Siam tristi ancor prima d'aver conosciuto la tristezza.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
3 commenti
I sogni che te nascheno dar core
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.
e crescheno colorati come ‘n fiore
nun sono fatui, ‘n immaginazione
ma della realtà, anticipazione.
Prenni na sera ar Pincio, a Roma mia
accenni a luna nella prateria
d’un cielo blu che ospita le stelle
sceji con cura quelle, le più belle.
Poi lassa score er ponentino
fra li capelli de chi te sta vicino,
una carezza dai a la città
che, ‘n curiosita, resta ad osservà.
E nun me di che sta situazione ambita
nun l’hai mai sfruttata ‘na vorta nella vita!
E’ er frutto d’un sogno e nun der caso
pe certe cose nun poi annà a naso !
E che all’omo pare tutto realtà
ciò che vorebbe da realizzà.
E, ‘nvece sono sogni assai sofferti
fatti cor core ma co li occhi aperti.
Non so a cosa pensi oggi
e a cosa penserai domani.
Le stelle son lontane,
toccarle è impossibile.
E poter toccare i tuoi pensieri
dovrei prima piangere, poi morire.
In questa vita si piange e si muore spesso.
E il pianto, ce lo portiamo con noi fin dopo la morte
con i nostri interminabili addii, quei vuoti da colmare.
A volte si muor per nulla, ma si nasce per gioire.
Ma questo gioire, a cosa mai servirà in fondo?
e a cosa penserai domani.
Le stelle son lontane,
toccarle è impossibile.
E poter toccare i tuoi pensieri
dovrei prima piangere, poi morire.
In questa vita si piange e si muore spesso.
E il pianto, ce lo portiamo con noi fin dopo la morte
con i nostri interminabili addii, quei vuoti da colmare.
A volte si muor per nulla, ma si nasce per gioire.
Ma questo gioire, a cosa mai servirà in fondo?
Sera d'estate
scivoli lentamente
come calda carezza sulla pelle.
Il giardino è un effluvio d'essenze
elargite da fiori setosi d'ogni colore
che inebriano il tuo ego
di sensuali brividi
di ricordi mai perduti.
In questa calda serata
il soffio delicato d'uno zefiro
t'accarezza con tocchi leggeri
e ti porta a ritroso nel tempo
di serate di ieri
quando assaporavi emozioni
nell'incanto delle sere d'estate
dove magia ed allegria
carezzavano l'anima.
Ora sdraiata mestamente sul tuo letto
mentre aspetti il sonno ed il riposo
attraverso le finestre aperte
respiri con nostalgia quei profumi
sperando ti concedano sogni alati
che ti facciano rivivere la gioia
delle antiche serate
del tempo passato.
Me sa che voi giocà co lo scopo
de fare tu er gatto ed io er topo.
Ma io non so ‘n sorcetto sprovveduto
so granne, grosso ed anche ‘n po’ canuto.
Ce lo so bene come evità
la trappola der gatto che me vo magnà.
An vedi quanto sei pischellina,
te pensi che te creda poverina !
Mò non mi ami, non m’hai mai amato
solo ‘n amico m’hai considerato.
Ma io te sento a me morto vicina,
quanno ce sei s’accenne a lampadina,
me parli ar core come sa far chi
sa che l’amore abita ormai li.
Lo voi negà pure a te stessa ?
Sei cotta, amò, e nun sortanto lessa.
Che poi tu ce abbia l’affari tua
e voglia apparir come ‘n ingenua,
nun toje che me possa amare
senza per questo volerlo ostentare.
Giochi co te, co a tua serenità
e nun capisco io che ce sto a fa.
Ma er topo no ! Tra le tue grinfie io
farei dell’altro, perdoni er Buon Dio,
che farmi prennere pe li fondelli
da gatti in carenza di cervelli !
de fare tu er gatto ed io er topo.
Ma io non so ‘n sorcetto sprovveduto
so granne, grosso ed anche ‘n po’ canuto.
Ce lo so bene come evità
la trappola der gatto che me vo magnà.
An vedi quanto sei pischellina,
te pensi che te creda poverina !
Mò non mi ami, non m’hai mai amato
solo ‘n amico m’hai considerato.
Ma io te sento a me morto vicina,
quanno ce sei s’accenne a lampadina,
me parli ar core come sa far chi
sa che l’amore abita ormai li.
Lo voi negà pure a te stessa ?
Sei cotta, amò, e nun sortanto lessa.
Che poi tu ce abbia l’affari tua
e voglia apparir come ‘n ingenua,
nun toje che me possa amare
senza per questo volerlo ostentare.
Giochi co te, co a tua serenità
e nun capisco io che ce sto a fa.
Ma er topo no ! Tra le tue grinfie io
farei dell’altro, perdoni er Buon Dio,
che farmi prennere pe li fondelli
da gatti in carenza di cervelli !
Potrei scrivere nel cielo
con fili di nuvole.
Le stelle le metto
per i punti e le virgole.
Per il punto interrogativo
prendo uno spicchio di luna.
E scrivo...
Ma il cielo non mi basta
per tutte le parole che vorrei.
Potrei scrivere
l'immensità.
Lasciando dietro galassie
di stelle e fili di nuvole.
Scrivo...
con fili di nuvole.
Le stelle le metto
per i punti e le virgole.
Per il punto interrogativo
prendo uno spicchio di luna.
E scrivo...
Ma il cielo non mi basta
per tutte le parole che vorrei.
Potrei scrivere
l'immensità.
Lasciando dietro galassie
di stelle e fili di nuvole.
Scrivo...
Silenzi vuoti ed opprimenti sopra la sera estiva;
Non ho altri pensieri;
mi avvolge il mistero della notte;
mi abbandono al silenzio
ed aspetto il ritorno dell’alba
Non ho altri pensieri;
mi avvolge il mistero della notte;
mi abbandono al silenzio
ed aspetto il ritorno dell’alba
all’estremo orizzonte che si allontana
Come una cupola il silenzio copre la città;
ogni rumore si spegne nel mistero della notte;
che frantuma ogni aspettativa
ed alimenta le speranze ed i ricordi
E meno male che ce sta er pensiero
a ricordamme che t’amo davero,
ma l’anima, ‘o so, non more mai,
te penso sempre a scanso de li guai !
Sei tu la mia Primula rossa
che appari poi scompari in una mossa,
e io rimango qui ad aspettare
e nun me resta altro che pensare.
Semo sicuri che anche tu me pensi
quanno svanisci pe li cieli immensi,
tanto da nun potè manco mannà
‘n Sms pe famme consolà ?
Che me ne faccio dell’anima e er pensiero
si devo rinunziare a cor leggero,
de ascoltà ‘na singola parola
da te, cui inesorabilmente vola ?
Niente de che, nun stà a fa l’ombrosa,
a me lo sai me piaci in ogni posa,
si ho da stare zitto ed abbozzà
manco un fiato da me ne uscirà.
Mettemola come piace a te
Io te penso e penso anche a me !
a ricordamme che t’amo davero,
ma l’anima, ‘o so, non more mai,
te penso sempre a scanso de li guai !
Sei tu la mia Primula rossa
che appari poi scompari in una mossa,
e io rimango qui ad aspettare
e nun me resta altro che pensare.
Semo sicuri che anche tu me pensi
quanno svanisci pe li cieli immensi,
tanto da nun potè manco mannà
‘n Sms pe famme consolà ?
Che me ne faccio dell’anima e er pensiero
si devo rinunziare a cor leggero,
de ascoltà ‘na singola parola
da te, cui inesorabilmente vola ?
Niente de che, nun stà a fa l’ombrosa,
a me lo sai me piaci in ogni posa,
si ho da stare zitto ed abbozzà
manco un fiato da me ne uscirà.
Mettemola come piace a te
Io te penso e penso anche a me !
Un mondo invisibile,
nascosto, misterioso
vive nella nostra mente
accompagna la nostra esistenza
Sento nel profondo della anima
l’armonia di quel mistero,
il pensiero di camminare e volare
su questa triste realtà quotidiana
la mia anima si libera del tempo
che irradia solo effimere illusioni
C’è un mondo diverso presente in noi
Un mondo di luce ,
di speranza di vero amore
Una mattina fredda d'inverno
la brina si ghiaccia sui vetri.
Scrivo sui vetri...
la solitudine, la malinconia.
E scrivo...
Di quella spiaggia deserta
in pieno inverno.
La sabbia fredda
le onde si consumano a riva.
La schiuma
sparisce fra la sabbia.
Sguardo basso,
pensieri persi nel nulla.
Gli occhi sono attratti da una pietra
dal colore sospetto.
Scopro
una bellissima conchiglia.
Anche lei sotto la sabbia
in quella spiaggia deserta.

Dev'essere ora,
quell'attimo in cui volgiamo lo sguardo al domani
deve perdersi nell'istante dell'oggi,
gli animi del poeta o del fanciullo nella clarità dell'immanenza ne colgano l'esenza,
mentre vuote reti di impulsi elettrici artificiosamente ne costruiscano simulacri leggeri e irreali,
ora, nell'essere e nell'azione, nel tempo e in ogni luogo
si realizzi questa meraviglia eterna.
quell'attimo in cui volgiamo lo sguardo al domani
deve perdersi nell'istante dell'oggi,
gli animi del poeta o del fanciullo nella clarità dell'immanenza ne colgano l'esenza,
mentre vuote reti di impulsi elettrici artificiosamente ne costruiscano simulacri leggeri e irreali,
ora, nell'essere e nell'azione, nel tempo e in ogni luogo
si realizzi questa meraviglia eterna.
Sublime nutrimento
dell'umana coscienza;
dalle tue radici
fermentano poliedriche idee
e da acerbe intuizioni,
germogliano eroi.
Or fosco e disperato
gridi vendetta,
e mentre generi malasorte,
gemi, ferito.
Sepolta e' la bonta';
e la sovrana follia
guida il divenire...
Imbrigliato e moribondo
implori pieta'.
Oh pensiero non perire!
Ancor piu' fervido,
libero,danzerai,
nell'umano intelletto.
Qualcosa svigorirà, lo so,
un po’ come quando la luna
sbianca tutta, prima di scomparire.
Non è più il tempo
del pesco dormiente, in primavera,
o delle gemme appisolate del ciliegio,
entrambi già pronti a rifiorire.
Questi giorni sembrano briciole
di vita e d’amore, sensazione forte
priva di argini e nulla si può.
A cosa mai servirebbe!?…
… Tutto è così naturale,
la consapevolezza sa
che un fiume non risale il suo letto,
corre sempre verso il mare.
… Così,
la vita non torna mai indietro.
…“ Vai, e non sbagliare più. “…
Invece, quanti strappi su questa tela!
Ma non serve rimuginare
sotto questo sole che volge al tramonto.
La luce è ancora calda e questa tela
può ancora accogliere ed imprigionare
un trionfo di colori.
… Strada facendo la luna,
nonostante,
ha ancora da dirmi…
un po’ come quando la luna
sbianca tutta, prima di scomparire.
Non è più il tempo
del pesco dormiente, in primavera,
o delle gemme appisolate del ciliegio,
entrambi già pronti a rifiorire.
Questi giorni sembrano briciole
di vita e d’amore, sensazione forte
priva di argini e nulla si può.
A cosa mai servirebbe!?…
… Tutto è così naturale,
la consapevolezza sa
che un fiume non risale il suo letto,
corre sempre verso il mare.
… Così,
la vita non torna mai indietro.
…“ Vai, e non sbagliare più. “…
Invece, quanti strappi su questa tela!
Ma non serve rimuginare
sotto questo sole che volge al tramonto.
La luce è ancora calda e questa tela
può ancora accogliere ed imprigionare
un trionfo di colori.
… Strada facendo la luna,
nonostante,
ha ancora da dirmi…
Prode e mortale uomo,
anche tu, piangi,
quando il sole non può render
scintillanti gli occhi tuoi,
e divenir brillanti le tue lacrime,
pari a perle di rugiada.
Nel declino che va
e affida le chiavi alla luna,
è allora che le tue lacrime
si confondono con le stelle,
e segrete e silenti affogano,
tra le pieghe del cuscino.
La Dea della bellezza,
desta di notte e vegliante,
avrebbe voluto raccoglierle,
come perle, senza sprecarne alcuna,
berle fino all’ultima goccia,
placar così l’arsura dei tuoi pensieri
e viver con ardente brama
il tempo suo restante.











