quante volte
ho atteso la notte
per respirare
in solitudine
mentre conto il tempo
guardando le stelle
respirando l'essenza
della vita
balla con me
non andare via
rimani ancora un po’
non cercare le parole
oltre
sono qui tra queste mura
che si
nutrono di te
portami via
dove la luce può
darmi un sorriso
dove le tue parole diventino
il mio respiro
dove ogni cosa è ferma
a pensare
mentre i miei occhi
assorbono i tuoi
portami via
oltre il desiderio
di rinascita
dove ogni realtà
si nutre del nostro amore
e il tempo
cullerà
le nostre anime
C'è bisogno di parole
e di sale per poter capire
poco importa la semantica
linguale
o di quella lessicale
quando la parola esce
e dalla mente
rimbalza al cuore...
Mantici
filosofici di un bel pensare
pragmatici
in metrica
o evoluti
elaborati di libere parole
emozioni e delusioni
un mondo di scrittura
di un incedere frasale
chi si tace degli indissoluti
e chi si danna degli arguti
eppur ci consta a rabberciare
quei legami da chiarire
quello scritto
in cima al mondo
di un vivere profondo!
Amica mia dimmi
chi sono?
Mi sono persa
non ritrovo più la via,
la mia mente è
assente,
i miei occhi non vedono...
la mia voce non ha suono...
il mio cuore non batte...
amica mia dimmi
chi sono?
Le mie orecchie
non sentono
Le mie gambe
non camminano,
sono avvolta nel buio,
amica mia dimmi
chi sono?
Perchè io non lo so più...
vive il tempio delle emozioni
solitario rifugio dell’anima
dove freme la fiamma del tempo,
dove, la luna lega la notte
e nella confusione
si defila tra la carta la poesia
che diviene lieve attimo
mentre tutto intorno si frantuma,
solo l’onda, effonde il suo canto
esile e dimenticata
atterra sulle paure della realtà
e poi si chiude, nel riposo dell’anima.
tra le ante di questo guardaroba,
quei neri fili di seta
che si adagiano teneri
nella trama di tessuto bianco
e quello zigomo appoggiato
alle finiture rosacee,
di quelle labbra
dal colore di una caramella
e dal sapore dell'assenzio...
In quegli attimi,
nei quali si poneva a squarciagola
per venerare le mie stupidi
ed inutili asserzioni,
sembrava come
se il predone allegro
mi avesse rapito,
per portarmi
alla ludoteca più vicina...
E quel sapore manco lo conosco,
fintanto che si fa più acre,
amaro,
profondo
e lontano,
talmente distante
che lo vedo da casa mia,
tra le sbarre
di quel sorriso
che lei mi dona per inerzia
e io ritrovo nel cassetto,
tra la confusione
di quella seta,
riposta alla rinfusa...
Eppure riordino sempre,
per trovare quella sciarpa,
quell'utopia indossabile a gioiello:
sono costretto
a buttarla in lavatrice,
a fregare con tutte le mie energie,
per pulirla da certe macchie strane...
Osservo quel sorriso,
tra una metafora
e l'altra
lo descrivo,
mentre svanisce
col peggior lavapanni
di questa terra...
Ricordo da ragazza in molte riviste mi saltava all'occhio una strana pubblicità... " petto villoso" e reclamavano una pomata che se messa di costante faceva aumentare i peli.
E sì perchè a quei tempi piaceva l'uomo scimmia, i macho lasciavano intravedere, lasciando aperti i primi due bottoni della camicia, il loro cespuglio sexi...mi faceva molto sorridere questa cosa.
Ed ora mio figlio mi costa un occhio tra cerette, luce pulsata e laser vari...se si vede un pelo che spunta indisturbato diventa isterico, manco fosse una donna, ha la pelle più liscia della fidanzata!!!
Ed io che pensavo che con tutti questi maschi in casa non avrei più avuto problemi di peli.
E' sì non ci sono più i peli di una volta.........
Questo silenzio mi disturba
ed io non riesco a dormire
perchè nella testa ho tanto fumo
e tanti dubbi che mi assillano
è un controsenso
e mi preparo un caffè
tanto so non riuscirò a dormire
sento la gola che mi strozza
lo stomaco chiuso a pugno
il sangue nelle vene
come un rintocco incessante
brividi sulla schiena
penetrano le ossa
a che serve chiedersi perchè
se risposte mai avrò
e io passerò
ancora una notte in bianco.
qualcosa di scoinvolgente,
in una serata qualunque,
di quelle che ispirano
i pensieri più strani,
mentre cerchi di non riflettere,
col volto spiaccicato sullo schermo...
Fotogrammi sporchi
di un passato pulito,
rimasto nefando
seppur le tracce
non si vedano...
Una goccia di fango
mi scende sul petto
e mi manda in poltiglia:
pozzanghera asciutta,
soltanto questo
potevo diventare...
Soltanto un castello di sabbia,
mi ero costruito:
ieri sera
volevo distruggere
una finestrella,
per vedere
la principessa
caduta nel limo,
in quella spiaggia deserta...
In realtà,
ho rafforzato i calcinacci,
con la mia mano pesante,
ma una parete portante
si è sgretolata,
si è scontrata
con la calma
delle mie dita...
Un'onda anomala
si è portata con sè
i granelli di quelle mura
e ha riempito
quella banale
pozzanghera
che ero diventato,
come nessun'altra pioggia
avrebbe saputo fare...
non si muove
se tira il vento
è inerme.
Potrebbe spezzarsi
per poi cadere a terra
seccarsi...
E' solo un ramo!
Diranno gli stolti.
Un ramo....
Che un giorno di primavera
mostrava spavaldo splendore
pareva fosse onnipotente,
eterno.
Ma venne la pioggia,il vento,
cadde a terra.
Il sole lo seccò,
rimase un povero ramo
nessuno lo pianse,
tanto è solo un ramo!
A ritroso nel tempo
i miei pensieri
volano in tempi ormai freddi
come rondini che migrano
in altri lidi
Proiettati da quello schermo
virtuale
che è la mia anima
un perpetuarsi
di silenziose sofferte emozioni
mai vissute
Percepisco sul viso
carezze anelate
ed assenti
abbracci desiderati
inesistenti
nei miei ricordi di fanciulla
Sogni di vita
repressi sul nascere
privi da validi motivi,
odo il sapore ed il profumo
salato di tante lacrime
che inondavano le pagine
di quei diari adolescenziali
sui quali versavo parole e parole
solo da me conosciute
mai condivise
Inventavo il tempo
da vivere nel mio bozzolo
aspettando di mutare
in farfalla
prendere il volo
nel vento,
se pur di breve durata
sarebbe stata la vita
avrei assaporato la libertà
del vento e del cielo
Ora che fili grigi
listano la mia chioma
ed i segni del tempo
fan capolino
sul mio viso di donna matura
un triste sorriso si apre alle labbra
mentre la penna abbracciata
dalle mie dita
posa parole e parole
che solo mie saranno

… Nuda anima…
Anima coinvolta
Esula di quel leggere
Rinuncia nel vedere
Cuore in rivolta
Disattende indifferenza
Residui nascosti messaggi
Scambi frequenti tetri presagi
Scelta in altri, di circostanza
Banali brevi epistole
Panacea, sporadica attenzione
Mera scusa eludere convinzione
Difficile oltre le parole
Può far male sapere
Sincero sentimento
Ipocritamente ricambiato
Da biasimare scoprire
Celare credere
Vana chimera
Appare effimera
Impossibile ritenere
Tristezza dilaga
Nuda anima pentita
Porta il cuore tra le dita
Serena e delusa infinitamente vaga
_________________________________
n.d.a. – Non sono la quantità delle parole che si elargiscono ma, la qualità dell’intensità che si sentono nel dirle…
di questo tempo
che poco rimane
disposto comunque ad ascoltare
lungo un filo che separa
nei dubbi, nei difetti
tenuti tutti in quell'angolino
solitario
mio compagno delicato
bianche spoglie pareti
guardate
pensandoti
spaziando dissapori
sotto una sola pelle
a confondere il grigio
e mescolarlo con il bianco
nelle mie parole
per te distensive
nel tuo cruccio
antichissimo passato
che non smetterà di ricordarmi
quando un'altra corrente scontrosa
a trovarci verrà
Scritta due anni fa

… L’o-scuro…
Senza avviso avviene
Inspiegabile male oscuro
Non curante di ogni bene
Calpestando quel sentimento puro
Pioggia negli occhi
Scende nel cuore l’amarezza
Lenti dell’amore i rintocchi
Prende possesso tristezza
Mente indomita
Verso l’infinito finisce
Lascia volontà sopita
Stima di se fallisce
Essere nell’essere
Il silenzio preclude
L’amore senza potere
All’antico ‘io’ le porte chiude
Senza volere
Di se considerazione
Chi ti porta nel cuore
Annulli ogni possibile attenzione
Schiudi quell’ombra nera
Raggio di vita spegne timore
Accendere il tuo sorriso desidera
Chi ti ha nel cuore
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n.d.a - ... Quasi in ogni patologia ci può essere la cura, solo in alcune la cura migliore è se stessi, solo quando si vuol riprendere coscienza nel considerare "l'io"...








