mi sei venuto in mente
nel sonno dicevo
come ti sei ripreso
sembri più giovane
Tu guardavi
e non dicevi una parola
ma mi davi conferma
che eri contento
di vedermi
e percepire approvando
la scelta che ho fatto
per invertire le rotte
imboccando un percorso
migliore
per non tradire
la natura
S'è persa una lacrima
nel vento...
Sentendosi smarrita,
pensò d'essere una foglia
preoccupandosi soltanto
di non cadere a terra.
Lacrima dispersa,
vuoi essere di pioggia,
asciugata poi dal sole,
dimentichi il dolore
che già ti afflisse tanto.
Lacrima d'amore,
ritroverai la strada
che porta verso il cuore...
Oggi non sei qui con me
caro padre,
ricordi quand'ero fanciullo!
le lunghe passeggiate
che ci facevamo?
o quando arrivavi stanco la sera
e non avevi nemmeno voglia
di giocare con me?
ci rimanevo male,
ma ero bambino,non capivo,
che il tuo amore era immenso.
Ricordi padre!
quando la mamma lasciò questo mondo?
piangemmo tanto,
tu eri disperato,
pensavi che saresti rimasto solo,
senza l'amore di quella donna.
Oggi ricordo caro padre,
ma è troppo tardi:
tu non potrai più ascoltarmi.
Luna dove sei?
Nessuno riesce più a vederti brillare.
Che ne è stato di quel chiarore
che spezzava dolcemente l'oscurità
accompagnava gli innamorati
e rendeva meno buie
le notti della gente sola?
Le nuvole ti coprono
e tu è come se non volessi mandarle via.
Ti crogioli nella loro nebbia
rifiutandoti di splendere.
Allora hai deciso.
Vuoi morire.
Credi che nulla verrà a salvarti
vuoi andare via così
silenziosamente
perchè è sempre stato questo
il tuo urlo più forte
così forte che se solo lo emettessi
squarceresti il cielo.
Invece ti abbandoni
certa che nessuno
udirà il tuo grido.
di te nulla resterà
nell'incanto di fulmini
e tuoni
Ti vedrò sparire
allontanarti
come se fossi un sogno
da sempre
uno che non ha mai capito
la sua responsabilità
il suo errore più grande
di partire
senza capire
che è indispensabile ponderare
per costruire felicemente
Scritta tre anni fa
Con grande e falsa retorica
raggirò incolti encefali
con il scaltro parafrasare
del nome barabba.
Sapeva bene il dotto proferire
e se ne lavo bene le mani
senz’acqua, ma, con sangue
innocente di uomo puro.
Con più nomi era chiamato
Mashiach, Yeshu, Jesus,
tanto che il furbesco Pilato
equivocando le parole
propose alla folla:
“volete libero,
Jesus o Bar-abba”
o come meglio decifrato:
“volete libero
Gesù o il figlio di Dio”
e il popolo scelse.
Nel passato ho vissuto
come un'ombra,
nel presente vivo
come un'ombra,
ma nel futuro evolverò
e vivrò
nel'ombra
della mia ombra.
La notte è speciale,
ho scoperto
la sensazione di una vita
sepolta nell'ombra.
Quell'ombra
che mi segue
non mi molla,
ma finalmente
ho ritrovato
la luce per affrontarla
e lei è sparita
nella penombra.
scritta il 17/08/09
La vita germoglia
avvolta in una sfera
fragile e tagliente.
Ogni frammento,
una gioia riflessa,
ogni taglio,
un dolore pungente.
Il suo carosello di sentimenti,
nel colore del tempo,
tinge momenti
da non perdere in segreto .
Fugge,
tra ampi spazi
in un volo senza ali.
Oltre lo sguardo,
il chiarore dell’ arcano.
Guardo quelle colline lontane
porgendo la mia vecchia mano
le voglio toccare,
ma solo lo sguardo ancora
fin li, mi accorgo può arrivare.
E il pensiero prova,
nel tentativo struggente,
ad esaudire il desiderio mio,
ma vecchio e stanco è anche quello
... si perde, si spezza il pensiero.
Vedo l'aquila che sorvola
la neve perenne e pura,
malinconica anima mia,
vuoi raggiunger da sola
quella che è la libertà.
Solo la speranza così in alto
sa arrivare…
e l'amore...l'amore che dal cuor
nasce, quello vero, si libra fino al cielo.
Tu, povera anima, ancora
nella mia prigione impolverata
sei chiusa
e come ora sai,
solo nel limbo ove ti spetta
il prossimo passaggio,
volare potrai.
Guardo quelle colline assai lontane
ma gli occhi miei
non vedono da tanto,
in verità.
Usai per l'ultima volta
un frammentato ricordo,
per l’ultima volta respirai giovane libertà...
Il mio amico di sempre
capelli biondi,viso d'Angelo
quello che mi dava
sempre buoni consigli,
oggi non c'era.
L'ho chiamato,cercato,
ma lui non c'era.
Il mio amico il mio migliore amico
è stato portato via dal vento del destino,
un maledetto inverno.
Lui che mi capiva,
che ascoltava i miei discorsi
a volte un poco strani,
lui che dopo una risata
si beveva insieme:non c'è più.
Un angelo l'ha rapito
e portato in cielo
fra milioni di stelle.
Il mio migliore amico,
adesso:mi guarda:da lassù.
Il mio amico di sempre,
chissà con chi berrà adesso?....
E se fosse solo un sogno
e se tutto si perdesse in voci afone,
in albe destinate e morire sotto le lance del sole.
E se mai rinascessi domani,
protese le mani e china allo stesso modo che m'è dato vivere.
Le gambe si fondono alla terra
come radici profondissine
sul misero asfalto dove adesso cammino
e m'illudo di crescere come rami che han dato frutti preziosi,
verdi ed avidi,
privi di paura negli autunni che minacciano il loro colore.
E se adesso perissi nella svista d'un solo istante
per aver smesso d'amare e di credere,
di concepir nuova emozione
rimasta incastonata nelle vecchie ferite.
Stolte le anime che credono al perdono
non sanno d'esser possedute dalla ragione,
dall'osmosi improvvisa dove tutto ha un senso
fino all'attimo in cui si perde.
E se fosse solo l'idea d'una notte lontana
in cui scambiai la tenue luce d'una lampada
per quella della luna.
Cos'è essere bambini?
Spesso li guardo
e bonariamente
li invidio.
La purezza
l'innocenza
la gioia
l'amore incondizionato.
Sta giocando
è bellissimo.
Mi avvicino al suo orecchio
e gli sussurro:
"Non crescere mai
resta così
spensierato e pulito
godi di quello che puoi avere
e che io non ho potuto vivere.
Resta bambino per sempre
e conoscerai la felicità."
Mi guarda
con la piccola bocca semi aperta
e i capelli sulla fronte
mossi dal vento.
Non capisce
quello che gli ho appena detto
si è solo fermato ad ascoltarmi
ora corre di nuovo sul prato.
Respiro l'aria
all'ombra del grande albero
sul quale appoggio le spalle.
Il piccolo che continua a correre
vicino ai girasoli
mi trasmette
un intenso senso di benessere
e assaporo quei momenti di felicità
che non ho mai.
Chiudo gli occhi e sogno.







