Trascrizione di un testo di un anno fa, rivolto alla poetessa che consideravo pure mia Musa
Il tuo sguardo è lontano
ma nel tempo è vicino,
e nasconde un arcano
che ha voluto il destino.
Di me tanto hai carpito,
tu che sei la mia Musa
e già bene hai capito
quel che celo in cambusa.
Reco un lungo vissuto
trasformato in parole
di un poeta canuto,
un narciso tra viole,
che vuol esser raccolto
ché specchiarsi non può,
perché quel ch'era un volto
altra sorte incontrò.
Ora il volto è mutato
e allo specchio rifiuta
per pudor quel ch’è stato
di quell’anima or muta.
Ma quell’alma traspare
dalla maschera nuova
e nel sol poëtare
la sua pace ritrova.
Il tuo sguardo è lontano
ma nel tempo è vicino,
e nasconde un arcano
che ha voluto il destino.
Di me tanto hai carpito,
tu che sei la mia Musa
e già bene hai capito
quel che celo in cambusa.
Reco un lungo vissuto
trasformato in parole
di un poeta canuto,
un narciso tra viole,
che vuol esser raccolto
ché specchiarsi non può,
perché quel ch'era un volto
altra sorte incontrò.
Ora il volto è mutato
e allo specchio rifiuta
per pudor quel ch’è stato
di quell’anima or muta.
Ma quell’alma traspare
dalla maschera nuova
e nel sol poëtare
la sua pace ritrova.

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