Si dice che il "zi' prete"
frequenti le balere,
i centri di bellezza,
a danno del mestiere.
Che viva in agiatezza
che abbia una ragazza;
ormai tutta la piazza
ne parla e lo beffeggia,
ma il prete non patteggia.
Son tutti in imbarazzo,
escluso le fanciulle
lo sanno un bel ragazzo,
a frotte vanno a messa
e allegre le confessa.
Però la curia infuria.
Gli viene ricordato
il ruolo, la missione
che a Dio è consacrato
che ha una posizione.
Ma il prete non ci sente,
è sempre più curato,
sfrontato e strafottente.
Sembra abbia comprato
sfarzose abitazioni
e quindi consumato
tesoro e donazioni.
Studia come farlo,
il vescovo è furente
vorrebbe eliminarlo,
poi pensa che la gente
è ancora generosa
e quindi quella chiesa
guadagnerà qualcosa.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Chissà perché nessun messia

è nato vicino a casa mia.
 
A Trento per esempio

oppure anche a Sorrento.

Invece guarda caso

vengon tutti dall'oriente

dove pochi han tutto e tanti niente.

Se ascolti un notiziario

tra attentati e morti suicidati

c'è solo da star male.

Si vede che laggiù c'è certa gente

(e non importa da che parte stia)

che per ammazzare quotidianamente

ha giusto bisogno di un Messia!




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Profilo Autore: francesco  

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E tu amico che forse mai lo sei stato
non giudicarmi se da indigente
la vita trascorro.

Dagli errori acceccato
senza raziocinio
mi son fatto trascinare
e perfidìa in me ha albergato.

Gioia rincorrevo
ed esistenza senza affanni
dal Padre lontano
e dal mondo ingabbiato.

La sorte nefanda
ogni sentimento mi ha rubato
e tu gaudente distratto e indifferente
non giudicarmi.

Solitario e povero ora mi ritrovo
ma una sola ricchezza mi appartiene
quella che tu non conosci
"Ricchezza di Spirito"
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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Fantocci impalati
nell'ora delle streghe,
ad impiccare facili
capri espiatori,
ad inventare colpe
e peccati altrui
per giustificare
i propri timori
e tutti gli orrori
della propria metà oscura

Al rogo!

La lettera scarlatta
il marchio indelebile
la condanna
Una gabbia appesa
al  ludibrio della folla
sale di tortura
in un moderno autodafè
Il carnefice vuole
la tua testa
paghi l'essere diverso

Al rogo!

Se stai fuori dal coro
Se non hai gli stessi dei

Al rogo!

Friggono i patiboli
arde già la fiamma
sotto i piedi
mentre il cappio
stringe il collo
strozzato l'urlo
tacitata la ribellione
Se un uomo ama
un altro uomo
Se una donna ama
un'altra donna

Vergogna!

Se non hai potere
e ti sfami di sogni
Al diavolo la tua povertà!
Se sei ultimo fra gli ultimi
nessun posto riservato
se non nella piazza
della pubblica esecuzione
Se hai ceduto
schiavo di una bottiglia
e della tua solitudine

Alla gogna!

Io brucerei solo
e soltanto l'ignoranza
e la prepotenza
sul falò sacro
dell'intelligenza


Al rogo!
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Gente..
Che passa con incedere lento sul selciato,
Passi che non lasciano impronte.
Tra le mani pezzi di cristallo digitale,
Che racchiudono segreti,
Dove i sogni si realizzano.
Dove amare è semplice, è facile,
Rimangono stralci di corpi e di visi
Quasi sconosciuti che dividono vuoti.
E del contatto di dita solo un tenue ricordo.
Di un bacio dolce cosa resta?
Un amaro sorriso senza sale.
Di due braccia da respirare
Solo un effimero profumo.
Sorrisi vacui e stentati
Copriranno l'amore che ci sfugge
Tra le dita senza più il domani...
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
C'era una volta
un politico italiano
di fede comunista
con un capitale
non scritto ma reale
davvero niente male.
Un dì qualunque
un povero cristiano
gli volle domandare
come potesse conciliare
fede e capitale.
Rispose con arguzia
il capitalcomunista:
il mio rapporto - disse -
con il capitale assomiglia
a quello dei cristiani
col peccato originale.
Morale:(un poco amara)
Ognun si tenga stretto
il proprio capitale.
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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sono folle io che anelo di concretizzare l'impossibile?
Son folle io che mi ostino a volere il mare
sempre blu?
Son folle io che cerco nei fiori l'odore dei fiori?
Sarà forse la mia follia a pretendere che il pane sia sempre
fragrante e che fragole e ciliegie mantengano intatta
la loro virginea dolcezza?
Sono folle io, quando cocciuta, testarda continuo ad illudermi,
a sperare, a ricercar ovunque qualcosa che sappia di buono?
Si...io son folle. Conservo e preservo la mia follia
dalla calunnia, dal formalismo, dalla finzione.
La immergo in un vaso trasparente per mostrarla a tutti e
le do acqua:
tanta acqua fresca e trasparente per evitare che appassisca.
Questa è tutta la mia follia ed io... non riuscirò mai
a non esser folle io...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 303 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un tranquillo signore
con decreto reale
fu fatto artigliere
e dovette partire
per il fronte orientale
in difesa di terre
di onori del re
e della regina di fiori.
Ma un altro fante
anche lui al fronte
per difendere il re
e la regina di picche
gli ruppe il cuore.
Così la guerra finì.
Ma non come dissero
i re e le regine
di tutti i colori:
- per presa visione
di sangue ed orrori.
Quella guerra finì
come quelle di ora:
Per mancanza di fanti
di picche e di fiori
di quadri e di cuori.
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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non saranno beati
i poveri e i disperati.
Non sanno aspettare
le sottili beatitudini
di altri regni. 
Saranno dannati.
Lunghi sono invece gli aghi
e ampie le crune
per comodi passaggi
di cammelli e fortune
dei signori del pianeta.
Saranno loro 
i beati e fortunati.
Anche in altri regni.
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Profilo Autore: francesco  

Questo autore ha pubblicato 148 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E così,
il dono dell'umanità intera
- non è valso la magia- 
nè l’antica promessa
di un mondo migliore e così sia.

-Da Gesù a Lenin
-da Socrate a Giordano Bruno
-a Marx e la bandiera rossa
    è rimasta mera fantasticheria;
     un sogno sacrosanto -per individui  infranti
né buoni, né cattivi,
   - certo – più ingiusti -e così via.

 -Ci si ritrova con pochi spiccioli di mondo
 nelle tasche (tanto il guadagno è forte),
    e una disperazione isterica dataci in sorte.

      Privi di facoltà mature,
    tra i becchi di lividi rapaci,
     i disoccupati dello spirito
       giocano con allegrie inconsuete
        pur nella certezza assoluta di ogni fine.

Tra cuscini sterili, sterili orgasmi,
in una motrice  di inversa felicità;
le  necrofile filosofie
 e le imprecazioni ampliate
come per una sorta di umanità infetta
       veloce solo- verso il “trance" e la disdetta. 
        Ma si parla di  un voler ricominciare …
da chissà dove,
se il dopo Cristo - il post -perdono
  lo abbiamo scoperto dolorosamente vano,
pur nel suo sacro vino.

  In realtà non ci è mai bastato,
non ci abbiamo mai creduto.
   La terra gira ancora  - ma non si è smossa,
 i cuori sono freddi dentro le ossa
e i molti ridono dell'Eden invisibile,
forse- perchè non ne faranno parte incredibile.

      Dovremo stare molto in guardia nel futuro prossimo;
 controllare costantemente l’alba
che potrebbe non emettere la luce...
....ogni avanguardia.
Adesso basta,  certo – lo so!
Voglio sperare nel gran superamento:
  Per ora, rimetto la speranza dentro questo foglio.

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Profilo Autore: Hera  

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Conosco un signore
molto perbene che ha una casa e un giardino 
una moglie e un bambino e in garage
una bella mercedes
e siccome ha una fede è già in paradiso.
Conosco un bambino
a sud di Milano che per una moneta
ti regala un sorriso e lava i vetri alle auto
mercedes comprese.
Intanto che aspetto il vetro pulito
il sorriso del bimbo, mi domando perché
tutto questo succede.
Ma non c'è tempo per le risposte; 
il semaforo è pronto: accelero e parto.

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Profilo Autore: francesco  

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Nella nebbiosa coltre di fumo

intravidi un volto di ragazzo

alterato e allucinato  che danzava.

Danzava, cantava e sghignazzava

brandendo qualcosa che baluginava.

Osservai incuriosito e spaventato

quel giovane saltellante e quell’arma

che sempre più al mio volto s’avvicinava.

Mi chiesi cosa ci facessi in quel luogo.

Compresi che il destino m’aveva preso per mano

Affinché la porgessi a quel giovane strano.

Mi ripresi in un baleno e

in quel trambusto lo osservai serio.

Afferrai la sua mano e l’avvicinai al cuore.

“Se hai coraggio prendi pure il mio

ma… Qua dentro c’è tanto amore

potrei versarne un poco nel tuo

sarebbe sprecato infierire cotanto dolore.”

Avvenne qualcosa d’inaspettato:

gettò l’arma e singhiozzando m’ abbracciò.

Da quel giorno il ragazzo mai più fumò.

Quella roba stava rovinando il suo destino

pietosa era  giunta la mano del Divino.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Osservo l’assenza del tuo sguardo

smarrito in orizzonti sconosciuti

e ti parlo.

Non smetto di parlarti

cercando di spezzare la corazza

che m’impedisce di giungere a te,

nel tuo mondo

popolato  di vuoto e di mistero.

Vorrei sondarlo tenendoti per mano,

nel tremore del tuo corpo

riuscire a comprenderlo

per donarti giusto conforto.

Escogiterei giusti piaceri

per riaccendere la luce del tuo volto

riportando equilibrio e speranza

perdute  in una vita  non vissuta

sfuggita e insoddisfatta

nell’incanto d’un pensiero

 intrappolato

nel gorgo del letargo.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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C'era il capomastro con il vigile
e un signore con la cravatta rossa
e un loden verde vicino a ++++++
per terra morto.
Era disteso a braccia aperte
con la faccia verso l'alto
come un cristo sulla croce.
Dagli ampi gesti che faceva
il capomastro con le mani 
pareva che ++++++
fosse piovuto giù dal cielo
e non dal quinto piano
della palazzina in costruzione.
Mezz'ora dopo un'auto nera
se l'è preso e a passo d'uomo
lo ha portato all'obitorio.
Poi, siccome era mattina
il capomastro con il vigile
e il signore incravattato
hanno fatto colazione
al bar tabacchi lì vicino:
tre cappuccini con la schiuma
tre brioches e un saluto
con un arrivederci in tribunale.
Io di quel giorno mi ricordo
il freddo cane e il cielo
incredibilmente azzurro e terso
con una fastidiosa lampadina dentro.
E il cantiere chiuso e sigillato
che con la brina e il sole
mi pareva un cimitero illuminato.
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Profilo Autore: francesco  

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Ti sento.

Ti vedo.

So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.

Ti vedo con gli occhi dei demoni

sull'acque dai legni di vela,

chiuso nei tini colmi del mar.

Ascolto le tue tempeste,

di te mi giunge il fetido alito di carogna.

T'osservo volare su ali sciolte

mentre la tua rabbia consuma finte piume.

T'osservo nei tramonti delle storie,

nelle lagune degli avi

nelle virtuosità del male.

Uomo inetto

che del putrido sei signore.

Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.

Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà

godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.

Brinderò.

Oh sì brinderò quando morrai

e spargerò le tue ceneri sugli oceani

che esse tornino a casa,

fra gli abissi perduti.

Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.

Oh infausto Uomo.





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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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