Libertà tanta agognata,
dove te ne sei andata,
dappertutto ti ho cercata,
ma non ti ho mai trovata.
Ci fan credere di essere liberi,
però non è vero,
ti tengono solo prigioniero,
di un mondo d’illusione,
dove tutto ti da,
ma nulla di questo ti resterà.
Potrai avere successo, danaro, fama
e quant’altro vorrai,
purtuttavia, schiavo questo, tu, sarai.
Libertà parola tanto onorata e amata,
quanta paura al potere fai,
quando qualcuno, con il tuo nome, infervorerai
ma attuata mai sarai,
poiché mercanteggiata tu verrai,
trovandoti così ad essere venduta, comprata
e dal vocabolario voler essere cancellata.
Libertà, bandiera senza colore,
dove impresso c’è solo un cuore,
che batte della dignità
di uomini che vogliono vivere con l'ardore
del libero amore.
2 commenti
Ancora picchia forte il sole fuori,
specie al giorno d’oggi
a pochi chilometri dal mondo.
Nell’ossigeno creato prima
ciò che avevamo capito
è ormai inchiodato.
La via procede
verso un vertice sbagliato:
è un Mundo Perdido!
Esattamente
a un metro d’universo
a un metro d’universo
sull’enorme sfera triangolare,
è il mirino del massacro
con tiratori scelti
e forti pugni in mano.
Così colpito,
il sole scotta,
il sole scotta,
le temperature ardono altissime;
forse spaccherà
in due metà perfette
in due metà perfette
la sfera fino ai labirinti estremi.
Semmai, ci sarà un’ora
in cui le parti saranno ricongiunte,
verità e salvezza potranno dirsi raggiunte.


Neve
nuda di freddo
Lunga e impervia la scalinata di Mauthausen
dove l'anima dei morti anticipati proferiva l'ultima boccata d'aria
Lo sguardo del potere nero vegliava l'ancora di vita
tra muri e trame in filo spinato che attorcigliavano le baracche allineate
Neve
bianca sulle montagne d'occhiale - tondi - ove la vista fu eterna prigioniera
Silenzio
perpetuo.
Destati, misero popolo assopito,
non vivere più l'attesa nel sopore,
perdendo la dignità e pur l'onore;
lotta chi ti ha derubato e poi tradito.
Il feticcio, che un dì tu eleggesti
con tanta fiducia per aver certezza,
con l'inganno ti ha ognor privato
sia del denaro, ma pure delle vesti;
per lui or c’è lusso e per te tristezza,
quando ti dice: “Sono desolato”.
Pesante è il giogo, a cui ti sottometti,
i buoi, stremati, fermano l'aratro;
se prendi lena, invece, e non aspetti,
potrai scacciare i roditori dal teatro
per poi recluderli nella patria galera
a scontar la pena per il grave danno,
arrecato con dolo alla nazione intera,
che vive l’incerto dì con tanto affanno.
Mani sporche,
stanche, abituate al lavoro.
Mani segnate dal tempo e dalla fatica,
che la quotidiana sofferenza affligge.
Mani che cercano mani,
ma spesso evitate perché
non sono né belle, né nobili.
Mani callose di povera gente,
che con quelle mani ha dato tutto,
senza chiedere niente.
Grembo fecondo sei materna terra,
sei sangue e carne e fremito di vita,
eppure tremi per questi figli folli,
madre ferita, mille e mille volte .
Lo sguardo attonito il cuore in mille pezzi.
Eppure ci perdoni
e scorrono ai nostri piedi
i tuoi meravigliosi doni.
Pianto di lacrime amare,
pianto di sangue e fiele,
siamo per te tortura,
un lento morire privo di lamento.
Non c’e sgomento
nessun rimpianto,
non c’e nessuno ormai
e muto si è fatto l’antico tuo canto.
Annichilito è l’uomo, morto è ogni sentimento.
Soffia per sempre il vento in un gelido tormento,
finito è il tempo e morto il giglio
Gea, dea primordiale,
unica grande madre, sicario di se stesso è ormai tuo figlio
brucia in un fuoco eterno, senza ritorno.
sei sangue e carne e fremito di vita,
eppure tremi per questi figli folli,
madre ferita, mille e mille volte .
Lo sguardo attonito il cuore in mille pezzi.
Eppure ci perdoni
e scorrono ai nostri piedi
i tuoi meravigliosi doni.
Pianto di lacrime amare,
pianto di sangue e fiele,
siamo per te tortura,
un lento morire privo di lamento.
Non c’e sgomento
nessun rimpianto,
non c’e nessuno ormai
e muto si è fatto l’antico tuo canto.
Annichilito è l’uomo, morto è ogni sentimento.
Soffia per sempre il vento in un gelido tormento,
finito è il tempo e morto il giglio
Gea, dea primordiale,
unica grande madre, sicario di se stesso è ormai tuo figlio
brucia in un fuoco eterno, senza ritorno.
La povera gente è tanta
e non conta niente,
la povera gente
si alza presto al mattino,
perché quello è il suo destino.
La povera gente, anche se è trattata male,
lavora per campare
e non si sta a lamentare.
La povera gente, anche se è triste,
non sta lì ad imprecare,
si fa sempre su le maniche
e continua a lottare.
La povera gente ha poco o niente,
ma ha due braccia forti
e un grande cuore per amare.
e non conta niente,
la povera gente
si alza presto al mattino,
perché quello è il suo destino.
La povera gente, anche se è trattata male,
lavora per campare
e non si sta a lamentare.
La povera gente, anche se è triste,
non sta lì ad imprecare,
si fa sempre su le maniche
e continua a lottare.
La povera gente ha poco o niente,
ma ha due braccia forti
e un grande cuore per amare.
Della vita il cuore culla
per donargli vigore
in ogni realtà
Tempra l’animo
nei momenti di mestizia
Al corpo offri coraggio
quando stanco si rinchiude
A far parte incitalo
del filo universale che brama
essere disteso
sulle onde tranquille
del silenzioso cosmo.
per donargli vigore
in ogni realtà
Tempra l’animo
nei momenti di mestizia
Al corpo offri coraggio
quando stanco si rinchiude
A far parte incitalo
del filo universale che brama
essere disteso
sulle onde tranquille
del silenzioso cosmo.
Per una striscia di terra, un muro in erezione
una guerra dichiarata dal cielo, angeli morti
corti i respiri e le gambe tranciate dai chiodi
dell’animale che siamo, delle fosse comuni
dei gas tossici, la chimica di stato, se è serra
è nello sfondo di stelle spente da millenni
i decenni che ci restano saranno in accenni
di silenzio, il nucleo del pianeta zavorra
per ribaltare il moto diretto dei suoni
abbiamo occhi chiusi e nel tempo degli odi
l’amore è blasfemo, un giorno da risorti
capiremo l’errore e servirà da lezione.
La luce illumina
la sabbia bianca.
Si odono voci
arrivare dal campo.
Canti, risate, balli
richiamano la libertà.
Il sole
è calato.
I fiori si
sono accasciati.
Il fiume
scorre.
Il profumo
si alza dalle capanne.
La libertà
è qua.
La libertà dei cuori
della terra è questa.
la sabbia bianca.
Si odono voci
arrivare dal campo.
Canti, risate, balli
richiamano la libertà.
Il sole
è calato.
I fiori si
sono accasciati.
Il fiume
scorre.
Il profumo
si alza dalle capanne.
La libertà
è qua.
La libertà dei cuori
della terra è questa.
… Cosa troveremo quando
guarderemo nelle nostre tasche
se non sporchi spiccioli di vita
riflessa nel fuoco che brucia
dietro la montagna dell’ego.
… Che cosa offriremo ai nostri figli
se non solo l’eco
degli anni delle nuove albe
che partorivano conquiste
e giuste speranze.
... Sotto i ponti, inghiottite
e contaminate, esse sono annegate
con le fatiche di chi aveva spianato
le strade sterrate.
… Cosa guarderemo allo specchio
se non coscienze corrotte
rapite dal riflesso
di quel dio che oggi mina il mondo
e le nostre anime…
guarderemo nelle nostre tasche
se non sporchi spiccioli di vita
riflessa nel fuoco che brucia
dietro la montagna dell’ego.
… Che cosa offriremo ai nostri figli
se non solo l’eco
degli anni delle nuove albe
che partorivano conquiste
e giuste speranze.
... Sotto i ponti, inghiottite
e contaminate, esse sono annegate
con le fatiche di chi aveva spianato
le strade sterrate.
… Cosa guarderemo allo specchio
se non coscienze corrotte
rapite dal riflesso
di quel dio che oggi mina il mondo
e le nostre anime…
Dal tir al suv, il prossimo con un autobus di linea
o magari con la bici armata di rostri? Difficile dirlo
c’è anche la fantasia del male, in principio furono
gli aerei, magari in un giorno del futuro sarà un’astronave
lanciata a bomba contro l’ingiustizia, a dirla come Guccini
nella Locomotiva, non è che è lui, l’ideologo del terrore?
Il grande vecchio degli anni di piombo, anche se allora
vecchio non era, magari un pm ci costruirà un’inchiesta
o un’artista ci farà una retrospettiva, guardo dalla finestra
e vedo il trionfo del surreale, la fiducia messa in mora
la speranza viva solo a Carnevale e le signore
col velo che hanno fatto voto di castità agli spazzacamini
della città del carbone. Ci provo a cercare una chiave
qualcosa che spieghi gli eventi, se i bambini non corrono
più, ma giocano alla play, se nessuno sente l’urlo
che rimbomba dal cielo, quando finirà questa apnea?

Siamo tutti assediati
in un mondo che si combatte
e come prede e pedine ci mordiamo,
serpenti aventi bisogno d'espellere
il veleno in un circolo vizioso
che chiude un crudele cerchio.
Figli e figliastri
[di cui non poter mischiare il seme]
che si combattono
in questo tempo di migrazioni,
di lampi viola, di canti funebri
di mistificazioni e d'ipocrisie
vissute in tempeste d'astrazioni
e di massacri attuati sotto un cielo impassibile
e all'orrore incomprensibile
perpetrandosi da una parte all'altra del pianeta.
Un incubo devastante
coinvolgente tutti in questa crudele ordalia
velata di nebbia nel sentore del clangore.
E' tempo di risvegli da ponderare
nella ricerca di un rimedio
a queste stragi ad intermittenza
per non essere dal demone risucchiati
nel gorgo della barbarie
e dell'annientamento.
Il vento non ha più casa e urla dolore e sangue,
Il sole non ha più cielo e piove da nuvole dense,
ciechi sono gli occhi e sorde le orecchie,
a lacrime e pianti.
Bambini corrono verso un immediato NIENTE,
svaniti, stracciati, finiti in questo fumo denso,
acre di morte e sangue ormai rappreso.
Volo privo di vita verso una fine senza senso.
La terra non ha riposo
contorce il ventre e grida
inutili parole che affogano
in questo mare di sangue e fango.
Il sole non ha più cielo e piove da nuvole dense,
ciechi sono gli occhi e sorde le orecchie,
a lacrime e pianti.
Bambini corrono verso un immediato NIENTE,
svaniti, stracciati, finiti in questo fumo denso,
acre di morte e sangue ormai rappreso.
Volo privo di vita verso una fine senza senso.
La terra non ha riposo
contorce il ventre e grida
inutili parole che affogano
in questo mare di sangue e fango.
Ho visto un bimbo
sgobbare per cibare
il proprio vincolo…
Un gioco l’è negato.
Sorrisi, non conosce!
< = >
Ho visto un padre
stremare per portare
un pane a casa.
Sudore, solo raccoglie.
Giulivo, non cammina!
< = >
Ho visto una madre
che in quattro s’è spaccata,
per dar appoggio.
Soltanto stille vede.
Sereno, non ravvisa!
< = >
Dov’è che ride
il globo, un esser chiede?
Cucite labbra!
Ognuno saper suole.
Amando… lo diremmo!










