E' difficile perdonare
quando il rancore
alberga nell'animo
e si cinge al dolore,
lo so.

Devi slegare te stesso
da pensieri attorcigliati
che invadono la mente
che non sente,
senti il cuore.

Si perdona perché s'ama;
il perdono è fonte
di libertà interiore
che non soffoca l'amore,
sappilo.


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Profilo Autore: Sergio Camellini  

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Del tuo sorriso,
della tua presenza.

Ho bisogno
di sapere che ci sei.

Ho bisogno
di parlare con te.

Ho bisogno
dei tuoi consigli.

Ho bisogno
di risentire la tua voce.

Davanti ai miei occhi
scorrono le visioni,
di immagini
vissute tante volte.

Il vuoto
si prende cura di me
e cresce sempre di più.

Riempie le mie giornate,
le mie notti.

In attesa
di risentire la tua voce.

Riecheggiare quell’ultima frase,
che accompagna la mia vita
in attesa di rivederti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Né amore, né odio,
ma paralisi dell’anima.
Incapacità ,
di superare  i confini
dell’ombra e della luce.

Senza riguardo alcuno
si  fabbricano muri  intorno…
Solidi muri!

Oh!  indifferente, aspra, notte di solitudine!
Notte,
in cui come candelabro splendido
che divampa e brucia,
alzo le braccia al cielo…
fragile blu di stelle sconfitte,
Erranti!

Errante mondo 
dell'indifferenza
mondo  errante,
come  brigante che prega...

Ma   Dio…
nella  povertà si svela!
E tu  mondo,
lo rinneghi
perché nell’oro anneghi!

Compri  alloro
per la sua nascita,
per  sopperire alla tua
mortale  assenza.

Tu,  Blasfemo!
Che  altro l’anima tua  cerca
e d’altro piange!
Spaventan  le grandi cose:
ogni tre secondi
un cuor si ferma,
e tu come la terra
continui a girare;
continui a non guardare.

Ho visitato  io,
la  notte dell’indifferenza!
Era agnello che voleva volare,
ma le stelle sono astri lontani,
e gli umani  ti urlano  di come esse
non si  possan  visitare…

…Siam  tutti,  navi arenate a riva?


La poesia è stata scritta a quattromani , con la speciale  e affettuosa collaborazione di Top93. Grazie infinite a te...grande Top!
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Profilo Autore: Hera  

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Sarà forse il silenzio

la Dimensione vera ed eccelsa

a cui giungere ìlari.

Il silenzio dal dire,

bocca chiusa al proferir parole,

persino alle più nobili verità,

al narrar di un ricordo, alla poesia.

Labbra ancor più serrate

al vanto dell’io, del “tutto so”

 al giudizio: “l’altro non conta”,

“l’altro distrugge”, “l’altro divide”…

 omettendo, con voluta cattiveria,

passaggi di vitale importanza

e tasselli essenziali, 

per completare il mosaico.

Il silenzio dell’anima,

elegante sede del bene,

 del disinteressato altruismo,

della carità, del dignitoso dare,

in riservata umiltà.

Il silenzio del cuore,

dimora dei sensi e delle emozioni.

Di un cuore fermo, forte e deciso,

che, forse nel vero silenzio,

troverà la giusta prospettiva,

e serrando gli occhi,

ai nocivi raggi di un falso sole,

pari a giovane puledro,

cavalcherà libero

su verdi e pianeggianti praterie,

giungendo fiero al traguardo.

Dimensione perfetta, silente e libera,

 totale distacco

 dal futile e dall’invadenza.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Il sovraffollamento

 

Una testa piccola

non può contenere

un grande cervello,

altrimenti

nel sovraffollamento,

i  neuroni

farebbero scintille,

e andando in corto

farebbero disastri.

È inutile pensare

a un trapianto,

sarebbe solo

fatica sprecata.

Non c’è alternativa!

“Non ti curar di lor

ma guarda e passa”.

Buon Natale a tutti di pace, serenità e comprensione, sempre e nonostante tutto.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Figlio, come tanti borghi, di una terra avara.

Ti ricordo, io bambina, piccolo certo,

ma dai mille e caldi colori,

allegro, ricco di sani valori.

Gente comune viveva ogni tuo angolo,

con semplicità, gente che si accontentava di poco

e felice del poco che aveva.

Quanta nostalgia dell’atmosfera oramai andata!

Penso al Natale, l’odore dei forni accesi per i dolci,

bambini e giovincelli, allora tanti, fremevano festanti

aspettando, a sera, la piccola banda suonare

la soave musica per le vie.

L’inconfondibile profumo di primavera,

che a Pasqua si  mescolava a quello delle “cuzzupe.”

La Pasqua poi, con il Fuoco Santo nella notte

e la Passione di Gesù, per le tue vie.

In ogni angolo, quanta gente ti popolava!

Le spensierate vacanze estive,

l’aria fresca della sera, che smorzava

l’afa delle ore più calde,


le soste rigeneranti alla tua “Vecchia Fontana”.

La piccola piazza, amata da grande e piccini,

salotto all’aria aperta, sotto il cielo d’agosto

e complice d’incontri e nuove amicizie.

I tuoi figli tornavano tutti felici,

ancora una volta, per rivivere e

condividere l’amore e la gioia per quella

Grande Festa che, nella “cunfrunti ”,

raggiungeva l’apice della commozione,

e gli occhi di molti brillavano come diamanti al sole.

Paese mio, come eri bello cosi!

Che fortuna la mia,

averti vissuto nei tuoi migliori anni.

Risento l’eco degli anziani narrare

della tua vita, ancor prima,

impregnata di fame, povertà, malattie.

Un forte senso di solidarietà fraterna

regnava in ogni vicolo,

a sostegno di chi aveva più bisogno.

Intrecci d’amore che il benessere,

pian piano, ha trasformato

in gelosia, invidia e indifferenza.

Perché ora tutto è mutato?

Paese mio sei cambiato, non ti riconosco più!

Sonnecchi come un uomo stanco, ,

provato dal duro lavoro,

un vecchio indebolito dal peso degli anni!

Come lumini smorzati dal vento

si spengono, una dopo l’altra, le luci dei focolari,

si chiudono gli usci di case, botteghe, scuola,

segni tristi della vita che non  si rigenera.

E mentre i giovani progettano viaggi di sola andata

qui restano i tristi rintocchi delle campane

che sovente segnano la vita che trapassa.

Perché? Perchè le tue strade divennero solitarie,

e pochi gli echi festanti di quei superstiti bimbi,

che per svago, usano i pochi spazi pubblici.

Solo le rondini, che puntualmente ritornano,

sembrano rompere il silenzio,

auspicando l’arrivo dell’estate,

il ritorno dei tuoi figli, e forse,

di un tempo migliore.


                                                                                             
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Se fai un cerchio

Con la matita,

in un attimo

hai tutto il mondo,

e gli spazi ti sembrano

solo puntini,

e con la fantasia lo

puoi girare

in lungo e in largo;

se chiudi gli occhi

un momento,

il tempo

passa d’incanto,

è già festa,

e senti odore di dolci

e di cioccolato;

un bambino cammin a sognando,

e se chiude gli occhi,

il futuro è

già lì davanti a lui;

e il futuro,

è un treno,che non

ha tempo né pietà,

và alle porte della notte,

và dove vuole,

niente e nessuno lo fermerà;

e tutto passa prima o poi,

e bisogna capirlo,

altrimenti

la vita

vola via,

in un momento,

un momento ,appena.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Visto che stamo tutti a parlà der Natale

ve prego, nun famosi più der male.

Scrivemo tutti quanti na poesia

nun ce mettemo ‘nsieme a filosofia.

Che poi stamo a parlà

di un evento di gran semplicità.

Na grotta con il bue e l’asinello,

na pora donna, er marito e er bimbo bello.

Quer che a da succede sempre in corsia

tranne per quelli che trovano altra via.

La via pe evità er freddo e er gelo,

pianificando a nascita lontani dar vangelo.

E noi che semo solo spettatori

freddi e a vorte aridi peccatori,

cerchiamo d’apparir

gli unici onesti.

E meno male che non si è ancor stancato

de nasce armeno una vorta all’anno !

Si sentirà il nostro gran mercato,

ce tornerà ma con un granne affanno.

Signore mio, volemo solo amore

quello che conservi dentro er tuo immenso cuore,

donalo a tutti anche a chi non crede

ma, senza polemiche, dentro sé ogni anima lo chiede.
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Profilo Autore: Bronson  

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Campanelli, tintinnii, profumi al vento,

aprono un cassetto nella mente.

Lontano una zampogna,

bambini a correr verso quel suono.

Natale: nel cuore, nel cosmo,

parla di bontà e amore.

Una bambina gioiosa,

la sera del cenone, ascolta

incantata la preghiera della mamma.

La letterina al babbo, sotto il piatto,

preparata a scuola, legge commosso,

negli occhi, diamanti a

brillar di lacrime.

Sermone in piedi sulla sedia,

silenzio,tutti ad ascoltare, voce a risuonar lieta.

Nonno ogni ruga un anno, ricurvo sul camino,

dona un pensiero alla nonna.

Due mandarini, torrone bianco,

due spiccioli di mancia.

Natale: Tombola, gioco dell’oca,

risa e gridolini, attimi felici.

Abete allestito a festa, piccolo presepe che amo tanto.

Profumo di maccheroni cioccolato e noci,

pan pepato, nocciole, mandorle, pinoli, spezie dal buon sapore.

Ricordi di cuore a viver oggi come ieri,

con voi respirerò sempre.

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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La fede accresce
in spazio rigoglioso
perenne orgoglio.





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Riflessione poetica (Accenti ritmici 2-4-6) nata da un aforisma di Mahatma Gandhi, politico, filosofo, avvocato indiano del 1900:


“L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.”

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Son caduto !

Rialzato.

Mi son pure spaventato

a trovarmi li d’emblèe

faccia a terra sul pavè.

Dopo essermi accertato

 di aver subito il fato,

mi son chiesto se, ahimè

capitassero tutte a me !

Ma poi fui consolato

riverito e coccolato,

tornai in fretta a casa mia

e iniziò la sinfonia.

Chi la sedia mi porgeva,

chi il pianto non fingeva,

chi spiava le mie mosse,

atmosfera mi commosse.

Finsi un poco di dolore

per sentire ancor calore

riversato su di me

sempre a causa del pavè.

Or poiché son birichino

coccolone e un po’ cretino,

ho pensato…di tanto in tanto

di cader sul pavimento.

Ma una cosa m’ha fermato,

lo scherzare mi ha frenato,

che qualcuno che è cascato

non s’è più rialzato.

Non aveva il poverino

un affetto assai vicino.

Se ti devi rialzare

su qualcuno hai da contare.

Altrimenti farai fatiche

…a contare le formiche.


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Profilo Autore: Bronson  

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Sono qui,

sono proprio me,

mi sono riconosciuto subito,

un po’ poeta maledetto,

un po’ barbone,

un po’ filosofo

e molto ribelle,

sempre in alto mare,

sempre in rotta,

con la società

fetente che c’è;

soldi pochi e sogni tanti,

e quelli,

ti posso dare,

nelle poesie che scrivo,

e lo farò per te,

se vorrai.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Presente falso?

Assente, n'alma blu
non scorge allegro!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Strada 66 ,

stò seduto

nel sedile dell’auto,

e come Kerouac,

guardo il traffico cittadino;

strada che conduce

all’imbocco autostradale;

movimento continuo di mezzi;

la striscia grigia della strada,

linea bianca in mezzo,

cartelli di ristorazione,

insegne e reclame,

un supermercato in vista;

la cittadina,

come nelle strade 66,

auto di varie forme e cilindrate,

mezzi bisonteschi e massicci,

furgoni frettolosi,

macchine lente di sfaccendati

che vogliono mettersi in mostra;

traffico caotico,

tanta vita che passa,

ognuno verso il suo destino;

strada 66.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Sono un poeta notturno,

a cavallo di una scopa da strega,

cammino per sentieri

invisibili,solo miei,

alle porte dell’aurora,

tra la notte e l’alba,

il momento proficuo

per un poeta;

non voglio padroni,

né comandi o regole,

come i gatti randagi,

e ti do quello che ho,

i miei pensieri,

una poesia,

e la mia confusione,

e il cammino difficile,

per la libertà,

che si insegue sempre,

ma non è facile avere;

sono un animale poetico,

notturno.
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Profilo Autore: stefano medel  

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