Vengo a te,
tachicardico pensiero della notte,
con braccia che sostengono
il soffitto carico di ricordi e sangue.
Vengo a te,
tra il rumore
di questi silenzi
che imbavagliano l'anima
e la voce dei venti
di questa bufera.
Mi trascino ansimante
ai limiti del destino,
ai bordi delle giornate uggiose
che ci dispensano
fumo e verticalità
discendenti
di grezza materia sognante.
Commenti
Bellissimo il titolo che traccia la trama profonda di questa poesia e la chiusa , che trovo perfetta .
proprio come i ricordi che ci trafiggono, come non capirti Paolo, bravissimo.
Bella poesia, Paolo