Sei un bel fiore verace
Fortezza che sa e tace
Splendidissimo candor
Santa Puerpera del Re
Sei gran fonte di pietà
Sei ragione di beltà
Sei sapienza ogni or
Beata Maria e Madre
Il carmelo t'acclama
Giubila tutta e t'ama
La vita e seco l'onor
Grande Donna e Madre
Tuo figlio amor impara
L'universo si acclara:
delle stelle lo splendor
Rinascono troppe mimose
per dirmi è quasi primavera
quando basterebbe un fiore - uno solo -
se almeno sapessi accudirlo.
Non voglio icone nel mio prato
laddove dovrei andare a cercare
quella bellezza di petali e stelo
troppo ignorata dall’uomo re.
Sei nata per essere amata
dolce metà di un essere solo
creata all'alba di un sogno
tessuta con trame d'incanto
un angelo caduto dal cielo
custode della vita e dell'amore
una madonna mistica e sensuale
soffusa da un alone spirituale
la tua missione è quella di donare
con tutta la forza che celi nel cuore
mamma adorata e premurosa
donna coraggio, incantevole sposa
mani in cerca delle mie
occhi di ammirazione e venerazione
abbraccio sicuro in cui perdermi.
E ora eccomi seduta qui
sguardo nel nulla
labbra serrate
membra tremolanti.
Un lampo ha squarciato il sole
buio intorno a me
urla di dolore in un’anima
che ha troppe volte creduto all’amore.
Parole inflitte come lance
cicatrici permanenti
visibili solo al cuore.
Un angolo accoglie il mio corpo,
raggomitolata nel mio sogno svanito
mi chiedo incredula il perché.
Son nessuno, mi ripeto,
non valgo che meno di zero…
per questo me lo merito!
Passerà, finirà, non riaccadrà…
ma resta, non finisce, riaccade…
ancora e poi ancora e poi ancora.
Poi finalmente la rabbia mi assale.
Non son certo carne da macello,
scrigno custode di sogni e fantasia
nascosto nell’abbraccio a me stessa
mentre lacrime sanguigne
mi bagnano lo spirito.
Mi rialzo dunque…
brandisco coraggio come spada
impugno dignità come scudo
e ti combatto a muso duro.
Ridò luce ai miei silenzi
voce ai miei occhi
dal nostro libro strappo via le pagine
pregne di storie di insulti e umiliazioni.
Da oggi scriverò io
tra fogli bianchi privi di malignità
ciò che è e sarà la vera vita
d’una donna non più ferita.
sulle donne.
La voce del silenzio
Le ali del plagio
camminano sotto vesti
invisibili, pari passo alla
violenza.
Sono fatte d'inconscio
sopravvissuto a un
infanzia di parole dettate
sulle ali della formazione.
Carnefici inconsapevoli
e religione," assorbite come
spugne mosse dalla corrente
che inevitabilmente rende fragili,
al passaggio evolutivo apparente.
Viaggio, tra granelli di sabbia
fluorescenti che colpiscono
come lame taglienti.
Memorie caduche al fondale
che riemergono sotto forma
di :" Sensi, colpe".
Ognuno di noi ne é fatto
e l'amorevole aguzzino
se ne serve a oltranza.
Colpisce senza lasciar traccia
di livido il corpo,
sopprimendo l'anima senza
alcuna pietà, lasciando la
vittima succube nel buio del
suo terrore.
Non chiederti come mai
la stra maggioranza delle
donne, decidono di non
cambiare la propria
situazione denunciando,
ma sii piccolo e umile
innanzi all' uscio degli
occhi di quell' impotenza
e alimenta con i fatti, tu
che puoi sostenendo la
voce del silenzio.
Allora?
Quand’è che date inizio alla vostra festa?
Non ditemi che aspettate il buio.
Il buio è vostro, è già dentro di voi.
Cos’é?
Avete paura di me?
Io sono solo un narratore,
a volte provo a fare il poeta
e canto e racconto dell’amore,
qualcosa che non riguarda voi.
Sta giù,
buttata come un sacco
e ancora porta il vestito addosso.
Ha otto mani…
Due mani per coprirsi il seno,
due mani per difendere il suo grembo,
due mani a coprire viscere,
due mani rivolte verso il Cielo.
Vedete quanto è mansueta,
quanto capaci siete voi stati
di farle perdere anche la rabbia,
di declinarle morte in piena vita?
Sulla vostra pelle il sole non disegna
i giochi delle luci che si rinnovano.
Lancia strali di resa delle dignità
che fuggiranno quando fuggirete
per rintanarvi nel sempre falso eden.
Date inizio alla vostra festa,
io non guarderò…
*
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
ad uno sconosciuto,
in un paese straniero,
per sopravvivere.
Anni passati
a lottare contro
lacrime e soprusi.
Ora tenderai la mano
a profughe nuove,
giovani e spaventate.
Profuga tu eri
e sei riuscita
ad integrarti,
donna forte
che aiuterai
chi come te
dovrà lottare....
Come carta
che brucia alla passione
del vento d'amore.
Cenere diveniamo
spazzata via dal vento d'amore malato.
Mi smarrisco in
un baratro d'emozioni
apocalittiche, delicate
e al tempo stesso
forti note d'amara delusione.
Brucia in me il fuoco
delle radici al rogo di ieri
e di oggi al rintoccare
dell'agonia
che come campana richiama
la voce dal cielo,
sui fiori recisi di madri smarrite
costrette all'amore omertose
e impaurite.
Al comando dell'uomo
padrone armato alle mani
da leggi d'antico consenso,
che umilia e percuote disperdendone i petali,
del m'ama non m'ama.
Ai vermi cadranno le spoglie
a concimare di vuoto
l'albero suo genealogico,
spoglio dai frutti
ancora acerbi d'amore.Figli,
parenti innocenti
segnati a morte
cercano giustizia
in nome di donna.
solo amare
ed essere amata.
Avrei voluto
solo essere madre,
non campo da seminare.
Avrei voluto
solo guardare i miei figli
e sorridere non solo dagli occhi.
Avrei voluto
solo allietare col mio canto
anche se stonando.
Avrei voluto
solo ridere e scherzare
con persone care.
Avrei voluto...
Vorrei...
Voglio...
solo vivere!
su terre aride, bruciate
cimiteri a cielo aperto.
Insulti e torture
Angoscia e disperazione
il mio unico pane quotidiano.
Viaggi della mente
la mia unica via di fuga
da questo inferno insopportabile ormai.
E allora mi spoglio della paura
strappo questo assurdo burqa
e mi vesto di coraggio.
Così finalmente
la mia anima danzerà
su piedi piumati.
Il mio cuore canterà
di armoniose note
allietando le creature mie.
Mai più i loro occhi vedranno
rassegnazione e terrore nei miei
che sorrideranno fieri.
il mio passato
il mio presente.
Cicatrici nell'anima
fragile come cristallo
forte come roccia.
Imprigionata da tetri burqa
usata come bambola di pezza
rinchiusa tra quattro mura.
Violata in ogni dove
in ogni come
s'infrange di ora in ora.
Col nascere del giorno
si riveste di coraggio
si trascina in una finta vita.
Ancora spera
di poter mirare il sole
al di là del suo velo.
E questo cuore
che duole tanto
sogna libertà d'essere.
Essere oltre questo muro
di folle anarchia
dominata da acuta pazzia.
Roccia viva
sopporta sofferenze...
vuole tramutarle in certezze
L’alba della tua vita promettente di luce radiosa
Si rivelò di fronte alla natura,
Incoronata da gemme di rugiada del tuo genio
Come le corone dei tuoi monti, cattedrali con guglie maestose.
Aurora di porpora imperlata dai tuoi fili
Aspettavi paziente il germogliare dei tuoi fiori
Mentre ti passava il tempo sulla terra.
Fanciulla di feconde promesse,
Di sublimi speranze
Grovigli di fili, di corde di telaio,
Ti legano alla tua montagna.
Libri cuciti col valore del silenzio
Accanto a tradizioni e miti della tua amata Terra.
Hai cucito e ricucito sul diritto e sul rovescio
Come la vita, l’alveare del poeta.
Hai catturato le ali del vento
Per ricucire il Mondo, il filo per l’infinito.
Tenendo per mano il Sole
Hai seguito il suo ritmo
Come alba rosata al mattino
Rughe scure la notte senza sole, senza stelle
Musa operosa come ape
Ti sei dedicata alla tua arte con passione, con determinazione
Pagine di tessuto hai perforato con fili,
Trama densa, inestricabile
Come seta è diventata.
Grosso filo, filo lieve sgusciato dal nulla,
Ti ha condotto sin dalla culla.
I tuoi giochi hanno incantato l’umanità,
Con occhi miopi che non hanno visto sveglia,
ho conosciuto in te la meraviglia.
Per te canteranno in eterno le muse, insieme alle sirene nell’azzurro mare, sventagliate dolcemente per accarezzare.
Per la tua anima generosa e grande come la tua gloria,
Canteranno il merito della tua passione,
Sempre vivente come astro del cielo splendente,
Canteranno per cullarti anche nell’eterna dimora, come ti cullava tua madre, "anninnia pipia" rovesciandoti torrenti d’infinito amore, con tanti petali di poesia e soavi profumi di speranza,
Quando ignorava ancora l’aureola immortale della tua gloria futura
Non puoi andar via
portandoti il cuore mio
lasciandomi
in balia del vuoto,
per poi lavare
come fosse sporco
sotto gelida
acqua di sorgente,
l'intenso ricordo
del nostro amore.
No! Non lo permetterò!
L’orgoglio mio
di donna ferita,
son certa,
come araba Fenice
riemergerò,
lenendo il dolore
provocato al cuore
e con gusto
brinderò alla vita.
accompagnata da un profumo di mimosa.
Questa pianta fiorisce alle idi di Marzo,
usata per ornamento e un po' anche per sfarzo.
esco di casa e saluto il custode al portone,
vedo una mimosa in esposizione.
vado al bar a fare colazione,
me ne ritrovo una sul bancone.
Passo a salutare il parrucchiere,
ecco una piccola mimosa in un grande bicchiere.
Vado in comune per un certificato,
una pianta di mimose lungo il porticato.
Al semaforo mi ferma un senegalese,
ha mimose in mano per fatturare bene a inizio mese.
Eccomi al supermercato per comprare qualcosa di facile cottura,
mi ritrovo mimose tra la frutta e la verdura.
Vado dal commercialista,
eccone un'altra in bella vista.
Allora vado in farmacia, ormai ho mal di pancia,
un'altra mimosa campeggia sulla bilancia.
A questo punto temo di aver problemi di vista,
torno a casa per non andar dall'oculista.
Mi siedo sul divano e con sospetto,
mi fermo un attimo e rifletto.
Poi dopo un po' di esitazione,
stupito arrivo ad una conclusione
Non è che oltre alle donne, casomai,
stasera faran festa anche i fiorai?
Mi ricordo di te,
passeggiavi nei sogni
e ti sdraiavi vicino al mio respiro,
ti toccavi con la mia mano
con la tua disegnavi Monet
e i nostri baci all’olio.
Mi ricordo di te
dei tuoi paesaggi nudi
maturi e perfetti
ero un giovane amante
con la paura d’amare
una pelle più grande che non mente
e forse ti sarai scordata di me
ma io mi ricordo di te,
della tua pelle
dei tuoi baci
di Monet.







