le tue ,rimanevano impresse
io non ti vedevo
la mano stringeva sogni
i tuoi lunghi capelli, accarezzavano il mio cuore
io parlavo al vento
spruzzi d'onda bruciavano i nosri momenti
io entravo nelle tue orme
ma lei le cancellava con acqua schiumosa
sono rimasto fermo sulle nostre orme
ho aspettato nuove onde
fino ad immergermi in te
ti ho baciata riflessa nel sale
asciugato su pelle tua
i tuoi ochhi .
In onda
si son persi.
Ho scritto parole
rimaste isola tre le labbra
di questa inspiegata ragione
e ti trovo sola ogni volta
mentre t'incontro i giorni, e ti penso
quando sola, cerchi tra le lettere
delle tue domande vuote
- Ho scucito l'orlo bianco
del tuo amore
e trovato risposte dove nessun vento
osa ancora confonderne il sapore
e ti aspetto, la sera
perché ogni sera arriva con la luce
di quel tornerà respiro
tra i giochi della vita, dove
sarà più semplice parlarsi senza voce.
Vortico
in un mulinare di cattivi pensieri
che poi la notte dissolve …
nella polvere delle strade
e delle stelle.
Mi seduce questa idea
del pensare male. Fra contraffattori
di esistenze e moralisti disonesti
il mio peccato è miseria.
C’è qualcosa che mi sfugge
e nel fuggire inciampa maldestramente
nelle parole della mia condanna.
magari sto solo chiedendo aiuto.
Disapprovo quella patetica censura!
I giornali sono gonfi di parole inutili.
Di giustizieri passati dai bagni penali.
Reclame per l’elisir dell’eterna giovinezza.
E un made in italy prodotto in china
che strizza l’occhio all’America.
C’è qualcosa che mi sfugge
e nel fuggire inciampa nella maldicenza .
Borghese e sconveniente al tempo stesso …
Brillante all’apparenza.
Deplorevole indolenza!
Silenziosamente cattivi pensieri …
Io sono uno di quelli a cui piace la penombra,
non la luce accecante o il buio pesto, ma la penombra,
con la penombra vedo e non vedo ma soprattutto immagino,
mi illudo, ci credo e lascio correre la fantasia.
Io cocciuto e testardo, maledettamente perso nelle mie fantasie,
preferisco essere, non mi piace apparire,
sono convinto che apparire mi espone,
mi delude e mi fa smettere di credere.
Io quante certezze e quante delusioni in mezzo ai rumori,
sommerso dai frastuoni,
Io con le mie fughe vigliacche, davanti a problemi
che segnano un solco e poi vanno via,
mi nascondo e cerco un’ancora nella penombra
e inseguo ancora la mia fantasia
Io che spesso capisco ma non concepisco,
io che spesso mi illudo e a volte concludo,
Io che a volte cerco dentro ma non trovo,
Io con i miei difetti sono semplicemente io
semplicemente me stesso nel corso di questia anni
cavalca leggiadra e invita in sentieri
ti detta trame coinvolge i cuori
il fiore nasce il fiore muore
come una danza su carta strappata
riunisce i pezzi di vita malata
piange il poeta mentre la crea
la mano veloce segue l'idea
non vede l'errore cercando emozione
il cuore inplode in tale passione
non cerca giudizzio
ma gode di se
piangendo in silenzio
carta scritta vedendo.
a quei pensieri color pioggia
e cullo nella nebbia
sentimenti che cuor non sfoggia
ma rivedo negli occhi di mia madre
quella felice giovinezza
che io racchiudo e contengo
ora sorridendo ad una lacrima
così arrossisce il mio cuore
nel vedere il mondo che colora
ogni cosa che nasce e poi muore
ancora, dopo una goccia di sconforto
mi rialzo e mi consolo,
grazie a un niente e grazie a te
nota che suoni sola nel silenzio
e dai forza all'altre note
che ti seguon nella via
e come volo per gli uccelli
sei vita mia soffice melodia.
Morto infrange su madre in attesa
barca rotta in scia continua
sogni in scia d'attesa
golfino rosso bagnato
i quadro di marina grigia
cartolina di sogni
ormai scolorita, (in lampedusa effimera carceriera)
nei loro occhi lontana poi sfuggita
onda infrange dignita provata
onda infrange acqua morta
calma piatta
su piatta vita
di scia infinita
di sogni umidi.
Poserò le mie mani sul tuo viso, mio cristallo
adagerò il tuo corpo su petali di rosa
per farti riposare
tra mille piume d'amore.
Adagerai il tuo viso
troverai un mio bacio
sul cuscino
a coccolarti nella notte
al tuo sapore di donna fragile.
Berrò l’amor tuo
nel calice, con mani sapienti,
mia dolce essenza.
Troverai la forza
di sopportar ancora
l’amore,
stanca forse di essere amata
da quest’uomo stanco della vita
ma non del tuo amore.
insieme bambini, fratelli, conpagni
amanti in cerca di attimi
sposi.
Genitori.
Pensieri di loro e nostro cammino
tu donna, svestita dei tuoi colori
su letto camminante
verde avvolta
battiti cosi armoniosi
cessati lontano tu ,sola di me
poi la forza di passare antro rassicurante
verde vestito battito sommerso in apnea di te
poi tutta TE
ed io respiro
il tuo sguardo orgasmo mai provato
battito nuovo
tic tac tic tac tic tac
ragnatele in angoli attaccate ,gocciolio di acqua dura, su fondo bianco di calcare antico, finestra dipinta ,di tue vecchie ditate vicina al merlo che ti canta
piatto di ricordi in sacchetto di nailon bicchiere con labbra appiccicate fogliolini con spese insieme
e più in là, maledetta cartolina che la mente vuole bruciare .Nel mobile pasta secca più cotta,
gelato cominciato insieme ,ora ibernato .Tavolo troppo grande con tovaglia troppo colorata
caminetto acceso freddo...
Oggetto che in bianco e nero dipingi ricordi
ed io con aria calda del mio corpo vicino a quella stronza di finestra
ricreo i tuoi disegni
bacio le tue labbra sul tuo bicchiere
metto in gabbia il merlo
chiedo silenzio alla goccia
riavvivo il fuoco con tavola troppo grande
metto sedia a tacere oscurandola con tovaglia
apro il sacchetto di nailon
cosa mangi amore mio.
i miei occhi cadono su tè, lascio mezzo caffe mi alzo e ti vengo incontro
un cartellone di 2 metri per 4 rimango affascinato da tale bellezza.
Artemisia gentileschi una scritta in basso la mente incomincia a lottare con
ammetto ignoranza cronica, devo sapere devo sapere chi è costei.
entro in libreria e acqusto quello che trovo su lei
divoro due libri in 3 ore mi fermo a riflettere ,a questa donna devo scuse
prima come uomo e per non aver mai conosciuto talle bellezza artistica
in scusa di loro dedico a te i miei modesti pensieri.
In mezzo a un tempo d'uomini
mano tua nasceva leggiera e pulita
come animo di donna
ghettizzata da sapienti in calze
esclusa in botteghe d'arte
estro imprimeva su crema tela
violentata e torturata da inquisitori uomini fra uomini
Artemisia ha lottato in tribunale falso
e portato a noi
superba arte
grazie Artemisia.
Restare in quiete, indugiare come passi
nel buio; attraversare il silenzio di un pensiero
solo con la voce. Perché non si incarni.
Compiamo distanze che non coprono mai le distanze.
Restare inquieti, superstiti di un saggezza dissipata
con molte espressioni e nessuna idea,
passando in uno spazio sempre troppo stretto.
Volere è mai avere, godere e mai desiderare.
Restare è più difficile che andare.
Restare fa soffrire, fa cercare!

togli la dolcezza di un istante
se non ti allontani
è perche sei già distante
tempo temuto, tanto atteso
che sordo sfili tra le mani
ti ho dato un nome e una misura
che 'pur non sa quanto vali
il tuo corso non mi permetterei di fermare
ma a volte è come se
ti potessi accarezzare mentre te ne vai
e sentir muover lento
quel brivido che nascosto dentro hai.


