II
Incantata osservo
riflesso nello specchio
che mentire non sa
il miracolo inverso
che il mio viso
ha truccato con rughe
di saggezza, forse,
di avanzata fulminea
del tempo certamente
Alle spalle
scorre come
una pellicola sbiadita
la gioventù
violata
dalle stagioni
fuggite via
Senza rancore
ripenso al cammino
percorso
perchè inutile
rimpiangere ciò che
più non è
il ciclo vitale è perpetuo
ed imperituro
Spacco virtualmente lo specchio
e sorrido …..
HO PROVATO A SEGUIRE IL CONSIGLIO DI ALESKEJ ....
NON SO E' CIO' CHE TU PENSAVI, LA TUA POESIA
MI HA ISPIRATO QUESTA .... GRAZIE ...
come mantide acerba
smembrano le parvenze
burlando il presente
L’orizzonte s’infiamma
sconvolge le naturali tinte
e il vento ora tacito
non ferma più la musica.
Greve l’odierno rimpatria
il sole impavido si assopisce
mentre serro pigro gli occhi
bramando un po’ di pace.
Infuria possente la brezza
sulla campagna dorata
come il frizzante oblio
sotto il curvar della sera.
Mi piego al tuo volere
compagno vento
finché amor mi elevi
a liberar melodia.
la criniera volava
e liberissimo correva
galoppando
con estrema disinvoltura
fra sguardi tranquilli
in quel verde smagliante
mentre il sole si specchiava
e sorrideva alla natura
al nostro tenerci per mano
all'ombra di una siepe
e ciglia affettuose
tra schiene riscaldate
dal mese di luglio
che l'umore cambiava
Mi piace guardare i cavalli, è da un bel pò che non ne vedo
Se io potessi dire
direi al mondo intero
con voce sottile,
la mia passione
il mio tormento
la mia vita
la mia solitudine,
Che notti intere passo ad ascoltarmi.
La mia anima mi veglia
il mio cuore l’ascolta
ma so che..
il panico mi tormenta
ed ogni volta che mi addormento
so di avere il tormento
di ricominciare.
dello scandire dei minuti
che si dissolveranno
di un fuggire lontano
e sigillare gli occhi
profondamente
per ascoltare un segreto
che forse mi dirai
fra nuvole di poesia
stilla vuota nel cuore
inutile per me
pur se passionale
e commovente
nel rischiararsi del mio cielo
mutando lacrime in un canto
di un desiderio
d'un chiarimento
Perchè hai abbracciato la nuvola
nera, anzichè la nuvola bianca?
Sera d'estate
fuggito altrove il temporale
quietato si è il vento
la pioggia ripulito ha
come brava massaia
le fronde degli alberi
dalla polvere,
il cielo ha ritrovato l'azzurro
una brezza soave
solleva dall'afa
Ed eccomi qui
davanti ad un video,
che l'elegante pergamena
ha sostituito,
le dita sulla sterile tastiera
non abbracciano più
le belle penne
con l'inchiostro
di un tempo che pare
così lontano,
a far piover parole
grondanti dal cuore
per farne poesia
nel silenzio intimo
della sera che avanza
Nell'aria vibra
la musica soave di Vivaldi
godo di questo momento
di pace armonica
alle spalle svanisce
il giorno passato
vissuto di momenti
stanchi, pesanti
ma pur di sorrisi
gioie condivise
di profumi e colori
che i giardini vestono
Perchè la vita solo non è
pesantezza, tristezza
ci dona momenti
da assaporare
come pasticcini alla crema
addolciscono il palato
e l'anima
e nel posar le membra
stanche e doloranti
sul talamo
aspettando l'abbraccio
di Morfeo
ringrazio Dio ...
un altro giorno mi ha donato

Ti volti indietro,
e rivedi le occasioni perse,
guardi avanti...
tempo, poco ne rimane
e rivedi
le stazioni affollate
e tu
ferma ad aspettare
per troppo tempo...
e i treni partivano
ma tu non ti decidevi,
e li perdevi,
li guardavi allontanarsi
con malinconia.
Ora, sei ancora alla stazione,
poche corse son rimaste
ma tu,
sei sempre indecisa
e ti fa rabbia
saper di non aver mai avuto
la spinta giusta
per salire sul treno.
nella notte che ulula,
tra silenti e amari pensieri,
che lasciano la poesia
confusa nei chiarori dell’alba
in sintonia, con la realtà.
E vaga la mia anima,
raminga tra la nebbia
che, incede a passo lento
in difesa della memoria, dei ricordi,
nel silenzio della casa vuota
velata, dai vetri opachi.
Con le mani frementi,
mi aggrappo a pezzi di carta
oziando, sull’orlo della fine
in attesa, della sera
ardendo sia senza fine.
- L’ultima -.
questa vita,
accarezzando ancora
un sol pensiero,
ascolto musica
che fa vibrare
forte il cuor.
Mi annullo nel silenzio
di un trascorso giorno
per non pensare
al triste cielo,
mi addormento di sera
gettandomi nel sogno
poi fatato
che accende
di infinita voglia
romantica passione.
Mi son trovato
tra le mani
un vecchio libro di storia
ho aperto a caso
a pagina 295
ho cominciato a leggere
si parlava di guerra
e di un soldato
che nella pagina ha seguire
veniva illustrato,
un eroe che poi venne dimenticato.
Ho ritagliato con cura
quella figura
ci ho fatto un soldato di carta,
incorniciato l'ho messo vicino al crocifisso
che ho in camera da letto,
ed ogni notte dico una preghiera.
Ora quel libro
che parla solo di guerra
è rimasto senza il soldato
che andava ricordato.
Io ci ho fatto un soldato di carta
e come ad un santo
ogni notte gli dedico
una preghiera.....
d'essere migliori.
Cos'è che ci fa pensare
d'essere arrivati...Onnipotenti.
Oggi ho visto un barbone
non ci ho fatto mai caso
ma ho guardato i suoi occhi
eran pieni di lacrime.
Non ho fatto come sempre
che facendo finta di niente
me ne andavo....
Ho dato quel che potevo
al vecchio barbone
poca cosa, ma data col cuore,
immedesimandomi in lui,
ho pensato:
come ci si può sentire
soli,abbandonati.
Che cos'è che ci fa credere
d'essere noi, quando non siamo niente
solo polvere...
E quel barbone,le sue lacrime
m'hanno fatto riflettere.
Chi siamo noi
che giudichiamo,invidiamo
straparliamo,rubiamo,
ammazziamo....
chi siamo...Nullità!
Che finisce in una buca
puoi essere ricco o povero
li ci finisci,
venendo presto dimenticato.
La logica finisce col dilavarsi
sotto una pioggia che azzera,
cuori convinti si sfatano
uno dietro l’altro
passaggi archiviati
gli abitanti e i destini in tasca
I nomi degli insetti,
vedi come ronzano via
dall’epicarpo
e i nostri, rune per gli occhi,
suonano nelle menti al sangue esplicito
sottratti se stessi al verme
ripidi viaggi passano, per i semi
presto nei solchi dei cicloni
fuggiaschi e vinti, non tornano
ma a volte intravedo germogli tesi al vago,
mani splendenti aprire e chiudere
carezzandosi il dorso
Che silenzio assordante
provoca l’incertezza,
parole in chiaro scuro
dette e non dette,
tra i sogghigni e le occhiate,
di chi del dire fa professione.
Resto sospeso
tra l’incazzato e l’offeso,
con l’incubo
di una grandinata di parole
senza senso.
E’ giusto vivere nel dubbio
Tra i sorrisi ironici
di chi non ti da risposte?
Vorrei dar certezza a un’esistenza
piena di dubbi,
senza dover mai
mascherar la mia insicurezza
di eterno fanciullo.
Son solo un sognatore,
troppo spesso indeciso
con mille sogni da realizzare
e mille altri da creare
osservando il fiume della vita
scorrere lentamente nel suo percorso.
Urgnano 29.04.2012








