Perdersi tra le braccia
della sera
per ritrovar sugli occhi
stanchi
lo stupore perduto.
Riappare nella coltre
grigia
una luce chiara,smarrita,
una luce,
che annuncia il domani.
Superare la soglia azzurra
dove è la mia speranza.
Ritrovarsi nel canto dolce
di un uomo nascosto in una
preghiera.
Cadono le foglie secche
e spente, usurate dal tempo
e l’arroganza.
Ai piedi del tronco
un uomo discinto e felice,
vivo
in un illusione.
come camminare sulle onde del mare
come non bruciarsi sulla sabbia d'agosto
come non affogare nel mio obblio.
Muoio!
perchè ho lasciato l'anima in un foglio,
c'era dentro l'enormità scandita dalla povertà
ero ricca e povera vestita di verità
ero puro candore
ero pura passione
in petali di baci
e salsedine sulle braccia.
Adesso sono niente
colei che t'ama,
torna da me anima mia,
torna a vestirmi di luce,
accecami
e torna ad amarmi,
dissenata passione
possiedimi
e sarò ancora tua
e sarò ancora viva
anima mia.
Non li so sfogliare
ad uno ad uno
i giorni che Iddio, di te, c'ha fatto dono
un premio immeritato
Grazia
per noi che abbiam goduto del tuo viso
m'hai accompagnato
per metà della mia vita
padre tenero
severo nel tuo seminare la Fermezza
con l'esempio,
vestito dell'amore ultraterreno
che dello Spirito emanava
protagonista della Storia
designato
a tua insaputa
il Cielo in te ha vibrato
sintesi d'Amore
guerriero armato solo della Croce
faro ardente
sulla roccia che non cede alla paura
la forza della mia fragilità
in me porta il tuo nome benedetto
mistero della Fede
Luce venuta da lontano
il tuo infinito tempo insieme a noi
rimane acceso.
- Consigliami –
annaspo nel buio
come un antico testo
nel torrente insicuro
come barlume soffocato.
- Conducimi -
Portami a rinvenire la via
rischiarando esitazioni
nel tormento taciturno
dei sensi muti.
- Infiamma -
Il sapore della vita
scosta per un istante il male
per gustare la tua luce
prima del viaggio.
- Ravvisami -
misero di petali
nel sorriso affrancato
che non intravede il cammino.
- Persisto a pregare -
Che male mi giunse in quel momento
per non sentir più il pentimento
di sentir nel mio interno
che fuoco brucia come
nell’inferno.
Che tutto un tratto su un sospiro
diedi l’anima per un respiro
e non dovetti più darti l’emozione
per lasciarti sola
nella mia disperazione.
Stiamo nella notte chiamata “insensibilità”,
dovendo trovare il giorno conosciuto come “salvezza”.
Incominciò così la danza di noi primordiali esseri contornati di ferro e cemento vivente.
Ciò che ricordo è morbidamente offuscato dai miei taglienti pregiudizi,
ma il fatto certo,
rilevante,
è abbagliante come una Luna d’agosto.
Nulla sfuggì ai nostri sensi.
fragile e sontuoso
stride
nella notte di questa mia vita
va via la notte
ma resta il suo profumo
il suo discorso
la sua voce
silenzio...
Naufragando ho volato
Sui fuochi di ghiaccio
Tra realtà e sogno e
Tra sogno e fantasia
Volando ho naufragato sul deserto popolato
Di invidia ribellione e nulla
E come le aquiloni
Ho salpato i mari ancorandomi su navi
Che volavano nel cielo avorio
E colorato in bianco e nero
Naufragando ho volato
Nel ghiaccio bollente
Di un’estate polare
L’equatore freddo mi ha riscaldato
Tra i pavimenti di argilla e
Dio, un giorno, al tuo cospetto
non ti chiederò perché mi hai chiamato da te,
ma ti chiederò perché
hai lasciato cadere un angelo dal cielo
senza le ali per poter volare;
lo hai mandato sulla terra
con una valigia di sogni
che mai è riuscito a vuotare
lo hai lasciato solo,



