Sarebbero forse bastate le lacrime

di quel Karol venuto da lontano

per spegnere

le vampe nell’aria infocata.

Ma credo abbia voluto

rimettere

agli uomini assistere Nostra Signora,

nella notte inginocchiata

sopra il catino absidale.

Dicono tenesse la mano sulla fronte

del pompiere in fin di vita,

genuflesso al suo capezzale.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ho navigato

in cattive acque

per mantenere la retta via,

ma a chi sostiene di conoscermi

è bastato qualche click

per ritenermi da terapia.

Solo perché sto bene con le mani

nel sacco delle patatine sulle strade

della rete, le chiamano dipendenze.

Con l’aria viziata sull'interfaccia

nel mio motore di ricerca guardo

sfondi, mentre loro sputan sentenze.

Patologia compulsiva folciscono,

curabile con astinenza dal web.

E quoziente relazionale represso.

Nocumento nelle principali aree, le

loro: li ho sentiti parlar del conte Iad!

Ottusi, ho lo schermo antiriflesso…

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Le Signorie Loro illustrissime

tradirono, guardandola traballare,

l’aquila incespicante, sgraziata tra

quelle stesse calce spenta e pietra

trita negli affreschi andati ormai

perduti del Giotto da Bondone.

Ma l’aquila vola, e quando tornerà

a librarsi dalle transenne nell’etra,

si riverbererà

come luce

da un dipinto

che niuno ha veduta prima.

Questa volta L’Aquila non potrà

volare sola: solo con gesto unisono

di Vossignoria, un piccolo slancio

che la ricondurrebbe fin sulla cima.
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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Il dominio più

Difficile,

è quello di se stessi,

cos'è la pazzia

in fondo,

una sottile linea che separa

la normalità,

dal non sapersi controllare,

quando cadiamo vittima di

noi stessi,

e perdiamo i lumi,

senza stare calmi,

viene meno

il controllo

e siamo dominati,

dalle pulsioni,

dagli scatti,

dalla rabbia;

dominare se stessi

non è semplice,

specie da vecchi,

quando non abbiamo più

pazienza per il mondo;

ma a ben vedere,

nel mondo moderno,

è più facile arrabbiarsi,

che stare calmi.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Noi dell’igiene mentale,

sempre visti con sospetto,

con compatimento,

e la nostra parola,

non vale un cavolo;

non possiamo dire,

non possiamo urlare,

non possiamo fare niente;

solo subire;

altrimenti,

se facciamo i cattivi,

ci rimettiamo,

ed è sempre colpa nostra;

e dobbiamo sforzarci il doppio,

per dimostrare,

che non siamo menomati;

che siamo persone,

non cose ,

non pesi morti,

o solo stupidi;

noi dell’igiene ne mentale.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Libertà

Non è solo una parola,

non è un modo di dire,

non è un fazzoletto in tasca,

libertà

che si difende un

po’ ogni giorno,

libertà di vivere,

di pensare,

di fare,

o non fare,

di stare fermo,

di dire no;

e c’è sempre chi ti vuol fregare,

chi ti vuole limitare,

in cattiva fede,

vuole solo comandarti;

ma io non rinuncio

e non cambio,

voglio solo libertà,

adesso e sempre,

libertà

libertà.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Un pregiato versificatore

mi fece osservare

l’artifizio che si cela

nello pseudonimo

che ho scelto di portare.

La presenza di una brillante

vocale anteriore

mi farebbe divenire un maestro,

ma non son altro che un artigiano

della parola a cui sta a cuore

che le emozioni abbiano

la giusta etagère.

Chissà che avrà potuto

pensare la piccola Yara, dopo

qualche innocua serie al bilanciere,

di un’insulsa “o” aperta

divenuta chiusa dal suo scorcio

in quel mastro edile

tramutatosi

in un sudicio sgorbio…

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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La macchina dell'INcontrario
parte dalla fine e arriva al dunque in perfetto orario,
un Pierrot nei sogni di Charlot
dal finestrino del treno all'ingranaggio Bulova,
abracadabra
c'è chi presto sparirà
c'è chi presto mentirà.

Per noi che aspettiamo l'assassino
dietro l'angolo di casa
la lancetta gira sempre in ritardo,
la spia dal semifreddo preferisce il largo
a un gelato cane sciolto all'amarena,
Pantera rosa.

La strega e la sposa
stanno imparando a volare insieme
sopra i cespugli di rosa,con la falce e la scopa
abracadabra.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Ho scolpito il tuo nome

nel cuore,

ti ho fissato nell’anima,

ti scrivo nel foglio,

ti penso per la

strada,

tra le vie

e i viottoli,

in mezzo alla confusione della città,

quando siedo da solo,

perduto in me stesso,

quando sono solo,

quando dormo

o son desto,

ti penso,

ti voglio,

ti cerco,

il tuo nome,

libertà,

libertà,

alla faccia

dei bastardi,

che vogliono negarti

a me,

libertà,

libertà,

in tutti i suoi

significati.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Stupendamente

adesso che mi trovo qui,

e vedo che il tempo

è passato, tutto vola e la vita è

una sola,

e penso alla mia voglia di libertà,

di non fare,

di andare,

penso al sessantotto,

quando la fantasia voleva

essere al potere,

e c’erano grandi speranze, sogni,

movimenti ribellione,

e si voleva cambiare qualcosa,

a dire il vero io non c’ero,

ma mi basta quello che mi

hanno raccontato,

e di come tutto è passato,

tutto è finito, ma

non la voglia di ribellarsi,

di fregarsene,

ancora non mi hanno domato,

non mi hanno ingabbiato;

ho sempre voglia di uscire dal seminato,

di vivere come voglio io, a modo mio,

stupendamente libero.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Mi capita di travestirmi da me stesso

e bagnare la gola in qualche localino

sui Navigli, o di sedere al tavolo

di un imprecisato ristorante in Brera.

Coppie che ne scrutano altre, anch’esse

taciturne, il cui unico dio rimasto vivo

gode del dito ancorato alla tastiera.

E’ comprensibile che tra Adamo ed Eva

la conversazione fosse difficile in quanto

non avevano nessuno di cui sparlare…

Presto saturo, insieme al paltò mi eclisso

nelle viette e in quel particolare crocevia

mi dico che non parlerò più d’amore e pace.

Un uomo ci ha provato e lo hanno crocifisso.

Il televisore di un bistrot mostra la notizia

che nessuno avrebbe voluto leggere, che

dopo ore di agonia Antonio non ce l’ha fatta.

I medici l’avevano subito definito inoperabile.

Nel mercatino di Natale a Strasburgo l’unico

dio rimasto vivo è il fondamentalismo: la fede

è una scala appoggiata a una parete invisibile.

Penso che l’uomo mite porge sempre l’altra

guancia, ma anche i tolleranti di guance ne

hanno solo due… e che il danaro è deiezione

del demonio, ma un’ambita controfferta.

La Bibbia divulga che all’inizio il mondo era

rovinato nel caos, e come si vede le cose non

sono molto variate… l’unico dio rimasto

vivo è il senzatetto che mi offre la sua coperta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Era un fiore dal fragile stelo
una stella caduta dal cielo
un passerotto inesperto
dall'avvenire incerto.
Col volto coperto
da un velo bianco
il cuore giovane 
ma già stanco
Il corpo fragile ed esile
come i petali di un narciso
il suo viso si incupii... 
all'improvviso.
Sarebbe stata maritata
ad un uomo dalla mano spietata
che non l'amava, 
solo il suo corpo bramava.
Ora la sposa bambina 
ha la testa china
il volto impetrito, 
lo sguardo perso e sbigottito.
Senza più un barlume di speranza
porta avanti,
indesiderata,
una gravidanza.
Sposa bambina , non disperare, 
un giorno potrai tornare a sognare 
e camminerai per i sentieri, orgogliosa
di tuo figlio stretto in petto.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Le due imponenti torri coniche

che dominano Castell’Apertole

danno ricovero ai demoni dormienti

di Belzebù, suoi tegumenti e costole,

in attesa dell’adunanza apocalittica.

Detta così mette i brividi, non credete?

Gli abitanti delle terre alle porte di Trino

credono che il loro cielo e le acque chete

sian contaminati dall’uranio del reattore

della discussa centrale elettronucleare .

I neonati che nascono senza piangere

e gli uccelli che si scordano di volare

non fanno forse più rabbrividire…?

E la paura ha smesso di far tremare.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Cosa nascondi dietro quella maschera,
fragilità o semplicità?
Nascondi il tuo mondo così profondo.
Nascondi il tuo viso, il tuo sorriso.
Non vuoi farti vedere.
Hai forse paura di sognare?
Togliti via quella maschera
e di te sii fiera.
Il tuo viso
col nostro cuor abbiam condiviso.
La speranza di rivedere quel bel sorriso.
Hai bisogno di amore,
non di dolore.
Cerca col tuo cuore
chi ti possa far gioire.
La vita è il tuo avvenire.
Non sprecarla inutilmente,
di te abbi cura intensamente.
Scappa via dal passato,
da chi il cuor ti ha rubato.
Lo sciacallo le mani ha allungato,
ma il tuo amor non ha spezzato.
E se la tua vita via ha portato,
nulla di te ha consumato.
Le speranze nel nostro cuor hai conservato.
E quella gioia di rivederti col sorriso.

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Profilo Autore: Centrone Stefano  

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Il chirurgo, suo discapito, ha

il dovere di interrompere

la gestazione con la rimozione del feto.

L’embrione, suo discapito, ha

il dovere di soccombere

alla genitrice, senza alcun diritto di veto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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