Disteso sul mio letto di braci,
osservo l'inferno attraverso le persiane.
Quale dio potrebbe mai volere questo sfacelo?
Zombie moderni,
i cervelli liquefatti dalla calura,
vagano per le vie come ebeti.
Senza pietà squartano anime,
inebriandosi dell'odore del sangue,
vittime e carnefici.
Ognuno col proprio trofeo,
da immortalare con un selfie,
da postare per amici fasulli.
Gente falsa che non parla...insinua.
Gente falsa che non conversa...spettegola.
Gente falsa che non chiede...esige.
Persone povere di spirito,
che non camminano nella vita,
strisciano.
Disteso sul mio letto di braci,
allungo una mano e chiudo le persiane.
Shamani e centurioni, una piazza di beoni
mille steli verdi di vetro
sparsi fino all'inzio di palazzi
luoghi usati per il dormire, per quel tanto da soffrire
Con la sigaretta in mano barcollanti e trascinanti
non solo han la lingua incontrollata
sdoppiata la vista da molte ore
Una moda d'eccellenza, di generazione
non se ne puo' fare a meno
pena il bando, la disappartenenza
Saltimbanchi e giocolieri, in bilico
ritti in piedi sui bicchieri
sul pavimento alcuni stesi, alcuni altri si son ripresi
Ormai la notte è mattina
si puo' fare l'ultima bevutina
per la gola arsa, per sberleffo
le bottiglie non eran vuote
lo sono adesso
Già, si vive una volta sola questo è quanto li consola
non dar peso a quel che sono
nemmeno al mondo dove stanno
tantomeno ai genitori, che non sanno
la gente che lo abita non è nessuno
non conta niente, per loro è solo inesistente
La paura dei giudizi è forte ed incompresa
genera nei più, subito la resa
meglio scappar con il corpo e con la testa
senza avere alcuna attesa.
Fermarsi,
alle barriere arrendersi!
Ma, se il pensiero va,
perché annullarsi?
Ripensi al video di Nick Vujicic …
Un mondo, altro, di inesplorate
possibilità,
erompe.
Ti accorgi di energie residue ancora non monitorate;
inizi a misurarti, anche a fatica, con altre scalinate.
Provi ad accogliere la vita reinventandoti,
sfidando limitazioni e pregiudizi,
sperimentando altre opportunità
di esserci,
di stare,
di dimostrare
che ce la puoi fare.
E il pensiero va!
Ciò che non puoi non penalizza un’altra tua normalità
che fugge gli stereotipi, azzera le distanze,
risolve i tuoi conflitti con la realtà.
Volere osare
la tua motivazione,
frusta
il tuo azzardare!
E, finalmente ...
Esisti Respiri Vivi!
Agli occhi di chi ti guarda
lacrime di ripensamento e speranza
E nel profondo, di squallore quotidiano, sgomento.
in questa amara vita
dove ogni sofferenza
viene bandita dal cuore
e confusa tra grida lontane
com'è difficile trovare pace
fra le illusioni aspre
di parole colme di spregio
di uomini votati all'arroganza
che uccidono per diletto
com'è arduo amare
senza nulla pretendere
e stringere al petto ogni anima
senza guardarne il colore
ma solo il calore
com'è difficile vivere.
che vai cercando,
un manto oscuro
la vista copre,
eppur te cammini,
eppur tu voli.
Ragione
libererebbe
dal peso che ti avvolge,
no,
fiero continui.
E non vedi
distruzione
dietro ai passi
che muovi con
tanta forza.
Quante le cose
a cui arrivare,
se sol vedessi.
Un dio ti guida
e ti annebbia,
e ne hai fatto premio,
ma egli ti ha fatto
schiavo
La gente
dovrebbe avere attenzione
e umanità.
Non sa amare
chi è educato all'egoismo.
Certa gente
ti è amica
è buona e onesta
finché va tutto bene.
Diventa cattiva e disonesta
per invidia o interesse
o anche per dispetto.
Tanta gente
è folle e vendicativa.
Se ferita nel proprio io
colpevolizza gli altri
senza mettersi in discussione.
Molta gente
si considera per bene
e afferma di dire sempre la verità
ma la pretende solo dagli altri
purché faccia
a loro comodo.
Una brutta verità
anche se vera
può arrecare seri fastidi.
Dalla reazione scomposta
della gente
possiamo comprenderlo.
La gente moralista
nota
giudica i fatti
e le scelte degli altri
ma mai le sue.
La gente
siamo noi...
tutti uguali ma tutti diversi.
E tu chi sei
per ritenerti
migliore di me?
E chi sono io
per considerarmi
migliore di Te?
Ognuno osservi
con coraggio e obiettività
la propria coscienza
e se proprio ama giudicare...
giudichi se stesso.
Mi piace, ogni tanto,
immaginare in un lampo
la vita del mondo.
Chiudere gli occhi,
concentrare la mente
e vedere, in una sterminata fotografia,
miliardi di uomini e di donne
che vivono sulla terra.
Che vespaio allucinante!
Mezzo mondo dorme
e l'altra metà è sveglia.
Milioni di esseri
si affannano, piangono, ridono,
urlano di dolore,
lavorano nelle strade,
nelle fabbriche, negli uffici,
studiano sui libri.
Migliaia di bambini nascono e,
nello stesso attimo,
migliaia di persone muoiono.
Vedo, in un lampo, con la mente,
persone che rubano, che uccidono,
tante che proteggono e aiutano altri.
Miliardi di persone, di lacrime, di sorrisi.
Miliardi di niente, di ore perdute.
È un lampo.
L'immagine scompare
mi guardo attorno...
sono
incredibilmente sola.
La vita
la sento urlare
e m'ignora
la vedo passare
come ombra senza colori
e chiudere gli occhi.
Non voglio
essere schiavo dei giorni
non voglio prestarmi al suo gioco
ma muovermi nell'acqua
e non sentirmi in colpa
nel veder germogliare il silenzio.
Voglio innamorarmi della vita
guidandola per mano
io ci provo
come il complice di un assassino
mai schiavo dell'indifferenza
che il cuore umilia
ci provo a dar fuoco alle parole
per un tempo migliore.
la luce che attraversa la finestra
allontanando i sogni profondi
lasciando il posto al grigio cielo
che nasconde il sole
e le urla della vita ferita.
Sono solo ombre
quelle che vagano fuori
anime dagli occhi impauriti
che cupamente sorvolano l'attesa
con l'amarezza nel cuore.
L'uomo che controlla l'arbitrio
bandisce il valore del vivere
spegnendo ogni sorriso
distruggendo ogni giardino
e ogni volo d'uccello
che canta solo per la libertà.
cercando affranti di rincorrer l’utopia
ai fili invisibili che son le vite d’essi
e si nutrono d’ipocrisia,
sotto mentite spoglia,
d’orpelli metafisici e filosofia societas
ch’han veduto le laute pietanze,
così vi sfugge. Perché umano
incapace di concepire oltre la definizione,
agli effetti estranei e stranianti del corpus mentis,
deriva.
E più crede, sulla sfera di definizioni imposte,
alla sua agognata d’avvicinarsi s’allontana.
Giacchè non sa: non capirà.
E’ questa quindi, insanguinata e rocciosa,
la prima forma del peccato ad esser stata scagliata?
Ma poiché ignora, non capirà.
L’ombra della sua condanna, una prigione senza confini
per lui ancor prima della definizione di questa.
Poiché ei v’indugia ancora:
la cena delle ceneri;
ed io non sono stato invitato.
e l’intorno ancora una volta
sarà riempito dal buio
tutto perderà di significato
ogni attimo sarà crudele
senza alcun suono
e senza nessuna parola
riscenderà
come un ricorrente incubo.
Ma prima...
ancora un bicchiere
con l’ennesima promessa
che sarà l’ultimo
e poi ancora un giro
sulla ruota del destino
che in maniera sommessa
scopre tutte le sue carte
e le mette in tavola.
Sale l’angoscia
e fa male.
Fa male come la solitudine
che passa attraverso un vento gelido
con la paura
prima di chiudere la notte
che sia sempre l’ultimo respiro.
Si…
ancora un bicchiere
prima del buio.
L’ultimo
forse.
senza badare a spese
per vacue parole.
Alzati, alzati e cammina.
Diranno che sei un uomo finito,
ma tu alzati e cammina.
Portami sul tetto del mondo
così che il pianto,
come pioggia, disseti la terra
che l'ingiustizia ha reso arida.
Come laveranno la coscienza
come la ripuliranno dalle colpe?
Intingendo la mano nell'acquasantiera
per replicare il gesto di Pilato:
razza di santocchi.
Gli ordini che urlano
il silenzo con cui li eseguiamo
corrodono
le fondamenta del mondo.
Cosa vedi quando guardi il creato?
Da quanto il tuo sguardo
non abbraccia il firmamento?
Fardelli ti chinano il capo
su selciati percorsi
da troppa arroganza.
Ciò che ti chiedono d'ingoiare
può essere sputato,
ciò che t'incatena
libera il sogno.





