io carceriere moderno ,vi ho riuniti
in contenitori illusori
ho spiato ogni vostro gesto
a volte, illusoria aria vi ho dato
vi ho fatto conoscere in sembianze perfette
avatar siliconati come burattini danzanti
ma il contatto no. Solo uno sguardo
da occhio polifemico
ulisse dovè?
Soggiocato nel danzare dal tuo languido sapor vile di vittoria,mancando però,fuggiasco primaverile,razionali scenari decadenti,nel nutrirsi appiccicato,come l'ape scoppiata di miele,alla fonte invana di un infedele fiume in secca.
Allora tortuosi verranno,vellutati strascichi avvolgenti,effimere maschere di cera condite con maldigesta attesa.E saranno sciolte all'alba di ritrovati orizzonti filtrando nova luce d'indifesi desideri nascosti.
Aggredisce l'ansia,
nel declinante sole
turbando il pensiero,
tra i rami seccati.
Il vuoto, smaniante
assedia il respiro
montando la luna.
con sguardo chiuso.
Infiammando
l'attesa aspetta l'alba,
ferita da memorie,
nel piccino vagito.
Demolisce l’animo,
il torpore irreale
e la corvina regina
non è più alleata.
Schiva il cammino,
il cuore ammalato
nella fervente volontà,
di vivere ancora.
Tra pochi giorni, mia Madre subirà un intervento al cuore per cui sarò lontano da casa. A presto rileggervi.
incapaci a dire un solo ciao,
stridono le mani
che non t'incontreranno mai
Non riesco più a strappare ricordi
inchiodati infondo al cuore:
in tutto questo tempo
han perso solo un pò di colore
Continui ad andare lontano controvento
oramai della nave non si vede più la prua..
ma voltati soltanto un momento,
e sarò per sempre tua.
Con te ho scoperto la gioia e ora capisco il dolore..
mi'innamorai senza un motivo, con te sorvolai il sole
avevo poco da dire per farti mio...ora quasi più niente da fare per farti ritornare...sempre impotente, io uno spillo in questo ammasso di gente..
ruzzolar imperfetto
dal balcon tu caschi
sul marciapie rimbalzi
Di vita marchi i contorni
e noi a guardar i sobbalzi
nessuno ferma i tuoi passi
anima eterea danzi.
E allora un foglietto anonimo e sporcato
come un'allievo attento
copia il movimento
e suo alleato vento
detta il movimento
un gatto li vicino
nel gioco incominciato
inneggia un miagolato
la folla allor si ferma
fantasia fa che ritorna.
Dove è vento d’eco
ho le vesta mute sconfinate
e il parlato ebbro scritto su memorie
smezzate a sera
M’investono d’aneliti
i di te sospiri
ad abbracciarmi gli occhi
e gli abbandoni al chiaro dei mattini
quando lente s’odoravano le ore
e le stagioni transumavano i rituali
a passi brevi
dove
l’incerto aveva la parola
ed era immenso il mare.
Ma il tempo ha volto il cielo
e il mare ha reso il fermo di ogni cosa
con soffio d’ali sulle mani
e dell’immenso
solo gocce e trame scritte
e vento speso di ogni immagine di te
quando non parli
e sei pensiero.
Sorseggiate freschi respiri di libertà;loro distinguono vani SOLI di mezzanotte,sempre incaldescenti all'ombra d'interiori venti implacabili,forse perchè impossibile fermar l'infinito continuo ellissare attorno quell'immenso punto grande un'universo,ma il nostro universo in verità non è solo un pozzo senz'acqua?
Siete solo in viaggio nel cancellare con l'irritante sale dei ricordi rabbiosi,consumati percorsi di casa che consumano lande sperdute,deserte di menzogne ahimè non passeggere.....
Torneranno bianche
come bianche sui rami spinosi vanno a fiorire le rose
dove di lei, la notte
portava al mattino il canto
dei fiorenti occhi
Guarderò la pioggia cadere
all'incrocio dei viali,
e ti cercherò l'attesa
perché nessuna luce
possa spegnermi il giorno.
E quel di noi
bagnati di giochi sull'erba
resterà segreto
nascosto negli occhi
di un'altra memoria.
..è un treno che sto a guardare
mentre mi sfiora
ma io so dove andare e
non salgo ancora
Lo sento carico d'amore
mentre avanza
grida con furore e
fuma di speranza
Ma in un istante è scomparso, non schivando
la parete ruvida della mia ragione
quasi un graffio sulla pelle, cercando
una vana senzazione
Così come per inerzia muovo un passo,
m'incammino piano al suo fianco
in attesa che ritorni
passino gli anni, i mesi e i giorni.
lei indifferente ascoltava il sibilo del vapore, creatore di cappuccini, quel dito che animato da una forza misteriosa, scandiva parole sussurrate!
Poi la voce aumenta, lei si alza e con voce flebile scusami non ti amo. Armonia s'è rotta .
Io commentatore imparziale, annoto in me e la storia ricomincia, tante istantanee, in ogni luogo che occhi dettano
poemi quotidiani scrivono attimi di tempo, noi partecipi ne scriviamo le storie ,ma spesso senza dettagli
corsa veloce, in massacrante vita ,dissocia ,generazioni ormai non pensanti ,ma schiave di lei.
Un alto caffe viene servito ed io scrivo un'altra storia.
Oscuramente,
piangono le stelle,
nel viver l’amore e finire
nel sorriso, del sole.
Le rughe segrete,
non fanno più paura
e cieco, riposa il delirio,
sulla bruma terra.
Senza notturni petali,
in cerca di luce da sfiorare,
eterna e solitaria, respira
l’acre malinconia.
Sul petto, tace addolorato
il vuoto, armato di speranze,
di tempo, di danze soavi
a ritmo di valzer.
Grava discontinuo
e disordinato confronto
della parola data
Compiaciuta dall'oltraggio
la mescolanza altera il sistema...
Allora cerco l'ispirazione nel vento
Varietà temporale ritorna
a corto della misura non tradisce
ma trova desolati sciami di dubbi
Luce dissemina ombre
fa soffrire il ginocchio piegato
dal troppo ardire
Meccanismi diaframmatici
di frenetiche vanità altrui
scorrono nei giorni fragili
Mi tocca dubitare dell'arrivo del tramonto
anche sotto il tetto del portico
creato per l'ultimo raggio di sole
sferico il loro nascere con capelli umidi
il grido intenso all'entrar nel mondo
mille bicchieri si son rotti nel mio animo
la luce a fatto da tappeto su scia di te
che appogiar ti anno
su grembo suo
ora mamma
ed io padre
tu vita nel mondo
raccogli il sangue dei figli migliori
raccogli la purezza dello spirito
raccogli la nostra speranza
Ti guardo caro straccetto e ti sento cucito sul cuore
Con te nel vento mi perdo come un gabbiano che vola sul mare
Quando poi volgo il mio sguardo nel vuoto
ti vedo calpesto e da molti deriso
però continui a darmi speranza
da Lampedusa a Caporetto quanti figli hai avvolto mio caro straccetto
e allora ti alzo più in alto, anche nella notte più nera
perché adesso sei l’ultima frontiera, sei tu la mia bandiera.-
Descrizione
Dedicato al nostro tricolore troppo spesso insultato martriato deriso, uno straccetto che per molti ha sinificato la morte il sacrificio ed è a loro che dedico questi versi.


