quello vero
che colpisce.
Ti prende intensamente
facendoti scoppiare la voglia.
L'amore...
Che a volte
può distruggerti la vita
se non puoi viverlo
a trecentosessanta gradi.
Cosa dire...
Se a volte le parole
che hai nel cuore
non puoi esternarle
col tuo amore.
Che cosa sei
tu...
Che quando arriva la notte
ti nascondi dal mondo
in un angolo buio
a piangere
per amore.....
dell'alba
fammi sperare
fammi credere
che tutto può mutare
che la luna sorrida
e doni armonia
al terreno
scivoloso
trattato con freddezza
per fermare tuoni
burrascosi
soccorsi
credendo di esserci
alla soluzione
sperata
in una nuova tranquilla
dimensione
Gli anni son passati
e i tempi son cambiati
i baci erano veri
li sentivi sulle labbra
il sapore
adesso
è solo di parole
scritte su un pc.
L'amore faceva vibrare
quando la stringevi
forte a te
ora puoi vibrare
ma non sai il perchè.
Gli anni son passati
e il mondo era reale
adesso chiudendo gli occhi
ti ritrovi nel virtuale.
L'amore si ti da,
ma ti svia poi la mente
da quello che poi l'amore
ti donava veramente.
Alcuni miei germogli son fioriti
e nascondono altri germogli tra le foglie.
Altri li vedo e sono appena in boccio,
girano intorno per cercare il sole.
Spero di avergli insegnato la passione,
i modi di inseguire grandi sogni,
l'uso corretto della propria testa,
la libertà, il coraggio dell'amore,
il tempo, il ritmo, una sana ostinazione,
la verità del tempo che trascorre,
ma, soprattutto, l'improvvisazione.
che stiate ad ascoltare
la rabbia e miei lamenti
ognuno ha le sue beghe
i suoi sfracelli
i suoi tormenti.
Non pretendo certo
elogi e complimenti
non sono un divo
e non aspiro a diventar poeta
ma ciò che scrivo
è il sangue che mi cola
come una fonte
nell’aria quieta.
Ma se avete una briciola di tempo
se passate da qui distrattamente
fermatevi un momento
e dedicate a me una lettura
a questi scritti
che sembrano non lasciare scampo
che lasciano di ghiaccio
e poi saranno dimenticati
maledetti e frantumati
come le mie ossa
sotto la terra
in una verità nascosta.
un solo incolore
in quest’odore di stalattiti
tanti estranei
davanti alle porcellane:
guardare ma non toccare
ché il sentore del danno ci fa orrore
S’è voltato un occhio
troppo concupiscente…
ah!
che lo nasconda il folle
dietro occhiali-cortina!
Il cielo è muto, in alto
ammaina l’onda
e continua il suo corso
Imbottigliato nel traffico
pensi a lei che ti aspetta,
il semaforo è rosso
si affacciano mille pensieri,
non hai voglia di tornare
ti senti diverso
forse senti un po' freddo,
accendi la radio
le note di una vecchia canzone
ti riportano indietro,
avevi 20 anni
il mondo davanti,
con lei al tuo fianco
guardavi la luna
guardavi le stelle
con occhi sognanti...
ti guardi intorno
non hai più pazienza
vorresti fermare un po' il tempo
che scorre veloce,
c'è lei che a casa ti aspetta,
ma lei ormai
non la senti più tua
non c'era
ne avevo bisogno come quando si cerca
nessuno si fermava ad ascoltarmi.
mi ha risucchiata dentro
per un' amicizia che si spezza,
impotente
ti distrugge l'anima.
che s'innalzano al cielo,
come un macigno
ma alla fine rimani senza forze
e vedi nella sofferenza il suo sorriso
a muoversi perchè è arrivato all'ultimo stadio
al più presto
per aver pensato
... anche solo per un momento
morto
sofferente.
sta pensione!
Io che pensavo
de viaggià
adesso sto quà
a sospirà!
Sta pensione
sembrava vera
ma è solo una chimera.
Me credevo de sognà
l'azzurro mare
e i verdi monti
me ritrovo co ste tasse
e le spese a fine mese.
Non se pò sognà
dentro a sta società.
E' na vita questa quà?
Me credevo de scappà
ma me tocca tribolà
sennò come facccio
pe magnà?
Lasciatemi sfogare
è proprio un brutto affare!
le chiese sono gremite
di uomini donne e bambini
che pregano in tuo nome
e che si stringono le mani
in segno di pace ed affetto:
"...tanto, poi niente ci rimetto
e tra la gente grande è l'effetto..."
Io, vorrei vedere le chiese gremite
quando si parla di persone avvilite
di uomini che sono senza lavoro
di bambini che non hanno ristoro.
Io, vorrei che da li il prete dicesse
che la nostra chiesa a volte non fa bene.
chi tratta la vita come poltiglia.
Non fa bene
e gli usurai che taglieggian la gente
e chi da politico fa il criminale.
Non fa bene
non permettendo l'ingresso
nella casa del mio Dio e di Cristo
ad un suicida per disperazione
perché..."contro la vita è il gesto"...
o quando Mina ha chiesto per il suo
Piero Welbi una negata messa
che a Pinochet venne concessa.
Non fa bene
non contrastando forte la sua pedofilia,
quella che meno t'aspetti
e che lascia dolore e profonda una scia
nei preti più retti.
E poi vorrei che avesse sempre il coraggio
che quella volta ha avuto Peppino
che pur consapevole del suo svantaggio
è andato avanti, affrontando il destino.
E poi vorrei che tutto quell'oro
che spesso vedo nelle chiese
venisse fuso per dare un futuro
a quelli che hanno le vite sospese.
E ancora, vorrei che andasse quel prete
tra la sua gente a portare il vangelo,
quello di Cristo che toglie la sete,
a chi derelitto già merita il celo.
E poi,
dagli uomini che vivono male
spesso con uno stipendio da fame,
dai bambini soldati del mondo,
da chi vive nello squallore più profondo,
dai poveri anziani che non hanno
più un soldo per campare,
dai giovani che ormai sanno
che non c'è futuro da realizzare,
da chi vive dentro un vagone
della mia immensa stazione
la sua vita di barbone,
nella più nera disperazione.
Io potrei continuare l'elenco
ma non credo sia il caso di andare avanti
e poi son certo che a qualcuno lo manco
perché, di poveri Cristi c'è ne son tanti.
Ecco vorrei
che quella chiesa che si da da fare
non fosse solo un flebile segnale,
piuttosto la regola della mia religione
che del mio Cristo ha visto la Passione.
E vorrei poi, che quando è Pasqua
che significa " passare oltre"
ci fosse davvero nel senso Cristiano,
la volontà di alzare la coltre
che spesso si cala come un sipario,
sulle quelle vite che sono un calvario
e finalmente la Resurrezione,
viva il suo vero significato,
quello che, Gesù con la sua sofferenza
mi ha insegnato:
"la mia, degli ultimi è la chiesa
e che a loro sia sempre la mano tesa".
sognando un vento lontano
disegnar pensieri a granelli
sotto un albero di melograno
Gocce aguzze le gote baciano
avverse sfidano salde catene
con poesie che urlano invano
per un amor che il mar trattiene
Ferito a curar la folle malinconia
immobile nascosto dietro il muro
celo le pene del cuore in agonia
per una vita vissuta da spergiuro
nel vento
che scompigliava i capelli
al sole
che si specchiava
sul mare pulito
mentre si avvicinava una coppia
radiosa
con la macchina fotografica
in mano
saltellando tra una roccia
e l'altra
avvolte dai detriti
sulla sabbia bagnata
sfiorata da una velata tristezza
che riprese a camminare
pensierosa
di desiderare magiche attenzioni
per sentirsi rinata
nell'assenza di nerissime
nubi
Poesia scritta nel 2007







