Buona fortuna
e ne serve tanta
con questo mondo
che girà così
come un veccchio grammofono
ormai arrugginito.
Buona fortuna a chi viaggia
senza sapere dove andare,
all'amico mio più caro
che ha perso il lavoro
e domani anche la casa.
Ormai gira così,
oggi sei qui
e domani chissà dove.
Buona fortuna a noi
ragazzi un pò cresciuti
con pane e musica
e un pò di fantasia.
Ora provo a mettere un pò d'olio
a quel vecchio grammofono
magari chissà gira bene
e ritorna a suonare,
posso farlo...
Ma col mondo è un pò più difficile,
anzi impossibile.
Allora non resta niente da dire
solo buona fortuna...
5 commenti
Tu che sei donna
in continuo travaglio
familiare
e professionale,
per conciliare
il miraggio agognato
della dignità al femminile
non servile,
onde far crescere
il futuro,
rammenta:
la cultura della condivione
genitoriale
è in gran parte ignorata
dalla società;
sul pianeta dei diritti
v'è ancora un lungo
cammino da percorrere,
credimi,
tu non sei il problema
ma l'opportunità.
in continuo travaglio
familiare
e professionale,
per conciliare
il miraggio agognato
della dignità al femminile
non servile,
onde far crescere
il futuro,
rammenta:
la cultura della condivione
genitoriale
è in gran parte ignorata
dalla società;
sul pianeta dei diritti
v'è ancora un lungo
cammino da percorrere,
credimi,
tu non sei il problema
ma l'opportunità.
… Cuore in silenzio è cuore che piange.
Testardo cuore che rimane infranto,
abbracciato a se stesso
e alla sua solitudine.
… Cuore di pietra, duro e implacabile
che batte il pugno ma poi,
dentro,
chissà se si pente.
E c’è cuore che muore eppure germoglia!...
Se di mamma è d’amore
come cuore, puro, d’amante.
E’ caldo, ti stringe
e ti è sempre vicino.
Se soffre ancora sorride,
poi si gira e s’asciuga il dolore.
Ti dona carezze
con gli occhi e la voce.
E quando, la sera, resta nel buio,
si dice da solo:
mio povero cuore!...
Testardo cuore che rimane infranto,
abbracciato a se stesso
e alla sua solitudine.
… Cuore di pietra, duro e implacabile
che batte il pugno ma poi,
dentro,
chissà se si pente.
E c’è cuore che muore eppure germoglia!...
Se di mamma è d’amore
come cuore, puro, d’amante.
E’ caldo, ti stringe
e ti è sempre vicino.
Se soffre ancora sorride,
poi si gira e s’asciuga il dolore.
Ti dona carezze
con gli occhi e la voce.
E quando, la sera, resta nel buio,
si dice da solo:
mio povero cuore!...
Mi domando se sta succedendo a noi
ogni giorno ogni ora da me un po'
ti allontani
Il tempo scorre così lento …
eppure è già domani
Era solo ieri
quando conobbi i tuoi occhi,
quando le tue mani
donavano brividi al mio corpo
Scandiva l'orologio
lo scorrere del tempo
lentamente
granello dopo granello
nella clessidra dorata
Il tempo scivola lento
ma troppo presto
fu già domani
Quante occasioni perse
quante parole sfumate nel vento
in fondo era solo ieri,
la vita intera ci attendeva
Trent'anni, un'eternità
davanti a noi ancora,
i capelli mossi dal vento
dall'azzurro del mare bagnati,
la pelle non ancora da rughe solcata
al sole si bruniva
Era solo ieri
presto sarebbe arrivato domani
Il tempo gocciolava lento
dal rubinetto arrugginito
di una vecchia fontana
ed era sol ieri
Sempre di più da me ti allontani
troppo in fretta darà dopodomani ….
ogni giorno ogni ora da me un po'
ti allontani
Il tempo scorre così lento …
eppure è già domani
Era solo ieri
quando conobbi i tuoi occhi,
quando le tue mani
donavano brividi al mio corpo
Scandiva l'orologio
lo scorrere del tempo
lentamente
granello dopo granello
nella clessidra dorata
Il tempo scivola lento
ma troppo presto
fu già domani
Quante occasioni perse
quante parole sfumate nel vento
in fondo era solo ieri,
la vita intera ci attendeva
Trent'anni, un'eternità
davanti a noi ancora,
i capelli mossi dal vento
dall'azzurro del mare bagnati,
la pelle non ancora da rughe solcata
al sole si bruniva
Era solo ieri
presto sarebbe arrivato domani
Il tempo gocciolava lento
dal rubinetto arrugginito
di una vecchia fontana
ed era sol ieri
Sempre di più da me ti allontani
troppo in fretta darà dopodomani ….
La verità…
antica umana passione
e nobile irrequietezza.
Cammino che ci inoltra
e si lascia dietro
le infinite
andate verità.
Ginnastica continua
di cui non stancarsi mai.
Un andare,
con armatura forte
e solidi calzari.
Appassionarsi
innamorarsi di se stessi,
del mondo,
del sapere...
...erotismo
della vita stessa!
Nullificazione, forse,
per divenire zattere
scampate
all’orribile naufragio?
Null’altro che zattere,
sempre esposte
in mare aperto?.
Esperienza del nulla…
…che diventa tutto?
Ma nonè forse
il lasciarsi andare,
la forma più profonda
dell’amore?
Appassionarsi dunque!
Riconoscere
la propria mortalità,
la propria unicità
di segni erranti
in questo costituito vuoto
che intrama i nostri pieni.
La verità è...
...un transito continuo,
è’ la Gioconda Leonardesca:
mistero rivelato
e nuovamente riproposto.
LA VERITA’ E’ UN ‘AVVENTURA!


Sfioriscono gli anni miei migliori,
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
Ed ora stai distesa, immobile,
e ti perdi in quel letto troppo grande
con la morte che ti tiene la mano
fai il punto al tuo passato
di solitudine e tristezza
eppure nessuno sbaglio
per poter giustificare
quanto la tua vita
è stata dura e cruda
Non cerco averi,
voglio piazzali allegri…
Dentro? Pulito!
<=> <=> <=>
L’osservazione in versi, stile haiku (1-4-6) è nata soffermandomi su un eccelso pensiero del celebre Alexsandr Isaevic Solzhenitsyn, scrittore, drammaturgo e storico russo del ventesimo secolo. Attraverso i suoi scritti fece conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro forzato per i dissidenti del sistema sovietico. Gli è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura nel 1970 motivato da la forza etica con la quale seppe proseguire l'indispensabile tradizione della letteratura russa:
“Lo scopo della vita è la maturazione dell'anima. Non rincorrere quello che è illusorio, come la proprietà o la posizione. Tutte cose che vengono ottenute a spese dei nervi, decennio dopo decennio, e sono confiscate nella notte della caduta.”
Non è più tempo
di discorsi.
Non è più tempo
di risposte.
E neanche tempo
di ricordi…
perché sol di questi ,
non si vive!
E’ tempo di vedersi
e di non incontrarsi.
E’ tempo di brividi
da congelare.
Di porte aperte
dove non dovervi entrare.
Di osati pensieri
da non dover vivere.
Non è tempo …
nemmeno per guardarsi,
nemmeno per concludere parole.
E’ solo tempo di scrivere!
Son proibite le carezze,
che restano da sole
sulla carta,
in cerca di noi due.
Dei tuoi no…
le mie risposte
avevo scritto!
Ma la mia scrittura
il tempo l’ha sbiadita.
E giunta l’ora,
di Risposte Nuove…
…e di Nuovi Ricordi.
di discorsi.
Non è più tempo
di risposte.
E neanche tempo
di ricordi…
perché sol di questi ,
non si vive!
E’ tempo di vedersi
e di non incontrarsi.
E’ tempo di brividi
da congelare.
Di porte aperte
dove non dovervi entrare.
Di osati pensieri
da non dover vivere.
Non è tempo …
nemmeno per guardarsi,
nemmeno per concludere parole.
E’ solo tempo di scrivere!
Son proibite le carezze,
che restano da sole
sulla carta,
in cerca di noi due.
Dei tuoi no…
le mie risposte
avevo scritto!
Ma la mia scrittura
il tempo l’ha sbiadita.
E giunta l’ora,
di Risposte Nuove…
…e di Nuovi Ricordi.
Io sono un poeta pescatore,
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
pesco dalla terra e dalle stelle,
ascolto i consigli del mio cuore
e cerco di cantare cose belle
senza pretese, senza ambizioni,
sentendo l’esigenza di parlare.
Molti pensieri, tante riflessioni
corro con penna a riportare.
Inseguo uno scopo ballerino,
scrivo queste cose per diletto
a tutti voi lontani o qui vicino
non imporrò mai di esser letto.
Vedrete che non sono speciale:
di misteri esorcista o campione,
virtuoso del verso ufficiale,
più che cantore, forse pasticcione.
Se mi gradite così io vi ringrazio,
se mi biasimerete non fa niente,
serberò a voi lo stesso spazio
che assegno agli eletti di mia mente.
Scappai un giorno,
poichè... qualcuno
mi voleva diversa
da come ero.
Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.
Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.
Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.
Il resto della storia
non è stato cosa facile...
... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
poichè... qualcuno
mi voleva diversa
da come ero.
Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.
Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.
Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.
Il resto della storia
non è stato cosa facile...
... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
Se di te non si riempie
più lo sguardo,
nude le mani
annaspano nel vuoto,
ricadono inermi
su fianchi stanchi.
Ed ora che sei
suono del mio vento,
che impetuoso scopre
ogni tormento,
scuote il petto
il tuo lamento
e d’assenza riempi
le mie giornate,
muta la voce
al tuo rauco pianto.
Come non essere felici quando trovi un bigliettino
sul tuo cuscino?
O quando qualcuno ti regala
una scatola ti cioccolatini?
Come fare a non commuoversi davanti
un “ti voglio bene”
detto da un bambino
che ti regala un disegno
fatto con le sue manine?
Come non apprezzare una cenetta a lume di candela?
Il camino scoppiettante…
le fiamme che riscaldano l’atmosfera
e le sue calde labbra…
Come non ascoltare
il canto di un cardellino
e di un pettirosso?
E tu, anche se stonato
mi dedichi una canzone
e la fischietti sotto il mio balcone….
Come posso far finta di niente?
Come faccio a non essere attratta
da tutto ciò che si dice siano delle banalità?
Come fare a non sentirsi bene
quando qualcuno ti ricorda,
ti apprezza,
e ti poggia la propria mano leggera leggera sulla spalla
e ti dice: “So che ce la farai!” ?
Come non sentirsi donna quando indossi una scarpa col tacco
o tingi le labbra con un rossetto nuovo?
Come non sciogliersi davanti ad un po’ di galanteria
ormai in via d’estinzione?
E come non amare una serata passata a piangere
guardando un vecchio film ricolmo d’amore?
E come faccio a non essere rapita dalle emozioni
quando dopo la pioggia ritorna il sereno
e tra le nuvole uno stormo di rondoni
svolazza e saluta la mia città
annunciando
l’avvicinarsi dell’estate?
Come non essere entusiasta
di aver ritrovato un’amica che credevo ormai persa?
O come potrei rimanere indifferente
riguardando le foto della mia infanzia?
Vi confesso,
che sono attratta dalle banalità,
quelle piccole cose che cucite tutte assieme
formano il più grande “patchwork”
autografato:
VITA!










