
Toni fruscianti a declamar giorni in ugual passione,
rinnovar foglie e danzar all'amore..
fruscii a lievitar dolcezza
visione ad ambrata intonazione..
Un incantar sublime le parole,
sprazzi di nuvole a sfiorar cime di poesia,
rosato tramonto a dichiarar amore al campo..
Quel vocio ogni dì allegra il mondo,
sillabe ad unire parole al cuore,
immensità fra voce e canti.
Amore naturale ad attimi fluviali,
fronde ad imitar l'amata voce.
Ogni vita del suo racconto vive,
ricordi a fiorir come margherite,
imprimer memoria,
di quest'attimo da immolare.
Qui nasce il sogno a ravvivar la vita.
Nel ventre del mare
giace la pace dei tempi
i raggi solari ne illuminano i suoi picchi
una volta altissimi.
Si celano in esso
le più grandi scoperte
bagnate d’amore
e prive d’odio.
Verrà ancora il suo splendore
e la sua spirale
darà vita a nuovi venti.
Per ora
nei più profondi abissi
mi godo il suo spettacolo
accompagnato da magici violini
da festose sfilate e dai canti delle ninfe.
Consapevole che sta per tornare.
Alba nebbiosa
rende il suo trasparente bianco
avidi di sapere sono i miei occhi...
scrutano e osservano...
pochi pensieri completi, molta necessità di esperienze varie...
lavoro dentro e mi applico fuori, come un bimbo ho sete di tutto.
Gli alberi trasmettono calma...
il mare respira, la terra vibra e pulsa
il vento racconta molte cose
il sole secca la pelle, ma scalda l'anima...
nei sentieri di montagna si odono le voci delle farfalle...
non parlano molto, ma ti salutano con garbo....
il cinguettio di graziosi volatili
il soffice muschio...
parlano anche le formiche
ma per ora non le sento molto bene
sono molto agitate, almeno in apparenza, come se avessero fretta
prima o poi glie lo domanderò...
ma quelle che non smettono mai di parlare sono le rocce!!!
Si si proprio le rocce
solo che parlano troppo veloce e non si capisce niente
è chiaro! Hanno un sacco di cose da raccontare....
poi il fiume wao, il fiume dice tutto
lui non nasconde nulla davvero, non mente mai
se è calmo suona musica classica al pianoforte
se è agitato urla e dice qualche parolaccia
se è limpido ti rispetta e ti fa riflettere in lui
quando è terroso parla solo di se
insomma il fiume è un vero compagno di giochi...
che magnifica atmosfera si crea in natura...
se solo l'uomo se ne rendesse conto
forse non si sentirebbe tanto triste
da portare maschere e buttare cartacce a terra come se non fosse casa sua...
la terra.
Bisognerebbe fare come le farfalle...
parlare meno e essere più gentile col prossimo...
è già...
le farfalle.
Avvolto in un luminoso variopinto abbraccio, con enfasi porto cariche elettrostatiche di pensiero
Nella fabbrica di materia elementale……..
Vivo creando tuoni d’inerzia concentrica, formatrice autonoma di smeraldi in carne e ossa
Che si muovono, esistono e alcuni anche arroganti credono alla fortuita casualità della loro esistenza…..
Ovviamente dormono eretti sulle loro stesse convinzioni
Applicate solo per ciò che vedono e screditanti per ciò che non credono……
Bizzarra cecità crea l’ignoranza, tuttavia a credenza o meno è una scelta anche quella…….
Comunque l’eterno rimane e in ovvia statistica continuerà a permanere……
Se si vuole partecipare alla roulette, basta andare al banco ove si troverà uno specchio
E noi riflessi in esso, scegliamo di giocarci tutto ciò che abbiamo…….
In genere si torna a casa alleggeriti per le tante cose futili accumulate nella vita
Ma indubbiamente più ricchi, non di ori o argenti vari, ma di esperienze coscienziali e fatti ancor più rari….
L’incredulo materialista si sentirà sconfitto e ricomincerà l’accumulo compulsivo
Di falsità piombata, ancorandosi da se……
Colui che comprende ne uscirà unico re……
Dai su gioca anche te!
Rondine che voli alta nell’azzurro cielo
Dimmi che porta il vento? Cosa vedi dall’alto?
Tu che a stento tocchi il suolo
Tu che ti perdi lassù ove risiedono e transitano i pensieri
Tu che parli col sole più vicino di noi
Essere di ammirevole destrezza
Tu che crei rocamboleschi cerchi nell’aria o circense volatile pacato e fine
Dimmi: che orizzonte si vede da quell’altezza?
Tu che sussurri all’orecchio dell’infinito e dimori tra noi dei bassifondi
Chissà cosa penserai di noi miserabili errabondi e stolti uomini……
Vorrei che tu sapessi che non siamo tutti uguali
Fortunatamente qualcuno tra noi è degno d’essere chiamato uomo……
Non sò giudicare ne posso sapere quanto io sia retto
Però ti dico che vi porto profondo rispetto…….. o voi dominatori dell’aria……
Ogni tanto se chiudo gli occhi, immagino di essere un uccello…..
Di librarmi nel cielo azzurro in una mite mattinata primaverile…….
Poi li apro e ti osservo e magari tu osservi me chiedendoti le stesse cose di noi…..
Se vuoi: una volta facciamo a cambio, vorrei essere te per un giorno……
Spero solo di essere degno per questo…….
Ciao rondine, quando vuoi io sono quà
Sono ammiratore e rispettosamente curioso di sapere come si vive il giorno su nel cielo…..
Chissà…. Magari questo si avvererà prima o poi…..
Intanto chiudo gli occhi
E già sono tra voi…..
A parlare con l’infinito.

Pioggia, miracolosa e vitale
contemplare l'ambiente di indaco e verde
inondati di risate dai bambini inquieti
che sono immersi in un mondo di illusioni.
Offrendo al vento il tuo ampio fogliame
e ricevi il calore del sole estivo,
si lascia che la primavera ti copri con fiori
per aggiungere colore al colossale paesaggio.
In inverno, come donna desiderata,
nudo il tuo corpo sfidando il freddo,
bevi la pioggia e la nebbia precoce
e così preparate l'anima per il prossimo ciclo.
Il sale masticato piacevolmente come fieno di cavallo
la spuma che lievita il sorriso come ebbrezza di ottima birra
la spensierata carezza di un giunco che addomestica le onde
la desiderata meta raggiunta con aiuti poseidonici
l’atterrare quietamente nel luogo promesso prima di nascere
A coprire il salmastro.
Strati di blu intenso,
S'alternano sotto la spuma e le onde,
E il rilievo dolce del pendio
Scende a picco sulle sponde,
Tra un fruscio di vento
E il rumore del mare.
L'anima plana e si fonde
Dentro quel acqueo colore,
Si calma, s'intinge.
Senza sole l'aria prende
Un grigio colore,
Ma non toglie l'essenza e il calore,
Che placa lo sguardo.
E nell'effluvio di zagare
Ti affondi.
Piccola Falena, ingenua e dorata
fluttui di fiore in fiore
con le ali spiegate al sole.
Intrisa di libertà,
ti sento librare nei miei pensieri
in un campo colmo di desideri;
volteggi gaia e variopinta nel vento
oltre la fantasia del tempo,
tu che vivi di flebili istinti
nel breve spazio di soli istanti.
Come una fatina
espandi le tue ali al cielo
dolce e birichina
e col nettare dei fiori
intingi le tue ali di nuovi colori.
Piccola falena,
portami sulle tue ali
verso l'arcobaleno,
portami lontano e vola finché puoi,
innalza i tuoi occhi al cielo
e non fermarti mai.
tra feste di piazza e lunghe passeggiate,
con la sabbia rovente del mare
e bibite fresche da gustare.
Giunge al termine la melodia estiva
con il frinire delle cicale e dei grilli,
il sublime gorgheggio degli uccelli
e l'inconfondibile canto dei galli.
Giunge al termine l'ironia dell'estate
a parlar di sport e dieta con le gambe sdraiate,
tra rustici salati e birra ghiacciata,
tra sorbetti al limone e panna montata.
Giunge al termine finalmente
il tormentone estivo della radio invadente,
i capricci dei bambini con il vociar dei vicini
per non parlar dei ridicoli Karaoke stonati
e le gelosie dei fanciulli innamorati.
Giunge al termine la frenesia estiva
tra desideri notturni e riposi diurni
tra satira politica e gossip moderni,
scrivendo le rime di poesie cantate
aspettando l'arrivo della prossima estate.
fino a raggiungermi,
fino a toccarmi.
Essi, poveretti, così tremolanti e spogli...
Fa freddo.
Mi copro.
C'è il vento.
E la mia pelle si squarcia.
Voglio uscire...
ma non esco.
Resto....
ma la casa mi sta stretta,
e mi incupisce.
Il ricordo di quel calore,
di quel lontano tepore,
solo questo mi rincuora
mentre mi spezzo
in questa stolta malinconia.
Tuttavia, ho ancora un po' di fiato e dirò:
"Ma che razza di stagione!"

Vola...






