Sorgi primavera splendente
virente delle grandi chiome
sei un dono prezioso: stome
sboccian dai cardi pampini bei

e del tempo estivo preannunci
il grigio lontano dell'inverno
per chi ne aspetta un altra: un terno
di colori e gioie di rose e miserere mei

Il primaveril fuoco e la canzone
bel sentire e la canzone del maggio
canta la primavera il gran saggio
tu viril donna procace e saggia sei

tempo d'inverno lasci incerto
ed augellin ti suonan a festa
corri veloce natura si lesta
dona amor e pace a lei
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Profilo Autore: Fone  

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Pensieri sparsi senza voce

un mondo dal silenzio feroce

e tu Donna sottovoce

porti in spalla il segno della croce


In Te vive ogni emozione

lavori e ami con abnegazione

sei calma, tormenta, si passione

che rendi l’uomo leone


Non basta un giorno di festa

ma, in ogni momento stare in cresta

e amarti sempre con cuore e testa

in Te si agita la nostra tempesta

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Quando una donna
si sente ammirata
mette in risalto
tutta la sua mimica sensuale.
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Profilo Autore: Saverio Giovanni Ferrara  

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Oh tu Sicilia terra di genti e di mare
Oh tu madre, il mare ti lambisce sinuosamente le gambe e si accinge a salire sui tuoi fianchi come un amante passionale
Dimmi, tu madre, quante genti sono approdate sulle tue coste e vivono il tuo genoroso cuore?
Quante genti ti hanno conquistata ed amata?
Assaporando il dolce nettare dei tuoi prosperoso vigneti.
Tu che desti a scrittori e poeti i fausti natali, esordisci la tua ira con fuoco e lava.
Tu fosti la mia genitrice, e dai tuoi generosi seni io trassi il mio nutrimento.
Or che ti devo lasciare la nostalgia di te si confonde tra le onde del tuo mare. 
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Profilo Autore: Erika Mellone  

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Hai visto i cervi dopo i bramiti?
No - ed i salici divini? Con essi
fanno l'amore, e aspettano
la gestazione. In inverno
le cerbiatte sono in attenzione
ed è la foresta che copre
silenziosa il suo cielo arboreo
- ormai spoglio di verde -
ma irto di spini e bacchetti.
Hai mai visto la foresta d'inverno?
Ed il saluto gentile delle gemme?

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Profilo Autore: Fone  

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La mia ragazza
È una farfalla
Che vola piano.
Indossa il cambiamento.
Come farfalla
C'è crisalide 
Voglia di divenir
Con i fiordalisi di un giorno
E gli aranci della madre, poi.
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Profilo Autore: Fone  

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è autunno e le vive rosse foglie
- germogliano come rose -
dalla terra natural doglie
che dan vita a figlie amorose.

Le più belle aman consiglio
e si dilettano delle virtù
le altre si dan congedo
ed alcune non ne rivedi più...

Quelle che restan
aman viver d'amor
con questa è festa
seco nulla manca candor...

Le donne gentili e liete
son da custodir come gigli
son le più belle stelle comete
che donan gioia e bei figli.

Un gran dono sono
e un gioco pericoloso
aman il segreto d'amor
e tutto sanno, dell'uomo
e del suo inganno.
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Profilo Autore: Fone  

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Candor sopraffino: siete beata!

Salutate per noi il vostro figlio

Vergine dal popol tanto amata!

benedite la nostra patria! Giglio.

Il nunzio ama prega e spera in voi

non in altra creatura ed ei vola.

I pastori alla fonte benedetta, i buoi

che si nutrono dell’acqua che cola.

Siete voi “Fonte santa del popolo”

e noi assetati di tanto amore

combattiamo con voi come codolo

ed è quella santa corda il rosario

che il ciel ci dona come favore

che il nunzio ci fa suo salario.

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Profilo Autore: Fone  

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Si desta mia prode
Che del tempo e tanto
Amor che cupido trasse
Dal fodero suo amor scocasse
In primaveril stagione 
Senza che dei bei flauti
Amor stesso tuonasse:
Sapor di calligine e ristoro
Come di un fiorito pendio 
Di pietre al ciel tonando 
Lo stesso amor tornasse
Che di peggio non è la voce mia
Pria che partisse del mio arco
La strategia e tutto l'amor
Che un guerriero all'arte 
Mortal del cervo al suo stesso
Suono in tuon cantasse: amami
E sarem forse come quell'altre.
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Profilo Autore: Fone  

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Ella si va, abbacinante e gentile
 Lasciando le ombre scosse e dubbie
Che dice all’animo espira vile
di tanto cotale lustro e tetrubbie
Poi dallo stoikòn alla ner bile
 mosse un gesto che onesta fece
la canzon e l’alchimia delle pile
 che sembra esser come nero pece.
Così mosse e torna e il tempo tale
che sembra le nostre gesta orma
lasciate e riposate sopra tanto male
Così che arché d’amor è tale giardino
 che non ama perché d’amor forma
che tale l’amor è perfetto nel bambino.
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Profilo Autore: Fone  

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Una favola di femmina

dove gli occhi non si fermano

e la bocca non si stanca

di gustare il suo sapore.

Una donna un incanto

con le storie senza regole

ogni cuore fa un sobbalzo

quando un alito di vento

fa sentire il suo profumo.

Una femmina, e che femmina!

Fa girare la testa anche al mondo

ed il sole fa scintille

col sapore dei suoi baci

e non senti nemmeno la pioggia

troppo preso dal suo sguardo non ti bagna.

Una femmina così

la vorresti notte e dì

dentro il letto e un fazzoletto profumato

che vasolo assaporato.

Una femmina e che femmina!

Un bel fiore prelibato

ed è semplicemente donna.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Giornata contro la violenza sulle donne: la storia e perché cade il 25  novembre

Lacrime di pioggia

nella mente sua

e pioveva forte

ed il vento aiutava la sua voce

voce d’innocenza…

E il silenzio nascondeva la vergogna.

Lacrime di pioggia quella sera

non bastava nemmeno una preghiera

mentre il giorno spariva

tra la pioggia e il vento

fra le stelle e il cielo

i suoi occhi non parlavano

valevan solamente

non rivedere il giorno.

Lacrime di pioggia

d’innocente creatura…

Derubata della sua vergine età

che il silenzio nascondeva

e la pioggia consumava lentamente

la sua voce.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Dicono

Varia e mutevole cosa è la donna

pelle di carta straccia. 

Ho lasciato correre nero liquame

parole, solchi per ogni brandello

appeso a questo filo di carne.

Ho lasciato fare

strappato le braccia all’orgoglio

ceduto il nervo, scavato le ossa

succhiato il dolce peccato

e poi ho ingollato rosse colate

prosciugato crateri bollenti

abbiamo attorcigliato le carni, 

ci siamo fatti nodi stretti,

con le lenzuola i grembi avvolti.

Mi camminavano dentro schiere di uomini in fiamme
lame di organi, piume di frecce di sangue.

Ho ripulito ogni strazio, bruciava tutto.
Ti ha sbattuto la fuga al mio letto,

mi hai suonata, corda di violino
e ho inghiottito ogni ritmo.

Con quale lirica oggi volgi le tue vele altrove?

sui polpastrelli segnavi note d’amore.

L’ira arde e travolge, divelta l’anima, il corpo

gettato sul ferro, discendo tra le ombre

perché possa io schiuma sul mare fare a pezzi

ogni nave, esserti rovina, regina senza corona.
Possa io bruciare ancora.

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Profilo Autore: Lehel  

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Tesaurizzavo sorrisi
Nei volti dei più affliti
Ciò è un grande gaudio
Donare un momento di gioia
Un profondo
senso di responsabilità
Qualcosa che del più interno
Ancora esce fuori un poco
Ed ancora si mostra piacevole
A chi la mira e novella canzone
Siamo tutti felici per la Madre
Qualcosa anche per il figlio
Una beatitudine eterna
Giovinezza e candore pace
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Profilo Autore: Fone  

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oh Vergine beata
siete culla del signor
bea fonte del redentor
che acclama tutto il ciel
sentitevi amata
il ciel tosto esulta
il trono angel sussulta
di Gabriel nunzio fedel
quante lacrime amate
stornano i castighi
maria nodi disbrighi
ti saluta l'arcangel
 fulgida corona
siete del divino
gioia come di vino
redemiste d'eva il mel
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Profilo Autore: Fone  

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