Esce il mio Signore
col bianco manto:
è giorno di dolore,
è il venerdì santo.
Nell’aere si leva un canto,
ma più che canto
quella nenia è pianto.
Sì, è pianto!
E’ il pianto di chi in croce
inchiodò un innocente,
che, silente o sottovoce,
patì abominevolmente
le esecrande pene
come un malfattore,
mentre, come si conviene,
fu esempio di vero amore.
Preci e lodi a Gesù
cantan le tristi folle
e chi l’invoca più su
le mani al cielo estolle.
Lodiamo Cristo sui monti e sui piani,
quando siamo in basso o sulle cime;
preghiamolo e da veri cristiani
imitiamo l’uomo di virtù sublime.
Cantate laudi anche voi, bambini!
La nostra voce arrivi alle stelle,
dell’universo tocchi i suoi confini,
perché si spargano ovunque le novelle.
Non a morto, campane, suonate!
Col pentimento svanisce anche il lutto,
del bene oggi Cristo ci dà l’usufrutto,
oggi è giorno di festa, campane, suonate!


 
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 07-12-2014 23:43
eh si, è l'essenza della vita, dell'esistenza umana, se crediamo che quell'uomo, quel bambino che fra poco nasce è DIO, e che si è fatto crocifiggere per noi, siamo a posto, per l'eternità.bravo!

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