Non vi è bastato averci ben bene svuotato
da lasciarci così in mutande, senza fiato,
come vampiri dallo sguardo indemoniato
succhiare sangue a lavoratore e pensionato?
Cambiare i nome di facciata alle tasse
e far sprofondare le classi più basse?
Esseri malvagi, senza coscienza,
al di fuori di ogni minima decenza,
da far impallidire la più dura delinquenza.
Sono loro che del paese tengono la dirigenza,
sono tutti compatti, sono una banda,
le loro promesse sono becera propaganda,
ci voglion far credere che ci ha portato la cicogna
a Roma si dice "Er ppiù pulito cià la roggna!"
Sicilia
Sì un triangulu di peni e d’amuri,
sì ’na matri di tanti beddi figli
masculi e fimmini comu gigli,
ma una ie tinta e ie lu to duluri.
Di ’na matri cu lu cori d’oru
nascì na figlia laira e vilinusa,
sangisuca ca attacca la vintusa
e nun canusci né frati né soru.
Ssu cancaru t’avissitu a livari:
ssa to figlia crudeli e tantu brutta
tutta la to dignità si vo mangiari;
’nchiudila si pua dintra ’na grutta.
Tu sì ’na signura nobili e fina,
ma siccomu cumanna ssa patruna,
ca a lu pedi t’attacca la catina,
’nguttuta tu ti chiangi la sfurtuna.
La mafia di la sugiità ie lu riiettu,
ie ’na lupa allupata senza cori
e a mia m’abbruscia lu pettu,
datu ca campa si lu statu mori.
Pri la Sicilia ie sulu disprazioni,
ie lu scunfurtu di tanti siciliani
ca non vonnu la strema unzioni,
ma travagliari sireni oj e dumani.
Sicilia mia bedda comu la luna,
pri tia scrivu versi notti e jornu
pri tia iju cantu amuri a serenata;
sì ’na rigina cu ’n testa la curuna,
di la to biddizza lu me cori adornu,
accussì senza feli passu la jurnata.
che s’incaglia sui rammarichi
rendendo inutile ogni passo
serrando le orecchie a ogni suono
Forse… sono le carezze non date
che hanno reso il cuore duro
cancellando ogni lacrima
dai dipinti della vita
Forse… avrei dovuto osare di più
e prendere a schiaffi la luna
cancellando i sogni
e ridipingendo ogni attimo
Forse avrei dovuto smettere di pensare
ma agire rompendo il filo del silenzio
senza raccogliere le mani tese
che mi vestivano gli occhi
e combattere
per la vita… per ogni vita.
Dovremmo essere in grado
di toccare il cielo
e accarezzare ogni pallido sole
per abbracciarlo e farlo splendere
cosi tanto da spegnere ogni violenza
dovremmo essere
Madre e Padre
e cantori dei valori umani
progenie amabile della concordia
e cullare ogni filo d’erba
dovremmo smarrirci
in ogni sguardo
sia esso bianco, nero o giallo
essere neve che accarezza
non pioggia che percuote
dovremmo muoverci
tra le immagini
ruotando tra i colori dell’arcobaleno
urlando al vento amore e pace
giacché ogni uomo è nostro fratello
o fratello lontano.
Tu combatti da prode,
non pensando alla frode
di chi resta a godere,
pur restando a sedere,
sole e frescura
della bella natura.
Tu hai reso un servigio
per evitare un litigio.
Ma i ladri che fanno?
All'estero vanno...
non per lavoro,
ma a celare il tesoro,
che tu hai sudato
per volere del fato.
La delinquenza dilaga,
la droga è una maga,
che uccide da anni
sul fiore degli anni.
La giustizia è morta,
l'Italia è una torta
divisi in partiti,
che son disuniti.
Il giovane suda,
chiedendo un lavoro,
suo sol rincoro
il bacio di Giuda.
La corruzione è onnipresente,
i valori sono morti e sepolti,
l'indegnità è la virtù emergente
in questa società piena di stolti.
Irresponsabili siamo
ed, incoscienti, insozziamo
con luride gesta
dell'Italia la vesta.
Ti erigo una statua,
fratello e signore,
mio segno di mutua
ricompensa d'amore.
e precipitata in fretta
nella notte dei perché.
Livori di fughe
da una strada disumana,
ematomi disegnati
con la geometrica precisione
dei macellai in divisa o in toga,
macchiati da infami
presunzioni d'innocenza.
L'unica innocenza
è quella dei tuoi occhi,
sperduti tra i gironi dell'inferno terrestre.
Ma il tuo sguardo
sarà quello della luna,
del sole e di tutti gli astri
coperti di vergogna,
sguardo delle anime libere
che nessuna morte o gabbia
potrà mai oscurare.
insieme alla voglia di vivere
di accettare ferite taglienti
che portano l'io lontano
le mani tremano al sole
il sangue nelle vene si ferma
gli occhi si chiudono al mondo
e l'anima viaggia in paesi diversi
è meglio non vivere
se l'uomo disonora la terra
e disprezza la vita
sopprimendo creature per diletto
Nel chimerico avanzare
solo il vuoto assedia la mente
non vi è più forza dentro
soltanto rabbia nel cuore
Si colora di fosco il ricordo
e le scale sembrano infinite
pesanti adesso da percorrere
in questo dì affilato d’odio
Nessuna speranza al confine
nessun sogno nel cassetto
tutto è stato avvolto di dolore
reciso come rose spoglie
Un’odissea che non avrà fine
senza nessun obolo per il ritorno
da questo viaggio nell’angoscia
sotto la vista di un Dio che guarda
- e aspetta -
Come un ebreo
Ennesimo numero del delirio,
Volto ideale del martirio infinito.
Come un ebreo: impotente.
Con la schiena spezzata
La pelle strozzata
E il sangue agli occhi
La moltitudine delle sue cellule
Disgregate, miste a fumo.
Ombra cenere e lacrime
Tossiche, oltre il camino.
Come un ebreo dovrai essere
Nudo e sofferente.
Per meritare il perdono,
La saliva in faccia o lo sguardo
della mia gente.
Si sgretolano tutte quelle strade
e veloce l'acqua diventa fango,
ma non in tutti i luoghi dove accade:
è trasparente l'acqua con cui piango.
Sacchi di sabbia ai piedi dei negozi
e ragazzini lì sotto a spalare,
e con quegli eroi che urlano negli ozi
nessuno ha idea di dove cominciare.
Vomito nel cielo e urlo marocchino
davanti alla stazione che è bloccata,
strano oggi il mondo e l'acqua nel camino
che ha preso anche una palla e l'ha buttata.
Come farò a spiegare a quel bambino
che forse un altro bimbo l'ha trovata?
E l'immenso pagato sottobanco,
un po' come un soldato mercenario,
oggi pugnala la città su un fianco:
ieri era un panorama straordinario.
Tendere le mani al cielo
perché non hai più niente.
Fagli la carità
ora che ha tanta fame.
Dorme dentro un cartone
morde quel po' di pane
lo chiamano barbone
ma non è il suo vero nome.
Il palmo della mano
tende verso la gente
ad occhi chiusi prega;
Fategli la carità
Dio vi benedirà.
Lui che non ha più niente
seduto a piedi nudi
le scarpe le ha buttate
erano tutte rotte.
E' un povero accattone
scartato e abbandonato
va in giro per le strade
nel freddo della notte
frugando i cassonetti...
Perchè tifi una squadra diversa
da quella della tua città?
Perchè non sei Cristiano
e cattolico come tutti noi occidentali?
Perchè non porti tautaggi,
nè percing come tutti?
Perchè non hai l'ultima versione
dell'Ipad? Dello Smarphone?
"Perchè voglio scegliere io
cosa essere."






