
Ripongo, in ginocchio,
un fiore di gocce:
figlio d'occhi pietosi,
che colano ciechi
all'ombra di piedi
bucati,
mani rigate...
colpe senza peccati.
Chiedo respiro:
un piccolo spazio
di sole tra me
e l'io...
un cielo a cuscino,
dove riporre il capo
prima del sonno
con Dio.
I tuoi occhi di ghiaccio riflesso
osservano il mondo
e ogni giorno lotti senza tregua
sai di vento e tempesta..
i tuoi morsi lacerano carni e anime
ma hai il cuore generoso e saggio
come il tempo che scorre
non sei fiero
ma nessuno può legarti.
sei spirito libero senza fine
sai amare con coraggio
meravigliosamente selvaggio e senza legami
non ha voce.
Il sordo non ascolta:
non ha udito.
Lo stupido annuisce sempre:
non capisce.
Il cieco:
sorride al sole,
s'innamora sotto la luna,
ascolta il fruscio degli alberi,
i suoni della notte,
le prime luci dell'alba,
le mamme che cantano alle culle,
i passi stanchi,
le voci roche delle emozioni,
lo strazio dei pianti e sa sempre:
come sorriderti,
come abbracciarti,
come guardarti.
allievi del sole
adoratori un'idea
che scuota al torpore
di cotanta ipocrisia
scritta a piene mani
opera prima di profeti
saccenti e villani
provarono oscurando
col vile racconto
di un dio di vendetta
e un destino tremendo
gettarono le anime
nel profondo della terra
coprendosi d'odio
di sangue e di guerra
ma noi che sognammo
un mondo migliore
possiam perdonare
mancanze
e le vuote parole
offrendo immacolata la fronte
alla e tiepida e pura
luce del sole
Insegnami a volare
come passero implume
insegnami a spiccare il volo
con ali forti e possenti
sostieni i miei sogni
che, quasi impossibili
s'infrangono contro rocce d'indifferenza
insegnami a tenere il cuore alto
e pieno di sorrisi
guardare lontano
senza volgere il capo a croci e paure
insegnami
ad amare senza freni
senza timori e remore
insegnami ad essere un dono
cuore spoglio depongo
giunge l’alba dipinta di porpora
M’innalzo lo spirito non risponde
scivolo ove silenzio stordisce
ancora sole sempre fra le nuvole
Tempra la preghiera dona
vuoto attorno
solamente gioia attira compagnia
E intanto fra gelo che dilaga
l’animo riprende goccia di respiro
quando al Signore mi abbandono
Un orecchio pronto a sentirsi dire “scusa Papà”.
Un esempio che segna la distanza tra
Chi l’Amore è e chi, indegno figlio, d’Amore è graziato.
Avrai visto i miei occhi, Ti sarai chiesto da dove viene questa luce? E Sorridendo Avrai scritto il suo nome.
Poi per un attimo Avrai pensato alle tenebre...
Dio mio più luce per il nuovo anno, più luce...
Con l'augurio di essere "illiminati" ed "illuminare" chi ci sta accanto
Buon Anno!

trasparenza all'anima persa
vita all'esistenza smarrita
semplicità ai cuori granitici
Dona fervore
alla fede impaurita
coraggio al pensiero contorto
pace duratura al martoriato mondo
Dona amore da regalare a chi soffre
consapevolezza a chi la vita sciupa
calore da infiammare chi nel gelo muore
Signore
Ciò che Tu vedi assente, donaci!
Buon Natale!
che commuove anche il silenzio.
di diventare umani:
trova il suo abbandono
arriva a sostenerci
Con questa mia poesia, colgo l'occasione per porgere a tutti voi, un grande augurio per il S. Natale.....

Notte di pace
notte d'amore
che viene dritta dritta dal cuore
in un ricordo lontano
di dolcezza
quando colui
che fu nostra salvezza
venne al mondo in una cuna
e in povertà.
Si presentò al mondo
ispirando alle genti
fin dalla sua nascita
valori d'amore
e di grande correttezza.
Senza alibi lieti
per un mondo che non va
questa notte
voglio dare le dimissioni alla tristezza
voglio immergermi
nel caldo tepore della mia casa
attorniata dai miei cari
in un convivio di pace e d'amore
in ricordo di quel bambino.
Lascio fuori il gelo della sera
il buio della notte
e m'immergo in una melodia bella
di canti di stelle
che irradino il tempo a venire
in colori chiari e splendenti
che rilucano
dentro e fuori me aurea pace.
Una mente instabile;
Un'anima sensibile.
Tuto si vede in quei colori;
La sofferenza l'amore la gioia la pace la rabbia;
Hai usato il talento affidato per muovere la mia compassione;
In te mi sono ritrovato.
Ho paura ti chiamavano pazzo, forse lo sono anche io...
E' pazzia sentirsi schiacciati e stupefatti dalla vita?
È pazzia o semplicemente hai lasciato aperta la porta dell'anima ed ascolti l'impeto delle emozioni?
Rapito da un fiore e portato in un cielo di stelle.
Ti immagino perso in tutto quel bello.
Ti vedo Rilassato di fronte alla perfezione di Chi tutto ha creato;
Rassicurato dal fatto che un Artista così non lascia nulla al caso neanche quella pennellata che tutti chiamano follia.
Tutto ha un senso e tu lo scopri in quei petali in quei cieli in quei volti.
Soffocato dal dolore e consolato dalla perfezione che è tutta intorno a me, a te.
Grazie anima sensibile, la tua sofferenza non è andata perduta.
In questo tempo del Sacro Avvento
con aneliti d'amore s'ammirano sculture
di fini campionature
che ogni anno si rinnovano a rappresentare
la nascita del Sacro Bambino
nato in un povero paesaggio rurale
nell'incanto d'una stella splendente
che illuminò il cielo d'argento
ad indicare il sacro luogo:
una grotta dov'è nato il Bambinello.
Si, è nato in una stalla
ed in una mangiatoia deposto
scaldato da un bue ed un asinello.
Con amore ammirato dai genitori
ed adorato dai pastori
che sentirono elevare emozione in cuore
per il flusso benefico d'amore
ch'emanava quel Neonato
in quella povera culla adagiato.
Stupisce il canto del cielo
che d'Alleluia riempì il creato
a richiamare da lontane terre genti
a dare la lieta novella
nel dire che Gesù Bambino è nato! E' nato!









