Nichilismo metafisico il mio,
non già quel cupo nulla esistenziale
nonsenso d’una vita senza dio
mentre un macigno spingo sul crinale,
semmai disperazione quando penso
che non ne so carpir l’arcano senso.
Un senso che cerchiamo chissà dove
mentr’esso è qui che danza insieme a noi
senso solo biologico che muove
per acidi nucleici e protozoi
e per vieppiù complesse aggregazioni
nel tempo verso nuove evoluzioni
fino a noi, specie d’abili primati
che di biosfera negli ultimi istanti
di linguaggio ci siamo pur dotati
a strutturarci esseri pensanti
che reclaman per sé la conoscenza
ch’é nostra identitaria dipendenza,
condannati per sempre a domandarci
persin ciò che risposta non può avere,
non rinunciando intanto ad azzannarci
a imporre l’un sull’altro il suo potere
nel nom d’un Dio da noi stessi creato,
mentre il dio vero è soltanto il mercato.
Non c’è risposta di fronte al mistero
d’un destino che tutti ci accomuna
e di fronte a quel lugubre pensiero,
siam come lupi ululanti alla luna
invocata come fosse una dea
che protegga la prossima canea.
E arrogandoci d’essere immortali,
eterna abbiamo un’anima inventato:
“Siamo uomini, non siamo animali,
per noi tutto il Creato fu creato.
Come pensar che poi non ci sia nulla?
Qual è il senso d’una vita fasulla?”
Ma pure il Nulla è un demone fittizio,
ché sol c’è un Essere che si trasforma,
senza una fine e pure senza inizio,
e ognun di noi del caso è solo un'orma,
non c’è alcuno ululante su una duna
legittimato a far sua dea la luna.
non già quel cupo nulla esistenziale
nonsenso d’una vita senza dio
mentre un macigno spingo sul crinale,
semmai disperazione quando penso
che non ne so carpir l’arcano senso.
Un senso che cerchiamo chissà dove
mentr’esso è qui che danza insieme a noi
senso solo biologico che muove
per acidi nucleici e protozoi
e per vieppiù complesse aggregazioni
nel tempo verso nuove evoluzioni
fino a noi, specie d’abili primati
che di biosfera negli ultimi istanti
di linguaggio ci siamo pur dotati
a strutturarci esseri pensanti
che reclaman per sé la conoscenza
ch’é nostra identitaria dipendenza,
condannati per sempre a domandarci
persin ciò che risposta non può avere,
non rinunciando intanto ad azzannarci
a imporre l’un sull’altro il suo potere
nel nom d’un Dio da noi stessi creato,
mentre il dio vero è soltanto il mercato.
Non c’è risposta di fronte al mistero
d’un destino che tutti ci accomuna
e di fronte a quel lugubre pensiero,
siam come lupi ululanti alla luna
invocata come fosse una dea
che protegga la prossima canea.
E arrogandoci d’essere immortali,
eterna abbiamo un’anima inventato:
“Siamo uomini, non siamo animali,
per noi tutto il Creato fu creato.
Come pensar che poi non ci sia nulla?
Qual è il senso d’una vita fasulla?”
Ma pure il Nulla è un demone fittizio,
ché sol c’è un Essere che si trasforma,
senza una fine e pure senza inizio,
e ognun di noi del caso è solo un'orma,
non c’è alcuno ululante su una duna
legittimato a far sua dea la luna.

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