Non cerco averi,
voglio piazzali allegri…
Dentro? Pulito!
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L’osservazione in versi, stile haiku (1-4-6) è nata soffermandomi su un eccelso pensiero del celebre Alexsandr Isaevic Solzhenitsyn, scrittore, drammaturgo e storico russo del ventesimo secolo. Attraverso i suoi scritti fece conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro forzato per i dissidenti del sistema sovietico. Gli è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura nel 1970 motivato da la forza etica con la quale seppe proseguire l'indispensabile tradizione della letteratura russa:
“Lo scopo della vita è la maturazione dell'anima. Non rincorrere quello che è illusorio, come la proprietà o la posizione. Tutte cose che vengono ottenute a spese dei nervi, decennio dopo decennio, e sono confiscate nella notte della caduta.”

Commenti
STEFANIA BALSAMO - Il tuo "Germinar fecondo", l'ho letto adesso e sarebbe anche una grande verità ... uso il condizionale, semplicemente per un motivo: nel mondo in cui viviamo oggi, non c'è data possibilità di scelta e vuoi o non vuoi, anche per vivere solo un po' dignitosamente, occorre il denaro e questo lo si ottiene solo attraverso il lavoro, a meno che non si viva di rendita o si delinqua! Ciò premesso, venendo a mancare per molti la certezza del lavoro (anche umile ...) e non essendoci dunque la possibilità di avere introiti di alcun tipo, si finisce col cadere nella povertà più nera ... dunque, se le ricchezze non fanno la felicità, questa, non si può neppure trovare nell'indigenza completa. Purtroppo stiamo subendo, ciò che altri hanno deciso dall'alto per noi ed è lo scotto che l'umanità sta pagando a caro prezzo, per essersi completamente allontanata dalla natura ... dovremmo cercare di invertire la rotta, ma non sarà facile!