La notte,
ancora una notte,
ancora una vita da vivere,
ancora delle ore vuote,
senza fine,
che non passano,
si fermano
e indulgono,
in questa notte autunnale,
mezza fredda,
silente,
con la tosse che ti perseguita,
con l’insonnia greve,
mentre i pensieri sciamano,
tra ricordi,
cose positive
e negative,
che ti fanno incavolare;
notte d’autunno,
cielo adombro
di nubi,
nuvole di pioggia,
si vedrà,
notte.
L'estate ormai sta calando il suo sipario,
il caldo ci ha già abbandonato.
Le foglie al primo alito di vento
cadono per terra ingiallite;
e la natura oramai
dal suo abito verde si spoglia
e se ne va a dormire.
L'estate quindi ci dice addio
come un amore già finito,
e ci viene a far visita l'autunno:
la stagione della vecchiaia.
Tramonta così la bella stagione
come quando il sole va a dormire
e calano le tenebre,
e noi ormai tristemente ci apprestiamo
a rifugiarci nelle nostre tane.
si creava l'atmosfera magica...
e nella quiete di quel cielo
piccole onde danzavano.
Sussurravano esili melodie
su cui poter immaginare l'amore.
Inalavo il profumo del mare
sentivo la sabbia sospirare.
Presi delicatamente tra le mani
una conchiglia col suo frutto,
l'adagiai di nuovo sulla battigia
e pensai; lo spettacolo più bello
è quello che ci è stato donato
e che l'uomo ha mai lodato.
Il mare, il cielo, la terra
ed il silenzio della natura.
Mondo sommerso,
universo strano
e incredibile;
una pace surreale,
tra le profondità marina,
acqua blu,
fondali
e alghe salmastre
e verdognole,
pesci che sia gitano a branchi,
mondo a parte,
lontano dagli echi della civiltà;
mare coi suoi segreti,
i suoi arcani,
mille storie di mare,
distesa immensa di pace;
violata solo dall’uomo,
e le sue brutture.
Tra la fumosa incoerenza e la onnipresente spavalderia
sapevo che ti mancava l’aria - inadatto io-
e usavi le tue arti femminili per una prova costume
piatta e fusiforme senza ombra nel vano della porta.
Avrei voluto soppesarti con braccia senza muscoli,
tu ti spogliavi come petali di margherita,
ansimavi sin dentro alle cavità del cuore .
I globuli stagnavano, le arterie tue vuote si arrendevano…
a me che ero un’isola orlata di squali.
Errando per la campagna
respiro aria pura
come aria di montagna.
Lieto vado per queste strade contadine
mirando all'orizzonte
una vastità di verdi colline,
che da lungi al mio sguardo
m' appaion come piccole montagne.
Mi fermo per mirar il tutto:
questo deserto di terre, il verde, i campi,
i paesaggi che da lontano scorgo,
e odo il silenzio che si stende sulla campagna.
Anime che incontro per le vie
sono ben poche,
ma ad allietar questo mio cuore
è la libertà di andarmene
per queste vie campagnole.
il suo velo nero stende
il silenzio cala;
ed io soavemente
da esso mi lascio trasportare
come il mare
che trasporta le sue onde,
da lei mi lascio ispirare
per scrivere una dolce poesia.
La notte mi piace.
Mi piace quando
è trapuntata di stelle,
mi piace quando
è dolce e fresca
come l'estate e la primavera,
mi piace perché è misteriosa.
La notte
ci dice buonanotte.Tra il fruscio di rami
si riflette un pensiero,
dolce e malinconico
e di riflesso io mi perdo
come in uno specchio.
Nella vasta distesa colorata,
d'acqua quiete,
danza una piuma,
completando l'immagine
della pace... interna,
appagata, assopita.
Stanca dopo il volo,
s'adagia e fa cerchi,
tagliando il silenzio
s'appoggia alla corrente
e si lascia trasportare
come prima col vento.
Piccole nuvole sorvolano...
vanno via e nulla resta
in un azzurro variopinto
che spinge nell'infinito,
un istante eterno
che racchiude l'immensità.


