E venne il tempo della grande tribolazione
che la luna vesti di bagliore di rame
e il sole spense in trame di tenebra.
Si schierano i corpi celesti
in superbo allinearsi d'incastri
e la luna in eclissi di penombra si pone.
Filtrano il blu intenso di luce solare
cristalli d’aria di terra
che l’opaca superficie lunare
concedono al rosso di attraversare
Prodigi o presagi di sventura?
Certezze di eventi attesi
o sospetti di castigo divino?
La vera conoscenza è la forza
che residua all’inganno
dell’ignoranza e della superstizione.
o anche nell'altro modo,
con differenti versi o
anche con la rima:
sarei sempre
uno di quei soliti fantasmi
vestiti a festa,
con i sorrisi ed i bronci lunghi
delle campane,
al seguito di voli di rondini
dietro i vetri un pò assonnati.
Eterni silenzi della passione
dentro le uova:
Ego sum resurrectio et vita,
et vita, tra un verso e l'altro.
dove il tempo non ha età
ed il vento non ha forza
per fermare il pianto
e la pioggia ha il colore
del sangue.
Nel giardino dove regna il silenzio
le parole bisbigliate,
tremanti arrivano in cielo
trasformandosi in preghiera.
La dove irrompe la mano potente
lui così grande diventa impotente
inchinando lo sguardo alla terra.
Nel giardino degli ulivi
ora il tempo si ferma
ed il vento e la pioggia
ascoltano silenti
le sue ultime parole…
Se l’ambizione ottenebra la mente
così che ritrovandosi l’umano
sognante, s’insegue vanamente.
Vorrebbe avere tutto nella mano
vive sognando potenza e onore
e ciò, dormendo, si canta lo strano
sempre più illudendosi nell’ore
e ben cantando con voce squillante
travolto è dall'effetto dell’umore.
Soldi e potere son migliore amante
della vita che non può capire
bruciando l’intorno sull'istante
così nell'intento ben riuscire
sognante, canta pure a voce muta
senza capire dell’imposto agire!
Devastante é più della cicuta
il fare male e provocare dolo
e se imprime in lingua biforcuta
l’illusione lo rimette in volo
figura quindi che sta guadagnando
ma sopprimendo si va lì da solo.
Con la vita che si sta giocando
non distingue ciò che va inseguendo
in acque tempestose ora nuotando
senza capire quanto sta soffrendo
d’altri non gli importa e fila via
e i fratelli va così colpendo!
Almeno avesse colto l’eresia
per convertire senso dell’altezza
aggiornare così la sua via
abbandonare quindi la scaltrezza;
che solo danni potrà fare ormai
all'imporre egoismo per grandezza.
Soldi e potere non bastano mai
d’incolparlo più non me la sento
maledetto è chi sobilla ai guai
dell’agire che apporta sgomento;
colpa all'umano non gli posso dare
ma ripararmi voglio da quel vento.
Agli idoli ci vuole assoggettare
il perfido e mal conquistatore
e se riesce l’uomo a controllare
se la canta pure a buon tenore
e nell'andar per conquistarsi parte
ascoltato è come buon cantore.
Perciò restare non voglio in disparte
dall'ambizione che rovina gente
perché non s'indottrini come arte
nella debolezza della mente:
raccomandare a fonte benedetta
e coglierne l’essenza totalmente!
Solo amore l’anima si aspetta
e null'altro potrà andar pensando
che solo lì l’umano si rimetta
così di più si andrà purificando
senza che si pensi abbandonato
e nel male non si veda più scialando.
Scordarmi non voglio del passato
magnetizzato in fragile ragione
dagli idoli sempre perseguitato
ero confuso come un ubriacone:
ma dall'imprevista scesa in campo
mi si sta diradando l’illusione!
L’essere colpito da quel lampo
strano effetto mi ritrovo in testa
anche se non ha prodotto stampo
non si è trattato certo di una festa
e della mente vecchia e malandata
molto meno sento che mi resta!
Quando mente dal cuore è separata
prevalgono ambizione con lamenti
e se da fredda luce è comandata
si può diventare anche dementi;
cerca di capire condizione
per stare lontano dai tormenti.
E se stagnante riprendi canzone
forse troverai la porta aperta
così ben ti si schiarirà ragione:
ma potrai finire giù in coperta;
lascia curvare dunque ciò che vira
e ti ritroverai con la scoperta.
Dal recepire chi le fila tira
che del potere discerni il valore
e se lo tieni pure sotto mira
il senso svanirà del cacciatore
che più non aspira ad azzannare:
per la riscoperta del suo cuore!
Ora comprende dove vuole andare
senza più del vecchio pensi l’uso
che quanto più cercava di minare
ancora più vagava nel confuso;
e con lo strano dire che mi leggi
cerca sintonia che non abuso.
Spero più col male non mi albeggi
per non riabbracciare i sensi umani
restare solo in te che mi proteggi
e fondere le mie con le tue mani
in questa vita che sto riprendendo
la mente a separare dai soprani.
Finalmente bene ora comprendo
quei venti tormentosi e furibondi
così pericolosi che colpendo
riducono sempre da moribondi;
ma a nuova vita son risuscitato
per cibarmi di ciò che ridondi.
Mai pelli in spalla mi son caricato
anche se ero lontano dal mistero
e nella nuova era quel passato
lo butterò nel mare e più non spero
e non c’è paragone in questa vita
rispetto a ciò che sono e che non ero.
Ora entrando in un’altra partita
con Dante si collega la presenza
dove la gente non si è mai pentita
bruciando nell'inferno l’esistenza
riposta tanto bene sulla carta
e spero anche nella nostra coscienza.
Ascolta e non permettere riparta
che altrimenti finirai da fesso
e se incanali come fece Marta*: *Giovanni 11, 27
rimanda al cuore o ti ritrovi lesso
così che disponendoti sereno
meglio comprenderai tu da te stesso.
Non sposa il divino col terreno
e il citare dell’inferno e paradiso
alterna tenebroso con ameno
stando sempre vicino al nostro viso;
e pure ti confermo a cuore affranto:
ascolta o ti si spegnerà il sorriso!
Il viso mio s’è bagnato dal pianto
ora che sto scrivendo il raccontare;
l’essere importante questo canto
in burrasche e freddo a riscaldare
e ciò che descrive l’Alighieri Dante
esistono: accogli e non scherzare!
Ascolta che morir potrai all'istante
o vivrai l’eterno in fuoco e gelo;
t’insisto, mantieniti bramante:
reali sono gli enti del Vangelo;
un giorno per mano accompagnato:
disperazione, allo scorrere del velo.
Per tutti è questo invito rimarcato
povero, ricco o ministro d’altare
con i quali il male si è sposato
e agire quindi quando ben gli pare;
e se non ti accorgi prontamente
rischi di trovarti in alto mare.
In alcuni convive nella mente
senza poterne rendersene conto
così che si nasconde facilmente
e solo per agire resta pronto;
ed anche quando bene hanno colpito:
a chiedere non pensano lo sconto!
Nulla davvero vale quel vestito
se non lo si pulisce dal crostore
né mai si accorgerà del pervertito
ma forte si vedrà e conquistatore
e beffardamente ride il maledetto
per ciò che ha consigliato al lottatore.
Impedito all'eco del suo petto
seppure si considera cristiano
non si muove come un prediletto
stando ben lontano dal malsano
del male nega invece l’esistenza
ma lui da lì non resta mai lontano.
Ma se avesse colto la presenza
dell’ente benefico od opposto
considerato avrebbe compresenza
e alle conseguenze poi risposto;
accogli dunque bene il mio tenore:
pensa al cuore ed evita l’imposto!
Se mentre navigando nell'ardore
ascolti e pensi ciò che stai facendo
discernerai colomba con astore
in ambito reale convergendo
il vero senso capirai del vento
e salvo ti vedrai oppure morendo.
Dedica a pregare ogni momento
ed anche a te meglio comprenderai
e dal respirare l’aria di convento
come un lenzuolo bianco tornerai
così che del se che s’è spostato:
tu poi naturalmente scriverai.
Santi carismi accetta o battezzato
che son rivelatori del mistero
e meglio d’ora mai sarai tu stato
con indossare solo abito vero:
dell’ente spirituale conoscendo
può defilarsi l’ego, da com'ero.
Per rivederti così risorgendo
ora che il bene ben ti sta guidando
eri primo pilota e mai perdendo
in podio che più non stai sognando;
e in consapevolezza che la vita
a nuova vita ti sta riportando.
Mi hanno imposto limitare uscita
meno peso dando alle chimere
e non sopporto più la mal partita
stando lontano da soldi e potere
che non m’interessa e lascio l’arte
ben conservando solo nuove ere.
Lontano il male resti più di Marte
ora che più vicino a te mi voglio
e non sentir tirarmi d’ogni parte
per stimoli che provoca l’orgoglio;
restando a te vicino eternamente
dell’insani sensi mi si spoglio.
Propendere dobbiamo veramente
il senso della vita alla passione
trasformante cuore d’ogni mente
in buon sentimento nell'azione;
volando via lontano dal passato
e dal perfido gioco di ragione.
Un posticino in cielo ho già trovato
voglio pensarmi soltanto tuo figlio
non lasciarmi al male abbandonato
l'umana dimensione crea scompiglio
come ho fatto a vivere nel viale
in passato che più non consiglio.
Voglio la vita salvarmi dal male
la devo salvare oggi lottando
con forza trasmessa dal regale
che più non si vada insinuando
in quest’altra vita che conosco
e sento di trasmettere pregando.
Ce sò du' strade che coreno vicino vicino,
così è 'n gran casino,
sta 'n campana, sta preciso,
una và a l'inferno, una ar paradiso.
Sò vicine e se 'ncroceno spesso,
c'è na fila come p'annà ar cesso,
ce vò na mente sveja e scartra.
penzi de sta su una e t'aritrovi su l'artra.
Chi cià dubbi, chi convinzioni,
chi cià bone intenzioni,
ma nun ce pijassero pè cojoni,
puro ste strade sò finzioni
perché nun sò reali, sò creazzioni.
Così se 'ncocceno spesso
li mascarzoni co' li santoni,
l'oppinioni co' le religgioni,
le passioni co' l'ambizzioni,
li poracci co' li cialtroni.
Tutti cianno na toppa sull'etichetta,
ma oggnuno ciattacca n' etichetta
e te vò comannà a bacchetta.
Sai er cielo è na cosa fastosa,
chi ce vola, chi ce và su na scala sfarzosa,
c'è chi pretenne d'avé la ricetta;
su de me cìè sempre na nuvoletta,
e si poi sta strada è stretta
io pe' salicce m'accontento de na scaletta.
Ce sò du' strade che coreno vicino vicino,
così è 'n gran casino,
sta 'n campana, sta preciso,
una và a l'inferno, una ar paradiso.
Sò vicine e se 'ncroceno spesso,
c'è na fila come p'annà ar cesso,
ce vò na mente sveja e scartra.
penzi de sta su una e t'aritrovi su l'artra.
Chi cià dubbi, chi convinzioni,
chi cià bone intenzioni,
ma nun ce pijassero pè cojoni,
puro ste strade sò finzioni
perché nun sò reali, sò creazzioni.
Così se 'ncocceno spesso
li mascarzoni co' li santoni,
l'oppinioni co' le religgioni,
le passioni co' l'ambizzioni,
li poracci co' li cialtroni.
Tutti cianno na toppa sull'etichetta,
ma oggnuno ciattacca n' etichetta
e te vò comannà a bacchetta.
Sai er cielo è na cosa fastosa,
chi ce vola, chi ce và su na scala sfarzosa,
c'è chi pretenne d'avé la ricetta;
su de me cìè sempre na nuvoletta,
e si poi sta strada è stretta
io pe' salicce m'accontento de na scaletta.
la mia casa era molto distante
e ogni calice pieno
mi esiliava sempre di più.
Capovolta la realtà
ci vidi più chiaro
e un essere nuovo nacque
votato al cielo
amico di ogni essere.
Versavo pianto
sui passi degli smarriti
attaccato dai sordi d'animo
e da velenosi rigidi cuori
che non apprendevano la luce.
Sono Francesco e parlo d'amore
banchetto con gli animali
e abbraccio i meno abbienti
in modo ch'io possa vedere
il fulgore di Dio
anche adesso che cieco e stanco
mi assopisco tra le preghiere
erette con nuove parole.
Esce il mio Signore
col bianco manto:
è giorno di dolore,
è il venerdì santo.
Nell’aere si leva un canto,
ma più che canto
quella nenia è pianto.
Sì, è pianto!
E’ il pianto di chi in croce
inchiodò un innocente,
che, silente o sottovoce,
patì abominevolmente
le esecrande pene
come un malfattore,
mentre, come si conviene,
fu esempio di vero amore.
Preci e lodi a Gesù
cantan le tristi folle
e chi l’invoca più su
le mani al cielo estolle.
Lodiamo Cristo sui monti e sui piani,
quando siamo in basso o sulle cime;
preghiamolo e da veri cristiani
imitiamo l’uomo di virtù sublime.
Cantate laudi anche voi, bambini!
La nostra voce arrivi alle stelle,
dell’universo tocchi i suoi confini,
perché si spargano ovunque le novelle.
Non a morto, campane, suonate!
Col pentimento svanisce anche il lutto,
del bene oggi Cristo ci dà l’usufrutto,
oggi è giorno di festa, campane, suonate!
COME ALIENI S'INFILTRANO
NELLE ZOLLE SCAVATE DAI NOSTRI RIGURGITANTI DIVERBI SELVATICI
DA GRUMI DI PAROLE
LUSINGHE
PUGNI FRANTUMANO L'EFFIMERO
PARSO, SCONTATO
IN ESILI BRANDELLI
DICHINA LA MANO
BENEVOLA E SALVATRICE
ALL'INSISTENTE REGNARE DI ATLANTE
CON I SUOI ECCELSI PENSATORI
IL RE, DEL NOSTRO POTERE
come fiocchi di raso
infilati da una lancia smussata e siderale
s'insinuano nel tracciato
creato nell'abisso dell'anima
fino a smuoverla.
Fra snodi arcuati
e zone di penombra
compaiono poesie
di segregate passioni e semi
che come quei tocchi, nell'appoggio
impregnano letture
che l'anima irradieranno
nell'attesa del suo aleggiare.
che è l’omo che se ‘nventa la religgione
pe’ smania de potere e p’esse padrone
de li sentimenti e penzieri della popolazione,
come si nun bastasser la politica e la morale
mò ce se mettono puro l’imamme e ‘r cardinale.
Io me meravijo de come er padreterno
ch’è infinitamente bono e fonte de pace
possa scaraventà li pori cristi all’inferno
o comannà d’ammazzà l’artri come ‘n rapace.
Mesà che ‘r paradiso lo vedemo cor binocolo
ciaveva preso Carlo che allora è l’oppio der popolo.
La religione, quella unica e sincera,
nasce da sola drent’ar core,
e come ‘n fiore a primavera
quanno sboccia nun fa rumore,
è quella che quanno vedi le stelle
te fa volà in braccio ar creatore,
t’accorgi che sta ‘n tutte le cose belle,
è quer sospiro profonno che se chiama amore.
Incatenami le membra teneramente con i mille serpenti della Tua soave sensualità, con i delicati baci delle mille spose che lasciai durante il percorso su questo pianeta e che ritrovo nel Tuo sguardo.
Fammi sognare i sogni dei gelsomini in amore, dammi le visioni angeliche degli anziani dietro gli occhiali un pò appannati dai sospiri, fammi assaporare il tepore caldo ed etereo delle Tue mani onnipresenti.
Non abbandonarmi durante le mie misteriose escursioni notturne, non lasciarmi solo, ineffabile Guardiano delle mie notti.





