo,
perché il cuore batte forte in te e in esso
c’è la libertà, che nessuno può levarti
seppure in cella.
Mente e cuore combattono da guerrieri
a far trionfare la vera libertà,
e tu convinto più che mai, lotti
a raccogliere di essa solo il buono,
farla volare alta,
legandola al filo della vita
per costruire insieme
un futuro migliore.
a rileggere ancora,
per l’ennesima volta, le frasi sui muri
di maleodoranti stanze,
umide, spoglie, ingrigite dal fumo.
Luogo privo di emozioni,
solo ira, sfiducia, solitudine,
dove gli unici colori, il banco e il nero,
invogliano ancor più
alla depressione e alla stanchezza.
Frenetico via vai di uomo solo,
appoggi il capo e afferri le sbarre gelide
e al di là, sguardi vigili di uomini in divisa,
mentre i rumori giungono forti,
amplificati dal vuoto circostante.
Solitudine, pentimento,
pensi ai figli che aspettano il tuo ritorno,
alla famiglia delusa e sofferente.
Tutti i sogni sfumati, per un gesto sbagliato,
motivi inspiegabili, insensati,
ma pur sempre uno sbaglio.
In dietro nel tempo vai,
risenti la voce mai stanca di madre.
Le parole visitano la mente
mentre le mani son pronte
a stringere le tempie,
quasi a placare le martellanti parole.
“ Vola figlio mio, vola sempre più in alto,
che il destino ti sia a favore,
che ti stia sempre accanto.
Raccogli solo le cose buone
che la vita ti offre,
fai tesoro delle parole…
Racchiudile in te e falle germogliare
e dai frutti che un dì coglierai,
spargi ancora nuovi semi.
Abbi sempre tenacia e coraggio,
non abbassare mai il capo
a illeciti occasioni…
Vola sempre in alto figlio mio,
sempre…. “
Risenti quell’eco… quelle parole…
Un grido si leva dalla cella,
basta … basta…
Sagge parole di una madre
gridi tu oggi, da figlio adulto.
Viso smorto, sguardo perso,
ora levato, guardi verso l’unica
fonte di luce, verso il libero orizzonte,
Il cuore batte forte, ama ancora la bellezza,
e la mente pensa la libertà.
Chiudi gli occhi e ti ritrovi al di là
delle sbarre e libero, sogni di volare..
Vola figlio mio, vola…
mai parole per te più dolci
furono pronunciate…
Pur chi sbaglia merita la facoltà
di rimediare ai propri errori, e
immagini, pensi, ami, sai di essere vivo,
perché il cuore batte forte in te e in esso
c’è la libertà, che nessuno può levarti
seppure in cella.
Mente e cuore combattono da guerrieri
a far trionfare la vera libertà,
e tu convinto più che mai, lotti
a raccogliere di essa solo il buono,
farla volare alta,
legandola al filo della vita
per costruire insieme
un futuro migliore.
Batuffoli d'ovatta a imbiancar cielo e
schizzi di luce a donar chiarore,
ombre cupe a velar cuore..
Sul monte sprazzi di neve,
ad attender sole,
acqua e scender nel fiume.
Valle coperta d'erba,
verde smeraldo, manto sulla terra.
Margherite, papaveri ad annunciar primavera.
Cuor ad aprir porta far nascere amore,
gocce di bontà a posar su anime.
Vapore acqueo a salir in cielo,
Angelo ad adornar buone parole.
Natura a donar stratosferiche visioni.
Dio, creò la primavera per rinnovar la vita,
cellule umane a rinvigorir dal freddo inverno..
Dio avvolgici del verde manto e di
vivida speranza..
imbiancar prati e monti..
Un vento veloce
ha confuso i miei anni
mescolando le carte dei giorni
e i secondi non riesco a cambiare
ci ho provato
e lo sai
ho giocato
con la sorte
ma il fato
non perde mai
questi occhi brillanti
come stelle cadenti
che illuminanoil cielo dei miei giorni perdenti
questa non è poesia
nè canzone
nè arte
son parole nel nulla
per riprender le carte
si è tutto
frutto di un vento
che scompiglia
i pensieri
l'anima
la ragione
i ricordi di ieri
dietro questa finestra
affacciato sul cielo
vedo quello che è stato
e dire altro non so
ha confuso i miei anni
mescolando le carte dei giorni
e i secondi non riesco a cambiare
ci ho provato
e lo sai
ho giocato
con la sorte
ma il fato
non perde mai
questi occhi brillanti
come stelle cadenti
che illuminanoil cielo dei miei giorni perdenti
questa non è poesia
nè canzone
nè arte
son parole nel nulla
per riprender le carte
si è tutto
frutto di un vento
che scompiglia
i pensieri
l'anima
la ragione
i ricordi di ieri
dietro questa finestra
affacciato sul cielo
vedo quello che è stato
e dire altro non so
Sono filo di perle che impreziosisce il viso,
alta marea, nel cuore, per brividi e lacrime.
… Rampicanti di rose,
graffio e brucio sulla pelle,
urlo il dolore e la gioia della nascita,
i sorrisi e i pianti di tanti tuoi giorni.
… Ma non è niente, vedrai!...
Velo bianco di sposa
profumo di gardenia
in un bouquet di fiori di campo.
… Copro la solitudine della notte
e con te conto le ore, i giorni, gli anni,
vivo accanto
e dentro di te.
Sono ombra,
restami aggrappato! …
Anche quando mi rinneghi,
mi cerchi e non mi vedi,
mi desideri e non sai godermi…
… Resta con me!...
Stai con me se demoni
vorranno incantarti.
Sono l’anima che ti abita,
anche se non lo sai,
vivo nel fiume caldo che
ti scorre nelle vene.
… Questo,
ciò che un giorno,tanto tempo fa,
disse l’Amore al mondo…
alta marea, nel cuore, per brividi e lacrime.
… Rampicanti di rose,
graffio e brucio sulla pelle,
urlo il dolore e la gioia della nascita,
i sorrisi e i pianti di tanti tuoi giorni.
… Ma non è niente, vedrai!...
Velo bianco di sposa
profumo di gardenia
in un bouquet di fiori di campo.
… Copro la solitudine della notte
e con te conto le ore, i giorni, gli anni,
vivo accanto
e dentro di te.
Sono ombra,
restami aggrappato! …
Anche quando mi rinneghi,
mi cerchi e non mi vedi,
mi desideri e non sai godermi…
… Resta con me!...
Stai con me se demoni
vorranno incantarti.
Sono l’anima che ti abita,
anche se non lo sai,
vivo nel fiume caldo che
ti scorre nelle vene.
… Questo,
ciò che un giorno,tanto tempo fa,
disse l’Amore al mondo…

Il puntiglioso
non vince per ragione.
Corta… memoria!
<=> <=> <=>
Da un pensiero del celebre François de La Rochefoucauld, scrittore, filosofo e aforista francese del 1600, una mia considerazione in stile haiku (1-4-6):
“La ristrettezza mentale determina la caparbietà: non crediamo facilmente a ciò che si trova al di là del nostro campo visivo. Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che oltrepassa la loro portata.”
Forse per destino i quattro s’ incontrarono,
lì dove regna l’apparente pace,
seduti come stan gli amici al bar,
visi solcati e bocca cucita, tace.
Si scrutano, cercano di capire,
negli occhi, quasi spenti, si legge ogni storia,
i cenni con il capo ne danno la conferma,
di loro nessun postero terrà viva la memoria.
Come macchina ridotta ad un rottame
son loro parcheggiati in “Domus Curae”,
stanchi, fermi o pochi passi appena,
che vita! Tutto in quella casa li trascura.
Nessuno più li cerca, nessuno più li vuole,
nemmeno i propri figli, che ebbero la vita,
qualcuno di buon cuore promette, ci verrà,
e vivan speranzosi ma l’ora è ormai finita.
Quei quattro stessa hanno avuto la sorte,
e si ritrovano ogni sera vecchi più di ieri
a capire ma non narrare ognun le loro pene,
personaggi di un romanzo dai tristi pensieri.
Fu diversa in gioventù la vita dei signori,
chi medico o maestra, chi scrittore o vigile bidella,
ora tutti uguali stan sotto il tetto del destino
e per passar il tempo uniti a leggere la “LIVELLA”.
Dell’ “Opera” tutte le rime voglion risentire
ed una voce stanca all’improvviso grida:
“ a livella per noi non è la morte
e questa vita triste, è tutto il tempo prima”.
Quel che di vero dentro il libro è scritto,
nei versi che il “Principe” volle regalare,
la morte è una livella, Totò diceva,
ma essi, alla loro vita la vollero eguagliare.
Lì in quelle mura tutto han perso loro,
fiducia, rispetto, arte e dignità,
ognuno col compagno viene ormai confuso,
tenuto come un peso finché Dio lo vorrà.
La Bellezza - lo specchio magico della Vita.
Il suo àlito caldo e infinito.
La Bellezza di movimento come corso dell'onda.
La Bellezza di un sentimento profondo,
di un rapporto, di un pensiero,
di un aroma, di un tocco leggero.
E tutto questo molto o poco
c'è solo La Luce e la sua gioca.
Nello specchio incontro con il suo riflesso
La Bellezza transforma nel fonte se stesso.
La Bellezza nuova che lo specchio difonde
inspirata, dal viva si riversa Nel Mondo.
Il suo àlito caldo e infinito.
La Bellezza di movimento come corso dell'onda.
La Bellezza di un sentimento profondo,
di un rapporto, di un pensiero,
di un aroma, di un tocco leggero.
E tutto questo molto o poco
c'è solo La Luce e la sua gioca.
Nello specchio incontro con il suo riflesso
La Bellezza transforma nel fonte se stesso.
La Bellezza nuova che lo specchio difonde
inspirata, dal viva si riversa Nel Mondo.

Che porti appresso
Uom, villanìa… volgare?
Torvo molesto!
<=> <=> <=>
Decanto (Accenti ritmici 1/4/6) composto, per aver scorso un saggio pensiero di Arthur Schopenhauer, filosofo e aforista tedesco del 1800:
“Cortesia è saggezza, scortesia quindi è stupidità: il crearsi nemici con questa senza bisogno e per capriccio, è pazzia, come quella di chi appicca il fuoco alla propria casa”.
Trecce brune fluttuanti
sul fondo schiena
all’inceder tuo danzante.
Su uscio senza chiavi
di modesta casa bianca
a respirare amore.
Profumo di lavanda, tutto intorno,
fragranza di pane fresco e calda ricotta.
Giù per i campi biondi
intarsiati da rossi papaveri,
corse in libertà,
occhi felici, luminosi di povertà.
Cibano l’anima di malinconia
ora i soli ricordi
racchiusi in valigia di cartone,
pesante di vuoto.
Ricordi di sole infuocato
che d’orava ogni alba
e ramava serate estive.
Ricordi di fichi d’india
che mutavano ogni scorcio
in dipinto d’autore.
Ricordi di agrumeti
carichi di gialli limoni
e di estese spiagge con barche assopite.
Al migrar del giorno
riapri il tuo misero bagaglio,
fecondo di ricordi
e ti immergi, occhi chiusi,
in quel tuo piccolo grande mondo.
sul fondo schiena
all’inceder tuo danzante.
Su uscio senza chiavi
di modesta casa bianca
a respirare amore.
Profumo di lavanda, tutto intorno,
fragranza di pane fresco e calda ricotta.
Giù per i campi biondi
intarsiati da rossi papaveri,
corse in libertà,
occhi felici, luminosi di povertà.
Cibano l’anima di malinconia
ora i soli ricordi
racchiusi in valigia di cartone,
pesante di vuoto.
Ricordi di sole infuocato
che d’orava ogni alba
e ramava serate estive.
Ricordi di fichi d’india
che mutavano ogni scorcio
in dipinto d’autore.
Ricordi di agrumeti
carichi di gialli limoni
e di estese spiagge con barche assopite.
Al migrar del giorno
riapri il tuo misero bagaglio,
fecondo di ricordi
e ti immergi, occhi chiusi,
in quel tuo piccolo grande mondo.







