Non trema più quella donna
massacrata di solitudine,
quella donna graffiata d’orrore,
quella donna picchiata d’insulti,
quella donna ferita d’indifferenza,
quella donna calpestata d’ira.
Non trema più quella donna
spogliata del proprio io,
quella donna sfregiata dal possesso,
quella donna crocifissa da sguardi violenti.
Non trema più quella donna
seviziata dal male,
resta solo il suo rossetto,
rosso come il sangue
che per mano di un uomo
ha versato sul mondo.
Dipinta d’odio
vivi a cuore scalzo
fra gli errori dell’uomo
ma non dimenticare mai
che sei graffio di cielo
in un mattino di primavera,
alba sui nomi e su tutte le cose,
firma di Dio sulla Terra,
bellezza d’animo struggente
e ritratto d’amore in ogni pensiero.
Una donna lotta per sé stessa
e per la sua libertà
perché sa danzare oltre il male
nella carezza di un bacio
come una stella nella notte.
Gli angeli insanguinati
straziano scampoli di terra
inghiottiti dal grido nero e furioso
dei palcoscenici della morte,
come un’agonia di rose straziate,
graffiate dall’inferno del dolore.
Gli angeli insanguinati
son brandelli di donne
crocifisse, sottomesse, uccise,
vendute, ferite, violate, umiliate,
svuotate, denigrate, dimenticate,
offese, derise, maltrattate.
Un fiore bianco era il loro petto,
ora son cenere di mille promesse,
cenere, come il bacio
dei loro sogni spezzati.
Quelle scarpe rosse
sanguinano sul tuo cuore
come letteratura del male,
come promesse strozzate
da un chiaro di luna bugiardo,
come quei fiori calpestati
chiamati amore e rispetto.
Quel tuo rossetto rosso,
come il sangue che versasti
per mano crudele di un uomo,
vive indelebile nelle fatiche
di questo stanco presente,
sporca i capitoli raccapriccianti
di mille sfortunate esistenze.
Quelle scarpe rosse
cammineranno per sempre
accanto al tuo ricordo silenzioso,
accanto ad ogni donna
che ha lottato per la sua libertà.
Pensieri abbottonati
in un grido di dolore,
cieli capovolti
come graffi sulla pelle,
donna,
la tua anima crocifissa
ad un sudario d’illusioni
si consuma nel suo inverno
in un bozzolo di mille violenze
che spezza gli angoli del tuo sorriso.
Ritorna a mordere la vita,
attrice dei tuoi teneri difetti,
ricuci sul tuo cuore
la bellezza di uno sguardo nuovo,
perdona se puoi,
questo mondo ingiusto
che ti sciupa di rancore,
donna,
sei luna ed universo intero,
rugiada e rosa rossa,
ragione del tuo sentimento.
L’anima di una donna
non s’ama di bugie
cucite nelle ombre dei tuoi occhi
come drappo di una notte senza stelle.
L’anima di una donna
non è un addio da calpestar
come i confini feriti del tuo ego.
Uomo, l’anima di una donna
non è un dipinto di violenze,
un cruciverba d’inganni e maldicenze,
una storia di graffi e prepotenze.
L’anima di una donna
si fidava dell’abbraccio del tuo petto
ed ora cena con le sue illusioni
in un grido solitario di dolore
cucito ai capricci del tuo male.
I graffi della notte
accoltellano il tuo cuore
come un leggio di violenze
consumato dai silenzi
e l’anima è devastata
da un pianto di soprusi,
il corpo è livido di paure
ed ogni tuo sentimento
è una virgola spezzata
calpestata dalla grammatica dell’odio.
Donna,
sei diario di mille dolori,
straccio di nuda vergogna,
il mondo ti umilia
in questo respiro senza tempo
incastonato nella storia,
amati almeno tu
come un raggio di luna
che sempre brilla per il mare.
A piedi nudi
Sull'acqua
Le gambe scoperte
L'orlo della gonna
Oltre il limite
Della ragione
A disegnare
Una parte di mondo
Mentre ad amarmi
Ci pensava
Qualcun'altra
E io a guardarla
Come un perfetto
Fantasma
Senza pormi
Alcuna domanda
E avrei voluto baciarla.
Di fragili istanti
Per lenire la confusione
Dell'immaginazione
Ho bisogno di cogliere
La luce soffua nell’anima
Di uno sguardo remoto
Dove il tempo
È un impenetrabile sentimento
Ho bisogno di sconfiggere
La ragione per sorridere
Agli splendidi sguardi
Di stelle irraggiungibili.

