
Corri di qua, corri di là
il giorno è un percorso ad ostacoli
da aggirare per arrivare in tempo
a svolgere le varie cose
sputate fuori dal database
programmatore della vita
Mi sento come Alice
nel paese delle meraviglie
col coniglio bianco
sempre dietro all'orologio
“è tardi, è tardi, bisogna correre”
Ma non si vive una fiaba
si vive una realtà
sodomizzata dalla frenesia
del voler fare sempre di più
nel tempo che stupidamente
si ignora
non muta l'andamento
in base alle esigenze
di chicchessia
Siamo prigionieri virtuali
del tempo tiranno
guardare sempre avanti
per non rischiare
di cozzare contro un muro
sorto all'improvviso
come fungo nel sottobosco
e se nello slancio
qualcosa si perde se pur prezioso
mai guardare indietro
potremo mutarci in una statua di sale
del mattino.
I giorni che son sempre
tutti uguali.
Ti svegli che hai già tutto
programmato.
Un burattino radiocomandato.
Vorresti che cambiasse
un pò qualcosa
magari di viaggiare
e senza lavorare,
ma ahimé hai sempre
le bollette da pagare
e un mutuo di trent'anni
da saldare
TI piacerebbe tanto
andare al mare
e i soldi in tasca
mai finire.
Arrivi poi alla fine
del tuo viaggio
che neanche il funerale
puoi pagare.
Un burattino radiocomandato
che pure quando muore
non è considerato......
Vorrei aprire gli occhi
al mattino
e scoprire un 'alba perenne
rossa come l'amore
sfumature bianche simbolo di pace
Pace per tutto il mondo
per ogni colore di pelle
Questa terra vestita da Dio di meraviglie
belle da spaccare il cuore
donate per goderne,
non cospargerne il verde suolo
di corpi straziati da bombe
piangenti sangue perchè muti nella morte
Vorrei udire la musica
della Natura
gli alberi cantare con le fronde al vento
il mare intonare canzoni d'amore
comporre un girotondo tenendoci per mano
che avvolga tutto il mondo
creando un'oasi di sole
Mai giunga la notte buia e paurosa
di questa vita usata male
ignorando che grande dono sia
in attesa che divenga eterna
Lui l'ha promesso
e Dio non mente
MAI ….
perché ieri era solo un
ricordo
e domani sarà solo visione...
Lo vivo restando a guardare la
pioggia che cade leggera
ma oggi non sarà come ieri...
Oggi il sole con pallidi raggi
mi sussurra pensieri di ricordi
lontani
oltre il verde mare cangiante
ed io divento brace animata
dal vento
mentre la luce ricamail cielo
di voli di rondini sciogliendomi
quel gelo dal cuore...
Oggi mi é bastato solo uno
sguardo che mi ha trasmesso
" La voglia di vivere"
“Mi hai detto
grazie per avermi dato la vita
ma ancor di più
grazie perchè
presentato mi hai Il Signore
la mia vita a Lui ora appartiene”
Ho tatuate nel cuore
queste parole
se pur non mi neghi il tuo amore
finita la gioia
di godere degli attimi normali
tra madre e figlio,
un pranzo, una passeggiata
piccole cose che sempre abbiamo
condiviso
Le discussioni, le risate
le canzoni stonate
la domenica mattina
Tu e la tua sposa
una scelta di vita
felicità vi dona
il viso vi illumina della luce divina,
le leggi a cui obbedite
succubi e rispettosi
ti portano via a me
Dio dimmi tu perchè
nella tua immensa bontà
di cui sei l'essenza
mi punisci così
negandomi la bellezza
di un abbraccio di un figlio,
se pur la mia fede in Te
è come roccia
la sofferenza è immane
Mio figlio è vivo, sereno
eppure io sento morire
una parte di me
L'AMORE PER DIO DOVREBBE UNIRE I POPOLI
SPESSO LE RELIGIONI DIVIDONO LE FAMIGLIE
E' CIO CHE STO VIVENDO, CHE NON MINA LA MIA FEDE,
ASSOLUTAMENTE, MA E' DIFFICILE DA COMPRENDERE
Oh bei tempi che furon
e più torneranno ...
l'orologio era il sole
la luna designava i raccolti
e le nascite di umani e animali
Oh dolce serenità del vivere
con i frutti del sudore,
bastavano un mazzo di carte
un buon bicchiere di vino
e nella corte era festa
al suono dolce e festoso
di una vecchia fisarmonica
Al canto del gallo
iniziava il giorno
si mieteva il raccolto
ai cori delle donne,
i panni lavati nell'acqua del fiume
più bianchi della neve
profumavan di buono
accarezzando la pelle arsa
dal sole
I bambini con spade fatte di bastoni
eran cavalieri
a cavallo di una scopa
le grida allegre riempivano l'aria
e l'obbedienza era rispetto
Oh bel tempo che fu
dove ti sei smarrito
chi ti ha portato dove non sei più?
Il progresso l'egoismo umano
i soldi ed il potere
hanno rapito il sole
la luna non è più splendente
nelle notti sempre più buie
negli animi cupi ed insoddisfatti
eppur si dice che era vita dura
ma non impura
vero era l'amore
Ho ascoltato i suoni
di un bosco squassato dal vento,
quelli del forte libeccio sulle vele,
i suoni di una tempesta di sabbia,
e del ghiaccio che si spezza,
i suoni della neve che a terra si posa,
i passi di un esercito
che raggiunge la battaglia
e della risacca costante
che frusta gli scogli,
i suoni di una vita che cessa,
quelli delle false parole
e delle parole dei giusti.
Ho ascoltato i suoni
della memoria e dei ricordi,
i suoni di diversi tipi d'amore.
Ma nessun suono assomiglia
a quell'attimo di pausa assoluta,
come di incontro tra due regni diversi,
che separa la nascita
dal primo urlo di vita.
dal capellaccio biondo
stava cavalcioni
sulla motoretta rossa
con la frangia spavalda
spiaccicata sul viso...
Fari accecanti
contro le nebbie spaesanti,
ferraglia ronzante
vociava col rumore assordante...
E ogni tanto
si fermava:
imprecazioni,
sussulti,
bisbigli
non bastavano...
Tentavo ogni tipo
di massaggio cardiaco:
una scarica,
un cenno di vita,
il silenzio più assoluto...
Lo portavo dal suo medico,
provava col defibrillatore...
Nel mezzo del suo coma
mi parlava ronzando:
sentivo
la scintilla della candela
bruciare nel mio cuore;
e così era
e così rinveniva
tra i rombi di altri amici suoi...
Eppure se ne andò
senza scriver nulla,
senza chiazza di benzina alcuna:
sparì così rapido
da lasciarmi statico...
Rimango io, solo:
ora coi suoi nudi resti,
ora con la mia penna nostalgica...
che non stanca mai.
Uno sbaglio,
come quando eravamo
solo un sangue,
ed un sentirsi a casa.
Un nulla.
Eri il tempo che viveva
in un immagine sbiadita,
come quando cercavi
sulla mia pelle il conforto
perduto tra l'abitudine
e la ragione.
Mi guardavi come si guarda
un ombra e pur
nell'oscurità delle mie ansie
risiedeva il tuo sorriso.
Cosa resta ormai di quel tempo?
Di quel sangue e di quel nulla che
violento e inaspettato ci rese vivi?
Una certezza.
Un pianto che manca agli occhi,
come un dio da poter pregare
nel tormento
di una notte insonne.
Lasciami sognare
verdi colline
dove tutto è fermo
e la primavera brilla
ancora negli occhi.
Per un giorno soltanto
voglio perdermi
nell'azzurro mare
mentre le onde
prepotenti rincorrono
la spiaggia.
Lasciami sognare
mentre mi cullo
tra le carezze del vento
con il sole che bacia
il mio viso
nella quiete del giorno.
le grida dei ricordi
che, varcano siepi buie
in un gioco, di vento, musica e amore
levandosi briosi o mesti
perdendosi nella mente
e nella notte si posano sul mondo
come cerchi nell’acqua
allontanandosi verso mete profonde
svanendo nella nebbia dei sogni
tra teneri abbracci
rubando frammenti alla pace
finché il sibilo del giorno
ne spezza l’animo.
Piangerà stanotte
un fiore...
Calpestato per strada
da milioni di passi,
frettolosi e strambi.
Finirà in un tombino
per colpa di un bambino
capriccioso...
Un fiore che può capire?
parole dette dalla stupidità
dell'uomo...
Prova a immaginare
soltanto per un attimo
d'essere un fiore,
solo così potrai capire
quant'è importante.
Piangerà stanotte
un fiore strapazzato
morirà di dolore
perchè dimenticato....
Si fondono nell’aria e tutto diventa scuro,
Suonano le sirene cadono le bombe
Ogni minuto trascorre nel profondo terrore,
Brandelli di pensiero che volano via,
Occhi smarriti e l’istinto che prevale,
tutti in maschera ad aspettar passivamente il finale.
Grappoli che cadono giu’ dal cielo
come gli acini dalla vite
ma non seminano la dolcezza,
bensì il gusto aspro del dolore.
La tragedia si diffonde,
spazza via case giochi e amori
lasciando spazio al calor bianco di un fuoco
spinto dal bestiale istinto della non ragione.
Scende il silenzio in una sera distratta
e cala il sipario nell’esistenza ormai distrutta
ecco, il finale è arrivato, giù la maschera
domani il nulla sarà realtà.








