Quale ammirazione provo innanzi
allo schiudersi di una gemma,
all’ingrossarsi di un frutto
al nascere di un nuovo giorno
o all’infittirsi della notte.
Resto stupefatto quando
il sole si tuffa nel mare
oppure si nasconde
dietro una collina.
Mi affascina ascoltare
il frangersi delle onde
sulla battigia,
lo scroscio della pioggia
-a volte fievole,
altre volte violento-
il respiro del vento,
il lento trascorrere
del tempo nel silenzio
ovattato della neve.
Amo tutto questo,
e amo celebrare tutto questo
capendo –finalmente-
che Noi siamo parte
di questo Tutto.
allo schiudersi di una gemma,
all’ingrossarsi di un frutto
al nascere di un nuovo giorno
o all’infittirsi della notte.
Resto stupefatto quando
il sole si tuffa nel mare
oppure si nasconde
dietro una collina.
Mi affascina ascoltare
il frangersi delle onde
sulla battigia,
lo scroscio della pioggia
-a volte fievole,
altre volte violento-
il respiro del vento,
il lento trascorrere
del tempo nel silenzio
ovattato della neve.
Amo tutto questo,
e amo celebrare tutto questo
capendo –finalmente-
che Noi siamo parte
di questo Tutto.
12 commenti
Mentre un silenzio colorato
accompagna l’ultimo saluto del sole
una figura mi tende la mano
e mi trascina verso il mare.
Io mi lascio trasportare
da questa soave presenza
la osservo mentre leggiadra cammina.
Mi compiaccio quando il suo volto
volge verso il mio
con occhi divini.
Ed è nel mezzo del blu che lei si ferma.
Allarga le braccia
e come per magia
appaiono tante figure, divine come lei.
Dalle loro virtuose mani
suoni scintillanti fanno tornare il sole.
E gli archi
con le loro corde
disegnano il cielo.
“Piove sui tigli in fiore
sulle curve fronde dei rami.
Profumi d' umidi muschi
impregnano le cortecce.
Floreali effluvi si spandono
tra i chiostri.
Piove sulle verdastre grondaie,
rosse tegole si vestono di lucenti colori.
Piove,
lenta scende,
come un velo
la pioggia.”
Gocce d'acqua
coprono pensieri grigi,
bagnano volti tristi,
donano candore agli animi.
Il fragore d'un tuono
ferma l'incerto essere,
un accecante lampo
illumina gli occhi.
Basta poco
a cambiare tanto.
“Piove,
piove ancora
e mentre guardo
scendere un sussulto
imprigionato in timide bolle,
ascolto un soave tintinnio
di dorate monetine,
che sobbalzando fra piccoli rigagnoli,
scorrono una dietro l'altra
verso il declinare del giorno”
sulle curve fronde dei rami.
Profumi d' umidi muschi
impregnano le cortecce.
Floreali effluvi si spandono
tra i chiostri.
Piove sulle verdastre grondaie,
rosse tegole si vestono di lucenti colori.
Piove,
lenta scende,
come un velo
la pioggia.”
Gocce d'acqua
coprono pensieri grigi,
bagnano volti tristi,
donano candore agli animi.
Il fragore d'un tuono
ferma l'incerto essere,
un accecante lampo
illumina gli occhi.
Basta poco
a cambiare tanto.
“Piove,
piove ancora
e mentre guardo
scendere un sussulto
imprigionato in timide bolle,
ascolto un soave tintinnio
di dorate monetine,
che sobbalzando fra piccoli rigagnoli,
scorrono una dietro l'altra
verso il declinare del giorno”
Nebbia
Che avviluppa la città,
ogni cosa sembra spettrale e
inconsistente,
dimensione strana,
atmosfera sfumata,
malinconia,
atmosfera londinese;
nebbia inghiotte ogni cosa,
così sembra,
ogni tanto appaiono ombre di passanti,
macchine vanno pianino
e spariscono nel biancore;
giorni nebbiosi,
mesi dei defunti.
Che avviluppa la città,
ogni cosa sembra spettrale e
inconsistente,
dimensione strana,
atmosfera sfumata,
malinconia,
atmosfera londinese;
nebbia inghiotte ogni cosa,
così sembra,
ogni tanto appaiono ombre di passanti,
macchine vanno pianino
e spariscono nel biancore;
giorni nebbiosi,
mesi dei defunti.
Ultimo sole di una stagione perduta
Pochi giorni ancora belli,
caldo anomalo,
quasi soffoco,
sembra già primavera,
e che l’inverno sia saltato;
e invece è solo un estate di san martino,
un fuoco di paglia;
ultimo sole,
passeggiate in extremis,
le giacche danno ancora fastidio,
almeno non c’è pioggia,
poi verrà di nuovo autunno,
e ricomincerà la brutta stagione.
Coi mesi umidi,
i defunti,
e il resto.
Pochi giorni ancora belli,
caldo anomalo,
quasi soffoco,
sembra già primavera,
e che l’inverno sia saltato;
e invece è solo un estate di san martino,
un fuoco di paglia;
ultimo sole,
passeggiate in extremis,
le giacche danno ancora fastidio,
almeno non c’è pioggia,
poi verrà di nuovo autunno,
e ricomincerà la brutta stagione.
Coi mesi umidi,
i defunti,
e il resto.
Spasmi, convulsioni
la terra trema
nella sua febbre di ribellione
Mostra le vene ulcerate
dove scorre fango
sotto la pelle spaccata
e l'urlo emerge
dalle crepe sanguinanti
La terra è ferita
dal suo stesso cieco furore
e grida vendetta
come madre tradita
che diventa matrigna
offrendo i suoi frutti
a figli ingrati
O forse assassina naturale
La terra non germoglia oggi
solo distrugge
la terra trema
nella sua febbre di ribellione
Mostra le vene ulcerate
dove scorre fango
sotto la pelle spaccata
e l'urlo emerge
dalle crepe sanguinanti
La terra è ferita
dal suo stesso cieco furore
e grida vendetta
come madre tradita
che diventa matrigna
offrendo i suoi frutti
a figli ingrati
O forse assassina naturale
La terra non germoglia oggi
solo distrugge
Vaganti ombre a varcar memoria,
turbine a richiamar voci..
Angeliche attrazioni a tracciar la via del cielo,
brillio e folgore apice serena..
Acqua, specchio diamantato a,
trattener immagini sopite,
trattener immagini sopite,
tonfi inferti al cuore,
calchi di orme care,
iride a sfiorar paesaggio,
memore autunno e solitarie rive..
Pensieri a cader dai rami,
piume ad intarsiar di rosso il prato.
Pensieri a cader dai rami,
piume ad intarsiar di rosso il prato.
Ricordi anima?
Fummo giovani leve!
Fummo giovani leve!
Emozioni a trottar di cuore,
speranze e cinciallegre,
pettirossi su rami spogli,
pettirossi su rami spogli,
uva a profumar di mosto.
Autumn memories.
Autumn memories.
Voci a disperder voce!
Padre e Madre marchio di vita!..
Notte di pioggia
Stille fredde cadono
Abbondanti,
sferzando la pelle,
odore di umido,
pozze di pioggia dappertutto;
ogni tanto,
improvvise,
colpi di luce,
una saetta balugina nel buio;
notte piovosa,
che sa d’autunno,
che sa d’inverno;
freddo,
il giorno appare così lontano adesso
Stille fredde cadono
Abbondanti,
sferzando la pelle,
odore di umido,
pozze di pioggia dappertutto;
ogni tanto,
improvvise,
colpi di luce,
una saetta balugina nel buio;
notte piovosa,
che sa d’autunno,
che sa d’inverno;
freddo,
il giorno appare così lontano adesso
Sei tornato... a ricordarmi
che non avrei dovuto calpestare il tuo sentiero,
per non sentire sotto i piedi
lo scricchiolio del tempo che va.
A non voler vedere una fragile foglia
che lascia una storia,
cadendo lieve
nell'attimo dei suoi colori più belli,
quasi a voler lasciare il meglio di sé.
Sei tornato... a ricordarmi
che non c'è storia senza fine,
che non avrei dovuto abbracciare
i sogni che nascono in estate
perché la Luna quei sogni li ruba
e li tiene con sé.
Sei tornato...
per ridarmi il silenzio
che ha imbastito i miei giorni,
ricamando di brina e di nebbia
il mio andare.
Sei tornato a riportare quel freddo
che gela il risveglio di un'alba
macchiando il suo cielo con l'ultima stella
e per farmi accarezzarespigoli di ricordi
che pungono gli occhi.
Ti rivedo...
nell'abbraccio di un autunno diverso
e nella luce non sua di una Luna
che ha rubato il mio sogno.
Ti rivedo... Sei tornato...
Ma passerai...

che non avrei dovuto calpestare il tuo sentiero,
per non sentire sotto i piedi
lo scricchiolio del tempo che va.
A non voler vedere una fragile foglia
che lascia una storia,
cadendo lieve
nell'attimo dei suoi colori più belli,
quasi a voler lasciare il meglio di sé.
Sei tornato... a ricordarmi
che non c'è storia senza fine,
che non avrei dovuto abbracciare
i sogni che nascono in estate
perché la Luna quei sogni li ruba
e li tiene con sé.
Sei tornato...
per ridarmi il silenzio
che ha imbastito i miei giorni,
ricamando di brina e di nebbia
il mio andare.
Sei tornato a riportare quel freddo
che gela il risveglio di un'alba
macchiando il suo cielo con l'ultima stella
e per farmi accarezzarespigoli di ricordi
che pungono gli occhi.
Ti rivedo...
nell'abbraccio di un autunno diverso
e nella luce non sua di una Luna
che ha rubato il mio sogno.
Ti rivedo... Sei tornato...
Ma passerai...

I potenti venti della brughiera mi spingono con forza
come fuscello.
Mi portano ad andare avanti tra sassi ed erica,
mi sferzano il corpo ed il viso,
cerco l'equilibrio aggrappandomi a qualche arbusto.
Giù vedo il mare che con onde altissime
s'infrange violentemente sull'alta scogliera.
Un paesaggio selvaggio e caratteristico
in questo primordiale angolo di mondo:
mi entra nell'animo affascinandomi!
Il silenzio è sottolineato
solo dal sordo fragore delle onde
che sembrano impazzite,
il grigio incombe pesantemente sull'ambiente.
Nel tardo meriggio cala la luce
in un repentino crepuscolo
allungando le sue lunghe ombre nell'opale della sera,
la grigia trasparenza dell'aria copre come sudario
la brulla vegetazione e le cose attorno.
S'addensa l'umidità che fa rabbrividire
mentre il vento punge come lame d'inverno.
Penso che sia ora d'andar via.
Riprendo la strada a ritroso verso casa
sentendomi affascinata e ritemprata.

Timida la luna nasconde il volto alla terra
che tenta di sedurre con una eterna danza
attratta dalla sua naturale bellezza,
ella, può scrutarla in ogni sua forma.
Lentamente la luna si affaccia
col suo lato più bello alla terra,
vogliosa di farsi mirare,
voluttuosa, risplende alla luce del sole.
Sfacciata invece la terra
si esibisce in volteggi e con colori lucenti,
non teme l’amore che prova per ella
e glielo dimostra invitandola a danza.
Con il volto segnato dal tempo,
e col chiaror che il suo viso sprigiona,
lentamente la luna ritrae,
ama farsi desiderare.
Oh vento,
autore fugace di melodie irripetibili
solo istanti colti dalle mie orecchie.
L'albero è il maestro,
le sue foglie ora archi ora violini sbattono sui rami
come farfalle che tentano il primo volo.
Una campana in lontananza riecheggia due rintocchi.
Il morbido fragorio del fiastra, soave
bagna l'azzurro chiaro del calcare.
Le rocce frastagliate che vi si gettano, scoscese
lungo il lato sud ospitano verdi arbusti
in parte sommersi
in parte sommersi
e cespugli dai fiori rosa,
punti dagli insetti a cui donano la vita
come il sole che li riscalda.
Fazzoletti di terra
si riempiono di passionali papaveri,
che come stille vermiglie
spargono desideri nei prati.
Di voluttuosa beltà
rosseggiano anche le rose.
Frenetica l'acqua;
gorgoglia nei ruscelli,
si tuffa nei fiumi
e va abbracciando i mari.
Sussurri e risvegli nei nidi
e purpurei riflessi
nelle foglie e nei cieli.
Calandomi dolcemente
in questa rinnovata immensitudine,
ascolto la natura.
Le timide parole
che avrei osato dire;
improvvisamente, rispettosamente,
tacciono...
si riempiono di passionali papaveri,
che come stille vermiglie
spargono desideri nei prati.
Di voluttuosa beltà
rosseggiano anche le rose.
Frenetica l'acqua;
gorgoglia nei ruscelli,
si tuffa nei fiumi
e va abbracciando i mari.
Sussurri e risvegli nei nidi
e purpurei riflessi
nelle foglie e nei cieli.
Calandomi dolcemente
in questa rinnovata immensitudine,
ascolto la natura.
Le timide parole
che avrei osato dire;
improvvisamente, rispettosamente,
tacciono...
Virgulti di vita si affacciano sulla terra
canzonano preghiere, messaggi d’amore
nei passaggi segnati dai profumi del tempo
donando al vento il lor frutto migliore
Nel suo recito giornaliero scalda il sole,
rami rigogliosi assorbono i cocenti raggi
il canto di contadine accompagna il sudore
nel chiarore che prospera all’ammirar miraggi
Viale del desiderio
sfoglio nel limbo della meravigliosa natura
il mattino attende il suo verdeggiante risveglio
colmo di speranza in quel mare di sogni
nel volo felice di vigoroso ulivo in fioritura
…e come valzer allegro si prostra al mondo intero
in quel piegar tra i sassi di appagato raccolto
frutto di paziente e prezioso pegno in ascolto
nell’olimpo della luce il suo sospirar sincero










