allo scendere delle lacrime
si trovano lì in attesa
sedute sull’ultimo scalino
a volte nel primo
dipende dalla storia.
Le ho trovate da bambino
all’uscita della scuola
erano per la strada
aspettavano lì per saltare
sugli occhi miei pieni di vento
e farmi cadere
da una bici arrugginita.
Una volta le ho trovate
sopra il letto di un ospedale
la gamba faceva male
ero solo e allora si
che ho pianto amaro.
Più volte le ho incontrate
giocherellone
diventando padre
e poi con mia figlia
all’altare e trovarmi nonno !!!
Non so se lacrime
fredde ho ingoiato
nel sapere d’un incidente
ma singhiozzi di sicuro
nell’aver sentito
babbo non è niente.
Nella vita ce ne son tante
lacrime e poi lacrime
forse ho scritto con leggerezza
magari troppa semplicità
ma l’importante è l’esser qui
raccontarle ed asciugarle
con i primi raggi di sole.
inizia a navigare in tempesta
quella voglia inarrestabile
di contatto e i corpi fremono
L'attesa è pazienza sottile
che si sgretola nelle ore
consumate ad accontentarsi delle parole
e delle emozioni vissute da lontano
Sfiorarsi dolcemente
stringersi con lo sguardo
e sciogliersi in un caldo abbraccio
un forte desiderio
che avviluppa e corrode le menti
Cresce il bisogno impellente
di trasformare le emozioni in gesti
di specchiarsi negli occhi dell'altro
e trovarsi oltre l'immaginare
respirarsi
assaporarsi
fondersi in una sola anima
Avvicinarsi noi
dopo un lungo
ed interminabile
sospirare
A capo chino
rassegno le mie idee di vita,
vedo spuntare
i miei capelli bianchi
e qualche ruga qua e là sul viso.
Rivedo la mia vita
e vedo quel che resta.
No,
non voglio piangermi addosso,
lo so
che prima o poi,
anche per me sarà finita.
Addio speranze,
illusioni,
forse abbasserò ancor la testa
e arriverò così fino alla fine,
forse,
se ne avrò il coraggio
dirò basta
e mi avvierò al tramonto,
forse,
avrò il coraggio
di andare avanti
e vedrò ancora
l'alba di un nuovo giorno.
in sembianze di fatuo gioco
ma emozioni inaspettate
ci hanno coinvolto
in un dolce sospirare
Ed ecco il tremare
delle tue certezze
il vacillare
delle tue sicurezze
ammorbidivano il tuo essere
ma non eri pronto
all'inattesa novità
Io
catapultata nella tua vita
un imprevisto e avvolgente
bagliore vivo e forte
tacite vibrazioni sospiravo
Tu
che d'orgoglio ti nutrivi
troppo attento e preciso
per lottare
e vincere
contro le tue emozioni
i tuoi sentimenti
e la sconfitta hai prediletto
Testa
cuore
anima
un unico amalgama
che ci univa e pulsava
oltre le barriere del tempo
e distanze complesse
tutto in malora
con la tua finta menzogna
Ma erano altri giorni
lontani viaggi della mente
ormai lontani noi
e ne resterà solo un ricordo
a manifestare il passato
solo un ricordo
di un indelebile sogno
un tenero amore
mancato
città romantica da far sognare.
Giornata di felicità assoluta c’erano tutte le carte necessarie
per durare tutta la vita.
Ho imparato che dietro l’angolo c’e’ sempre la sorpresa
ho dato fiducia ho dato il cuore…. l’anima.
Ma non impari mai a conoscere le persone
l’incubo e sempre in agguato.
Sono stata una stupida mi sono fidata ti ho dato tutta me stessa
anima e corpo.
Mi hai tradita mi hai delusa ti ho dato troppo
mentre tu mi pugnalavi alle spalle.
Quante bugie…… quante verità nascoste
adesso è finita.
Per una volta sono stata brava ho scoperto l’altarino
resterai solo con quella solitudine che ti fa morire
Il cuore e l’anima.
Pianura.
Nato e cresciuto in pianura,
che noia !
E’ primavera,
il treno divide la pianura,
come un coltello.
Scalza le macchine,
che sembran ferme,
mostra cascine isolate
e alberi ormai pronti a inorgoglirsi.
Raggira montagne sullo sfondo,
piene di neve.
Appennini,figli minori.
Il treno rallenta :
“è in arrivo alla stazione di Bologna centrale”.
Anche questa volta la piana è finita ormai,
sempre più stretta e corta.
Quanto vale la comprensione
di una dolce parola
di un gesto d'amore
che rasserena il dolor
Non pensiamo abbastanza
solamente se sparisce
se sfugge dalla nostra esistenza
per sempre, capiamo
quanto stupidi siamo stati
a farceli scappare
a non dargli un'altra possibilità
di vivere in noi, e germogliare
nel nostro sconforto, eternamente
nell'età ferita
una carezza di sabbia scartavetra il buio
mondi lontani impiccati alle funi
e la paura resta aggrappata ai bambini.
Capire cosa manca non è vivere
star giù con la testa e aspettare che passi
l’illusione m’ illumina il viaggio
su terre di scrittura dove il saggio
lancia sassi nell’acqua
che han smesso di rimbalzare
giocattoli rotti sull’altare
la benda sugli occhi all’amore.
Proteggo la poesia dalla morte e dall’orrore
vergine cullo il figlio nella tomba
e dimentico di aver superato la soglia
con mani e piedi legati, sporchi di pioggia.
Io non sento più ma lui ha voglia.
E sorrido. Sono sola e sono viva.
Derubata di rabbia, vita e follia
con solo la fantasia a farmi compagnia.
Ecco chiudo gli occhi! Ora ha smesso di far male.
Vorrei essere una farfalla
per poter prendere il volo
arrivare dove pensier cade.
In quell'oasi di pace
dove forse non c'è peccato
dove regna quel silenzio
che si dice.
Se fossi una farfalla
potrei baciare quel pensier
che sembra esser vero
oppure riprendere il volo
per quel cielo trasparente
ed è lì che fermerei
le mie ali.
Fu mano della storia.
Gli albori di un percorso già scritto,
Le manette del caso.
Il libero abritrio
Mi portò su strade
Deserte, sicure e nobili,
Allagate e disertate.
Il percorso dei futili
E' un inferno
Tempestato di diamanti
Io bruciai
Tra le fiamme della coscienza.









