Da piccola la guerra
la studiavo sui banchi
quando si combatteva al fronte
tra eserciti e combattenti.
Oggi è una guerra diversa
è " guerra sugli innocenti".
Fanatici crudeli
indifferenti alla sacralità
seminano il terrore
sparando all'impazzata
sui civili inermi.
sui civili inermi.
Sulla vita e sui pensieri
della gente comune
in una sera comune
in festa, al ristorante,
al teatro, allo stadio.
Parigi si frantuma!
Si disperdono le voci
s'ingoiano gli spari
i colpi sono immensi bagliori
i colpi sono immensi bagliori
che illuminano il cielo
nessuna pietà
sangue e morte
in nome di Allah!
Ma "DIO" è uno solo e lo è per tutti!
E' pazienza
è giustizia
è amore
è verità.
«Fra uccidere e morire
c'è una terza via,
vivere in pace anche
in nome di Allah»

8 commenti
All'uscita dello stadio
ragazzi dal viso giovane
simili a mille altri giovani
ma …. sotto il giubbotto niente …
niente cuore, niente anima
solo un ticchettio silenzioso
maledetto
Boom … in nome di Allah …
e morte sia
“Ciao mamma, ciao papà
ci vediamo domani
il concerto sarà fighissimo”
Spari, urla, sangue
e nessun domani,
solo lacrime e rabbia
solo dolore e stupore
lutto e un tomba
dove morire ogni giorno un po'
Budella attorcigliate
dal terrore
poi sparse sul pavimento
di un locale
concerto suonato da kalashnikov
chitarre senza corde
concerto di morte
Altro non aggiungo
in questo scritto
che poesia non è
ma un pensiero
a vittime innocenti
di un venerdì sera come tanti
nella città soprannominata
“dell'amore”
Un pensiero per le vittime ed i famigliari della strage di Parigi.
Un pensiero per le vittime ed i famigliari della strage di Parigi.
Con animo umile
vorresti bussare
alle porte del buio,
per riempire
di luce
i sentimenti;
rendere poesia
ogni cosa semplice,
dipingere di rosa
la quotidianità,
scolpire un mondo
con gioia d'essere;
comporre
nella traviata della vita
il pentagramma
dell'amore,
che coinvolgesse
tutta l'umanità.
vorresti bussare
alle porte del buio,
per riempire
di luce
i sentimenti;
rendere poesia
ogni cosa semplice,
dipingere di rosa
la quotidianità,
scolpire un mondo
con gioia d'essere;
comporre
nella traviata della vita
il pentagramma
dell'amore,
che coinvolgesse
tutta l'umanità.
Di continuo lo zefiro più possente soffia
e a ciascuno sospiro, il piovasco soffoca
là, sul frammento in declino che, graffia
col suo lambir delle onde e l'aria, roca
E mentre il viale sfiorisce, egli s'accascia
consumato sulla panchina con voce fioca
e un rosario nelle mani colmo d'angoscia
che scherza con la vita e la morte invoca
Ho visto sfocare come un lume la sua foggia
il tutto appetitoso per un articolo di cronaca
diranno di averlo visto, con la faccia gonfia
là, fermo sulla spiaggia dove l'anima infoca
e a ciascuno sospiro, il piovasco soffoca
là, sul frammento in declino che, graffia
col suo lambir delle onde e l'aria, roca
E mentre il viale sfiorisce, egli s'accascia
consumato sulla panchina con voce fioca
e un rosario nelle mani colmo d'angoscia
che scherza con la vita e la morte invoca
Ho visto sfocare come un lume la sua foggia
il tutto appetitoso per un articolo di cronaca
diranno di averlo visto, con la faccia gonfia
là, fermo sulla spiaggia dove l'anima infoca
Tempo della storia,
Tempo della scienza,
Tempo di deserti e crocevie,
Tempo della sofferenza.
Tempi di Mediterranei arrivi,
di uomini ormai persi,
di donne a mani vuote,
di figli ma più nati
o inghiottiti dagli abissi.
Questo prato incandescente
è oggi il nostro Mare
che ha cullato le mille civiltà:
Di numeri infiniti,
gli attraversamentii
della disumana sofferenza!
Non son piùd'oro le sue onde,
ma catene,
di grida di bambini
casitigati dalla fame, dalla sete.
Tra le pietre, fra i carboni
dei nuovi venditori
delle orribili violenze.
NO!!!
Non posso piu'...
Non posso pensare
che DIO
Voglia ancora continuare
a morire ed ansimare.
Dico solo che ,
fino a quando
i bambini giocheranno
il Mondo potrà ancora VINCERE e SOGNARE
DI ALBERT EINSTEIN: NON C'è A QUESTO MONDO GRANDE SCOPERTA O PROGRESSO CHE TENGA,
FINTANTO CHE CI SARA' ANCHE UN SOLO BAMBINO TRISTE
Tempo della scienza,
Tempo di deserti e crocevie,
Tempo della sofferenza.
Tempi di Mediterranei arrivi,
di uomini ormai persi,
di donne a mani vuote,
di figli ma più nati
o inghiottiti dagli abissi.
Questo prato incandescente
è oggi il nostro Mare
che ha cullato le mille civiltà:
Di numeri infiniti,
gli attraversamentii
della disumana sofferenza!
Non son piùd'oro le sue onde,
ma catene,
di grida di bambini
casitigati dalla fame, dalla sete.
Tra le pietre, fra i carboni
dei nuovi venditori
delle orribili violenze.
NO!!!
Non posso piu'...
Non posso pensare
che DIO
Voglia ancora continuare
a morire ed ansimare.
Dico solo che ,
fino a quando
i bambini giocheranno
il Mondo potrà ancora VINCERE e SOGNARE
DI ALBERT EINSTEIN: NON C'è A QUESTO MONDO GRANDE SCOPERTA O PROGRESSO CHE TENGA,
FINTANTO CHE CI SARA' ANCHE UN SOLO BAMBINO TRISTE

Giovani scèman…
tristi guàrdan assiòli.
Non è progresso!
<=> <=> <=>
La poesia è stata forgiata per aver scorso un pensiero di George Bernanos, scrittore francese del 1900:
"È la febbre della gioventù che mantiene il resto del mondo alla temperatura normale. Quando la gioventù si raffredda, il resto del mondo batte i denti".
tristi guàrdan assiòli.
Non è progresso!
<=> <=> <=>
La poesia è stata forgiata per aver scorso un pensiero di George Bernanos, scrittore francese del 1900:
"È la febbre della gioventù che mantiene il resto del mondo alla temperatura normale. Quando la gioventù si raffredda, il resto del mondo batte i denti".
Non tristezza,
Non angoscia,
Ma Vertigine…
pre-istante del non essere.
Movimento metamorfico
della solida realtà
che si scioglie,
che finisce.
E’ di rosso
il messaggio all’orizzonte,
scritto a sangue
di ferite d’innocenti.
Le feroci lingue infuocate,
si fondono
al blu mare,
al verde terra,
con segni
di flessuosa fine.
Macchia informe,
materia primordiale
è di nuovo il tutto!
Del mio corpo
sento l’esplosione;
le mani sorreggono la testa
e l’urlo parte.
La bocca sferica,
diventa ovale molle
e smunto di dolore.
Urlo Apocalittico!
Profezia
del non domani,
che s’irradia
e attraversa il cosmo .
NO, IMPERATIVO!
NO, STORICO…
Ma il conflitto è già!
Si espande indisturbato
dalla sapiente e barbara
contemporaneità…
che non ama ormai più
connettersi.
Non angoscia,
Ma Vertigine…
pre-istante del non essere.
Movimento metamorfico
della solida realtà
che si scioglie,
che finisce.
E’ di rosso
il messaggio all’orizzonte,
scritto a sangue
di ferite d’innocenti.
Le feroci lingue infuocate,
si fondono
al blu mare,
al verde terra,
con segni
di flessuosa fine.
Macchia informe,
materia primordiale
è di nuovo il tutto!
Del mio corpo
sento l’esplosione;
le mani sorreggono la testa
e l’urlo parte.
La bocca sferica,
diventa ovale molle
e smunto di dolore.
Urlo Apocalittico!
Profezia
del non domani,
che s’irradia
e attraversa il cosmo .
NO, IMPERATIVO!
NO, STORICO…
Ma il conflitto è già!
Si espande indisturbato
dalla sapiente e barbara
contemporaneità…
che non ama ormai più
connettersi.
Specchio del mio volto
prima di addolcire il suo
alito odorante di natura
tetro
schiuma parlante
ogni volta
un'avventura
M'invita il suo braccio
mi avvolge la bocca
in quest'ora non lo posso
abbandonare
dovrei ritornare
con fiuto mastino
al suo ricercare
non posso farne a meno
anche se mi fa perdere
l'ultimo treno
prima di addolcire il suo
alito odorante di natura
tetro
schiuma parlante
ogni volta
un'avventura
M'invita il suo braccio
mi avvolge la bocca
in quest'ora non lo posso
abbandonare
dovrei ritornare
con fiuto mastino
al suo ricercare
non posso farne a meno
anche se mi fa perdere
l'ultimo treno

Un gioco scaltro
lascia lesioni grevi.
Arduo… rialzare!
<=> <=> <=>
La poesia (Stile metrico dell’haiku 5-7-5) è stata forgiata discorrendo un aforisma di Oscar WILDE
scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese del 1800:
“Tutta l’autorità è assolutamente degradante. Degrada coloro che la esercitano e degrada altrettanto coloro sui quali è esercitata”
Hollywood,
primavera di decenni a bassa voce.
Ora, invece,
in riva solo migranti
e arancioni fiamme.
Un punto, nulla.
Sono altre genti
di tante religioni indietro,
il loro vivere, quasi un divieto.
il loro vivere, quasi un divieto.
Senza un dialogo
non torna servizio:
e neanche un vago spettro di clamore;
non torna servizio:
e neanche un vago spettro di clamore;
così un Giubileo muore.
E non torna servizio:
sembra essere il loro, uno strano vizio
di singhiozzi lunghi
e lunghi strapoteri.
Si accontentano
e sbarcano...POVERI.


A volte è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce. – Dan Brown
Effatà…
Penso a Te,
parlo a Te,
fratello serrato
nella sofferenza
d’uno scorrere…
tra smisurati tormenti!
Effatà…
Guardo a Te,
dico a Te,
fratello sprangato
nell'angoscia
d’un cammino…
tra indicibili supplizi!
Effatà…
Sento a Te,
chiedo a Te,
fratello soffocato
nei patemi
d’un campare…
tra opprimenti fatiche!
Effatà…
Fisso a Te,
cerco a Te,
fratello morente
negli strazi
d’un passare…
tra prostranti ribrezzi!
Effatà
fratello
al saggio
Divino Messaggio.
C’è ancora
qualcuno
che ti tende la mano.
C’è ancora
qualcuno
che ti guarda dispiaciuto.
C’è ancora
qualcuno
che ti crede comprensivo.
C’è ancora
qualcuno
che ti legge penando.
C’è ancora
qualcuno
che non ha smarrito
il suo cuore!
C’è ancora
qualcuno
che usa, appagato,
il suo animo!
Effatà…
e la luce rivedrai!
Effatà
e il sereno ritroverai…
Effatà…
e nell’allegro camminerai…
Effatà…
e il passato non rivedrai…
Effatà…
Penso a Te,
parlo a Te,
fratello serrato
nella sofferenza
d’uno scorrere…
tra smisurati tormenti!
Effatà…
Guardo a Te,
dico a Te,
fratello sprangato
nell'angoscia
d’un cammino…
tra indicibili supplizi!
Effatà…
Sento a Te,
chiedo a Te,
fratello soffocato
nei patemi
d’un campare…
tra opprimenti fatiche!
Effatà…
Fisso a Te,
cerco a Te,
fratello morente
negli strazi
d’un passare…
tra prostranti ribrezzi!
Effatà
fratello
al saggio
Divino Messaggio.
C’è ancora
qualcuno
che ti tende la mano.
C’è ancora
qualcuno
che ti guarda dispiaciuto.
C’è ancora
qualcuno
che ti crede comprensivo.
C’è ancora
qualcuno
che ti legge penando.
C’è ancora
qualcuno
che non ha smarrito
il suo cuore!
C’è ancora
qualcuno
che usa, appagato,
il suo animo!
Effatà…
e la luce rivedrai!
Effatà
e il sereno ritroverai…
Effatà…
e nell’allegro camminerai…
Effatà…
e il passato non rivedrai…
Fanno rumore
vecchi, pochi e sbiaditi ricordi
nella mente ormai sorda,
cieca al presente.
Vaga lo sguardo,
cerca d’acchiappare
figure lontane,
danza
in larghi spazi,
in altri mondi,
chissà dove!
Più non ha profumo
la fresia a primavera,
né il cielo è più blu.
…E’ assenza!...
Stentati i sorrisi,
ad ombre del passato,
fantasmi che non colgo,
né oso immaginare.
Forse cavalieri erranti
venuti a liberare,
o forse
sogni irrealizzati
che ancora fanno compagnia
e profumano
l’ultimo tratto di vita…
Si consuma il corpo nei giorni,
accarezzato solo da bianche mani,
tenere…
AMORE
solo e tanto Amore
quando nella mente si fa il buio…
vecchi, pochi e sbiaditi ricordi
nella mente ormai sorda,
cieca al presente.
Vaga lo sguardo,
cerca d’acchiappare
figure lontane,
danza
in larghi spazi,
in altri mondi,
chissà dove!
Più non ha profumo
la fresia a primavera,
né il cielo è più blu.
…E’ assenza!...
Stentati i sorrisi,
ad ombre del passato,
fantasmi che non colgo,
né oso immaginare.
Forse cavalieri erranti
venuti a liberare,
o forse
sogni irrealizzati
che ancora fanno compagnia
e profumano
l’ultimo tratto di vita…
Si consuma il corpo nei giorni,
accarezzato solo da bianche mani,
tenere…
AMORE
solo e tanto Amore
quando nella mente si fa il buio…







