E’ una sera
che fumo gomme
e mastico sigarette.
Pressappoco come
quando facevamo
incetta di vino e lambrette.
E’ la sera che
anche mio figlio gremisce
le vie, popola le piazze:
sarà la volta
delle prime sbronze,
e delle ragazze.
Ma stasera mastico
una gomma mentre
rimbocco con tutta calma
le coperte al mio figliolo.
E fumerò l’ultima sigaretta
pima di metter a letto l’alma.
Voglio vivere in un giorno di festa
quando nell'aria garriscono le rondini.
Voglio vivere col sole dentro
e rincorrere nel prato la mia ombra ora aquilone
Voglio,e dico voglio e non vorrei
perché di se e di ma ho gia vissuto.
E ora voglio sentirmi viva.
PIÙ di ogni giorno andato.
PIÙ di quando davvero poco ho vissuto.
Voglio e non mi vergogno
la luna e le stelle
e l'universo intero.
Adesso voglio
e me lo prendo,
e...
NON dico grazie.
Giunge la sera
con incedere costante
a Bra, “Cada Bra”
in quell’ultimo istante
avrà forse pronunziato Alarico
dibattuto nel dilemma inquietante
d’aggirare o meno le colline di Bandito.
Ma così allettante
il pensiero di sbaragliare le truppe
romane, e annientare l’irritante
Generale Stilicone.
Nell’insonne notte aberrante.
Giunge la sera
su ogni abitante
a Bra, cada Bra
in una notte garante
di quella che sarà ricordata
come la battaglia di Pollenzo.
Dacchè ho giusto qui del rosso Piceno
Gotico, lo accosterò alla tartare di manzo.
bocconi amari,
recuperiamo forze e parole
ricominciamo a sorridere!
alle debolezze.
Combattiamo, difendiamo i nostri versi
deboli o fragili,
sbagliati o giusti.
Capire o tacere,
l'arma è l'ipocrisia
non sempre produttiva.
Rimane il peso delle parole
qualcuno ci tende la mano
ci dona un sorriso.
Un sorriso
dagli occhi dolcissimi
che ci ama
ci sostiene,
in un cuore speciale
e grande si fa
senza nessuna distinzione di rango
o appartenenza.
Provando con immenso piacere a farti stare bene
ad asciugare ogni lacrima,
ogni tuo respiro affannoso,
ogni brutto pensiero
accarezzandoti il viso.
Mentre tu te ne stai
innamorando
da non sentire più
il cuore dolente
quando il tempo si dispera
e fugge lontano.
Ho conosciuto
mattini splendidi,
e al certo non son
stati di gran lunga
prevalenti i giorni aridi.
Sotto una leggera
pioggerella ecco i brividi
per quella che da lì a poco
sarebbe divenuta mia moglie,
e ancor le carezzo i fili candidi.
E sono stati perlopiù
pomeriggi morbidi:
ho messo al mondo
tre figlioli, e da loro
ho avuto giorni nitidi
più di quanti ne avessi potuti
oltremodo sperare; e limpidi.
Ora i giorni si sono avviati verso
la sera, e mentre le accarezzo
i capelli canuti ho i palmi madidi.
Fuori c’è quella pioggerellina,
e sebbene diversi ho i brividi.
Forse dovrei addormentarmi
qui accanto a lei,
e chiudere i miei occhi lucidi.
un'inutile donna che vive
nell'ombra del suo cuore,
incapace di riuscire ad uscire
dalle maglie della rete dei suoi dubbi
e incertezze.
Vaga la mente e s'attanaglia nella speranza
di una luce, che illumini solo poche ore.
Si crede forte, invincibile,
dentro le sue ali spezzate e
si accarezza la pelle per non sentire tagli
e le croci.
Io forse sarei...
se avessi la forza dell'amore, si...
sarei un profumo che inebria
lasciando una scia.
Sarei roccia, sarei la forza del mare,
sarei vento e fuoco.
Sono...
E’ come vedere un ruscello secco
Oppure il corpo d’una campana
Poeta sofferente allor mi appaio
Da quattordici anni faccio
lo stesso mestiere, da sei
mesi per una nuova società.
La mattina mi alzo presto,
esco e respiro incompetenza
e mancanza di professionalità.
Ho congetturato la chiusura dell’azienda
entro i prossimi quattordici mesi al mio
titolare, zotico e saccente opportunista.
Per i prossimi quattordici anni vorrei
scrivere di mestiere, e tornare a respirare.
In mancanza d’opportunità, resto utopista.
assente è il preludio dell’inverno
e sono sereno a guardia d’un sole
inflessibile sull'incerto autunno.
Svilendo un po’ il freddo Generale,
distratta è la mia inquietudine
come la vista dentro un campo di grano,
incurante delle spighe claudicanti.
fermare la natura
violenta s'abbatte e trafigge i tetti
tuoni e bombe d'acqua s'infrangono
e dense nuvole nere cadono,
spaventano,
uccidono e rilasciano
un mare di lacrime .
Parimenti potremmo armarci
" di buona coscienza"
senza essere sopraffatti
dalla grande ricchezza
e non lasciare che la terra patisca e pianga
occhi innocenti
per la non curanza. 
Dal Web
pensieri che trasportano futuro e dipingono paure.
Le emozioni giocano con la ragione.
Ascolto e mi perdo!
La tristezza fa il suo gioco,
il silenzio vuole abbassare il sipario.
Non ora, non così, ora siamo altro.
Ascolto non comprendo ma...
Vedo, sento!
Tu mi ami, vuoi difenderci e ti vinci per amore,
io ti amo voglio difenderci e ti parlo per amore.
Pensieri complessi, poesia complessa,
amarti però è semplice e noi ieri abbiamo vinto!
La comprensione profonda arriverà,
le paure si affronteranno.
Ora ci amiamo come non mai,
grazie per il dono che mi fai.
Oggi la poesia è sbalorditiva quanto ingestibile
con le sue esaltazioni ed orrori, e nell’ultimo
quadragenario stiamo facendo esperienza
di una poesia senza prospetto: si legge poesia
senza fare poesia o essere poeti e la mancanza di progetto
è l’unico progetto di cui oggi i poeti hanno licenza.
Quando viene ospitata sul proscenio, non ci vuole
molto prima che il suo tempo si esaurisca e venga
messa alla porta; da un lato la poesia senza prospetto
ha germinato il poeta senza la poesia: blandito e
incuorato come effigie di una poesia che vuol stare a galla.
Dall’altro ha figliato la poesia senza il poeta anzidetto
che se la passa bene è ha perduto immaginativa.
Anche una sola poesia perfetta, capace di aprire un mondo
nel quale anche qualcun altro voleva venire,
è bastante a giustificare una vita: necessita pertanto
una conversione all’immaginativa senza ritorno.
Se la poesia non vorrà vivere la morte di chi non vuole perire.
Era - quello - l’autentico respiro







