leggero dell'estate.
Come allora, ricordi?
Correvamo incontro
al mondo
sospinti dalla brezza.
L'aria profumava
di sale
e del nostro amore.
È passato il tempo!
È passato
e cos'è rimasto?
Foto sbiadite
... noi
e ritagli di vento!
Deserto nell'abisso di parole, circostanze tristi.
Frasi che martellano, ho bisogno di luce di giochi e di bimbi giocosi.
Il cielo è coperto.
Lo sguardo la voce del cuore che non muore...
Frasi di circostanza fanno male, il tuo sguardo d'amore
si perde nei meandri di sentimenti spenti vuoti.
Il silenzio è assordante nulla ha più senso.
Il vuoto dei tuoi occhi che parlano non sono frasi di circostanza.
Le parole tacciono, il cuore si spegne.
Alcune parole rimangono nell'aria
a far rivivere i sogni e le parole non dette.
Gli incubi non spariscono ma sfociano in un pianto disperato.
Si fa ombra il mio sorriso.
Gesti a mezz'aria, sospesi spariscono, brividi sulla pelle...
Il sole radioso si fa largo fra le frasi d'amore.
Il vuoto mi riporta negli abissi del silenzio riecheggiando nell'aria di odio represso.
Il bisogno di carezze e di abbracci dentro un arcobaleno che porta il sereno.
Il paradiso non è di circostanza ma vivo e non muore.
Il contatto fisico, pelle a pelle, sento il calore che si colora di rosa un sogno la tua pelle.
Attimi che non serve parlare.
Estasi d'amore, pace dei sensi, è la vita prende forma,
Parla il silenzio mentre tutto intorno tace.
Sguardi parole portano nei tuoi silenzi le parole più belle.
I battiti del cuore si fanno sentire, tormento di anime silenti.
Quelle mani che sanno parlare il tocco di sussurri suadenti.
Frasi difficili da pronunciare.
Languide carezze, timide speranze un respiro in due, senza mai abbassare lo sguardo.
L'arcobaleno illumina, il giorno è arrivato il sogno è finito.
Frammenti di te sulla mia pelle umida.
Fare l'amore con parole e sguardi nell'aurora di prima mattina il sogno diventa realtà.
Difficile dire tutto ciò che vorresti, per non ferire.
Le parole non dette mi muoiono in gola come i silenzi.
Ma quali opere!
Ma quale Poeta
Autore o Scrittore!
Sono solo scarabocchi
da spavento
allineati e coperti
su un foglio a quadretti
sopra il tavolo
della cucina... i miei.
Nessuna metrica
rime incerte
punteggiatura assente.
Sempre i miei.
I vostri non so!
Uomo, che di Natura è figlio,
Ad amarmi e essere felice.
A considerarmi unica e speciale.
A vivere con poco e in semplicità.
Ad affrontare le difficoltà, ho imparato a godermi la vita.
Senza troppi se e tanti ma a toccare il cielo con un dito ,
ho ritrovato il mio sorriso.
una stella
sotto un lampione
a mezzanotte…
Spicchi di luci
offro
a chi non ha
a chi prega
a chi è stanco
e vuole amore...
E sono
un’immagine
dentro al tuo sogno
e ti sospingo
sotto un cielo
dove è l’acqua
ad asciugar lacrime…
Ed il sorriso
limpida luce di colori.
E sono
una pietra
silenzio aggrumito
che urla di vita...
Storie cosumate
che non s’arrendono.
E sono
dono
opera d’arte.
E c’è l’infinito nei miei occhi...
E sono
una stella
sotto un lampione
a mezzanotte…
Spicchi di luci
offro
a chi non ha
a chi prega
a chi è stanco
e vuole amore...

devono avere adesso nuovi siti
per celebrare al meglio i fasti
d’una bellezza che non va dispersa.
La città dove tutto si confonde
dia spazio ai metri quadri dell’amore,
al fascino dei suoi miglior segreti,
ai prati incolti dei bambini d’oggi.
In questo tempo che massacra le ore
e malandrino sfiora i seducenti cuori,
in questo tempo di presuntuoso millennio
rischiamo di morire vivi, di dimenticarci.
I colori, ammuffiti nell'indifferenza.
Le beatitudini, cancellate dalle agende.
Scolorano, le macchie dei pittori preferiti,
eppure continuano a mostrarmi visi di Vergini.
Il mare, il cielo e l’albero di ciliegio
sono ancora splendidi, immobili primati.
I veli di infinite Madonne vorrebbero aliti
e non gli occhi della morte o dei gettoni d’oro.

Lande incandescenti attraversai
inciampando in sentieri tortuosi
trafelata ma col cuore colmo di forza
alla meta prefissata giunsi.
Non issai bandiere
non innalzai trofei
nella valle del silenzio trovai rifugio
beandomi della conquista.
Non dovevo dimostrare niente ad alcuno,
solo compiacere la mia anima.
Celai la gioia per pudore
non per viltà.
Chi troppo vuol apparire
esibendo falsità
calpestando altrui anime
è figlio d'inganno.
Mi chiedo come possa gioire il suo misero ego.
La notte osservandosi allo specchio
vedrà riflessa un' abominevole essenza,
frutto evanescente del suo nulla.
non sostiene la speranza che arriverà
fra le dita passa il tempo senza segno
dentro l'anima scivolano e fuggono
i giorni senza freno
la via della luce si confonde.
Sarà colpa del costante subire
l’assenza di brezza incantatrice
invocata più volte e a gran voce
per salvare le rovine del cerchio.
Accade sotto gli occhi di sempre
- puri come rondini allo sbando -
impreparati al dominio sulla scena
della vita smascherata ambigua.
Intanto il garrìo si chiama urlo
e monta l’ancestrale eco della paura.









