Mento quando dico di non farlo più,
Diabolico persevero e forse
Non me ne esco più,
Mento quando giuro di portarmi rispetto,
mi faccio pena quando ritorno a piangere nel mio letto,
metto la maschera dell’allegria e rido,
mentre dentro soffro e da solo mi uccido,
Mento come la più imperdonabile carogna,
sono un masochista che sbaglia e si vergogna,
le strade che portano nel più spaventoso oblio,
sono percorse da un automobile che guido io,
spesso sento un lieve benessere pensando alla morte,
Troppe volte ho finto di essere forte,
quando convinto dico che bene mi sento,
in realtà sto morendo non credetemi Mento.
Protesta
che vita è questa ,
di valore cosa resta,
mamme che danno alla luce creature,
e poi gli fanno atroci torture,
bruciano col peccato un valore così forte,
dando prima la vita e poi la morte,
pedofilia nascosta nelle scuole,
davanti a questi orrori
non ci sono più parole,
protesta
non c’è più niente di umano,
spaventa pure il vaticano,
ed io lo urlo ad alta voce,
che Dio scenda dalla croce,
basta con questi massacri,
in fiamme anche i luoghi sacri,
il bullismo che devasta ,
e nessuno dice basta ,
donne violentate e spaventate,
non protette e poi ammazzate,
protesta
seviziati i nostri diritti,
e quelli al potere stanno zitti,
corruzione in tutti i settori ,
sempre più suicidi e troppi dolori,
protesta
facciamo qualcosa,
la vergogna è spaventosa,
politici che regnano nonostante la tempesta,
perché chi sta bene non protesta,
uniamoci tutti per farla finita,
rendiamo dignitosa la nostra vita.
nei versi in giù riversi.
D'autore, gracida e muore la noia.
Poeta definito nel senso del non senso.
Bevi dai teschi finti
e ti sollazzi in baccanali senza fine.
Non per diletto
prostituisci la parola,
solo per edonistica pompa
scolpisci il Vate aulico.
Venghino signori alla rappresentazione:
in vostra assenza, gradita somiglianza
sarà ben accetta.
La fame scava i denti del bambino
La mina sviscera Kabul
I libri esplodono nei mercati dei poveri
Religioni non perdonano
Un autoblindo porta la sua anima dentro
E tutto vive nel non vivere
E tutto diviene relativo nel sistema.
Tu poeta vai per sentieri e calli
mentre il tempo vomita sangue e lacrime
Per una sera imbevi col rosso morto della terra
i tuoi rimici tasti
Muovi i polpastrelli sul vero
che mentre tu distruggi versi
un uomo frigge sul fuoco una cavalletta
nel cuore d'Africa...
E mangia senza web condito
il suo pasto, forse l'ultimo nel tramonto.
Tramonta i tuoi soliloqui lugubri e disonesti
Poeta e scrittore che non sai
Che non sei
Abecedario e pennino possono morire
come l'uomo muore di fame e guerra
per una sera o per sempre
E tu rimarrai solo un tasto premuto nel nulla,
quel nulla che sempre sei stato.
Poeta senza poesia dentro.
E’ forse la beffa il pane quotidiano
dell’uomo corrotto ed incatenato?
La cui identità languida
si disperde nell'oblio di un sepolcro,
candido come un velo d’Oriente,
accecante come l’oasi nel deserto.
Folle di ciechi attraversano così le strade dei potenti,
dal peso della loro libertà sconfitti,
nel sonno plagiati.

Odio la vita quando mi fa soffrire,
in quei momenti quasi, vorrei morire!
La amo invece quando mi fa godere,
quando le sue meraviglie mi fa vedere!
Mi fa ribrezzo quello che ho visto nero,
tutto ciò che è stato brutto ed austero,
non si sa mai cosa accadrà domani,
meglio non pensarci e non fare piani!
Cose orribili che è meglio non raccontare,
cose mostruose che ti fanno abbacinare!
Ogni tanto però, si vede qualcosa buona,
mi abbandono sulla sua, sulla mia poltrona!
La vita non è facile, è anche stenti,
può tradirti quanto certi parenti!
Il loro affetto sembra vero ed abissale,
ma più sono stretti e più ti fanno male!
La vita è tanto brutta ma, è anche bella,
bisogna accettarla tanto, è sempre quella!
A volte sembra che mi sia sfuggita,
ma io da sempre, ti odio e ti amo, vita!
brillava dall'alto.
Il tempo infausto rendeva nervosi, mentre
ossa e mandibole digrignavano se stesse,
cercando di congiungersi con la gaia fanciullezza.
Ore a pensare della vita
ore che non passavano.
E parlavi
parlavi
parlavi al muro scrivendo frasi.
Senza sapere
senza conoscenza
e allora le copiavi nella testa vuota,
per ricordare,
per cercare affetti svaniti in un mare
che non conoscevi.
Folate di falene notturne,
ridevano di te quando ridevi di loro.
E rideva l'acqua per il solletico delle gocce.
Rubavi con lo sguardo quell'accenno di felicità,
quella che non avevi,
quella che ogni giorno usurpavi agli scritti sui muri.
Ti avvicinavi spesso ai tuoi considerati muri
e da loro ti lasciavi rapire.
E le pene della tua ombra vecchia
gocciolavano dai graffiti,
graffiati dalla falce della morte.
Noi altri soli
Io il pensatore,
io l’artista,
da solo con le mie idee,
la mia vita,
i miei pensieri,
voglio una vita a modo mio,
come va a me,
le opinioni degli altri,
non mi frega niente,
io artista,
un po’ genio, un po’ folle,
un po’ savio,
un po’ no;
un essere umano,
con le sue specificità,
le sue fragilità,
i suoi alti e bassi,
nessuno è perfetto,
e si impara sbagliando,
ed è quello che scrivo,
la mia umanità,
il mio dolore,
la rabbia,
in questo mondo
fetido,
voglia di libertà.
Ode a te, che sei certezza incontrovertibile
soggetta al divenire e custode dell’eterno.
Tu, ferita al cuore ed improvvisa apparizione
sfuggi con audacia alla condanna dell’utilità.
Bisogno insaziabile sei, oh magnifica esperienza
e ci sottrai dal vero scagliandoci nella follia.
ed è meraviglioso,
se viene da una bocca sincera.
Un sorriso vero
ti trasmette calore.
È come una mano amica.
Sai che ci sarà,
anche nelle difficoltà.
Allontanati dai falsi gesti,
da quelli che ti promettono
finti ideali.
La sincerità
prima o poi
viene sempre fuori,
come il sole.
Passa un giorno di inquietudine
con spiragli di luce briosa
giunge una primavera di amori imbrattati
si apre una finestra scura sul porto
mentre giace una giacca stropicciata sul divano
passano giorni di emozioni piene e vuote
credi di sprofondare ma un attimo dopo
risali la china con grande forza d'animo
parole di elementi sfuocati che cambiano
la strada di tempi passati si sta consumando
foreste verdi che stanno perdendo il loro fascino
grida di pensieri sconosciuti si affollano
e la maestosa creatività del poeta di passaggio
che scruta con stupore l'infinito mare tropicale.
Intorpidita , confusa , emozionata , turbata , quello è l'attimo che dona un senso a tutta la giornata .
Se sono serena ho avuto un buon sonno , viceversa mi sento nervosa, agitata , imbronciata.
Ma sognare rimane la libertà che nessuno mai mi potrà togliere .
Certo non posso realizzarli, costruirli , modellarli , renderli veri, nascono con l'inconsapevolezza dell'inconscio, hanno tutto il percorso del mio essere fragile e forte , dolcemente illusa , intrappolata nei sentimenti e che nei sogni vivo , rivivo , stringo , assaporo.
Se solo riuscissi a trattenerli , lasciarmi andare senza aver paura di volare...
un tempo infinito,
dove incontrarsi,
lasciandosi così
travolgere dalle emozioni.
Un bacio,
un' impronta sulla sabbia
che rimane li,
per essere guardata
con gli occhi
di un bambino.
Con il suo secchiello e paletta,
ammirandola,
crea il suo magico castello,
per vivere una fiaba immensa.
Un bacio,
una promessa d' amore,
tra due labbra,
per dirsi ci sarò sempre per te.
Battaglie perse sopra campi aridi,
vi segue la vostra ombra fragile,
che sa di avere speranze labili.
Donne...
Strutture contorte, vi perseguitano
straziando il sorriso, che freddo
diventa sotto il pianto.
Due mondi estremi che orbitano
nella stessa scia,
e solo un elemento li unisce,
quel viscerale amore discontinuo
Quel attirare di corpi e unione,
che si impossessa delle anime,
e crea sotto un nudo cuore,
la vita che continua.










