Se guardo
dentro o fuori
il castello
la luce
è piegata in un angolo.
Mi vedo con tre teste
su cui ruotano
miseri abissi
che s'intrecciano
voluttuosi
in un calore di sintesi
di braccia e di bei visi smagriti
con la lingua a brandelli
nel tramonto della notte.
Nel mio mondo
convivono orizzonti lontani,
luoghi circoscritti e molti cieli.
Album della “Panini” non conclusi,
monopattini con cuscinetti a sfera,
fucili con il tappo, alberi e fiumi,
pistole ad acqua, Donald Duck
ed il mio grande amore per il mare.
Il bel latino del Prof. La Penna,
un po’ di greco quasi dimenticato,
De André, Guccini, la melomania,
la musica barocca, il tango,
il jazz americano.
Modugno e Lauzi insieme al ’68,
Tambroni, Moro, Il Vietnam,
una bandiera rossa.
Il Cile, Pinochet, il microsolco
e poi Neruda che ancora non mi piace
perché ho sempre preferito Pasolini.
Dimenticavo la filosofia, il vino buono,
la psicoterapia di gruppo, Gramsci, Berlinguer,
un po’ di simpatia per il vecchio Osho,
“Re nudo”, nessuna religione, i fiori non recisi,
il sigaro toscano.
E qui mi fermo,
perché se è vero che sono appassionato
questa storia potrebbe anche protrarsi all’infinito,
e non è giusto…
Quello che inizia deve anche finire.
Solo un ultimo cenno sul mio amore,
unico infinito consentito.
Si. E’ vero. A volte accade
ed è, come camminare sospesi
su un filo a mezz’aria
La percezione del pieno e del vuoto
La respirazione che diventa più veloce
le narici che si aprono in continuazione
come quella di un segugio che deve assolutamente
fiutare, scovare, prendere e possedere
E’ come se l’aria mancasse
tutto in un attimo, ed è bellissimo.

Vaga nel buio
incosciente
della sera
che paura non gli fa
lo prende
approfittando di quegli istanti
viaggi a doppio senso
sulle ruote dell'oscura libertà
degli amici indispensabili
per vivere ancora
soddisfare i suoi giorni
comprandosi cose
morsi dimenticando
Aprimi il tuo cuore
come un cieco
saprò leggere il messaggio
celato tra i battiti
e sarò luce nel tuo buio
Lascia fiorire i pensieri
nella tua mente
sarò il profumo che emanano
mutando in giardino
un labirinto oscuro
Accogli la dolcezza
della mia voce
sarò musica soffice
come nuvola rosa ti condurrò
nei percorsi celesti,
leggero sarai
si scioglierà come neve al sole
ogni dolore
Accoglimi tra le braccia amore
balliamo questo Valzer di Strauss
con passione finchè
il fuoco brucerà i nostri corpi,
dalla cenere risorgeremo
Araba Fenice a nuova vita
Saremo angeli dal Divino
uniti per essere vivi,
donare sorrisi a chi sorrisi non ha
amore a chi amore non ha
lasciando una scia di stelle
al nostro passaggio
È nel colore dei tuoi occhi
che ammanti il tuo sorriso,
velato e intriso di malinconia.
Come un triste carillon
suoni la musica del vento tra le foglie
e doni le note appendendole ad un sospiro di nuvole.
Solo io le leggo,
intravedendole tra i silenzi dei tuoi sorrisi
e vibro come un fiore poco prima del suo sbocciare.
Nell'alto
il lontano echeggiar d'un tuono
frena il mio scrutarti con occhi ingenui di ragazzo
e tu sfuggi come l'acqua dalle mani.
Eppure eri qui un minuto fa,
solitaria gemma tra mille spore di stelle,
un tremolio di foglie di primavera,
un sorriso tra mille labbra.
vicino a lei
tutto sembra tacere
solo i colori si muovono
sotto il sole
corrono dietro le ombre
lento lento
guardo lei
tutto sembra perfetto
anche quei fotogrammi
sono ormai vecchi film
da dimenticare
come in quarzo trasparente
mi specchio
mi cerco
mi sfioro
mi trovo
dolcemente mi lascio andare
nella pacatezza innaturale
mi immergo
e poi riemergo
ancora più leggero
cerchi sempre larghi
riflettono anni trascorsi
al ritmo della mente
c’è ancora tempo
per sognare
tra pagine scritte
ingiallite dal tempo
nei versi sospesi
di mille ricordi
che parlavano al cuore.
Mi troverai
ai margini di un foglio
e nel silenzio
resterai sospeso
tra mille pensieri
nel ricordo di ieri
mentre una lacrima
bagna il tuo viso
vorresti ancora
rileggere il tutto
è solo un foglio
ma fa tremare.
Mi troverai!
Seduto
su questo muretto,
un cappello sul capo
una sciarpa annodata
per proteggermi dal freddo,
osservo il mare
lì dove rompe l’onda,
lasciando schiuma
che il vento gelido
dolcemente raccoglie
adagiandola sulla spiaggia
con l’ultimo bacio.
Una miriade di gabbiani
sull’arenile
con riti di una degna tribù
di pescatori attenti,
sembra annunciar tempesta
che all’orizzonte già mostra
i chiari cumuli di neve.
rimiri il loro respiro, un alito, un soffio è ossigeno puro
Soave venticello che lievemente scuote le tue chiome
amichevole t’accompagna
Maestosi e garbati in sequele come spasimanti cavalieri
colme le fronde che libran sentendo la brezza
Brusii che sembrano cicaleccii
tendi l’orecchio ascoltando, un baciamano al tuo passaggio
Ogni passo è seguito da un amplesso simulato
accarezzi con lo sguardo il loro corpo elargendo baci
Il cuore ringrazia per somma bellezza
è uno scambio amorevole e questo basta
per dar gioia a una vita ingentilita.

Nell'aria bruna
gelano gli zoo di vetro
e nelle fosse
i badili
ho dolori di casuario
perché così insolita
la contemplazione dei condannati
a una questione di dubbi.
Un'erba con appena un respiro
mette due scarpe diverse
una blu ed una con le stelle
per scendere dal cielo.








