Oggi la poesia è sbalorditiva quanto ingestibile

con le sue esaltazioni ed orrori, e nell’ultimo

quadragenario stiamo facendo esperienza

di una poesia senza prospetto: si legge poesia 

senza fare poesia o essere poeti e la mancanza di progetto

è l’unico progetto di cui oggi i poeti hanno licenza.

Quando viene ospitata sul proscenio, non ci vuole

molto prima che il suo tempo si esaurisca e venga

messa alla porta; da un lato la poesia senza prospetto

ha germinato il poeta senza la poesia: blandito e

incuorato come effigie di una poesia che vuol stare a galla.

Dall’altro ha figliato la poesia senza il poeta anzidetto

che se la passa bene è ha perduto immaginativa.

Anche una sola poesia perfetta, capace di aprire un mondo

nel quale anche qualcun altro voleva venire,

è bastante a giustificare una vita: necessita pertanto

una conversione all’immaginativa senza ritorno.

Se la poesia non vorrà vivere la morte di chi non vuole perire.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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