ti aggredisce
contro la volontà.
Puoi accarezzarlo,
di lodi tesserlo,
o consegnarti con esso
nella fossa del demonio.
L'angelo delmale,
il serpente traditore,
assorbe l'anima in errore.
Il peccato è la tua ombra:
segue passo,passo,
un corpo solitario,
per poi la sera
adagiarsi con lui
sul guanciale;
e della tua debolezza sghignazzare;
il peccato
abbatte il ponte
che conduce
l'anima a Dio.
Costringe lo spirito
asostare sulla riva,
in attesa
dell'empio traghettator di genti.
trincee di due figli ribelli;
il Pdre li perdonò una volta.
L'invidia e la gelosia
spesso replicanti;
la barba bianca del grande Padre
ha smesso di crescere.
Il Magister di vita,
giusta e regolata,
si è arroccato nellacamera.
la favella è mozzata;
la schiena incurvata.
Il vecchio piange due ragazzi
dalla vita buttata.
Il provento dei sacrifici
del Pater
ha ingrassato i porci.
L'avido commerciante
ha spremuto
l'ultima goccia di speme.
La pìetas si atrofizza
nell'uomo dissoluto,
che uccide,ruba
e Dio non teme.
Il bastone delPater
è serrato nell'armadio.
Non sara' usato
anche se la spada dei figli
trapasserà la sua misericordia.
Si illumineraà
il chiarore del ravvedimento.
Beato quell'uomo
cui il Pater concede perdono
tarda a venire.
Col corpo ingaggia una dura lotta
che non vuol mai finire.
Un profumo intenso
di freschissime rose
sorprende e accarezza
il mio capezzale.
La santita' di Padre,
umile e burbero
si comunica a me,
senza alcun ritegno.
Di far parte
della sua famiglia
non son degno.
Gloria a Cristo!
Ràbbuni misericordioso.
Illumini un mortale
nel peccato ozioso
Laudata Maria!
Tua prediletta Madre.
Le sue ininterrotte preghiere
hanno comosso te, o Padre.
Segnaledi una promessa esaudita.
e sempre mobile.
Ex angelo divino,
avido di potenza tronfia,
non si libra in volo
con pancia troppo gonfia;
il belatodell'Agnello
ti accusa dinanzi almondo
di inumana crudelta'
la bocca dei profeti
ti inchioda senza scampo
al banco degli accusati
Il sangue dei martiri
impantana il tuo cammino,
arrestandoti
nelle piu' profonde cloache,
dove ben
riesci a districarti.
sotto erba inzuppata di rugiada;
non sentir la sveglia
che richiama all'obbedienza;
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio
di rovere e abete.
Gioia non soffrir
fame e sete;
sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino,
per appetitoso pasto.
Nel campo consacrato
Mano Divina
stende il sudario del conforto
sul cenere senza favella
tra le trame del tempo
Mi hai cercata...
E sei venuto... sapevi che ti attendevo,
Senza pensare, senza chiedere, senza parlare,
ma in silenzio...
non ti guardo con gli occhi della sacralità,
non ti prego nella Fede,
non ti venero nel Cristo che portasti...
mi poso solo su di Te
e mi immergo nell'attesa del tuo Segno,
voluto nell'insoluto mistero del tuo Essere...
di quanto la tua forza sovrasta la mia umanità,
nelle pagine che sfoglio tra i minuti di un ricordo.
E non ritrovo ciò che ho perso,
né ricerco il mio Credo,
ma rimango nell'attesa...
di un volto per specchiarmi...
di una voce per capire...
di un perché non risposto...
in disattese illusioni...
nella sacra profanità di un Mistero.
Le pene voglio dir di quel dannato
che si macchiò del vizio capitale
ch’all’Inferno Dante ha sprofondato
più due in Purgatorio a minor male.
Quel di lussuria vizio fu punito
nella furia di un vento inaudito.
Bocconi giù nel fango puzzolente
pagarono i golosi ed altra gente.
Scontrandosi coi prodighi, gli avari
spingon macigni su rotte circolari.
Sulla Stigia palude fra gli irosi
ci si morde e si picchia furiosi.
Della palude immerso è sotto il fango
chi dell’accidia in terra vantò rango.
Addossati l’un l’altro in uno sterro.
cuciti gli occhi con il fil di ferro,
chi si beò d’invidia al Purgatorio
è lì che ne troviamo un repertorio,
Curvo sotto il peso di gran massi
in egual luogosconta la sua pena
stanco nel volto ed a lenti passi
chi di superbia ebbe vita piena.
Leggendo tutto ciò, vi dico amici
cerchiamo di campar retti e felici.
lamento indicibile.
Tenebra e male
distacco totale,
Vuoto ed arsura
senza misura.
Fiele ed aceto
d’umore inquieto.
Forse tristezza
una dubbia certezza.
Una vana agonia
dopo forte allegria.
L’errata reazione
ad un’emozione.
Malinconia
è pur nostalgia
di quella città
spesso chiamata
felicità.
che smussano, addolciscono e leniscono
che s'inchina alla preghiera...

Entra nella Casa di Dio,
entra chiedendo perdono,
entra pregando.
Entrerai nel Suo Cuore,
entrerai nella Sua Fede,
entrerai nella Sua Luce,
entrerai nel Suo Sereno,
entrerai nel Suo Immenso,
entrerai nell’Eterno Cammino
che rinfrancherà il Tuo Animo…
nell'angoscia ti gridai “Signore!”.
Rada vedevo la Tua luce
ma forte sentivo la Tua voce.
Prima che pensassi lo sapevi
e l'ora della prova disponevi.
Contrito il petto mi pestai
e non sprecai parole per pregarti
ma onorarti seppi senza verso
in quanto mi leggevi nel segreto.
Or che oscuro giungerà l’agguato
anche la morte mi vedrà diverso
ché in prece tramutai peccato.
Striscio mendico di misericordia
rendimi gioia con il Tuo perdono
onde finisca nella tua concordia.
Era un uomo semplice
BUONA PASQUA A TUTTI




