Soffio di vento,
su lavanda in fiore,
evoca arcaiche voci, sommesse,
come il ronzio dei calabroni.
Succhiano il nettare fattivi,
nel loro andirivieni e sprigionano
il pungente profumo che riattiva i sensi.
Distensione e pace bucolica
potrebbero sedare lo spirito inquieto,
ma di un'anima in continuo lavorio,
come insetti operosi è impossibile.
Lo sguardo si perde, vaneggia ricordi e persone,
ritornare nell'oblio del tempo,
evocando la magia di un momento
di pura follia.
Fermare il tempo, per un attimo,
e le ali sospese si riflettono con toni di viola.
Si può sognare... allora.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Le poiein è lo strumento che mette

a contatto il tuo cielo autorevole

e la terra del poeta me medesimo.

In terra ciò che si dice è rilevante quanto

come lo si dice e le convenzioni

relative al ritmo, alla struttura non lesino.

La successione dei suoni e l’unità

di misura nodale del testo,

accento ritmico ed emistichio,

e cesura: in terra, il vero assoluto.

Le figure metriche che regolano l’incontro

tra la tua e la mia vocale hanno voluto un

enjambement; ma in cielo… il tuo

silenzio fa di me un verso incompiuto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Il poeta, taluno, tenendo un verso

in ventre tocca la carta con la mano

sinistra e con la destra aziona

la penna; e si desta quando è notte.

Con lo strumento ad arco

in grembo tocca le corde con la mano

sinistra e con la destra aziona

l’archetto: mi ricorda i suonatori di crotte.

Il poeta, talaltro, tenendo gli occhi

al cielo tra la striscia bianca lasciata

da un aereo di linea e quella sul tavolo

fissa un verso sulla ricevuta del bancomat.

Fisso un verso sul banco con la morsa

e con la raspa limo strisce come di segatura.

Un ultimo ritocchino con la sega

ad archetto… il poeta non segue un format.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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M'investe il pensiero
che, già di suo,
sia vestita di guerra
la vita
che a barricate spinga,
prescriva difese immunitarie
comuni e personali programmi
... che al terreno ci prema.


Già irrazionali o regole
incomprensibili
prevedono difetti di fabbrica
e malattie, regali
come calvario fosse un privilegio
- naturale la selezione? -


Serve salire, ergersi
a livello maggiore


perché ...
accettare il rischio
che in pericolo, sì tanto serio
siano posti persino i frutti della vigna
dall'avidità di alcuni


fossa comune ...
come se del domani
l'aridità ci fosse aria?
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno,
innamorati del fuoco santo,
quella fiamma sacra e maledetta
che ci arde tra il cuore e il costato.
Come falene in una trappola di luce
poi moriamo in fretta
consumati dalle nostre stesse passioni
e come fenici risorgiamo
nel dolore che ci brucia , ogni volta.
E siamo più famelici di vita
fino alla prossima caduta
o alla prossima ferita che strema
ma spesso incattivisce.
Perdiamo pezzi per le strade
che non ribatteremo più.
Su altre ciechi insistiamo
fino a schiantarci contro il muro
di un rifiuto.
Duriamo come una sigaretta
rotolata fra le labbra
ma parliamo spesso di eterno.
E intanto l'odio attorno divora tutto
non meno di un cancro quasi senza cura
ed il dio denaro ha il suo da fare
a vendere, comprare e mercificare.
Le guerre oltre che crudeli
sono di una stupidità abissale.
Invece di godersi il poco tempo
che ci resta da queste parti...
Abbiamo scadenze non poi così diverse
da quelle del latte e delle uova...
Parlo del lato terreno, so che oltre c'è qualcosa
ma non mi azzardo troppo sul cosa.
Non ho problemi con Dio non avendone uno.
Le visioni sono personali.
Ma siamo tutti desperados
o quasi tutti almeno.
Ai pochi eroi la mia stima .
C'è di buono che so ancora sorridere
e prendere in giro la pochezza umana,
a cominciare dalla mia.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Fato

pressoché sempre

dall'uomo aiutato.



Quindi mina

che con mania

di prefica nenia

con poco o nulla

di naturale addosso

a sbigottire mira



ch'esplode

quando meno te lo aspetti

per danni ... tanti



e morti

privi di aderenti torti,

con quattro soldi ripagati



quando nulla

ha valore pari

a quel loro domani

in cui ... qui

già saranno stati



dimenticati.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Siedo sul poggiolo

a guatare il solito orizzonte

“Dove sei quest’oggi

men di me vetusto amico ponte?”

Da che il mio diabete

un dì è crollato,

sto qui ogni dì a rimirare

il tuo imponente profilo strallato.

Chissà se a breve potrò avere

sepoltura all’olezzo del bergamotto

…così da farti compagnia,

caro disgraziato amico viadotto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Dalla natura morta sulla parete

passai a miglior vita sull’alzata.

Allo spuntar di un mattino

di bruma una mano pasciuta

mi portò a una dentatura guastata.

In men che non si dica mi ritrovai

a precipitare, spaurito… smarrito.

Piombai nel pattume nauseabondo.

Torsolo senza sostanza, ombra

nella tela; nota morta sullo spartito.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Spingono gli applausi

e spengono

senza nessuna vera

e costruttiva alternanza



- soli

in balia del nostro niente -



Inferno o paradiso

dei trentadue il rito

merito solo di un sorriso.



Chiavi di volta

o grimaldelli

luccicanti gioielli

o per bocca ... leoni



- dolci

da gabbia quasi certa -



e quante volte

l'amaro è stato visto,

per amore, fondersi

prematuramente con la terra?

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Placide menti
sguazzano il mondo,
come paludi
ma senza gorgoglio.

La loro decadente fauna
va verso l’estinzione,
poiché si sa, non esser opinione
la natural selezione.

La mia ragione pietosa
osserva di quel pantano ogni cosa,
esso stagnante e orrendamente opulento
non si accorge del necessario cambiamento.
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Profilo Autore: Giuseppe Messina  

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Pare che morte precoce
abbia preso il poeta,
triste pensiero
al freddo è tremante
e si è fatto pungente.


Ché invece...


- come quel verso
non più sullo scalpello
il colpo di martello
di genio
sull'invenzione del momento
sullo spartito
di note geniali


non più tonalità
che lustrano gli occhi
a divenir lustrini, poi
nella semplice sua finita
complessità infinita


e selezioni, accostamenti
e momenti emozionanti
e mnemonici rimandi
e cure dal passato
e aperture viscerali
e fini congetture
e... -


di solo colore
non si può far poesia.


Orsù...
lasciate risorga
facciamolo respirare.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Il poeta è uno sfaccendato alle prese

con la noia dei giorni da riempire,

un ozioso affaccendato per uggia

in inedia e tediosi impicci da assopire.

E’ un incompiuto essere umano,

il tempo imperfetto del verbo vivere.

Un mancato novellista,

inadeguato mestierante dello scrivere.

Costui è la gargotta per la strada,

nel vicolo di notte da evitare

per possidenti, gentil sesso e aurighi.

E’ la bestia insalubre da eliminare.

L’uso immorale e diseducativo che ne fa

del suo talento è antitetico all’asceta

nel compimento di scibile e dottrine.

 

Così Platone a Socrate riferendosi al poeta.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Trovavo bello il piccolo e l’angusto,
le capanne di canne, l’asinello,
al fonte far le donne capannello,
Ilarità e riso di gioventù febbrile
Il cercine in testa alle fanciulle
e sudata l’acqua nel barile
ch’esibivano fiere come culle.
Le case di legno e poca pietra,
i quattro muri elevati a chiesa
col campanile in fianco del fienile.
Case basse, qualche finestrino,
scuri chiusi e pochi vetri a specchio
del sole d’oro e l’occhio della luna.
Viuzze strette prive di selciato,
salite e chine, niente livellato.
Intrecciato il borgo cittadino,
ampi spiazzi adibiti ad aia.
S’udiva incudine e martello
l’odor di forgia, fumo del camino,
e riposava la notte miniata a stelle.
Tutto mi volteggia a girotondo
e svanisce il segno di quel mondo,
un ordine che lascio a malincuore.
M'inchino e torno nel progresso,
anche sapendo che si muore
già varcandone l’ingresso.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Il bisogno di poesia nasce sui banchi del liceo,

di quel liceo interrotto anzitempo per

ristrettezza economica della famiglia il cui padre

necessitava di aiuto per la salute venuta meno.

 

Chiara mente tra Dante e il nostro rapporto,

posa lo sguardo tediato sul glossario e su di me.

Chiaramente repleto di lei, e di versi per lei.

Lei dichiaratamente lontana da quel terreno.

 

Altre affezioni, altra vita

con gaiezza e dolenza

che si brigano

la medesima altalena.

 

E altra poesia sempre col rigore della metrica legata

 al suono musicale dei fonemi: perché il rigore è

la linea sdutta tra vizio e rettitudine.

Ora basta verseggiare, è ora della chiarata per la cena.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Nel ravviare gli abbozzi su di uno scrittoio poetico 

mi garberebbe indugiare su di un

versificatore abile col forcipe ad estrarre

il feto del concepimento rimico.

 

Adagio il foglio con la meticolosità del fabbro

nel posare con le tenaglie la lamina sull’incudine

che attenderà il massello d’acciaio temprato.

Così la venuta della penna che tamburella il labbro.

 

Dò lettura agli scartafacci e il secchio

nel retrobottega, per ruggine e mancata forgia,

risulta ineludibilmente saturo

di punzoni, giovamento soltanto per il ferravecchio.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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