Un giorno dopo l'altro
si spegne la speranza
in una vita all'insegna della fratellanza.
Le strade ormai non sono più sicure
e le città son divenute antri di paure.
Ogni giorno è uguale all'altro,
non dà avvenire di pace e sicurezza.
Branchi di lupi mimetizzati tra gente civile
predano ignari agnelli da aggredire
e sangue innocente far scorrere
impunemente.
Occhi speranzosi cercano invano
un ritorno ad avvenire normale, sereno, tranquillo
che si prospetta alquanto incerto ed assai lontano.
Dilaga la paura di colpi
che troppo spesso attaccano basso.
La speranza è ormai un'abitudine,
l'abietto orrore arriva da altra latitudine.
11 commenti
Tragedia immane
in una notte d'estate.
Evento importante
da festeggiare:
gente sul lungomare
bambini, palloncini
che s'involano al cielo
bancarelle d'ambulanti
in allegra cacofonia.
Persone integrate di varie etnie
in un convivio d'armonie
passeggiano serenamente
ma in un momento
scatta la più becera follia
di mente malata
ed all'odio indottrinata.
Nella brezza leggera
d'una notte festosa di gioia illuminata
massacro d'ignari esseri umani
che inermi tra cruori e lacrime
la vita hanno avuto spezzata.
Ingranaggi rumorosi
nei congegni meccanici
della nuova società;
Accesori degli accessori
dell’umana inventività tecnica
di questa attuale pagliacciata…
….questo siamo!
Ingenti, umane,somme d’interiorità
dissipate, perse, nell’inutile ricchezza.
Ma ditemi,
dove stà il profitto
se non sappiamo più respirar liberamente?
Discorrere, sempre discorrere
del salire e scendere di potenza del denaro,
essere pronti ad esso…sempre!
Mio Dio!
Non è forse meglio migrare
per le selvagge e fresche contrade
dell’intero mondo,
perir guadagnar se stessi?
Intraprendere la via dell’avventura
affinchè abbia fine
qualsiasi servile condizione?
Non sarebbe il caso di rifondar …Nuovo Partito?
…Noi , la Nuova Classe Impossibile!


Corre la discesa
seguita dall'acqua
sforzi senza applausi
passi benedetti
riccioli d'aria, erba fiorita
caramelle di zucchero
non siano etti
Fragranze e ciotoli
unici al sentire
scende la gioia
dalla calma all'impeto
trasporta quel suo unire
In fondo aspetta
il calesse per il suo servizio
il mancar di fiato aumenta
di tanto in tanto quel brutto vizio
profumo di torte e biscotti
adornano la sagra
che duri molto tempo
prima che arrivi il sole di Luglio
bruciando ogni cosa
al calor
suo tormento
I cortei…i cortei!
Gli slogan!
Ci somigliavamo tutti ,
volavamo alto, senza mai toccare il suolo.
Scintillavano gli occhiali,
in mezzo ai fiori,
migliaia di schiene, e di scapole,
di nuche, di occhi che sussultavano.
Pensa, eravamo senza noia
e non avevamo fame!
La lotta era continua ,
la nostra danza intorno al fuoco
Nostalgy?
Oh, generazione di dormienti ,
non sarebbe più saggio ridestarsi?
Il mondo...
non è già accaduto!
non è già accaduto!
Il nostro,
è un essere in errore.
è un essere in errore.
Non esiste un assoluto inizio,
ma un assoluto... Ricominciare!

ma un assoluto... Ricominciare!

Sbattevano tende strappate
vasi come uccelli dal balcone
vetri contro le pareti
tutti sapevan, amici, vicini, parenti
io
perfino i preti
gente che circonda quando c'è notizia
tristemente affonda, si nasconde
con la sua malizia
C'è voluto poco per fare un guaio
non dentro casa nostra
da quelli che litigavan sempre
da gennaio a gennaio
C'eran problemi grandi come il mondo
per questo siamo in tanti
per fare un girotondo
E' sempre quell'io
che non osa scegliere, accettare
quello, il momento, il metro, il giusto
si rintana in poco spazio, anche se angusto
La paura è sorella, fratello
sola dentro
la cosa peggiore averne tanta
lasciarla dormire, quando han bisogno accanto
Urla, spiegazioni e bastoni
la cena, il pranzo eran solo pretesti
per sedersi e ricominciare
fuori i problemi per qualcosa da mangiare
per un lavoro che decoro, non lo era più
per le belle notizie date dalla tv
Tutti siamo tutti, tutti siamo tutto, tutti siamo ancora
Tutto è sigillato, è tornato il silenzio, mai come prima
tutti sapevan di quel rifugio domestico prigione famigliare
i bambini non sanno niente
con i nonni sono al mare.
vasi come uccelli dal balcone
vetri contro le pareti
tutti sapevan, amici, vicini, parenti
io
perfino i preti
gente che circonda quando c'è notizia
tristemente affonda, si nasconde
con la sua malizia
C'è voluto poco per fare un guaio
non dentro casa nostra
da quelli che litigavan sempre
da gennaio a gennaio
C'eran problemi grandi come il mondo
per questo siamo in tanti
per fare un girotondo
E' sempre quell'io
che non osa scegliere, accettare
quello, il momento, il metro, il giusto
si rintana in poco spazio, anche se angusto
La paura è sorella, fratello
sola dentro
la cosa peggiore averne tanta
lasciarla dormire, quando han bisogno accanto
Urla, spiegazioni e bastoni
la cena, il pranzo eran solo pretesti
per sedersi e ricominciare
fuori i problemi per qualcosa da mangiare
per un lavoro che decoro, non lo era più
per le belle notizie date dalla tv
Tutti siamo tutti, tutti siamo tutto, tutti siamo ancora
Tutto è sigillato, è tornato il silenzio, mai come prima
tutti sapevan di quel rifugio domestico prigione famigliare
i bambini non sanno niente
con i nonni sono al mare.
Pensavo che mi sarei abituato alla mia angusta cella
ma non è così.
Il soffitto ogni giorno che passa
mi sembra che si abbassi
sempre di più.
Le pareti mi sembra che ogni giorno
si avvicinino a me di una spanna
e sono pronte a schiacciarmi
senza pietà alcuna!
Sono ormai un lucignolo fumante,
non mi spegnere.
Sono come una canna da zucchero
rotta e piegata su se stessa,
non mi schiacciare sotto i piedi.
Non ho più un nome da difendere.
Non ho più una reputazione,
la macchiai con inchiostro nero
e indelebile.
Sono qui per un errore fatto
molto tempo fa
ma me lo ricordo bene,
come se fosse ieri….
ogni mattina è davanti a me
e ogni sera mi viene a trovare.
Non mi lascia in pace.
A volte mi sembra di impazzire.
Vorrei cancellare il mio vissuto.
Vorrei non essere mai nato.
Così non avrei recato danno
né a me
né a nessun altro.
Cosa darei per respirare solo un attimo
l’aria di fuori!
Casa darei per uscire un sol giorno,
per vedere se il mondo sia cambiato
da quando la mia assenza è divenuta
più presente.
Non ho più una famiglia
ma tu
almeno tu
abbi pietà di me
da qui fino alla mia fine.
______________________________________
N.B.: Noi, che abbiamo la libertà,
apprezziamola e non prendiamola per
scontata!
Buona serata a tutti.
______________________________________
ma non è così.
Il soffitto ogni giorno che passa
mi sembra che si abbassi
sempre di più.
Le pareti mi sembra che ogni giorno
si avvicinino a me di una spanna
e sono pronte a schiacciarmi
senza pietà alcuna!
Sono ormai un lucignolo fumante,
non mi spegnere.
Sono come una canna da zucchero
rotta e piegata su se stessa,
non mi schiacciare sotto i piedi.
Non ho più un nome da difendere.
Non ho più una reputazione,
la macchiai con inchiostro nero
e indelebile.
Sono qui per un errore fatto
molto tempo fa
ma me lo ricordo bene,
come se fosse ieri….
ogni mattina è davanti a me
e ogni sera mi viene a trovare.
Non mi lascia in pace.
A volte mi sembra di impazzire.
Vorrei cancellare il mio vissuto.
Vorrei non essere mai nato.
Così non avrei recato danno
né a me
né a nessun altro.
Cosa darei per respirare solo un attimo
l’aria di fuori!
Casa darei per uscire un sol giorno,
per vedere se il mondo sia cambiato
da quando la mia assenza è divenuta
più presente.
Non ho più una famiglia
ma tu
almeno tu
abbi pietà di me
da qui fino alla mia fine.
______________________________________
N.B.: Noi, che abbiamo la libertà,
apprezziamola e non prendiamola per
scontata!
Buona serata a tutti.
______________________________________
Utopia
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
Magari a volte
Ti avvicini a raggiungere
L’utopia nella tua vita;
ottieni tante cose,
riesci nello sport,
nella scuola,
come poeta e scrittore
sei apprezzato,
ti imponi in internet,
e fai delel cose;
e quando sei lì per toccare la felicità,
e ci sei vicino,
la società
e certa gente,
rovinano tutto
e ti portano afondo;
è la società
e il suo marciume,
il conformismo,
le regole,
i tabù
e i condizionamenti sociali,
che rompono tutto
e rovinano l’uomo,
stiamo male ,
perché
la società
è marcia , putrefatta,
con un degrado sociale e culturale,
la prevalenza dei peggiori,
degli stupidi
dei burini
e dei più provinciali;
il peggiore stà a galla;
e la felicità,
si allontana sempre più.
NON GUARDARE OGNI GIORNO
NEGLI OCCHI DI TANATOS
SENTI IL PROFUMO DEI CAMPI
DELLE VIOLE, DELLE ROSE
GUARDA IN TE STESSO
SEGUI IL VOLO DEI GABBIANI
VAI LUNGO I VIALI ILLUMINATI DAL SOLE
CAVALCA CON LA FANTASIA
L’ETERNA EBBREZZA DELLA FELICITA’ E
DELL’AMORE
ALLONTANA PER SEMPRE LA SPIRALE
DI QUESTA MERA ILLUSIONE.
NEGLI OCCHI DI TANATOS
SENTI IL PROFUMO DEI CAMPI
DELLE VIOLE, DELLE ROSE
GUARDA IN TE STESSO
SEGUI IL VOLO DEI GABBIANI
VAI LUNGO I VIALI ILLUMINATI DAL SOLE
CAVALCA CON LA FANTASIA
L’ETERNA EBBREZZA DELLA FELICITA’ E
DELL’AMORE
ALLONTANA PER SEMPRE LA SPIRALE
DI QUESTA MERA ILLUSIONE.
Restano i cuori intrisi nel dolore,
ogni volta,
e poi solo quei teli,
quando e se restano,
l’uno accanto all’altro.
Un ammasso di speranze e sogni,
miserie e paure e tutto è lì,
ora,
ancora una volta.
Tutto sigillato in un’eco lontano
che serra nel petto il grido della libertà.
… Scappavano, si, venivano…
Ma l’abbraccio è violento, crudele,
alla soglia di quei sogni e, poi,
giù in un profondo buio.
… Il dolore macchia i cuori
e le menti son sgomente per l’orrore
ma azzurro resta il mare,
calmo ancor di più.
Perché?!... Per quanto ancora?... Chi?...
Zitti!...
Restate in silenzio.
Il Padre piange i suoi figli
e il Padre guarda a quei figli che
non vedono e non sentono
e fare non osano,
ancora.
… Restano teli,
l’uno accanto all’altro,
stretti, e si cercano per restare tutti
in un solo freddo abbraccio.
… Il silenzio!...
Andavano, venivano,
giocavano con la sorte
e un po’ speravano,
ci credevano…
ogni volta,
e poi solo quei teli,
quando e se restano,
l’uno accanto all’altro.
Un ammasso di speranze e sogni,
miserie e paure e tutto è lì,
ora,
ancora una volta.
Tutto sigillato in un’eco lontano
che serra nel petto il grido della libertà.
… Scappavano, si, venivano…
Ma l’abbraccio è violento, crudele,
alla soglia di quei sogni e, poi,
giù in un profondo buio.
… Il dolore macchia i cuori
e le menti son sgomente per l’orrore
ma azzurro resta il mare,
calmo ancor di più.
Perché?!... Per quanto ancora?... Chi?...
Zitti!...
Restate in silenzio.
Il Padre piange i suoi figli
e il Padre guarda a quei figli che
non vedono e non sentono
e fare non osano,
ancora.
… Restano teli,
l’uno accanto all’altro,
stretti, e si cercano per restare tutti
in un solo freddo abbraccio.
… Il silenzio!...
Andavano, venivano,
giocavano con la sorte
e un po’ speravano,
ci credevano…
Faccio quello che voglio,
anche qaundo non mi è concesso,
vivo e voglio la mia libertà,
sono rosa o crisantemo,
peste e corna,
delizia o scempio;
a volte dei bastardi
e pecoroni a parlarmi alla schiena,
a guardarmi dall’alto al basso;
ma io vado avanti,
e tengo solo
a questa libertà,
libertà che ho nelle vene,
libertà che è libertà.
Nessuno ferma la mia corsa,
nessuno mi controlla,
non ho padroni,
sono un artista,
un pensatore,
e vivo la mia libertà.
Al sorgere del sole l’aria è pura,
splende lieta tutta la natura.
L’erbetta e i fiori il bel sol profuma,
la bella lumiera ogni dolor consuma.
Al sole, o giovani, io vi paragono,
della novella fede voi avete il dono,
in voi c’è la luce, la forza ed il valore,
potete voi mutare l’odio in amore.
Siate, o giovani, alteri e pien d’onore,
non strisciate mai ai piedi del potente.
Una lampada si accende nel mio cuore,
se io drizzo a voi la mia mente.
Voi siete, o giovani, colonne viventi,
voi siete del mondo motori potenti,
voi sarete i futuri talenti,
voi sarete i pacier delle genti.
Voi siete, o giovani, la grazia di Dio,
su cui ha fede il mio credente Io.
Sotto il ricurvo cielo
cosparso di angeli piangenti,
nelle ore più nascoste
arrivano ondate di innocenti audaci
Ognun da solo
affronta draghi e abissi
per sfuggire ad un giocatore avido
che vince, barando ad ogni colpo.
Fratelli d’eterno silenzio,
con il buio infinito nella mente
e lo spirito straziato,
guardano lontano, con sudor di sangue.
Le grandi Nazioni aspettano
chiuse nel propria indifferenza,
mentre i mari della storia son ricolmi
e stanchi vanno a fondo.
Vergogna della nostra intelligenza!
Raggelati come siamo,
inerti i e comodi assistiamo
al grande fallimento umano.
Il tema è urgente:
son queste le nuove prigioni…
…senza sbarre, libere,
sotto il ricurvo cielo
cosparso di angeli piangenti…
…e la Patria è solo un mare senza approdo!

cosparso di angeli piangenti,
nelle ore più nascoste
arrivano ondate di innocenti audaci
Ognun da solo
affronta draghi e abissi
per sfuggire ad un giocatore avido
che vince, barando ad ogni colpo.
Fratelli d’eterno silenzio,
con il buio infinito nella mente
e lo spirito straziato,
guardano lontano, con sudor di sangue.
Le grandi Nazioni aspettano
chiuse nel propria indifferenza,
mentre i mari della storia son ricolmi
e stanchi vanno a fondo.
Vergogna della nostra intelligenza!
Raggelati come siamo,
inerti i e comodi assistiamo
al grande fallimento umano.
Il tema è urgente:
son queste le nuove prigioni…
…senza sbarre, libere,
sotto il ricurvo cielo
cosparso di angeli piangenti…
…e la Patria è solo un mare senza approdo!

Patria mia, come sei ridotta.
Il popolo non vuol seguir la rotta,
la gente è sempre più corrotta
e tutto questo per un po' di torta.
L'Italia è una bancarotta,
dove tutto s'insabbia e si complotta
per avere più grossa la pagnotta.
S'affilano le armi della lotta,
tutto è una deplorevole condotta,
ognuno teme che l'altro l'inghiotta,
per cui si delinque a frotta.
Meglio tacere, perché parlare scotta.
Questo ai governanti piace
e il popolo soggiace.
Dov'è l'amore antico di patria e libertà?
Dov'è il vigor dell'uomo e la sua abilità?
Questa democrazia è tutta falsità,
che porta solo in auge la bestialità
ed ai politicanti tutta l'immunità
per vivere senza tema e con impunità.
Svegliati, o popol, tosto,
non restare sottoposto,
è troppo alto il costo,
che ti è stato imposto.
Sii fiero del tuo nome,
non fare il prestanome.
Tu, da buon italiano,
non prenderla nell'ano,
abbi naso e pure occhio,
non restare più in ginocchio,
non morire da pidocchio,
ma da uomo, sopra un cocchio.
Noi,
e lo sfondo spento
di un cosmo ormai invecchiato
nella lenta agonia dell’antica verità.
Noi…
…mossi, da sterili buffoni del disprezzo
che aumentano la forza del declino.
Tranquilli, stanno appollaiati sull’indifferenza,
preoccupati d’inculcarci e confermarci
l’inutilità del Dio,
spegnendone gioia e ilarità.
Sotto insalubri esalazioni
di bollente smalto,
van rubando alla terra
le chiare ed originarie sue sorgenti.
Su enormi macerie nere
i corvi, aspettano bambini,
avvelenati e deformati
da diossine onnipotenti,
che impetuose scatenano oceani di pianto.
Han reso marcio il dolce miele
e la verità è così lontana…
…Siam la fine di noi stessi!
Ma non posso ,
no posso più declamare l’insensato!
Non possiamo più
accompagnar tanta menzogna!
Dobbiam diventare ghiaccio
che resiste al falso fuoco
e ridisegnare il gran progetto!
Oh, miei cari poeti , dolci angeli terreni,
dobbiamo uscire fuori…
…per non perire…per non perire!









