Non c’è legge che vale
Quanto il sorgere del sole;
La sua fame accesa
La sua esplosione dentro.
Rosso d’uovo che fa centro
del colore della luce
Oscura origine -sospesa.
E la garanzia dei giorni
-Senza eclissi, senza inganno.
Ma Giallo!
A volte bianco
-Stanco
Di albe riflettenti -e tante.
E poi -così sognante!
Irradiato dalla vita
ad irradiarla
Con la sua pelle distante
La sua brace variante.
Forte
dentro le rughe
Forte
dentro le rughe
del suo cantico
in riattesa.
Di sera si protrae -più per difesa
col suo lento ripartire;
Ogni volta se ne va per non morire.


8 commenti
Tra lo smorzar del verde
E l'arrivo del giallo
Il bosco si veste a festa
Sfavilla di luci e tenaci colori
Prima di lasciar il suo manto cadere.
Assorbe energia e plasma il cuore
Riposa sotto un cielo incolore
Che promette tristezza.
Ma non intacca il tuo animo vivo,
Che canta sotto la voce del vento.
Sentinelle gli alberi altissimi
Proteggono la tua intima essenza
Con rami vivi che avvolgono.
Risalta il profumo acuto
Tra i tronchi ormai vecchi
Che si riposano a terra.
E l'arrivo del giallo
Il bosco si veste a festa
Sfavilla di luci e tenaci colori
Prima di lasciar il suo manto cadere.
Assorbe energia e plasma il cuore
Riposa sotto un cielo incolore
Che promette tristezza.
Ma non intacca il tuo animo vivo,
Che canta sotto la voce del vento.
Sentinelle gli alberi altissimi
Proteggono la tua intima essenza
Con rami vivi che avvolgono.
Risalta il profumo acuto
Tra i tronchi ormai vecchi
Che si riposano a terra.
Non ce la faremo mai ad abbracciare
tutta la Terra -sfera dell’àtman-
e madreperla stondata.
Pietra lanciata
con filo di fiato
-sospesa!
Silicio di rocce
mille e poi mille- ere di fuoco-
-di polvere e magmi
-di vulcani maligni
-di combustioni roventi;
di piogge- come stelle cadenti.
Ma - Coppa dell’Ira
-non ce la faremo mai!
Tra gas e pietre – fiori e fiumi-
- uomini-
- e animali da consacrare
- è troppo profondo il mare!
Non ce la faremo
a scoprire il suo incanto
- mentre potente sussurra
-di cingergli il cuore soltanto.
Non ce la faremo
a scoprire il suo incanto
- mentre potente sussurra
-di cingergli il cuore soltanto.
Che nell’elogio antico
-l'abbraccio è esistente :
-l'abbraccio è esistente :
è Ossigeno e crosta - Inizio del sempre.

La Bora a fine estate
soffia sul Carso
come il contadino
d'inverno sulla brace.
Da fulvo si ravviva
allora improvviso
rosso scarlatto.
Lo vedo amante nuda
distesa, rossa di pelo
sempre in attesa.
Io sono per l'esser suo
l'amante virtuale eletto.
Amo camminarci dentro
e respirare come un lupo
respira un altro pelo.
Più tardi sarò a San Martino.
Dolcemente spossato.
soffia sul Carso
come il contadino
d'inverno sulla brace.
Da fulvo si ravviva
allora improvviso
rosso scarlatto.
Lo vedo amante nuda
distesa, rossa di pelo
sempre in attesa.
Io sono per l'esser suo
l'amante virtuale eletto.
Amo camminarci dentro
e respirare come un lupo
respira un altro pelo.
Più tardi sarò a San Martino.
Dolcemente spossato.
La sera distratta
tarda un poco a venire.
Il giorno disfatto
è morente ma attende;
Il suo turno
deve ancora venire.
La colpa è del sole
che all'imbrunire
prima di sciogliersi in mare
si attarda laggiù all'orizzonte
a dipingere il cielo
quasi fosse un pittore!...
tarda un poco a venire.
Il giorno disfatto
è morente ma attende;
Il suo turno
deve ancora venire.
La colpa è del sole
che all'imbrunire
prima di sciogliersi in mare
si attarda laggiù all'orizzonte
a dipingere il cielo
quasi fosse un pittore!...
Gli parte un raggio
e il sole si riflette
biondo
sulle icone vere
tra gli alberi dell’Eden
di tonalità antiche e più severe.
di tonalità antiche e più severe.
Come d'autunno,
d'apprensione dorata;
costruente attesa
costruente attesa
d'altro inizio
e vita ambrata.
e vita ambrata.
Sostanza buona,
dolce come un seno
dolce come un seno
il vigneto,
d’atomi ripieno;
i chicchi a tintinnare
d’atomi ripieno;
i chicchi a tintinnare
nei tini antichi a mondeggiare.
E' luce, d’etere profondo,
altro inizio...
come ventre fecondo,
e adesso, io sto vivendo a fondo.


Di semplicità viviamo,
in questo mondo zeppo di problemi,
osserviamo tutto intorno
quante cose belle la Natura dona
L'uva bianca succosa e dolce,
oppure nera sgorga da essa come una fonte
il vino che sorrisi dona
banchettando con gli amici
e cantare fa il cuore
Pomodori rosso rubino
un morso ed il piacere
del sole sulla pelle senti
il profumo aromatico
del basilico, la maggiorana
che i nostri piatti fan
ristoratori e gustosi
E poi le arance dorate come l'alba
buone, sane e belle agli occhi
E l'acqua di montagna
scende nella gola pura, cristallina
more, mirtilli, ribes
colorano i dolci della cucina semplice
I fiori dai mille colori, il profumo del mare
la brezza dei monti
dove in lontanza ascolti
campanacci suonare
delle mandrie al pascolo
Per mille motivi godere dobbiamo,
Madre Natura ringraziare
e l'Onnipotente soprattutto
queste sono ricchezze
che si guadagnano col sudore della fronte ….
la ricompensa è grande
è la semplicità della vita
che arricchisce e rende buoni i cuori
Fragoroso fu il suo arrivo
in pochi secondi si portò via tutto quello che non era suo.
Da lontano gli urlarono è nostro! ...
Ma rimasero inascoltati,
con la sua furia distrusse tutto,
seminando tra le case feriti e morte.
Fece tremar così forte la terra da spaccarla in due,
dopo aver fatto udir la sua voce,
una manciata di attimi e poi tutto tacque…
apparve agli occhi un panorama spettrale
fatto solo da cumuli di macerie...
Nel silenzio echeggiavan sole lacrime,
tra quell’acre odore della polvere che assuefava le narici,
dei bianchi superstiti
che s’aggiravan come fantasmi tra le rovine.
Vinsero subito lo scoraggiamento e armati delle sole mani,
come eroi si misero a rincorrer quelle disperate grida che chiedevan aiuto,
per dargli un domani.
Alla vita volevan dare un riscatto,
il terremoto non doveva paralizzare i cuori,
perché gli Angeli non si fermano mai,
nemmeno davanti ai dolori.
in pochi secondi si portò via tutto quello che non era suo.
Da lontano gli urlarono è nostro! ...
Ma rimasero inascoltati,
con la sua furia distrusse tutto,
seminando tra le case feriti e morte.
Fece tremar così forte la terra da spaccarla in due,
dopo aver fatto udir la sua voce,
una manciata di attimi e poi tutto tacque…
apparve agli occhi un panorama spettrale
fatto solo da cumuli di macerie...
Nel silenzio echeggiavan sole lacrime,
tra quell’acre odore della polvere che assuefava le narici,
dei bianchi superstiti
che s’aggiravan come fantasmi tra le rovine.
Vinsero subito lo scoraggiamento e armati delle sole mani,
come eroi si misero a rincorrer quelle disperate grida che chiedevan aiuto,
per dargli un domani.
Alla vita volevan dare un riscatto,
il terremoto non doveva paralizzare i cuori,
perché gli Angeli non si fermano mai,
nemmeno davanti ai dolori.
Il maestoso ippocastano
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
del cortile della scuola
quando vede il cielo azzurro
supplicando verso il sole
alza rami fiori e frutti
per cercare il suo calore.
E seppur gli è assai lontano
la preghiera vien sentita
ed il sole piano piano
lo pervade con amore
e lo copre per intero
di un dolcissimo tepore.
Con la luce gli regala
dei bellissimi diamanti
che si perdon sfavillanti
tra le foglie in mezzo ai rami
per cadere lentamente
senza fare alcun rumore
sulle teste dei bambini
e sul cortile della scuola.
Giù in quella cavità aperta,
grovigli di radici intrecciano
gabbie che spaventano
L’acqua, in rivoli, scorre
in un fango senza forma.
Foglie stanche adagiate
sfarfallano leggere
trasportate da una folata,
disordinatamente.
Nell’aria, il fumo gareggia
e focolai ancora accesi
inseguono spaventosi mostri.
Lingue di fuoco finiscono
in un generico cielo
con la luna che fugge
da quella devastazione
e da assordanti crepitii.
grovigli di radici intrecciano
gabbie che spaventano
L’acqua, in rivoli, scorre
in un fango senza forma.
Foglie stanche adagiate
sfarfallano leggere
trasportate da una folata,
disordinatamente.
Nell’aria, il fumo gareggia
e focolai ancora accesi
inseguono spaventosi mostri.
Lingue di fuoco finiscono
in un generico cielo
con la luna che fugge
da quella devastazione
e da assordanti crepitii.
Ho incrociato con il capo
un ramo abbassato
non dal peso
cercava la luce
fra i tanti fratelli
mai sfoltiti abbastanza
la solita danza
Un bel pino marino
visto da lontano
mai avvicinato
maestosa la chioma
sempre alla ricerca
di gocce
del bagnato
Profumo di resina
di giovane erba
sempreverde in poca terra
mi fa passare
non puo' dir nulla
non cresce in me
la più piccola voglia
Vedo il mare
di là di biondi campi
arde il sole
quel poco vento
scompiglia i capelli
Mi siedo vicino
alle radici sconnesse
faccio da compagnia
come se l'avesse chiesto
ora ho tanti motivi per non andar via
non finiranno presto.
un ramo abbassato
non dal peso
cercava la luce
fra i tanti fratelli
mai sfoltiti abbastanza
la solita danza
Un bel pino marino
visto da lontano
mai avvicinato
maestosa la chioma
sempre alla ricerca
di gocce
del bagnato
Profumo di resina
di giovane erba
sempreverde in poca terra
mi fa passare
non puo' dir nulla
non cresce in me
la più piccola voglia
Vedo il mare
di là di biondi campi
arde il sole
quel poco vento
scompiglia i capelli
Mi siedo vicino
alle radici sconnesse
faccio da compagnia
come se l'avesse chiesto
ora ho tanti motivi per non andar via
non finiranno presto.
Il mare è un pozzo di emozioni
cariche di desideri e di ricordi,
emozioni che nutrono l’animo,
sviluppano il piacere di raccogliere
nella mano i seni dell’Universo
nell’intenso turbinio del vento…
tra piccoli orizzonti di luce…
Il mare: un giocondo specchio:
contiene il tempo nelle bocche dell’onde,
esalta le figure della sera nella sfavillante
policromia della notte.
Nutrirsi di pensieri fecondi veraci
nello spazio biancastro che forma la spuma,
dormire su un letto variopinto di conchiglie
nella penombra, al calar del sole, avvolto
dal manto rossastro delle nubi.
Respirare l’aria iodata dell’alba
deglutendo i sospiri del vento,
seduti e pensosi.
Il mare: il segreto che sprigiona impulsi
nella spazialità dei corpi bramosi e avidi
di carpire i misteri del mondo.
Il mare placa i sussulti dell’anime
rosicchiate dal tempo galeotto
trascinandole in un’estasi di delirio,
in tante emozioni di vita.
Il mare: il riflesso della luce,
il riflesso del suono nell’aria densa:
la delicata armonia delle cose
nell’infinito connubio col tutto..
Il mare: naufragare verso giacigli sconosciuti
misteriosi, col cuore palpitante
abbagliati dall’astro dorato,sovrastante
la vetta del cielo fra lo sterminato azzurro.
cariche di desideri e di ricordi,
emozioni che nutrono l’animo,
sviluppano il piacere di raccogliere
nella mano i seni dell’Universo
nell’intenso turbinio del vento…
tra piccoli orizzonti di luce…
Il mare: un giocondo specchio:
contiene il tempo nelle bocche dell’onde,
esalta le figure della sera nella sfavillante
policromia della notte.
Nutrirsi di pensieri fecondi veraci
nello spazio biancastro che forma la spuma,
dormire su un letto variopinto di conchiglie
nella penombra, al calar del sole, avvolto
dal manto rossastro delle nubi.
Respirare l’aria iodata dell’alba
deglutendo i sospiri del vento,
seduti e pensosi.
Il mare: il segreto che sprigiona impulsi
nella spazialità dei corpi bramosi e avidi
di carpire i misteri del mondo.
Il mare placa i sussulti dell’anime
rosicchiate dal tempo galeotto
trascinandole in un’estasi di delirio,
in tante emozioni di vita.
Il mare: il riflesso della luce,
il riflesso del suono nell’aria densa:
la delicata armonia delle cose
nell’infinito connubio col tutto..
Il mare: naufragare verso giacigli sconosciuti
misteriosi, col cuore palpitante
abbagliati dall’astro dorato,sovrastante
la vetta del cielo fra lo sterminato azzurro.
L’alba rosseggia
al di là dei confini
il sole passeggia
tra ombre di pini.
Si svegliano i fiori
tra roseti e viole
dintorno colori
sussurri parole.
Azzurri lontani
chiari splendenti
un insieme di mani
e di bimbi gaudenti.
Vaste verdi distese
caldi intensi profumi
turbinio di braccia protese
sonoro gorgoglio di fiumi.
Alberi popolati di bugni
pieni carichi di miele
dalle tane sordi mugugni
nell’acqua si dispiegan le vele.
Bianche rigogliose colline
la neve bambagia celeste
cavalli dal folto crine
foto di natura albestre.
I colori del giorno
in un susseguirsi d’azioni
nel loro eterno ritorno:
passioni sensazioni emozioni.
al di là dei confini
il sole passeggia
tra ombre di pini.
Si svegliano i fiori
tra roseti e viole
dintorno colori
sussurri parole.
Azzurri lontani
chiari splendenti
un insieme di mani
e di bimbi gaudenti.
Vaste verdi distese
caldi intensi profumi
turbinio di braccia protese
sonoro gorgoglio di fiumi.
Alberi popolati di bugni
pieni carichi di miele
dalle tane sordi mugugni
nell’acqua si dispiegan le vele.
Bianche rigogliose colline
la neve bambagia celeste
cavalli dal folto crine
foto di natura albestre.
I colori del giorno
in un susseguirsi d’azioni
nel loro eterno ritorno:
passioni sensazioni emozioni.








