Cosi scese la terra,
per un’esca seducente
di emozioni e proporzioni,
sobri equilibri e alte passioni.
Fu un sole caldo,
in un giorno estivo e ozioso;
una lirica armoniosa,
un disperato assenzio,
che mai più ebbe riposo.
che mai più ebbe riposo.
Fu uno scorrere di giorni e di stagioni,
una sola sommità, un sola estasi,
un solo capolavoro da eseguire.
Siamo nati per vivere, non per morire.

13 commenti
All'alba dal sole dipinta chiedo se il cielo
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
Oh, miele di un’ora,
di quel giorno breve
in cui dicesti che ero forte,
che avrei potuto essere potente
in seno al tuo regno e alla tua sorte.
Ah...non avessi mai visto la luce
di quel giorno grande
in cui, il rosso palpitava, avvolto,
fin dentro le radici,
fin dentro le radici,
e io ero il tuo regno sopra il tuo volto.
Quel giorno grande,
in cui parlavamo piano
e moriva la parola
negli alati doni della mano.
E le notti ?
Selvagge, selvagge!
Senza sosta nell’aurora:
ah, di miele... di ora in ora.


E siccome il mondo è breve
voglio inventarmi un’alba in più.
La natura, a volte può annoiare…
così voglio parlavi di come sorge il sole
quando la notte termina, e il giorno sale.
Di come la tempesta
possa arrivare in piena notte,
possa arrivare in piena notte,
della vita che è bella se è due volte.
Di quanto sono poche le mattine...
…troppo poche!
Dell’acqua, che s’impara con la sete,
…troppo poche!
Dell’acqua, che s’impara con la sete,
dell’esultanza nell'andare verso il mare,
del mormorio del fiume che scorre dentro noi...del suo errare.
Di quando ho perso il mondo un giorno fa,
Di quando ho perso il mondo un giorno fa,
della stagione fredda senza speranza, senza fede,
che presto...anch'essa passerà!

La notte senza fine
Il sonno fuggito via,
latita e non si fa
più ritrovare,
silenzio sacrale,
sepolcrale quiete,
le feste sono quasi andate,
niente di che,
quando eri bambino,
era tutto più bello,
pulito,
semplice
innocente,
erano altri tempi,
tutto era diverso,
anche il paese,
altri tempi,
di una volta.
Il sonno fuggito via,
latita e non si fa
più ritrovare,
silenzio sacrale,
sepolcrale quiete,
le feste sono quasi andate,
niente di che,
quando eri bambino,
era tutto più bello,
pulito,
semplice
innocente,
erano altri tempi,
tutto era diverso,
anche il paese,
altri tempi,
di una volta.
Ancora io,
raccolgo i pezzi, ricompongo il puzzle
ho un altro volto...
lo specchio dice "sei tu", gli occhi domandano "chi sei ora?"
Non so rispondere, non lo saprò forse mai
vedo segni che non c'erano,
tracce del tuo passaggio dentro di me,
guardo più a fondo...un solco mi attraversa
è un sorriso
sono ancora io
raccolgo i pezzi, ricompongo il puzzle
ho un altro volto...
lo specchio dice "sei tu", gli occhi domandano "chi sei ora?"
Non so rispondere, non lo saprò forse mai
vedo segni che non c'erano,
tracce del tuo passaggio dentro di me,
guardo più a fondo...un solco mi attraversa
è un sorriso
sono ancora io
Da un bel pezzo sono pronta…
… fino allo spezzarsi!
Forse,
potrai udire il rumore delle catene rotte,
potrai udire il rumore delle catene rotte,
del lacerarsi di ogni corda;
ma, non udrai
neanche un sibilo del mio lamento,
neanche un sibilo del mio lamento,
del mio resistere o del mio tormento.
Non riuscirai
a udire l’incomprensione nei miei occhi
a udire l’incomprensione nei miei occhi
fino allo spezzarsi,
giacchè ogni strazio è incondivisibile,
e non sa raccontarsi.


Alba e tramonto, scoglio e mare,
vento e brezza e qui che vedo il sole,
sono questi fogli strappati, questi sogni
che chiedono di essere letti.
Le tue mani raccontano sogni
e parlano di eri, si proiettano
nei miei domani e donano carezze
quando ti tocco i capelli sono piume.
Il tempo sembra fermarsi quando
non trovo le parole giuste,
poi mille emozioni fanno da cornice
all'anima in pena.
Ora faccio piccoli passi e m'avvicino
al tuo cielo, le fronde secche calpesto
e nel vento mi da pace il tuo sorriso.
vento e brezza e qui che vedo il sole,
sono questi fogli strappati, questi sogni
che chiedono di essere letti.
Le tue mani raccontano sogni
e parlano di eri, si proiettano
nei miei domani e donano carezze
quando ti tocco i capelli sono piume.
Il tempo sembra fermarsi quando
non trovo le parole giuste,
poi mille emozioni fanno da cornice
all'anima in pena.
Ora faccio piccoli passi e m'avvicino
al tuo cielo, le fronde secche calpesto
e nel vento mi da pace il tuo sorriso.
A te affido
i miei pensieri e desideri.
A te
che stai li a guardarmi.
Mi interroghi,
mi scavi dentro.
Portandomi al punto di
vomitare tutto su di te.
Costringendomi
a farti cambiare colore.
a te affido
drammi e preoccupazioni.
Ma anche
gioia e amore.
A te
che non mi deludi mai.
Non mi
tradisci mai.
Adesso posso mettere un punto
su quello sfondo bianco.
L'anno vecchio se ne va
lasciandoci ricordi dolorosi
di venti scomposti
che hanno travolto
molti cieli del nostro pianeta.
Ha tramato contro la vita
di gente inerme
sottomessa a cattiverie,
ridotta in pianto
nel caos, nell'amarezza
e nell'indigenza
d'un mondo stravolto
senza regole né dignità.
Come sarà l'anno nuovo?
Promesse di mezzanotte
fantasie espresse sottovoce
e subito interrotte da validi dubbi
che la realtà ci presenta:
in putrida melma nera
nel riflesso d'un cielo tumefatto.
Eppure ci sarà lo spumante anche quella sera,
sorrisi, bagliori di fuochi,
visi accesi, elettrica allegria.
Non mancherà la mia malinconia.
In queste sere guardo il mare:
all'orizzonte
l'infiorescenza bianca dei gabbiani
mi restituisce forza,
mi ridona speranza...
La vita...certo breve;
ma l’arte… è lunga.
Se,
avessi potuto vivere
Se,
avessi potuto vivere
nel tempo in cui gli antichi greci…
...avessi potuto
...avessi potuto
la libertà dell’alto!
In ogni ora, in ogni attimo,
In ogni ora, in ogni attimo,
la lotta senza sangue,
senza tregua o fallo.
La vittoria dello spirito
La vittoria dello spirito
necessaria, come il respiro.
Avessi potuto!
Avessi potuto!
Cosa rimane del volere,
del cercare, del trovare,
del più oltre, sempre più avanti?
Se potessi,
del più oltre, sempre più avanti?
Se potessi,
l'epoca in cui
l’opera d’arte futura
l’opera d’arte futura
di una forma pura e bella,
visse,
visse,
e davvero fu scolpita sotto il sole.
Il travaglio
Il travaglio
per l’attimo stabile:
promessa d’amore…
di volontà mostruosa!
di volontà mostruosa!

La festa è finita,
se n’è andata,
così velocemente com’è
venuta,
un panettone consumato,
i piatti da lavare,
il pranzo di natale è finito,
la festa è andata,
gli unici felici,
i bambini,
beati loro,
qaundo eravamo piccoli,
bastava poco,per fare natale,
le risa,
gli scherzi,
i giochi,
un giocattolo,
il meccano,
i nonni
e i parenti;
natale,
era facile,
era diverso,
semplice,
bastava poco,
per essere felici.
se n’è andata,
così velocemente com’è
venuta,
un panettone consumato,
i piatti da lavare,
il pranzo di natale è finito,
la festa è andata,
gli unici felici,
i bambini,
beati loro,
qaundo eravamo piccoli,
bastava poco,per fare natale,
le risa,
gli scherzi,
i giochi,
un giocattolo,
il meccano,
i nonni
e i parenti;
natale,
era facile,
era diverso,
semplice,
bastava poco,
per essere felici.
Aspettando la nascita
dell'altissimo.
Spadellando
inviando auguri ad
amici e parenti.
Questo è il Natale...
la veglia...
Contando le
tredici cose da fare
prima della mezzanotte.
Tradizioni e proverbi
da continuare.
Divisi
fra cielo e terra.
Le emozioni
sono tante.
E' Natale...
pace e serenità a tutti.


Carpita da frenesia
del giusto e ricercato dono
apparenza nelle vie cullate
da mascherati volti
o distratti, no!
Visitata dall’apatia
nell’indifferenza calibrata, sì!
Poco mi scalda
ancor meno l’evento
sollecito m’appare.
Leggero intervento
per sminuire l’esistenza
del povero sul ciglio
che di lacrime tacitamente s’inebria.
Forse anche il mio
un cuore di ghiaccio
che sventola le ali su deserti di parole.
Ma ora... solamente l'EVENTO scalda il mio gelido cuore,
e gli concedo il posto migliore.
del giusto e ricercato dono
apparenza nelle vie cullate
da mascherati volti
o distratti, no!
Visitata dall’apatia
nell’indifferenza calibrata, sì!
Poco mi scalda
ancor meno l’evento
sollecito m’appare.
Leggero intervento
per sminuire l’esistenza
del povero sul ciglio
che di lacrime tacitamente s’inebria.
Forse anche il mio
un cuore di ghiaccio
che sventola le ali su deserti di parole.
Ma ora... solamente l'EVENTO scalda il mio gelido cuore,
e gli concedo il posto migliore.






