Accarezzo le mura di questa città
che ombre da tempo non ha
mi ritrovo a ridosso
di un tetro spoglio fosso
attendo il volo dell’ultimo uccello
che porta nel suo becco
un tenero e piccolo ramoscello
un tempo verde, ora secco
Il silenzio attende
le mie ultime parole
tratte da queste viscere terrene
aspetterò la morte
mentre un angelo
suona parole
del mio passato
apro gli occhi
e m’incammino
come fosse un’anima
in attesa sull’ultima panchina
mentre la mia carne assorbirà
rugiada mattutina
e poi lieto mi avvio
rubando un tuo sorriso
per il mio ultimo addio
sorrido alla vita con falsa voglia
mentre scende su di me
una lacrima cristallina e mi spoglia
sulla valle delle rughe azzittite
cercherò oltre
per sorriderti
prendendoti per mano
per poi sparire
come polvere di un passato
mai vissuto
e misteriosi
pascolano
nel grande campo scuro
della notte.
Cuccioli,
vogliosi di tornare
sulla terra,
si staccano, talvolta, dal cielo
nelle notti infuocate d’agosto.
Luci s’arrampicano per le finestre,
su altane e ringhiere,
e i treni piangono lontano,
prima di entrare nelle campagne.
Desideri s’accendono
e si spengono
come stelle cadenti.
Una globo rosso
la luna stasera
rosso amore,
gocciolano stille
sui cuori
di giovani donne
e giovani uomini
trionfa questo sentimento
Lei galeotta
sorride
Sfera rossa
la luna stasera
rosso sangue
gemme pungenti
lascia cadere
lacrime di tristezza
nel mio cuore
legge
Lei magica
magica sfera di cristallo
Al suo cospetto mi pongo
godendo
quel bagno di luce
mi abbronzo d'argento
la pelle si infrange
in scaglie metalliche
cascando nel vuoto
Muore il clone
bastarda creatura
che non partorì
la mia genitrice
io unica vera
me stessa
sorrido alla luna
che già riposa,
lasciato il trono
al sole
che di raggi dorati
mi veste
La sua presenza è assoluta,
a volte inquietante, a volte compagna.
Riposa sul ramo incurante del mondo.
Lei è lì e nessuno può rifiutarla.
Quel suo muovere stridulo d’ali
la fa unica in natura, in prepotenza.
Non basta chiudere le orecchie,
non serve immergersi in pensieri,
quel sibilo prepotente diventa parte di te,
assorbe il tuo riposo, la tua quiete.
vorresti rintracciare le sue origini
e con un gesto prepotente soffocarlo,
piccolo esserino arrogante!
E lo cerchi e lo trovi.
La tua rabbia vuole scatenarsi
IL SILENZIO aneli in quel momento,
ma poi…….. eccola lì, davanti a te,
mezzo dito di energia,
e allora ti fermi a riflettere:
come può una minuscola creatura
attirare l’attenzione della gente
quando noi, grandi esseri intelligenti
siamo niente nei confronti dei potenti?
Che strana la natura, gioco crudele.
Vorrei avere anch’io due ali così acute
ed urlare la vergogna in cui viviamo
e costringere i signori prepotenti
a cercare la coscienza abbandonata
come rovi
intralciano il sentiero.
Se non li spezzi
t’intrigheranno sempre.
Ma i rovi ricrescono
e i sentimenti smarriti ritornano.
E allora occorre
un nitore incessante
per spazzolare i dolori
e renderli levigati
come ciottoli di torrenti.
E allora occorre
un nitore incessante
per ridare serenità
ai sentieri della coscienza.
Come una falce
la forza dei ricordi
taglia i tristi fieni dell’oblio.
che mi sono iscritto al sito,
di poesie ne ho fatte tante
belle, brutte, divertenti.
Di commenti poi ne ho avuti
poche volte ho ricambiato,
perché a parer mio
trovo giusto che un poeta
debba scriver emozioni
o momenti della vita
senza regole ne inganni
perché parla con il cuore.
Potran passar mill'anni
ma il mio scrivere è lo stesso
non vorrei mai far contento
chi mi dice senza riflettere
che i tempi son cambiati.
Si! Su questo potrei essere daccordo,
i tempi son cambiati
ma la vera poesia resta impressa nella mente
di chi legge attentamente.
I miei occhi riflettono le ombre quiete
dei monti molisani che si stagliano
ingrugnati nel remoto orizzonte
simili a bisonti addormentati.
E nel riverbero della calotta
azzurrigna traboccante di stelle
si disperde il buio,
pieno di luce scordata,
come dopo uno spettacolo pirotecnico.
Le mie orecchie ascoltano
il respiro leggero degli ulivi
che intonano un accordo musicale
basso come la luna nel cielo.
E nel fruscio di un richiamo
sommesso, indefinibile,
ritrovo serenità di pensiero
come nelle folate zufolanti di un vento
autunnale incuneato nel folto del bosco.
fragile e piangi
non dirai mai
il motivo della tua tristezza.
Se sei un uomo
che a volte per orgoglio
o totale stupidà
non vuoi ammettere che in fondo
un consiglio detto dal cuore
va ascoltato e mai dimenticato.
Se sei un bimbo
che aspetti con impazienza
il giorno che diverrai grande
tutte le notti andrai a dormire
pregando il Signore
che ciò s'avveri....
Se sei un vecchio
e qualche lacrima scende,
ripenserai al tempo passato
conterai i giorni
che stan per finire.
ricorderai amore ed orgogli
e le preghiere che dicevi da bimbo.
in un volo, dove tutto tace
e non basta un tramonto bambino
perso, nelle lacrime di un sogno,
tra soffi di speranza senza tempo
o in cantici di un mare d’inverno.
Tutto tace,
anche il cielo più atteso,
immerso in una musica folle
che, lascia orme e immagini nella mente
dannate dal pianto e dalla luce del sole,
percorrendo un binario morto.
Tutto tace,
nell’anima che ha paura dei silenzi,
delle ferite, dal sapore antico
in una vita senza ali,
come un libro, ornato di pagine bianche
in attesa, del deserto della sera.
all'insulsa mano tesa?
Lei
che senza dir perchè
al mio gesto si discosta.
Vale forse svelar dolore
a chi
contro l'anima in brandelli
sciorina una spada?
L'umano
mio simile
avvenente invenzione
che natura
- in forse momentanea gioia -
donava.
Ed ancora
la mia fede
di fronte allo schiaffo
bruciante come il fuoco
che scalda il mio silenzio.
Ed ancora
io che chiedo
al passante o al nemico
se ho forse sbagliato.
Fai in fretta
ragazza,
la vita non t'aspetta
non perdere oggi
quel treno veloce
che porta verso
il mare infinito.
Un tuffo profondo
ti porta verso il mondo
che sino a ieri
hai vissuto da bimba.
Fai in fretta!
La vita è in diretta,
come la tua età
così giovane e forte,
il tuo sorriso
poi....
Illumina la gioia
di chi ti vuole bene.





