‘Nc’avemo manco i sordi pe campà,

semo ‘n Calabria che potemo fa !

Ma nun ce lagnamo, semo contenti

pe le bellezze che sono presenti.

C’avemo er cielo, er sole e er mare,

n’avemo artro da argomentare.

L’alba e er tramonto son da incorniciare,

solo un Maestro le riesce a pitturare.

Celeste e giallo come er cielo e er grano,

so li colori de la prima mano

quanno er sole s’arza ogni matina

e s’adagia tra essi pe dà na sbirciatina.

C’è pure er rosso in tutto questo oro

che è der sangue de tutti coloro

che morirono a causa del lavoro

in terre assai lontane, come tanti,

sto a parlà dei nostri emigranti.

Er mare è er fiore all’occhiello,

che dire solamente che è bello,

vor di esse cecati come Omero

e scrive in modo poco sincero.

La luna poi dipinge le atmosfere

trovando fra le sue mille scogliere,

l’anfratti che l’innamorati,

cercheno come gli assetati.

Io vivo qui, nun me ne vojo annare,

ner regno de Nausicaa rimanere,

me basta poco ! E poi posso giocare

cor cavalluccio, de casa in questo mare.


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Profilo Autore: Bronson  

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…E quando ti alzi    
   e quel che vedi non somiglia
       per niente alla tua speranza …
…e  svelto devi correre
verso i  luoghi
    della quotidiana indifferenza,
    che non parlano, che son sordi,
che mentono!
       E ti senti cenere sulla città…
…senza riuscire a scorgere
    nessun gabbiano in volo!

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Profilo Autore: Hera  

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E mi sfiora il pensiero
che tutto sia un sogno
presto mi sveglierò
La pelle del mio viso
avrà lucentezza
di perla della giovinezza,
la fronte libera dalle ferite
del tempo vissuto
Lo sguardo brillerà di gioia
non di lacrime
trattenute a nascondere
sofferenza e stanchezza

E mi sfiora il pensiero
delle nostre labbra
unite in baci caldi,
di noi spalla a spalla
nel buio della notte
parlare, ridere, giocare
e finire poi a far l'amore

E mi sfiora il pensiero
quando mi trovavo
a pensare al futuro con te,
in una casetta nelle lande
delle nostre colline
io e te …. un cane, un gatto
e tanto amore

E mi colpisce il pensiero,
una freccia nel cuore
una goccia di sangue tremula
goccia di rugiada su una rosa appassita,
di un falso, maledetto sogno
di me bambina attempata

Vago nel buio alla ricerca di te
in ogni respiro, in ogni battito
del mio disperato cuore
in cui ti custodisco
raro, immenso dono
dell'amore di Dio
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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E’ come se il buio trattenuto all’arcano collassasse
e i volti del dolore formassero un guazzabuglio di forme
trame senza orientamento nella perdita della misura
in agonia col tempo spappolato d’illusioni rianimate per errore
e identità confuse imbustate dimentiche di indirizzo o ragione
come un rasoio rigonfio d’eventi senz’armonia e senza destino
reciso alla vena del sogno nella consapevolezza finale d’aver ceduto
la semina d’una qualche felicità devota di speranza all’unione fatale
nella rassegnazione vigliacca che ci sia valore nello svendersi alla prima occasione.
Difficile sottrarre la mente alla perdita d’aderenza alla realtà
quando quel che resta è imburrare il primo pensiero per ingoiare la verità
nell’assenza di prospettiva imbavagliando il cuore astemio all’estensione.
Un nodo a una stringa già piena di nodi per il gioco alla noia
tradito l’incanto risalente l’abisso e sanguinante silente simboli all’ignoto
ricco di follia nella ricerca della presunta chiave di svolta.
Quant’è reale il bisogno riverso su sé stesso se la vita mura viva la sua arte?
Se non v’è selezione vivificatrice di senso alla fine della luce, quale la scelta?
La visione ultima d’una anima in piena?
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Duole la vita

In un terreno stèrile…

Or urge altruismo!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Vorrei render musicale

questo mio parlar fatale,

scrivo e getto il mio inchiostro

 fino a quando non dimostro

che il pensiero, dentro me,

è fondato sul perché.

Perché chiede il bambino

sono nato piccolino,

perché dice il grande re

son di carne come te.

Io che ci faccia al mondo,

non me ne rendo conto,

perché in questa società

è difficile campà ?

E chi è il Creatore,

un artista o un impostore ?

queste mille e più domande

che affollano la mente,

all’umano sottoposte

 troveranno le risposte

che, convien, sian suggerite,

dopo attenta riflessione

dalla mente e la ragione.

Ma…non bisogna sottacere…

le risposte saran vere

se dall’anima si parte,

con rimescolio di carte.

E per questo mi domando

cosa vo farneticando,

io che la sento in me

agitarsi sui perché.

Ma ne ho considerazione

forse più della ragione !

Se un giorno crescerò

ed un grande diverrò

sarà chè avrò trovato

l’equilibrio, un concordato

tra due belle dotazioni

per risolvere questioni

che ci affliggono allorquando

siamo in crisi in questo mondo.
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Profilo Autore: Bronson  

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Voltarsi indietro

leggere il tempo

incorporeo, senza dimensione,

non nasce non muore

si ripete in moto perpetuo

nel cerchio della vita

Ci sono volte in cui

vive l'era di una rosa

piccolo bocciolo si apre

nella bellezza

di un balletto classico

per sfiorire come viso di donna

nell'età che avanza,

caduchi i petali sul selciato

sembrano attimi eppur son anni

vissuti, amati, sfuggiti

A volte il tempo è una condanna,

Sisifo spingeva quel sasso

che eternamente ritornava indietro,

mille lune sfilano nel cielo

uno sguardo alle spalle

il ieri è già domani

Rimane il retrogusto del miele,

la scia del profumo,

ed anche l'amaro in bocca

degli attimi infelici

Strana dimensione “il Tempo”

andare avanti sempre

mai perdere l'attimo

senza badare a quel che

si lascia sulla strada ….

non ci apparteneva …



Tratteniamo le emozioni, l'amore


potremo mutarci

in statua di sale

come la moglie di Lot,

la preziosità del tempo non vive

nel materiale ma nell'astratto

del tempo vissuto ...



























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Profilo Autore: Cristina Biga  

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In città, da lì dove sta io non la sento,
solo quando c'è vento o al sorgere del sole
ove strade e le piazzole più chiassose non lo son.
Io mi segno egualmente, ma non è la mia campana,
la sua Iode è registrata, inviata giornalmente
a un'ora prefissata e non sa di voce umana.
Era mano paesana a suonar la mia campana
lo faceva con rispetto e con tocco suo nostrano.
Con la messa del mattino,
l'ora prima rammentava il lavoro mattutino
e così all'ora terza augurava la giornata.
Poi suonava l'ora sesta e ancora all'ora nona,
per finire a mo' divino con il tocco vespertino.
Era sempre lì presente fin dal primo tuo vagito
e purtroppo, immantinente, congedava ogni finito.
Non avrò il suo lamento pel' mio ultimo saluto
ne sarei assai contento, ma ormai la mia campana
ha ceduto il suo mandato a quest'altra che lontana
sento quasi ogni mattina quando ancora tutto tace
quando intorno c'è di sveglio solamente la gallina.


 
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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In  questo  nostro tempo
della più  vile menzogna,
c’è ancora il cuore dei poeti
con le loro notti di martello e chiodi,
a cercar ampolle
con profumi  di distillato loto
a sostenere  sogni bruciati,
e regger verità.
E anche se,
già tutto è stato detto
da migliaia di versi
ìn migliaia  di  consunti  anni,
i poeti , riescono pur sempre
a trovar canti e dolci incanti.
Scavan  sempre   nel mistero
e nella complice bellezza!
Fan tesoro di quel
che resta della vita,
del suo supremo fascino,
di una Dafne in osmosi…
…inafferrabile!
Il suo è alloro da donare
solo a chi, sa essere mirabile  poesia!

 
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Profilo Autore: Hera  

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Al calar dei vespri

rintocchi di campane

richiamano chi fede

nel suo cuore miete

a  cantar lodi al Signore

Volge al tramonto il dì

il cielo di rosso si tinge

nell'animo cala la pace

Nell'ora tarda

chiudono gli occhi gli usci,

attorno al focolare

raccolte le famiglie

a raccontar storie

di tempi passati,

di cavalieri eroici

Fantasie di streghe o fantasmi

lupi neri, ombre scure

i bambini sgranati gli occhi

dall'innocenza che

solo ai loro cuori appartiene,

il capo sotto le coperte

di lana pesante tessute, nascondono

Rintocchi di campane

annunciano un nuovo giorno,

le donzelle dal chiacchierio allegro

al fiumiciattolo a lavare i panni vanno,

cantano le loro voci belle

filastrocche di amori nati o finiti

Vive un nuovo giorno il paesello

nei campi i buoi tirano gli aratri,

a preparar la terra,

semplice, pulita e lieta era la vita

così come i cuori colmi del timor di Dio

Lontani quei tempi ormai,

come favole antiche

seppur ancora tramonti e albe

segnano la fine e l'inizio dei giorni




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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Come il miele
offerto su un coltello affilato,
così le superstizioni
si sono insinuate dolcemente in tutte le popolazioni che esistono sotto il creato,
e stanno pericolosamente in agguato per far preoccupare l'ingenuo malcapitato.

Se esce di casa un venerdì 17
e gli taglia la strada un gatto nero verso le 7:00
il sangue gli si ghiaccia
e di far retromarcia
resister non potrà
e di corsa sui suoi passi tornerà.

Cosa può aver fatto di male
quel povero micio dalla pelliccia nera?
Ma la superstizione si genera e degenera
anche quando vedi una creaturina così tenera.

Se in Brasile si andrà mai lasciar
che il portafoglio o la borsetta
a terra per la fretta
far toccar.

Il cinese stai imparando?
Ma il 4 non puoi andare in giro pronunciando!
Il rosso ti può aiutar
e la sventura allontanar...

Hai un parente in Egitto?
Non lasciare le forbici aperte
ma lasciale sotto il cuscino
e rimboccati le coperte.

Tu in India ti sei trasferito?
Le unghie non tagliare
né di giovedì, né di sabato, né di notte,
altrimenti ti raggiungerà la malasorte.
E se l'eclissi il tuo cibo ha visto,
in spazzatura cadrà, questo è già previsto!

Oh, che gran confusione,
queste usanze senza ragione!
Liberiamoci da esse tutte
e viviam come ci pare.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

Questo autore ha pubblicato 82 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Il nido del cuculo,

siamo qui,

siamo come ci vedete qui,

quelli picchiatelli,

un po’ svitati,

un po’ genii,

un po’ artisti,

quelli come noi,

dimenticati,

scherniti,

beffeggiati,

quelli della salute

mentale,

visti con sospetto,

quelli come noi,

che non  facciamo niente,

che vegetiamo  ebasta,

tra sorrisi ironici della gente,

quelli come noi,

sempre tra i piedi,

sempre di troppo;

e non ci credete,

non ci ascoltate,

il disprezzo della gente,

mentre i mostri

sono loro,

con la loro stupidità,

e l’ignoranza.

Quelli come noi.

 

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Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il sole invade il cielo
ed io, qui seduta  attendo il suo calore.
I suoi raggi illuminano la mia sola solitudine.

 
Io… lontana da quell’unico amore,
lontana da quel corpo
che ho ben tenuto stretto.

 
Ne  conosco  bene la sua  forma
il suo profumo, il suo abbandono.
Ma  soprattutto… la sua falsa promessa!

 
 Tremo ancora alla sua vista,
al ricordo della mia più fine ingenuità,
nell’illusione di poter essere amata.

Le mie tristi mani 
che hanno accarezzato
ciò che hanno perduto,
due ali  infuocate or divengon
per aprirsi verso il cielo.

 
 Van chiedendo  ad Eros... del perché! 
Perché …… se noi, fummo gli amanti
che inventarono l’estasi e gli spasmi?
Perché?



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Profilo Autore: Hera  

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Mi sollevasti

dopo che io caddi

mostrandomi una realtà

che non vedevo prima

una vita piretica

falsa e fatalmente buia

nell'esserci ad occhi chiusi.

Mi sollevasti

e mi prendesti in braccio

come un bimbo appena nato

e rinacqui di nuovo

per riguardare mare e cielo

nel connubio di colori

con occhi nuovi.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Che cosa brama
ancora il mio folle cuore?
Che importa se qualcuno
offende e poi corre e fugge.

Che importa
se i miei doni vede e non li guarda.
Se dice d’amarmi e poi è disfatta.
Presto piangerà!

Intanto Ermes
con la sua coppa d’oro
versa  vino ai sacri  Dei
proferendo la mia quieta richiesta:

di  poter godere solo
dello splendor della bellezza;
dell’eleganza
delle  piccolissime elevate cose!

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Profilo Autore: Hera  

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