Come ti chiami bambino?

Perché non rispondi,
hai perso la lingua?
Quanti anni hai?
Niente...
Non risponde
sta rannicchiato
e non ha il coraggio di guardare
o parlare...
Giocava felice quel giorno nel parco...
Sull'altalena il vento tagliava.
Senti bambino! Io non sono del posto,
ho perso la strada, non so più dove sono.
Se vieni con me a darmi una mano
ti regalo dolcetti, caramelle e un giocattolo.
Un nome aveva il bambino felice,
distrutto in un attimo dall'orco cattivo.
Senti bambino come ti chiami?
Lui non risponde, non ricorda...
Ha solo negli occhi
il volto dell'orco feroce,
che come un orso
violava quel tenero corpo...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Signor Jorge Mario Bergoglio,
poteva evitare un sì lungo viaggio;
qui c’è il fiore della chiesa onesta,
che naviga da sempre nell’imbroglio,
da cui giorno e notte trae vantaggio
ed il popolo bue plaude la sua festa.
Ma lei gli espedienti li conosce meglio
di questi che chierca più non hanno
e che, girando con baldanza per le calli
ben vestiti, barba e cresta come galli,
spesso alla beffa sommano l’inganno
illudendo gli asserviti al lor risveglio.
Da sempre dei papi la loro storia
contraddice ai precetti di quel Cristo,
che voi allora inchiodaste in croce;
ergo in Argentina torni senza boria,
dal suo insediamento già si è visto
che mai soldo e sfarzo perdon voce.
Lei è un politicante, attore di talento,
la scelta del conclave fu perfetta;
più che il vicario del povero Cristo,
lei è il contrario tra oro e argento,
che l’annoso clero mafioso infetta
da quella cupola, piovra anticristo.
Già le ho scritto ciò che or riscrivo:
dia al mondo dei poveri i tesori
dello Ior e tutti i beni ignoti e noti;
sia del povero Cristo apostol vivo,
vada per le strade ad alleviar dolori,
assolva così al dono dei suoi voti.
Poi decreti la castrazione ai preti,
che, se in pectore han la vocazione,
saranno attratti come dei magneti
dalla fede per la sublimazione.
Sia lei per primo a dar l’esempio
per cancellare il vostro stato empio.






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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Solo noi,

solo noi,

siamo qui,

anche s e non vi và,

anche se non vi frega,

solo noi,

che siamo sempre di troppo,

che ci guardate male,

con disprezzo e insolenza;

solo noi,

che ci siamo nonostante

l’imbecillità del sistema,

che non ci vuole,

che ci ignora,

solo noi,

che la gente non vuole vedere,

non vuole sapere;

solo noi con

le nostre storie tese,

il dolore,

i sentimenti;

anche tu ragazza

non mi hai mai sentito,

né visto,

mi son tenuto la mia vita,

nessuno ci ha mai regalato;

solo noi,

solo noi,

un po’ artisti,

un po’ incompresi,

troppo soli,

con le nostre storie.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Non sento amare
se non lo dona il cuore.
Còmpito grato!


Dal pan largito… allegro,
dal pan negato… torto!






*****
Poesia (Forma metrica del tanka 1-4-6) sviluppata leggendo un pensiero della celebre Pearl Sydenstricker Buck, scrittrice statunitense del 1900 e vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1938, giustificato da cotanta motivazione “per le sue ricche e veramente epiche descrizioni della vita contadina in Cina e per i suoi capolavori biografici”:


“Non puoi obbligarti a sentire qualcosa che non provi, ma puoi sforzarti a fare il bene, nonostante quello che senti”.











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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Libertà sottratta
velocità fermata
carne bruciata
per la fame appagata
di vittoria ammirata
di gesta soffocata
priva di grazia
di senso svuotata
depredata da troppo
apprezzata nei sogni

Lo zoo
recinto di galeotti
avidi ed affamati
campo di battaglia
luogo di sepoltura
annuncia l'apertura
di un nuovo spettacolo
con grida e pianti
cose da paura.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Le dissi taci

e lei, si chiuse nel buio

non volli vedere il suo volto

ne sentire le sue parole.

Le dissi taci

ma divoravo le parole truccate

dalla follia del momento

trasformandole in attimi di pazzia.




Potrei far tacere l'odio

se nessuno alzasse le mani

nate per donare carezze

che invece si elevano

come pugnali avvelenati

senza lasciare spazio all'amore

ma solo a libera follia.




Le dissi taci

ancora una volta

mentre la vidi bere sangue

ma la ferocia umana

non tacque

anzi, alzo di più la voce

per non far sentire la musica.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Ho nel mio cuore
un universo
stupendo e sconosciuto,

ma allo stato di confusione
e inconsapevolezza.

Tu lo coglierai,
ti ci illuminerai,

lo trasformerai in ordine;
poi me ne rifarai dono!
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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Risultati immagini per navigli milano

La ragazza dell'Hotel
non dice niente
si nasconde dietro
un nome che non ha.
La ragazza dell'Hotel
si alza presto la mattina,
colazione una brioche
e poi via...
Per un lavoro
che nessuno sa!
Alla gente non importa
del perché della sua scelta di vita.
La ragazza dell'Hotel
guarda triste una vetrina
colorata i Natale.
Pensa alla sua terra lontana,
ad un figlio
lasciato chissà dove,
ai suoi sogni spezzati
con amori pagati.
La ragazza dell'Hotel
scivola via
lungo quel fiume
con la sua malinconia.
E nessuno si ricorderà di lei...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Facce da paese

Solite facce,

stessi musi

passano per la strada,

anziane tipiche

locali,

personaggi di paese

col loro dialetto,

e gli atteggiamenti tipici

della zona;

paesani,

un po’ chiusi,

diffidenti,

avari

ognuno coi suoi guai,

ognuno perso

nei fatti suoi.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Risultati immagini per donne lapidate
E alla fine
chiuse gli occhi...
Dopo essere stata
picchiata, umiliata
maltrattata...
Chiuse gli occhi sorridendo,
con l'unica colpa
di esser nata
nel luogo sbagliato.
Era bella questa donna
nascosta da un velo
da lei mai accettato.
Quanto amore poteva dare
solo se fosse stata capita,
povera donna!
Ora è lì supina,
sepolta da mille sassate...

                                                                              A VOLTE FACCIAMO FINTA DI NON SAPERE
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Risultati immagini per il vecchio e il mare

Osserva triste il mare
il vecchio marinaio.
quante notti ha dormito sotto le stelle,
quanti cuori ha lasciato in ogni porto...
Ora è solo.
Lui e il mare.
Il tramonto fà cornice alla sua vita,
vecchi ricordi
di chi si sente abbandonato.
Respira l'aria sottile della sera
il vecchio marinaio.
E' dolce il fruscìo del mare...
Vorrebbe toccarlo per l'ultima volta
ma non ci riesce.
Le sue mani tremano,
il suo corpo si abbandona.
Sorride, chiude gli occhi,
mentre il mare lo trascina via...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Risultati immagini per meridionali


Frischiava u trenu
pariva ca cantava,
e jieu figgjuolu
guardavu du finestrinu
curiusu...
Dassavu u mari cu nostalgia
fissavu chidi muntagni grandi
chi sulu a televisioni vitti,
quandu facivanu i documentari.
Dui occhi grandi
chi guardavanu si posti novi,
eru sperdutu, chi lacrimi ta l'occhi
guardavu a me mamma...
Posti novi...
Cusapi se mi trovu novi amici
dicivu u primu jornu
chi jia a scola.
Guarda che chi le arrivà
un olter terrun
ce sa se le bun de scrif
o de legg.
Figures! El sarà nia bun
de tegnè la pena.
Dicivanu così chidi storti
chi ancora jieu non capisciva
mi sembrava ca parlavanu ostrogotu.
Mamma mia avundi jia a finiri
ammenzu a si stranieri!
Chi mi sapi a mia ca non sannu mancu u lejiunu.
Ancora mò chi passaru quarant'anni
e diventai omu mi ricordu chjdu jiornu
chi pe nu fogjiu i carta chi mi mancava
girai tutta a scola
nudu mu dezzi pecchì jiera... Meridionali.

Fischiava il treno
sembrava cantasse
e io bambino guardavo
dal finestrino curioso...
Lasciavo il mare con nostalgia
osservavo le montagne enormi
che solo in televisione avevo visto
quando facevano i documentari.
Due occhi grandi
che guardavano posti nuovi
ero sperduto, con le lacrime agli occhi
osservavo la mamma...
Posti nuovi
chissà se mi trovo nuovi amici
dicevo il primo giorno di scuola.
Guarda è arrivato un altro terrone,
chissà se è capace di scrivere o leggere.
figurati! non sarà nemmeno capace
di tenere la penna.
Dicevano quegli stolti
che ancora non riuscivo a capire,
sembrava parlassero ostrogoto.
Mamma mia dove sono andato a finire
in mezzo agli stranieri!
Che mi sa non sanno nemmeno leggere.
Ancora adesso che son passati quarant'anni
e son diventato uomo
ricordo quel giorno
che per un foglio di carta che mi mancava
ho girato tutta la scuola,
non me l'ha dato nessuno
perché ero... Meridionale.



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Risultati immagini per immigrazione america 1900

Quando la gente passava
ed il mondo
non era ancora a colori
c'era chi salutava
quella nave che andava. 
Fazzoletti bianchi
sventolavano come bandiere
si piangeva...
Caro amore; 
scriveva da un mondo lontano.
Qui è tutto diverso
si fa tanta fatica
ma vedrai riuscirò a portarti con me.
Quando ancora non esisteva
l'abbondanza che tanto ha saziato
c'era un amore che piangeva,
ogni notte sperava.
Erano i giorni del bianco e nero,
erano i tempi...
Del mondo antico.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Infermità
mentale, l'impùtano…
Spine al cor bòcciano!



Manìe, false visioni…
Sedanti gocce, uccìsero!







*****
Poesia in stileTanka (2/4/6) sviluppato dal pensiero del celebre Hermann Hesse scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero del 1900. Lo stesso, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1946 “per la sua forte ispirazione letteraria coraggiosa e penetrante esempio classico di ideali filantropici ed alta qualità di stile”:

“Con la psicologia si possono scrivere libri, ma non penetrare  nel cuore di un uomo”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Povero bimbo venuto nel mondo

Forse avrai pianto nel viso giocondo

Cercando la mamma dal dolce profumo

Non un egoismo ad uso e consumo,

io piango per te dolce fiore smarrito

che cerchi il capezzolo come infinito

atto d’amore dal primo momento

che ti ha concesso la voce del vento.

 

Piango per te piccolissimo fiore

che cerchi la mamma per darti l’amore

forte sicuro ed una carezza

che sia leggerissima come una brezza

una lacrima verso perché il tuo destino

ti sia favorevole dolce bambino

che sia sfavillante come una fiamma

dato che manca l’amore di mamma. 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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