“ Sciolti nell’acido”, versione aggiornata
del conte Ugolino al tempo delle cosche.
Zecche fastidiose questi ragazzi
hanno bisogno di tutto: attenzione,
calore, affetto, persino di un padre,
sia pure a singhiozzo. Decisamente troppo
per chi si crede il capo dei capi
sotto copertura e in missione segreta.
C’è alfabeto del male, dalla “ a alla zeta”
da imparare alla scuola dei lupi:
le donne sono puttane col drappo
di castità al collo, anche ladre
e bugiarde, è solo una questione
di tempo, il tradimento tra intrallazzi
e sotterfugi. Specie protette di mosche
d’allontanare con biglietto di sola andata.
3 commenti
Da qualsiasi punto la si guardi
-È essenza
- Veste di sensi assetati
Esaltati -in spasimo d’amore;
Libidine non alterabile
Se non nel verbo.
Da qualsiasi punto la si osservi
Appare in fuga
Che solo per una certa pesantezza
Non ha immediatezze verticali
-Ma sollevamenti- avvallamenti certi
Nel suo nascondimento orizzontale.
E se ancora la contempli
Nell’incessante altalenare
-Comprendi quanto mai nessuno potrà
Incorniciarla - mai comprenderla
Anticiparla.
Se la sua linea è mossa
La sua voluta è barocca
Di tortuosità che non è limite
forse- solo curva incalcolabile…
... Enigma Kafkiano- estremo dubbio Amletico
-Corpo e scena
di semplice- passeggera eternità.

E poi salgo su verso le colline
dove si uniscono cielo e nuvole,
Quasi ai confini della realtà.
Curva su curva,
strade ripide,
ma nulla mi ferma,
devo realizzare il sogno,
devo realizzare il desiderio,
devo rendere reale ciò che non sembra.
La salita sbagliata,
subito dopo la discesa,
è li che si accende la realtà,
è li che si accende il sole,
ed esplode l'emozione dell'abbraccio,
della realtà.
Gli occhi non mentono,
non hanno mai mentito.
Questa è la realtà,
quella che è sempre stata.
dove si uniscono cielo e nuvole,
Quasi ai confini della realtà.
Curva su curva,
strade ripide,
ma nulla mi ferma,
devo realizzare il sogno,
devo realizzare il desiderio,
devo rendere reale ciò che non sembra.
La salita sbagliata,
subito dopo la discesa,
è li che si accende la realtà,
è li che si accende il sole,
ed esplode l'emozione dell'abbraccio,
della realtà.
Gli occhi non mentono,
non hanno mai mentito.
Questa è la realtà,
quella che è sempre stata.
Ti amo con l'energia
di un temporale d'agosto
la forza del vento
che scuote gli alberi
e le foglie fa disperdere nell'aria
Ti amo, tua Rosa di Gerico
un tuo bacio e rinasco
mille e mille volte,
con la passione di un amante
la complicità di un'amica,
la fede di Abramo verso Dio
quando il sacrificio di suo figlio chiese
Ti amo con il cuore di bambina
e l'anima di donna,
con il silenzio che parla per me
e il canto d'amore di usignolo,
alla luna e alle stelle
in richiamo d'amore
Mio dolce amato tutto di me vive per te
siamo anime gemelle
nel cielo da tempi lontani
scritto era il nostro incontro
la nostra vita insieme
Ti amo e gioisco al ricordo del tuo sorriso
al tuo ridere della mia ingenuità
ai tuoi scherzi improvvisi
Per l'amore che ho per te
continuo a sorridere
anche se al mio fianco più non sei
ti devo questa serenità
persistere nel piangermi addosso
non è amore, quell'amore gioioso
che di te era la virtù più grande
Come una farfalla
vola leggera
e abbonda di cielo.
Agita le ali
e intingiti di arcobaleno
sfiora la pioggia
e danza ogni stagione .
Sciogli le paure
con i capelli al vento e
trucca ogni goccia
che bagna il tuo viso .
Come le rose
sorridi al mattino
e dormi appagata
su petali di sogni.
( A mia figlia Maria Grazia)
Anche se la strada è sterrata o sconnessa,
tu guidi il viaggio con l'aroma dell'amore.
Sei la disegnatrice,
un'artista fantastica.
Ti componi e scomponi
a secondo di chi ti sta accanto.
La vita non è stata mai facile con te
ma tu non ti abbattere mai.
Voglio donarti queste righe
in allegria.
Immagino il tuo viso è il tuo sorriso,
leggendo queste stupidaggini.
Non far mai mancare
il tuo splendido sorriso!
La vita è dura
ma va vissuta con serenità e dolcezza.
Anche se la nebbia si alza in estate
assapora il profumo nell'aria.
Il mormorio dell'acqua
che scende nella roccia.
Dove lo sguardo
guida questo cammino.

Guardo le foto
consunte dal tempo
in quel luogo ove si annulla
ogni casta e differenza,
ove la legge della vita
nessuno promuove.
Ritratti d’ogni età,
Ritratti d’ogni età,
epoca e circostanza.
Occhi in cui si legge
quell’attimo colto dallo scatto,
immortalato momento
di gioia o sofferenza.
Guardo ora i tuoi occhi,
con occhi di figlia,
ci leggo quella complice storia
d’amore e protezione.
Mi bastano per udire ancora
le tue parole ed ascoltarti.
Occhi, seppur sepolti,
che guardano dall’alto
come sole impigliato
tra i rami di un cipresso,
occhi ch’io porto dentro,
in ogni istante,
ovunque sia diretta la mia vita.
Li sento attenti in ogni azione,
giocare tra la mia mente e le mani.
Quegli occhi che un dì
han fatto innamorare,
e scaltri guardare,
oltre il tempo e le distanze,
oggi vedo lì,
fermi in un ritratto.
Il buio é precipitato
nella fredda mattina
di fine ottobre.
Il sole cercava spazio
fra la nuvole,
ma la tempesta imperversava.
Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male.
La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.
La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano.
Ciao papà...
Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio...
La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.
Il dolore ritorna indietro
di molti anni,
uguale con la stessa forza.
Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio.
Ciao papà...
F
nella fredda mattina
di fine ottobre.
Il sole cercava spazio
fra la nuvole,
ma la tempesta imperversava.
Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male.
La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.
La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano.
Ciao papà...
Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio...
La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.
Il dolore ritorna indietro
di molti anni,
uguale con la stessa forza.
Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio.
Ciao papà...
F Sull’Ara silenziosa che ricorda il pianto
-nel rumorio sommesso
come di qualche pietà umana
-oggi -
nessun vaso o coppa eguaglia i fiori freschi
nessun vaso o coppa eguaglia i fiori freschi
offerti e sparsi
-quasi a spiritualizzarsi.
Un senso di concordia e grazia
emana dalla terra
-poi dal cielo e anche dal mare:
-quasi a spiritualizzarsi.
Un senso di concordia e grazia
emana dalla terra
-poi dal cielo e anche dal mare:
oh, anime - come giglio bianco senza età
-chinate sul vostro davanzale
-aprite le finestre- a distrarne eternità!
Opera di : Antonio Canova
Amala con la sua storia
e il suo destino,
col peso dei suoi anni,
col graffio di una ruga
e gli occhi umidi di pianto.
Amala così, sensibile e testarda,
imprevedibile o scontata,
ovunque sia rivolto il cuore.
Amala coi suoi disadorni abiti,
mani stanche e senza trucco,
e con un’ombra nello sguardo.
Amala, le ferite lasciano il segno,
ma le carezze trattengono
chi vuol fuggire.
Amala coi suoi pensieri,
con la forza del suo fare,
con la pura di un brutto sogno,
col batticuore di tanti silenzi.
Amala lontano dagli angoli
d’un tempo senza amore,
portala fuori dal vuoto,
in un cielo senza nuvole,
ovunque tu vorrai.
Stringila, ci sarà pur posto
dove il silenzio di un volo
di mille farfalle diverrà
melodia di mille violini,
e le parole d’una canzone
la voce del cuore,
lì, tra le tue forte braccia.

Dicesti
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
Mentre mi guardi
io guardo i nostri occhi compagni di sogni
che ancora vorrebbero abbracciare più pezzi del mondo ,
ma che di nauseabondo odore abbracciano
la tiepida umidità della stanza
mescolata a cose vecchie ,
lenzuola impregnate e scatole sul comò
a vedere passare la vita...
Ho distacco di me ...
Mentre ti guardo ascolto in silenzio
il lento ticchettio delle ore
mentre dalla finestra filtra un raggio di sole
che tiene l'ombra sul tuo viso
e le ciglia sbattono tortuose pene.
Quanta sofferenza hai in quel poco parlare!
Soffochi di una morte asettica senza grandezza
e so che trovi più che mai
il senso di voler andare .
Libera di poter ricominciare a volare la vita
che immensa ti è stata , come il mare,
ma crudele ti ha fatto affondare!
a te mamma❤️
a te mamma❤️
Non t’amo
perché sei respiro che si apre
e prolunga della vita il dolce sorso;
nè per la diversa bellezza del tuo volto.
Non t'amo
per la tua terra sovrana
in cui deporre il seme del rifugio
l’impero della mia immaginazione
il desiderio che ho da sempre.
il desiderio che ho da sempre.
E non ti amo
perché sei olocausto che mi rinnova
tregua inaspettata
- o melodia come acqua nuova.
perché sei olocausto che mi rinnova
tregua inaspettata
- o melodia come acqua nuova.
Amo invece -te –
che sei qui d’innanzi
-per la storia che ti porti dentro
e che non presenta inganni.

e che non presenta inganni.

Nel nostro moto ingenuo,
La nostra pura e drammatica vitalità
Che ci salva!
-Che si oppone alla cattiveria dell’età
al lontano dei nostri vent’anni
- alla radice stessa dell’amore.
Siamo ora:
-Paradiso tremulo delle nostri carni
D’esempio sacro al cuore
Siamo Amore
-Che estrapola l’istinto
E ci restituisce d’astuzia
Al nostro ingegno.
Al nostro ingegno.
-Legati noi,
-Mescolati noi;
Sognanti e sognati
-Da te e da me.
Presenti e implacabili
Presenti e implacabili
Come i pensieri delle fiabe
Siamo...
Eroe e principessa!
Eroe e principessa!
-Ora -
Che si è aperto il varco
Che si è aperto il varco
- Fammi stare faccia a faccia
Con le tua voce che parla
-Che mi prende tutti i pori...
- Tutta l’area del mio spirito.
-Ora -
Che s’apre il varco
Che s’apre il varco
-Entrami - d’amore-
Per tutte le notti...
-AMORE!

Per tutte le notti...
-AMORE!








