Sono di pietra l’orto e la terra
che scorrevano di latte e di vino,
di nettare d’api e aromi d’altri tempi.
di nettare d’api e aromi d’altri tempi.
E’ giallo il cuore,
stanco,del rumore delle foglie.
stanco,del rumore delle foglie.
Serve ora, il coraggio degli esuli,
che aspettano l’ombra dei gabbiani
con animo teso, come pazienti marinai…
che muti, davanti all’onda forte
congiungono le mani…che si plachi la marea!

12 commenti
Sono seduto alla mia scrivania.
Sul mio lato destro ho una grande finestra.
Sono le 11,44 e il cielo è coperto
Nuvole dense più chiare e più scure,
compatte
che emanano una luce strana.
Sembra di essere in una sacca con un dolce alla panna capovolto sulla testa.
Panna bianca e un po’ più grigia,
come se una parte fosse mischiata a qualcosa di scuro,
come la neve,
bianca dove è ancora intatta
e grigia dove passano le macchine.
E’ il 29 aprile 2016 un Venerdì.
Mi sono sempre chiesto se davvero ad un lettore interessa sapere com’è il cielo in questo momento.
Voglio dire in un racconto in un romanzo il descrivere il cielo che senso ha?
Se avessi scritto che era una bella giornata di sole e il cielo azzurro avrebbe fatto differenza?
Pensandoci forse sì, forse lo stato d’animo sarebbe stato diverso, sia mio sia del lettore.
Sto rivalutando l’utilizzo del mio tempo.
In un romanzo di Michael Ende si parla di “signori Grigi” che rubano il tempo agli uomini per esistere.
Quel tempo è trasformato in sigari che loro fumano e senza quelli spariscono, muoiono, evaporano.
Tempo che se ne va in fumo.
In giorni come questi sento tutta la mia energia,
la mia potenzialità che vorrebbe espandersi ma è frenata.
Come se si andasse in salita con una macchina ma con il freno a mano tirato,
ma non è l’esempio corretto.
E’ come una falsa partenza ai 100 mt di atletica,
scatti al via ma vieni fermato e torni sui tuoi passi,
è come un contenitore che ha una certa elasticità ma chiuso con un tappo.
Dentro una forza si espande spinge su tutte le pareti
il contenitore si dilata ma poi non esplode e torna nel suo formato iniziale.
Nel mio caso è più come se lasciassi libera questa energia,
questo amore,
ma non trovassi nessuno ad accoglierla a capirla.
Un po’ come lasciare la pompa di benzina aperta con il carburante che esce,
cerca una macchina per poterle essere utile ma non ce ne sono.
Il carburante è inesauribile, ma la mia testa mi convince a chiudere il rubinetto
Come per il carburante,
che se non trova un serbatoio inquina ed è pericoloso,
la mia energia diventa fuori luogo, mal interpretata e si blocca.
Il fatto è che lei –l’energia- non sa perchè, è la ragione che le parla.
Ma si sa non vanno troppo d’accordo.
Come si dice:
"il cuore ha delle ragioni che la ragione non può capire"
Che spreco.
Sul mio lato destro ho una grande finestra.
Sono le 11,44 e il cielo è coperto
Nuvole dense più chiare e più scure,
compatte
che emanano una luce strana.
Sembra di essere in una sacca con un dolce alla panna capovolto sulla testa.
Panna bianca e un po’ più grigia,
come se una parte fosse mischiata a qualcosa di scuro,
come la neve,
bianca dove è ancora intatta
e grigia dove passano le macchine.
E’ il 29 aprile 2016 un Venerdì.
Mi sono sempre chiesto se davvero ad un lettore interessa sapere com’è il cielo in questo momento.
Voglio dire in un racconto in un romanzo il descrivere il cielo che senso ha?
Se avessi scritto che era una bella giornata di sole e il cielo azzurro avrebbe fatto differenza?
Pensandoci forse sì, forse lo stato d’animo sarebbe stato diverso, sia mio sia del lettore.
Sto rivalutando l’utilizzo del mio tempo.
In un romanzo di Michael Ende si parla di “signori Grigi” che rubano il tempo agli uomini per esistere.
Quel tempo è trasformato in sigari che loro fumano e senza quelli spariscono, muoiono, evaporano.
Tempo che se ne va in fumo.
In giorni come questi sento tutta la mia energia,
la mia potenzialità che vorrebbe espandersi ma è frenata.
Come se si andasse in salita con una macchina ma con il freno a mano tirato,
ma non è l’esempio corretto.
E’ come una falsa partenza ai 100 mt di atletica,
scatti al via ma vieni fermato e torni sui tuoi passi,
è come un contenitore che ha una certa elasticità ma chiuso con un tappo.
Dentro una forza si espande spinge su tutte le pareti
il contenitore si dilata ma poi non esplode e torna nel suo formato iniziale.
Nel mio caso è più come se lasciassi libera questa energia,
questo amore,
ma non trovassi nessuno ad accoglierla a capirla.
Un po’ come lasciare la pompa di benzina aperta con il carburante che esce,
cerca una macchina per poterle essere utile ma non ce ne sono.
Il carburante è inesauribile, ma la mia testa mi convince a chiudere il rubinetto
Come per il carburante,
che se non trova un serbatoio inquina ed è pericoloso,
la mia energia diventa fuori luogo, mal interpretata e si blocca.
Il fatto è che lei –l’energia- non sa perchè, è la ragione che le parla.
Ma si sa non vanno troppo d’accordo.
Come si dice:
"il cuore ha delle ragioni che la ragione non può capire"
Che spreco.
Vestito di magia
Bene o male
Sono poeta e artista,
e mi vesto di sogni
e fantasie
e di pensieri,
perché tu che leggi,abbi
un po’ di magia,
sorridendo un poco,
o riflettendo;
e mi vesto di sogni,
come un cantastorie,
che è tutti e nessuno,
per te,
anche per te.
Bene o male
Sono poeta e artista,
e mi vesto di sogni
e fantasie
e di pensieri,
perché tu che leggi,abbi
un po’ di magia,
sorridendo un poco,
o riflettendo;
e mi vesto di sogni,
come un cantastorie,
che è tutti e nessuno,
per te,
anche per te.
Arduo,
svegliarsi e diventare uomini.
svegliarsi e diventare uomini.
Basti pensare a quanto si è soli sulla scacchiera,
ai difficili passi, alle fatali mosse,
agli orizzonti compromessi
e i cuori fuoriposto.
I ritmi obliqui e le verità inclinate,
I ritmi obliqui e le verità inclinate,
la mediocrità,che invade il cielo.
Arduo,
Arduo,
essere mortali, senza sete d’oro,
senza illusioni o anche passioni;
difficile acquisire meriti,
arduo,non possedere nulla.
Facile,
Facile,
rimanere fuori da ogni paradiso!

Perché scandire parole di un ultimo naufragio
essere schiavi di un altro io
macchinoso malessere altezzoso
che vira tra le fronde
e agita le loro braccia di legno.
Perché avere un busto di ferro
che copre gli anfratti della roccia
e sgretola gli ultimi residui.
Perché adorare una ninfa che porta pudore
annusare capelli appassiti
mostrare abiti color convinzione
agitare bandiere di vittoria
massacranti nell’esistere.
Perché scrutare orizzonti lontani
che sanno della propria camera da letto
pregare spiriti che invadono i sogni
seguaci ammaliatori del nulla.
Perché darsi per vinto
avere profumo d’invidia.
Perché provare astio
Per la luce che invade il resto del mondo
invece di assorbirla e farle crescere il sorriso?
Ora, non mi domando il perché
in quanto basta chiudere gli occhi
e rimanere immobile
per non avere quesiti in proposito
e far fluire come in canoa
le rapide che invadono il fiume sotto i miei piedi.
Ne conosco tanti di Felice,
ragazzi, vecchi e di mezza età,
convinto ne fossero i custodi,
a tutti ho chiesto di felicità.
Han detto che il nome l’ha illusi
per poi rimanerne assai delusi:
felicità?
Quel primato che nessuno sa
e la chimera che nessuno ha.
ragazzi, vecchi e di mezza età,
convinto ne fossero i custodi,
a tutti ho chiesto di felicità.
Han detto che il nome l’ha illusi
per poi rimanerne assai delusi:
felicità?
Quel primato che nessuno sa
e la chimera che nessuno ha.
Mi guardi con quei grandi occhi
il colore del mare,
la dolcezza di un bambino,
la tenerezza di chi ama
Amici da sempre noi tu innamorato di me,
nei momenti duri sei stato
la fune a cui aggrappavo l'anima per non affogare
Sei stato il diario
a cui raccontare il mio dolore,
la voglia di vomitare questa vita
volare tra le nubi
raggiungere chi ho perso
Il cuscino dove crollavo stordita
da un sonno catatonico
per non pensare più, mai più
Un altro amore a me vicino,
altre mani sentire su di me
accarezzare la pelle ancora desiderosa,
sarà mai possibile?
Come non rivivere tutto
con un uomo che non è lui,
padrone amorevole di ogni parte di me,
di ogni antro dell'anima mia
delle mie manie, del mio turbolente essere
Non ancora giunto è il momento
mai forse arriverà,
giovani le ferite del cuore,
con cura si rimargineranno
le cicatrici saranno indelebili tatuaggi
Amare ancora
forse un giorno ma non ora
... non ancora ....

il colore del mare,
la dolcezza di un bambino,
la tenerezza di chi ama
Amici da sempre noi tu innamorato di me,
nei momenti duri sei stato
la fune a cui aggrappavo l'anima per non affogare
Sei stato il diario
a cui raccontare il mio dolore,
la voglia di vomitare questa vita
volare tra le nubi
raggiungere chi ho perso
Il cuscino dove crollavo stordita
da un sonno catatonico
per non pensare più, mai più
Un altro amore a me vicino,
altre mani sentire su di me
accarezzare la pelle ancora desiderosa,
sarà mai possibile?
Come non rivivere tutto
con un uomo che non è lui,
padrone amorevole di ogni parte di me,
di ogni antro dell'anima mia
delle mie manie, del mio turbolente essere
Non ancora giunto è il momento
mai forse arriverà,
giovani le ferite del cuore,
con cura si rimargineranno
le cicatrici saranno indelebili tatuaggi
Amare ancora
forse un giorno ma non ora
... non ancora ....

Questa luce nitida, il suo riflesso intenso
in questo fine ottobre mi rifulge sugli occhi
e accende nuova vitalità.
Riflessi ocra e rossi delle foglie incendiate
dei corsi della città
sanguinanti scintille in flessuose movenze
d'incauta bellezza fra le spire del sole
che indugia in quest'autunno clemente.
Attendo te che ti rifugi nella gloria dell'esilio
a risvegliare lo sguardo sopito delle cose
nella tua ascetica contemplazione intrinseca
di nuova ricerca di sapere e a disvelare nuove icone.
Finesterre ti ha rapito, tanto sei lontano:
hai costruito scientemente
un muro invalicabile
che veste i nostri giorni scuciti.
Sei solco, sei prolifica terra
che aspetta di essere fecondata
anche se ora il nostro tempo non infiora.
Sappi che io aspetto te come strenua radice.
… Lascerò la porta socchiusa,
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
Il cielo nuvoloso
colmo di nebbia e umidità.
Il freddo
si fa sentire.
L'odore delle caldarroste
allontana i pensieri.
Le strade colme di gente
chiusi in cappotti e pellicce.
Bambini sorridenti
con un enorme cono di zucchero filato.
La tv di un bar riporta alla realtà
fra macerie e crisantemi sulle bancherelle.
L'amore per chi non c'è più riporta
la tristezza della giornata.
Il sorriso di un bambino
che corre mi ricorda che non devo essere triste.
Cosi un cartoccio e due castagne
riportano il sorriso.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.
The end la fine,la fine
Fine dei giochi,
il giorno volge al tramonto,
il locale chiude;
ho smesso di credere alla gente,
ho finito di ascoltare,
non ho più pazienza,
non ho tempo per nessuno,
solo per me;
per me;
non do retta,
voglio godermi il tempo
che ho,
che avanza;
di tutto il resto
non mi frega,
a modo mio.
A modo mio.
Fine dei giochi,
il giorno volge al tramonto,
il locale chiude;
ho smesso di credere alla gente,
ho finito di ascoltare,
non ho più pazienza,
non ho tempo per nessuno,
solo per me;
per me;
non do retta,
voglio godermi il tempo
che ho,
che avanza;
di tutto il resto
non mi frega,
a modo mio.
A modo mio.
Alberi spogli
al richiamo del suadente vento
lasciano cadere foglie accartocciate
volteggianti nell'aria
posandosi sui lunghi viali.
Solo i cipressi si ergono dritti
nel loro verde intenso
e sul loro robusto fusto,
ardite sentinelle a costeggiare
le vie che conducono a questo sacro luogo
dove la vita di anime
è trapassata in altra dimensione
lasciando qui solo spoglie mortali.
Il silenzio che vi aleggia
porta a composta riflessione,
si odono solo i passi dei visitatori
che camminano calpestando la ghiaia
e le foglie morte
portate dal vento impetuoso ovunque
e facendo lacrimare gli occhi.
Un senso di pace e di quiete
aleggia nei sacri campi,
dona emozione all'anima di noi vivi
che s'invola col pensiero
nel mistero della morte.
Sei di Reggio Calabria?
No, a Reggio sono solo nato!
Sei Calabrese?
No, sono metà Jonico e metà Tirrenico!
Sei Meridionale?
No, sono Peninsulare!
Sei italiano?
No, sono Continentale!
Ma insomma di dove sei precisamente?
Sono straniero nella mia terra
e in ogni parte del mondo
sono figlio della luna e figlio del cielo
sono straniero in ogni posto
e anche dentro di me
No, a Reggio sono solo nato!
Sei Calabrese?
No, sono metà Jonico e metà Tirrenico!
Sei Meridionale?
No, sono Peninsulare!
Sei italiano?
No, sono Continentale!
Ma insomma di dove sei precisamente?
Sono straniero nella mia terra
e in ogni parte del mondo
sono figlio della luna e figlio del cielo
sono straniero in ogni posto
e anche dentro di me

Dio guarda,
Dio dispera.
Io guardo,
tu guardi.
Tutti guardiamo,
tutti disperiamo.
Tutti… nella pigrizia,
tutti… nello sparlare.
Un dito
non muoviamo.
Nulla si fa,
dove di va?
Ore meste
soltanto.
Questa… l’eredità
che lasciam?
Questa… l’eredità
de li figli nostri?
Ricchi
dei nostri errori!










