Gira la ruota del destino
calpesta chianche di speranze avulse,
ornando vedute di specchiate realtà
mentre scivola lentamente sui sentieri della vita
tra i raggi a filmare segmenti di serenità.

Sbircia da lontano casupole silenziose
il cielo accarezza i tetti sussurrando, 
un campanile lì all’ammiro, è posto omertoso
con campane pronte a risuonare al mondo.

Dita vezzeggiano l’aria
pennellano linee a marcare il fato
d’una infanzia imbastita da ricercati ricordi,
cigola ancora quel vecchio carro in solitaria
macina concerti rivestiti di memoria
al pensiero a venire di presto mattino.

Miraggi di tempo tra le montagne riflessi,
vogliosi occhi a spiare l’abbagliante sole,
l’anima filtra nei vuoti d’una sottile voce,
la voce d’un cuore che parla
alla ruota del destino
nel cantico infinito d’un amor trovato.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Un po' eta, un po' beta e più grata

alla sorte che strinse la mano

pargoletta nei campi di grano

saraceno di un oro zecchino.




Era ieri, era sera e la cera

liquefatta sul piatto smaltato

s'induriva per farsi più nera

della notte piombata sul prato.




Era l'alito di una fiammella

a far luce sui libri sfuggiti

al controllo, un barlume di stella

che sapeva i miei sogni carpiti.




E strappava l'ordito del cielo

mentre l'ombre tremavano i muri,

raccogliendo le briciole al volo

sorrideva ai miei passi insicuri.




Era sera, e non c'era il domani,

né la voglia di vivere il giorno...

D'ora in ora passavano i treni,

manessuno lasciava l'inferno.




Era un passo di storia ed un peso

troppo grande nel fondo degli occhi

che piegava i ginocchi, che poso

dentro i versi con limpidi trucchi.
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Profilo Autore: perlanera  

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Voglio essere ciò che sono. Vorrei
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
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Profilo Autore: fgl  

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Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi

Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi. Dimenticare.

Te ne vai. Resti.

Ho gia dimenticato i giorni, ieri. Domani forse lo ricordo bene. Scrivo

per non dimenticare i giorni. Giorni come questi. Tramonti come questi.

Tramonti che spalancano le porte alla notte. Oggi.

Tramonti e notti portano verso il giorno, verso il sole. La Pioggia.

Scrivo per dimenticare ieri che diventa oggi e che non ritorna domani.

Scrivo. Per leggere di me. Per me stesso lo stesso io di prima. Ieri.

Scrivo per dimenticare i giorni. Ma i giorni non si dimenticano di me.

Giorni come questi, d’estate, d’Agosto. Dimenticare. Resti. Te ne vai.

Scrivo per ricordare di dimenticare. Ricordare.
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Profilo Autore: fgl  

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Resterei eternamente qui con te.
Non smetterei di fissarti:
sei la donna ideale,
fornita di ottimi attributi,
sorriso accattivante,
parole suadenti;
solo sentir il tuo tono di voce,
il core intraprende una lunga corsa
senza sosta.
peccato o fortuna:
due vite non marceranno mai insieme.
Due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
Compartimenti stagni,
impossibilitati a comunicare.
E' nellanatura dell'uomo;
il carattere non si confonde con un altro,
l'egoismo non cede minimamente il suo potere.
Se dona ricchezza,
prima o poi la rivuole indietro.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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L’uomo del banco delle macchinette



Sono io,

sempre dalle macc hinette del caffè,

sono io,

seduto prono

nella poltrona,

mentre la gente passa

trafelata

e

indifferente;

sono io,

che osservo e  guardo,

e capisco tante cose,

anche quello che la gente,

non crede;

chi mi vede bene,

chi male,

chi mi saluta,

chi mi disprezza;

male e bene,

negativo e positivo,

cose giuste

altre meno;

il mondo è così,

alcuni non ti vedranno mai,

altri sono amici.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Sì. Dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passar del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e che cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, non sufficientemente pura, forse addirittura immorale.

(Anton Pavlovič Čechov)



Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
L’alba fugge brontolando al buio
il silenzioso strascico di luce
ha tra le sue ombre speranze e sogni
illusioni dipinte su animi sonnolenti
inconsci digiuni d’affamate coscienze
dolorosi fiordi affioranti sul fondo dei segni
nell’intimo racchiuso al significato celato
sgorgante oblio d’elemosina
o follia di vivo amato.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Tutto sembra vero fin quando si crede che sia
persino quando non lo si creda
purché sia risveglio di dolore il fondo;
il condono che ha il suo seme nell’uomo.
Dilania l’anima, dilata i limiti
strazia, stravolge l’essere
l’attesa al fine, l’algia alla vertigine, il salto nell’irrisolto;
la vita tranciata tra flutti d’empatia al pianto.
E’ là che l’agire s’amputa d’angoscia
l’involuto alleva inquietudini vive
feconda l’intenzione purché sia
pace al sonno, quiete al pensiero
cieco percorso ansimante sé stesso
ritorto su sé stesso, arenato in quel che è stato,
disarmato dal suo rimpianto,
placido flesso di cielo proteso al cosmo.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Esile ricordo sarà il dono
noi , con le nostre trasparenze vedove
orizzonti persi in miraggi inconsistenti,
chiaro scuri inquietanti di specchi
caduchi teatri d’involo nell’io sono
rime dimentiche d’espressione, transizione.
Io sono, io penso, io sento, io, io, io…
un continuo re iterato io…
ma nell’oltre è tutto così precario,
fragile d’altro il nostro dio!
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.


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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Quello che io cerco è il mondo.
Quello che raggiungo è il cosmo,
ma libertà s’infrange e la sua dolce prospettiva.

  Dai frantumi  è il sorgere
di  mille assoluti cosmi
poiché,di sfere innumerevoli siam fatti.

…Come rinascere da capo,
per ora, scegliere, e discernere?
 Come afferrar se stessi,
arduo, è il raggiungersi.

L’unica totalità è l'immodificabile,
il definitivo incomprensibile,
la più quieta accettazione.

Spietato muro del non essere,
 urto, che non vuole  speranza:
…impossibile non subire,
impossibile non morire,
impossibile non peccare…e la feroce colpa!

La sola certezza è quel che ci è toccato:
Lo scacco… cifra suprema!
 Possiamo esser solo, quel che già siamo!



Opere di: Igor MItoraj 


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Profilo Autore: Hera  

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La posta è stata altissima ed ho messo 

sul piatto della sorte la mia vita

puntando contro il sole e il suo riflesso

sui muri di una strada senza uscita.




Decisi di vedere, di toccare

con mano l'altra mano di un disegno

diabolico,  tra il buio ed il bagliore

di un sogno indegno all'ombra delle aurore.




La posta è stata altissima e ho rischiato

il fiato barattando con la sorte

il tempo ed ho battuto chi ha barato

giocando sporco insieme alla mia morte.
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Profilo Autore: perlanera  

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Dispensatore
di fantasiose promesse mai mantenute.
Un marinaio ha lasciato la sua barca
per confinarsi
sulla ostile terra,
scura e stretta.
Una divisa bianca
manca di candore immacolato.
patetica parata di avventuriero consumato.
La pelle non tirata a lucido
svela un involucro ricoperto di telo,
incancrenito da salsedine.
Tanti porti han tollerato
la sua superbia;
ascoltato mirabili gesta
di omerico eroe.
Un marinaio in ginocchio
incontra l'agonia della terraferma;
ha dimenticato di saper nuotare;
non distingue
la divina stella
protettrice del suo orientamento.
La sua ciurma più fedele
nega oradi averlo conosciuto
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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In molti a soffrire l'arsura
falgellante spiagge arroventate.
Soldati della 207 divisione costiera:
caricate i pezzi
e sino all'ultimo proiettile
sparate!
la battigia pullula di nemici in kaki,
con i ferri piazzati ai denti;
rapporto di forze:uno contro venti.
Non fatevi frodare
dall'orrore
o soldati;
resistete e copritevi d'onore;
il nemico è temibilee astuto;
da esperto mentitore
si professa il liberatore;
viene con squadriglie di bombardieri
a "freddare"
gli scolaretti chini sui banchi.
Uccide il colono impegnato sui campi.
Una giostra a Grosseto insanguinata
mitragliata a volo radente.
Il ghigno di Satana
a lungo sguazza
esa essere suadente.
I soldati della 207 divisione
hanno serratoi ranghi
Sul grigioverde non si posano
le fauci degli avvoltoi
I militi marciano e combattono
nel firmamento dei vincitori
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Invecchia la parola,
sdrucciola su levigate pagine di vita
al capolinea tracciato da quell’arcobaleno
vissuto in quegli attimi e con un soffio dileguato.

Tramonta la luce
nelle notti aperte nei svuotati cassetti,
tra sgombrati aleggi di panorama offuscato,
tra gli steli di fiori appassiti… al vento liberati.

Enigmatici disegni,
linee tracciate con matita spuntata
tra le mani il nulla, scandaglio del niente
rosicante desiderio sulla soglia del perdono.

Invecchia la parola
nelle ombre a passeggio in vuote stanze,
pulsa frenetica l’ira del chiedere
tra i pensieri che fuggono alla evidenza
nell’ultimo osare  d’un finale zittire.

Davanti agli occhi il buio,
l’insolito silenzio a circondare la speranza
nel lascito di battito ansante… del tempo finito
per quel finale viaggio di povera esistenza
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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Fuori dagli schemi, 
ai margini di un rigo, 
ai bordi di una strada, 
alberga la semplicità. 
Campa di poco,
non viene quasi mai sfamata. 
È spesso costretta 
a vivere in angusti spazi, 
dove si nutre di piccoli germogli. 
Si espande, cresce e prolifera 
in quelle menti che sorridono, 
piangono, gioiscono, patiscono, 
si spengono, si riaccendono, 
si alimentano e come piante crescono:
senza un fine, né un particolare motivo, 
così, semplicemente...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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E’ qui, che dobbiam durare,
 qui dobbiam cercare
poiché il mondo è ombra di Dio.


Eppure, ci siam concessi
la più estrema esitazione,
il più crudele dubbio,
 la facile bestemmia.


Il breve tempo, sprecato,
a stabilire e  immaginare
   un possibile altro mondo;
  oltre la terra è ormai il  pensiero,
 su altro suolo e altri  pianeti!


...Come hai fatto presto, uomo,
a dimenticare lo sbocciar
del giglio e della rosa,
   il dono raro, degli odorosi frutti,
   il suolo forte che ti sostiene i passi .
 

Che se non fosse  
per il fruttato paradiso,
e per il giglio e per la rosa,
e l’abito prezioso 
che ti accarezza il corpo...
...potrebbe dirsi quasi,  
che, la dolce madre,
terra amena, asilo infranto
 è dimora unica 
a mortali ed immortali.



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Profilo Autore: Hera  

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Striature di vita frusciano l’aria,
s’avvinghiano tra i pensieri affannosi respiri
e si trasportano al carezzo del vento in bonaria
verso quel viaggio alle mormorate porte dell’anima.

Nuvole accompagnano profumi d’esistenza,
dallo scrigno dell’anima è a fuoriuscire, impazza
del proprio “io”  la luce, l’incanto
e come passeggero nel tempo che svolazza,
sull’altare un dolce sibilo a condurre la speranza
nell’alito pellegrino che tinge il volto.

Una flebile voce scorta il cammino,
la guida avvolgendo di nebbia il corpo
e dondolando tra i versi cesellati nelle albe
carpita le sensazioni, le emozioni al suo albore
al bussare… alle aperte porte dell’anima
nel fruscio che investe il cuore.

Riflette lo specchio il vestito sguardo
induce, nel segreto del petto e segna l’attesa,
fissa tra le pareti d’uno scalzo sogno,
l’entrare e nel  serbo di quel traguardo
alle porte di quella sussurrata anima… pensa
di quell’amor l’eterno bisogno.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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